I Fantastici Quattro – Gli Inizi arriva in sala con l’intento di marcare il territorio degli spazi in sala riservati ai cinecomic, al momento del tutto sottratto ai Marvel Studios dai reboot di Superman e dell’universo avversario DC firmati James Gunn.
A tentare il capovolgimento nel braccio di ferro tra le due case di produzione di cinema dai fumetti dovrebbe pensarci un film molto discreto, semplice e lineare, firmato dal Matt Shakman di WandaVision, che punta molto su un’estetica vintage anni ’60, regalata dall’ambientazione su Terra-828, e su un’atmosfera retro-futuristica affascinante, che regala alla pellicola un tono di certo piacevole.
Per tornare al paragone con Superman, anche per I Fantastici Quattro si sceglie la via di azzerare il meccanismo da origin story, o almeno di limitarlo al minino. E proprio come nel film dell’alieno coi superpoteri, il film dedica un piccolo prologo a introdurre i super-personaggi: una trasmissione televisiva celebrativa in questo caso, per i quattro protagonisti che hanno già subito le loro mutazioni e acquisito il loro status di protettori del Pianeta Terra da quattro anni.
Non è l’unica somiglianza con il film di Gunn: anche qui, ancor più che di poteri, creature e mutazioni, si vuole parlare di famiglia – non per forza di sangue – e di valori profondi ma universali, facilmente riscontrabili nella vita di un superuomo, ma anche in quella di una persona normale. La declinazione di questi messaggi è differente, perché mentre Superman cerca di capire quale sia il modo più giusto di essere figlio, due dei Fantastici Quattro dovranno scoprire come si diventa genitori.
Il cuore de I Fantastici Quattro – Gli Inizi è, infatti, la gravidanza di Sue Storm [Vanessa Kirby]. Quello che dovrebbe essere il coronamento di un sogno inseguito per tanto tempo dalla Donna Invisibile e da suo marito Reed Richards [Pedro Pascal], si trasforme nel peggiore degli incubi quando, annunciato dalla discesa di uno strano araldo [il Silver Surfer interpretato da Julia Garner], il Divoratore di Mondi Galactus [Ralph Ineson] annuncia l’imminente scomparsa della Terra e di tutti i suoi abitanti.
I coniugi, insieme ai sodali Ben Grimm/La Cosa [Ebon Moss-Bachrach] e Johnny Storm/Torcia Umana [Joseph Quinn], si lanciano in un’avventura spaziale per raggiungere il lontanissimo punto in cui il Divoratore attende il momento di entrare in scena, per provare a negoziare, ma il titanico villain pretende, in cambio della salvezza del pianeta, il figlio non ancora nato della super-coppia.
Il dilemma morale che esplode nella mente e nei cuori degli eroi è ovviamente pesante come un macigno e tira in campo il senso di sacrificio e le grandi responsabilità che derivano da grandi poteri ma, attenzione, il tutto viene trattato nel modo più delicato possibile, senza
cadere nel dramma né nel burlesco. Sì, un altro punto in comune con il film di Gunn è quello di aver scelto un approccio ingenuo, drammaturgicamente minimale, per mostrare l’intento di volersi agganciare a un tipo specifico di racconto a fumetti. E se il cast di attori scelto si dimostra davvero azzeccato, i personaggi non sono tutti sviluppati allo stesso modo: mentre Reed e Sue vengono approfonditi in modo attento e puntuale, per gli altri due dei Quattro va meno bene. La Cosa non riesce a esprimere pienamente la sua nostalgia per il suo vecchio aspetto umano, nemmeno attraverso l’accenno di invaghimento per una donna che ritorna in tre punti ma non attecchisce mai, mentre per la Torcia Umana la situazione si fa un po’ più approssimativa e disordinata.
Chi non è un conoscitore della saga a fumetti dei quattro mutanti, come chi scrive, non sarà affatto difficile seguire la storia che non pretende pregressi ma, anzi, regala strani e inattesi rimandi al mondo Ghostbusters: un messaggero dall’aspetto femminile appare sulla Terra per annunciare l’avvento di un Distruggitore che, quando arriverà fisicamente sul Pianeta, avrà dimensioni da kaiju e si muoverà fra le strade cittadine facendo a pezzi palazzi e monumenti. L’araldo si rivolgerà a quattro eroi [che sono un gruppo di “lavoro”, ma ancor di più una famiglia] chiedendo se sono proprio loro i “difensori del Pianeta”. E ancora, spostandoci sul sequel, il villain richiederà il possesso del neonato con cui sembrerebbe voler stringere una sorta di legame animico-mentale.
Si tratta sicuramente di suggestioni e di certo le vicende sono riprese così com’erano dai comics, ma metterle in ordine in questo pezzo e condividerle con gli amici di InGenereCinema.com è divertente quanto averle percepite.
La cosa meno a fuoco, per un non cultore della materia, è proprio Galactus, la motivazione che lo spinge e che lo ha portato a trasformarsi per diventare quello che ci viene mostrato non sono affatto raccontate. Ci vengono fornite solo poche frasi, che non servono a inquadrare la cosa nemmeno all’interno di una cornice che fa della semplificazione il suo punto di forza. La somma totale di pro e contro, però, pende verso il lato positivo: il film diverte e intrattiene, e la parabola che trasforma due supereroi in una mamma e un padre è di certo ricca di concetti edificanti.
Il film [che ha due scene nei credits] fa da ponte introduttivo all’atteso Avengers: Doomsday, ma se dovessimo per forza fare una scelta tra il film di Shakman e quello di Gunn, saremmo portati a scegliere il secondo; più deciso, moderno, forse anche coraggioso nell’essersi voluto calare nel sociale e nel politico.
Per fortuna al mondo [e in tutti i mondi parallelamente esistenti] c’è spazio per più di un cinecomic a stagione.
Luca Ruocco
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I FANTASTICI 4 – GLI INIZI
Regia: Matt Shakman
Con: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Ebon Moss-Bachrach, Joseph Quinn, Julia Garner, Ralph Ineson, Paul Walter Hauser, Mark Gatiss
Uscita in sala in Italia: mercoledì 23 luglio 2025
Sceneggiatura: Josh Friedman, Eric Pearson, Jeff Kaplan, Ian Springer
Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Anno: 2025
Durata: 135’
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