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FASTER, PUSSYCAT! KILL! KILL! di Russ Meyer

“Signore e signori, benvenuti alla violenza. Sebbene la violenza si mascheri dietro un’infinità di pretesti, il sesso resta ancora oggi uno dei suoi pretesti preferiti.” Queste le parole pronunciate dalla voce narrante [rigorosamente femminile] che apre le danze alla pellicola più conosciuta e celebrata del genio Russ Meyer: Faster, Pussycat! Kill! Kill!, un titolo che, ieri come oggi, suona come una sincera e spudorata dichiarazione d’intenti.

Il cineasta californiano arriva a questo film [che è anche il suo ultimo girato in b/n] dopo svariate regie tra lungometraggi, corti e documentari, attraverso i quali gli elementi cardine del suo cinema si erano già ben delineati: stile quasi cartoonistico, montaggio frenetico, contaminazione di più Generi [in questo caso erotico, action e commedia], dialoghi sopra le righe, un’esplicita rappresentazione anticonformista dell’America di quegli anni e, ovviamente, un’adorazione al limite del maniacale per la figura femminile.

C’è poco da girarci attorno: se esiste un fattore per cui Meyer non smetterà mai di essere ricordato è proprio per la scelta di attrici quanto mai procaci e maggiorate. La celebre frase “Io giro solo film di tette” basta da sola a racchiudere tutto il suo immaginario. E anche il titolo in questione non fa eccezione.

Varla [Tura Satana], Rosie [Haji] e Billie [Lori Williams] sono infatti tre formosissime e spietate spogliarelliste che fuggono dallo strip club dove lavorano e si avventurano in un viaggio lungo il deserto a bordo delle loro auto fumanti. Prima incontrano una coppietta di fidanzati, Tommy e Linda, e Varla sfida il ragazzo ad una corsa in auto. Lui ne esce sconfitto e ci rimette pure l’osso del collo, mentre la povera Linda viene drogata e rapita dal malefico terzetto. Successivamente le fanciulle decidono di rapinare un anziano su una sedia a rotelle che vive in un malandato ranch insieme ai due figli. E si prosegue in un tour de force di inseguimenti automobilistici, seni prorompenti e scontri corpo a corpo a suon di arti marziali.

Faster, Pussycat! Kill! Killl! non è solo il titolo più rappresentativo del regista, ma uno specchio perfetto di tutto quello che erano in grado di offrire le opere di un Autore [con la A maiuscola] come Meyer, autentico pioniere di un universo narrativo che oggi verrebbe definito Pulp. Non a caso, sono molteplici le dichiarazioni d’amore nei suoi confronti da parte di nomi illustri come John Waters e un certo Quentin Tarantino, che ha palesemente omaggiato questa pellicola [e, più in generale, tutta la filmografia meyeriana] nel suo Grindhouse – A prova di morte.

Al di là di questi aspetti, la vera icona del film risponde al nome di Tura Satana: perfida, impavida e giunonica seduttrice, è una figura [non priva di accenni lesbo più o meno espliciti] che ancora oggi buca letteralmente lo schermo ad ogni fotogramma. Tra l’altro, sono celebri le continue liti dell’attrice con lo stesso Meyer, più volte costretto a dover rivendicare la propria autorità nella scelta delle inquadrature che la coinvolgevano. Non solo: anni dopo il regista annunciò di voler girare un remake a colori del film, ma il progetto non vide mai la luce dato che Tura Satana deteneva i diritti della sua immagine e del personaggio di Varla, che quindi avrebbe dovuto chiamarsi in modo diverso.

Come altri titoli del maestro, anche questo è diventato nel tempo un oggetto di culto per le femministe, oltre ad aver ispirato il nome della band sleaze/hair metal Faster Pussycat. Cos’altro aggiungere?

Affrontare questa visione significa semplicemente tuffarsi in un micidiale mix di auto roboanti, sesso e violenza à gogo. This is exploitation!

Lorenzo Paviano

FASTER, PUSSYCAT! KILL! KILL!

Regia: Russ Meyer

Con: Tura Satana, Haji, Lori Williams, Susan Bernard, Dennis Busch, Stuart Lancaster, Paul Trinka, Mickey Foxx, Ray Barlow

Sceneggiatura: Jack Moran

Produzione: Russ Meyer, Eve Meyer [Eve Productions Inc.]

Distribuzione: Eve Productions Inc.

Anno: 1965

Durata: 83′

InGenere Cinema

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