2027: cinque anni dopo gli eventi di Jurassic World – Il dominio, l’ambiente terrestre si è rivelato davvero inospitale per i dinosauri. La maggior parte delle specie diffuse nei vari continenti hanno conosciuto una nuova estinzione, entrando in contatto anche con virus e malattie degli umani. I dinosauri sopravvissuti hanno trovato rifugio ospitale in alcuni remoti luoghi tropicali, simili agli habitat in cui un tempo prosperavano.
L’agente sotto copertura Zora Bennett [Scarlett Johansson] viene reclutata da una potente azienda farmaceutica per portare a termine, con il supporto del paleontologo dottor Henry Loomis [Jonathan Bailey], una missione top secret ed estremamente pericolosa che ha a che fare proprio con le creature preistoriche. Coadiuvati da un gruppo di ex-soldati dagli invidiabili curricula e dai difficili trascorsi personali, i due dovranno infiltrarsi in una zona proibita, un’isola che un tempo era sede di una struttura di ricerca speciale del Jurassic Park, per localizzare tre delle più grandi specie di rettili giganti che abbiano mai vissuto sulla Terra e prelevare un campione del loro DNA. Una missione semplice da raccontare e pianificare ma, come si vedrà, complicata da portare a termine su di un’isola ormai del tutto sotto il controllo delle più pericolose specie preistoriche e di alcune creature ibride e mostruose, sopravvissute agli esperimenti dei laboratori di JP.
Jurassic World poteva dichiarare esaurita la sua vena narrativa e creativa, dopo aver riportato in un parco a tema i dinosauri della trilogia capostipite; aver giocato la carta delle creature geneticamente modificate per riuscire a diventare più grandi, spaventose e perciò più spettacolari [vedi l’Indominus Rex e l’Indoraptor]; ed essersi spinta fino alla clonazione umana, con utilizzo di DNA di dinosauro?
La risposta è ovvia, ed è “no”. Jurassic World – La rinascita, il nuovo sequel e possibile punto di partenza di una nuova trilogia, è affidato a un autore come Gareth Edwards: regista solido e di gran mestiere, oltre che grande intenditore di film con creature enormi: il suo Monsters del 2010 lo condusse dritto a dirigere Godzilla, ritorno su grande schermo del re dei kaiju e primo capitolo del MonsterVerse, nel 2014.
Un regista di grosso calibro che assicura la riuscita di complesse scene d’azione, come quella che porta la ciurma di mercenari e un gruppo di naufraghi nelle acque territoriali di un enorme mosasauro. L’orchestrazione è precisa, la gravità della situazione mette subito in pericolo di morte protagonisti e comprimari ma, e questo è il grave problema dell’intera pellicola, allo spettatore potrebbe non interessare affatto.
Oltre ad una mission minuscola che motiva il viaggio dei personaggi, infatti, la più grave inefficienza della pellicola è la scarsissima empatia che il pubblico sviluppa verso i personaggi umani del film, prima fra tutte l’agente affidata alla Johansson che, per quanto continui la linea dell’eroina al femminile portata avanti soprattutto nella seconda trilogia della saga, è effettivamente poco strutturata e rimane fino alla fine una figura anonima. E questo non perché la pellicola non regali a ognuno di loro una introduzione, anzi, buona parte della tranche iniziale de La rinascita vola via così.
Niente da fare nemmeno per il partner in crime della donna: non basta la strizzata d’occhio al Loomis di Halloween o il legame al dottor Alan Grant, personaggio che, tra l’altro, sembra aver fornito lo scheletro strutturale su cui costruire questo nuovo paleontologo dal cuore tenero, che è zavorra e bussola della banda di mercenari. Così come non basta presentare nuove specie come i titanosauri, con una scena potenzialmente romantica che rimanda – ingigantita – a una molto simile di Jurassic Park.
A mancare quasi sempre è la tensione, nonostante l’intenzione di mettere in moto meccanismi di suspence ci sia. Per tornare su territori conosciti e funzionali, vengono chiamate all’appello vecchie glorie squamate. Il dilophosauro, il quetzalcoatl, gli spinosauri, che sono ancora feroci, ma cacciano in gruppo e i loro attacchi diventano acquatici ma sono sbiaditi. E poi c’è anche il T-Rex, a cui viene dedicata d’uopo una scena di inseguimento, ma enormemente meno horror di quello del suo esordio su grande schermo.
La soluzione in pieno stile Jurassic World è ancora una volta il ricorso agli esperimenti genetici, all’ibridazione: idea poco fresca all’interno di una saga che proprio dagli esperimenti sul DNA e sull’ibridazione [di dinosauri con anfibi, ad esempio] ha trovato la scintilla creatrice.
In questo caso oltre a rinvenire un laboratorio con cadaveri di dinosauri deformi, l’isola è diventata il territorio di caccia del mostro più orribile, grande e pericoloso di tutti venuto fuori finora dalle provette: il Distortus Rex, creatura insettoide a sei arti, puzzle tra il re dei dinosauri, un enorme xenomorfo e il Rancor di Star Wars. Funziona? Sicuramente a livello di marketing e gadgettistica, così come il piccolo cucciolo di aquilops americanus adottato dalla famiglia di naufraghi e battezzato con il nome di Dolores, che rimanendo in tema di galassie lontane lontane protrebbe essere una versione giurassica di Grogu. Ma la domanda giusta da porsi è: cosa aggiunge e dove porterà?
La rinascita continua di certo il percorso di abbassamento d’età del target di spettatore ideale della saga, già cominciato col primo Jurassic World, ma c’è all’interno della pellicola una forza di minore intensità ma di direzione contraria, che sembra non volersi abbandonare a questa deriva. Deriva anche da questo il senso di incompiutezza che si respira.
Finora, i primi capitoli delle rispettive trilogie giurassiche si erano dimostrati i film migliori di ogni mini-saga. Se questa dovesse, però, essere la pellicola più riuscita di un gruppo di tre, il pericolo di estinzione potrebbe non essere più solo una trovata narrativa. Gran peccato.
Luca Ruocco
–
JURASSIC WORLD – LA RINASCITA
Regia: Gareth Edwards
Con: Scarlett Johansson, Mahershala Ali, Jonathan Bailey, Rupert Friend, Manuel Garcia-Rulfo, Luna Blaise, David Iacono, Audrina Miranda, Philippine Velge, Bechir Sylvain, Ed Skrein
Uscita in sala in Italia: mercoledì 2 luglio 2025
Sceneggiatura: David Koepp
Produzione: Universal Pictures, Amblin Entertainment, The Kennedy/Marshall Company
Distribuzione: Universal Pictures
Anno: 2025
Durata: 134’
InGenereCinema.com Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario
