Sergio Bonelli Editore ha portato da pochi giorni in libreria e in fumetteria il settimo volume della serie a fumetti Eternity, ideata e scritta da Alessandro Bilotta, con i disegni di Sergio Gerasi.
Parallelamente allo Speciale annuale di Dylan Dog, atteso per la fine del mese di settembre e ora incentrato su racconti alternativi della vita dell’indagatore dell’incubo ma con salde radici sclaviane, invece che sulla fortunata saga del Pianeta dei Morti, Bilotta sviluppa una narrazione ambientata in una Roma di poco spostata nel futuro, ma non troppo dissimile dalla Città Eterna raccontata in film come La dolce vita o La grande bellezza. Per l’autore, tra l’altro, la sua città natale, declinata in modi [e in anime] sempre differenti, è ambientazione ideale e ricorrente in molte delle sue opere.
Una Roma malinconica e oscura aveva ospitato le tristi storie degli spettri di Valter Buio; mentre una antica, storica e sorniona, è stata casa di Mercurio Loi, altra serie pubblicata sempre da Sergio Bonelli Editore.
Sebbene le vicende narrate nella Roma di Eternity si svolgano nel futuro e presentino tecnologie leggermente avanzate o differenti da quelle a cui siamo abituati, la serie non si propone al lettore come una saga fantascientifica. Quello che interessa a Bilotta è di restituire ai fruitori un’osservazione profonda sugli abitanti di questa città, l’analisi di una società cinica e fredda, ma anche capace di sognare come forse nessun altro saprebbe fare.
Il protagonista della saga di Enternity è Alceste Santacroce, un cronista di gossip che frequenta gli ambienti dell’alta società romana. L’uomo, esile, coi capelli rossi e la sigaretta perennemente accesa, si muove tra eventi mondani e conosce i comportamenti più intimi dei vari protagonisti del mondo dello spettacolo così bene da essere diventato anch’egli, senza nemmeno desiderarlo troppo, una sorta di star.
Nel volume 6, “I giorni non finiscono mai e la vita passa in fretta”, illustrato sempre da Gerasi, Santacroce aveva raggiunto l’apice della fama, ma la sua notorietà mescolata al suo essere sempre stato profondamente sprezzante e senza scrupoli, lo aveva portato a finire tra le corsie di un ospedale, con un pallottola in testa.
Dagli effetti dell’imprevedibile attentato trae spunto “L’impresa un po’ presuntuosa della resurrezione”. Stavolta la prima parte della storia serve a concretizzare, anche attraverso i disegni sempre puntuali e davvero recitanti di Gerasi, un doloroso percorso riabilitativo che avrebbe dovuto portare Alceste a riacquisire abilità di movimento, parola e ragionamento. L’uomo è assai caparbio anche nel momento più triste, ma quando riprenderà il pieno possesso del suo corpo e della sua vita, sarà ancora l’Alceste
Santacroce che abbiamo imparato a conoscere? Il bozzolo rattrappito di muscoli e ossa che era diventa il suo corpo, giunto a maturazione, farà tornare al mondo un nuovo personaggio o una nuova declinazione del giornalista?
Ancora una storia profonda, che nasconde riflessione e malinconia nell’ironia e in una finta frivolezza e in un cinismo immotivato [riuscitissimo lo scambio di battute all’interno del centro di recupero], quando invece è carica di sentimenti, avvenimenti, personaggi da conoscere o da riscoprire. E in cui giusto e sbagliato non sono mai concetti del tutto definiti o perfettamente percepibili, per questo non è così semplice andare avanti senza sporcarsi un po’ le mani o l’anima.
Abbagliati e un po’ persi in quello che vuol dire, nel fumetto e fuori, vivere pienamente questa città chiamata Roma.
Luca Ruocco
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ETERNITY – Vol. 7 – L’impresa un po’ presuntuosa della resurrezione
Autori: Alessandro Bilotta, Sergio Gerasi
Editore: Sergio Bonelli Editore [www.sergiobonellieditore.it]
Pagine: 74
Illustrazioni/Foto: Sì
Costo: 21,00 euro
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