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BABYLON di Damien Chazelle

La “Società del Cinema” come dannazione, come luogo infernale e dissoluto, dove godere di lusso e sesso sfrenato, e dove si è alla ricerca della fama, pena la fine di tutto, in tutti i sensi.

È questo il contesto dentro cui si muove Babylon, l’ultima fatica molto attesa di Damien Chazelle [La La Land], nelle sale italiane giovedì 19 gennaio, reduce da incassi deludenti negli USA.

Il primo protagonista di questo film è il Cinema. Babylon, infatti, narra [o vorrebbe narrare] il passaggio dal cinema muto al sonoro, in un arco temporale tra gli anni ’20 e gli anni ’50, in cui la settima arte subisce trasformazioni importanti, che mettono a rischio la carriera di attori, registi, sceneggiatori, e non solo, e segnano la fine di un modo di pensare il film e un nuovo inizio completamente diverso.

Ne sanno qualcosa Nellie LaRoy [Margot Robbie] e Jack Conrad [Brad Pitt]. Quest’ultimo è un attore di cinema muto molto famoso, che conduce una vita lussuosa, circondato da compagne che vanno e vengono, e con cui ha un rapporto molto controverso. Conrad è all’apice del successo, le copertine dei giornali sono dedicate a lui, le donne lo adorano e lui è gonfio di orgoglio. Reagisce alle situazioni più assurde [non possiamo rivelarvi troppo] senza scomporsi mai, perché fondamentale è anaffettivo.

Nellie è una ragazza estremamente egocentrica, sfacciata, disinibita e assolutamente sciocca. Si definisce una star senza esserlo, e pur di raggiungere il successo è disposta a tutto, senza freni. Ha un passato turbolento di cui non ci viene svelato praticamente nulla, ma sicuramente la sua personalità è frutto di una infanzia difficile.

E poi c’è Manny Torres [Diego Calva], un giovane dai modi gentili che dal Messico giunge negli USA con il sogno di far parte del mondo del cinema. Manny non ha un’idea ben precisa di che ruolo ricoprire, ma quando gli viene concessa la possibilità di stare sul set di un film con Conrad protagonista, in cui riesce rocambolescamente a risolvere un problema venutosi a creare all’improvviso, vede iniziare la sua ascesa. Fin dall’inizio farà un po’ da angelo custode a Nellie, mostrandola anche un innamoramento garbato e indeciso, ma che lei, scalmanata e agitata dopo i primi successi cinematografici, non nota mai.

Come anticipavamo, il passaggio dal muto al sonoro decreterà la fine di una carriera per alcuni di questi personaggi, mentre sarà per altri una rinascita.

Babylon racconta il Cinema come un mondo dissoluto, una bolgia infernale in cui sembra essere esplosa una gara a chi compie il peccato più grande e in cui, di giorno, si fa una pausa per girare svogliatamente qualche scene di un film, con le antenne puntate alle feste orgiastiche della notte successiva.

Parliamo un film esteticamente molto pompato. Scenografie e coreografie sfarzose che sanno incantare o forse illudere lo spettatore, e sequenze lunghissime e quasi mai utili che non riescono nell’impresa di estraniare e ipnotizzare, ma il più delle volte pesano sugli occhi e nella mente di chi guarda.

In una di queste la Robbie è protagonista assoluta, e da sfoggio d’arte erotica con comparse disinibite, che come lei non hanno freni né pudori.

Perché Babylon è un film molto esibizionista, esagerato in ogni aspetto, in molti punti volgare. Un carro carnevalesco che fa di tutto per attirare l’attenzione sulle attrazioni che ha profumatamente pagato.

Chazelle, che firma anche la sceneggiatura, dirige un film sovraccarico, ridondante… e sembra fermarsi qui. Sì, perché la pecca di Babylon è proprio la gran confusione. Troppi temi e sottotemi sempre poco sviluppati; personaggi principali e secondari che si avvicendano disordinatamente, fragili e buffoni, stravaganti e narcisisti; situazioni comiche – solo talvolta riuscite – e drammatiche che si confondono ma non si fondono; tutto e niente.

C’è poca anima in questo film, esagerato oltremisura, anche nella durata di oltre tre ore, che, come dicevamo prima, si costruisce di sequenza e blocchi interminabili. L’unico personaggio realmente interessante è Manny, perché è l’unico di cui riusciamo a conoscere davvero il carattere, l’unico che, pur facendo parte del cinema in un secondo momento come manager, continua a mostrarsi per quello che è realmente. Anche lui, però, come Nellie e Jack Conrad, sarà vittima di quel mondo, un vero e proprio demone che consacra la dissolutezza, che affascina e uccide, dentro e fuori, e che trova in Hollywood la sua espressione migliore.

Tutti e tre gli attori protagonisti del film, Margot Robbie, Brad Pitt, e Diego Calva, fanno bene la loro parte. Divertenti le sequenze in cui Pitt parla in italiano facendo irritare una delle sue donne, ed è proprio la sua indifferenza alle situazioni del mondo reale – contrapposta al suo darsi da fare nel mondo sognante del cinema – a renderlo spietato.

Tra i personaggi secondari, da sottolineare la figura del musicista jazz Palme [Jovan Adepo], che, come protagonisti, raggiunge il suo momento di gloria nel cinema, e che con altri musicisti allieta le feste lussuriose a cui tanto spazio dà Chazelle, fino a stancare…

Breve il contributo al film di Tobey Maguire, nei panni di un malavitoso, che ci conduce in una scena grottesca e ancora una volta sguaiatamente sopra le righe.

Gilda Signoretti

BABYLON

Regia: Damien Chazelle

Con: Margot Robbie, Brad Pitt, Diego Calva, Jovan Adepo, Li Jun Li, Tobey Maguire

Uscita in sala in Italia: giovedì 19 gennaio 2023

Sceneggiatura: Damien Chazelle

Produzione: Paramount Pictures, Marc Platt Productions, Material Pictures

Distribuzione: Eagles Pictures

Durata: 189’

Anno: 2023

InGenere Cinema

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