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MIRACOLI METROPOLITANI di Carrozzeria Orfeo

Miracoli Metropolitani è il nuovo spettacolo della compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo, andato in scena dall’11 al 23 gennaio al Teatro Vascello di Roma e attualmente in tournée in tutta Italia fino a metà marzo.

Dopo Cous Cous Clan e il famosissimo Thanks for Vaselina – testo adattato anche per il cinema e disponibile su Netflix – la compagnia del drammaturgo Gabriele De Luca torna a calcare le tavole del palcoscenico con una commedia piena, chiassosa, comica, cinica e distopica. Un futuro che somiglia moltissimo al nostro presente, un gruppo di uomini e donne costretti a una socialità forzata per lavorare, vivere e sopravvivere. In un vortice di battute al vetriolo, assistiamo alla grande capacità tecnica di un gruppo di attori straordinario che sostiene per più di due ore un testo frenetico senza mai annaspare, nemmeno sotto la retorica politicamente scorretta davvero strabordante.

Mentre all’esterno le fogne, ormai sature di spazzatura e rifiuti tossici, stanno lentamente allagando la città, in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari, si assiste alla distruzione di una famiglia allargata: Plinio [Federico Vanni], una volta chef stellato, detesta i cibi precotti e liofilizzati che è costretto a preparare; sua moglie Clara [Beatrice Schiros], ex lavapiatti e con il telefono sempre in mano, convinta che le storie su Instagram possano farla entrare nel mondo dei ricchi; Igor [Federico Gatti], figlio di Clara e figliastro di Plinio, auto-recluso ormai da mesi nella propria stanza e ossessionato da un videogame sulla guerra, “Affonda l’immigrato”. In cucina lavora anche Hope [Ambra Chiarello], una misteriosa e aggressiva lavapiatti etiope, mentre a fare le consegne è chiamato Mosquito [Aleph Viola], un carcerato aspirante attore costretto ai lavori socialmente utili. A completare il quadro tragicomico quanto amaro della storia c’è Cesare [Massimiliano Setti], un aspirante suicida che casualmente entra a far parte della famiglia e presto si affezionerà in modo tenero quanto morboso al problematico Igor.

Scritto in epoca pre-pandemica, Miracoli Metropolitani ha in sé qualcosa di profetico, aderendo perfettamente a ciò che la fantascienza distopica rappresenta. Non a caso il testo di De Luca racconta il disfacimento di ogni tipo di ideale e di senso morale a vantaggio dell’effimero e lo fa con grandissima dedizione al ritmo, alla costruzione della messa in scena e delle coreografie. Ogni movimento sul palco è pensato, voluto ed eseguito alla perfezione, mostrando doti interpretative e tecniche davvero di primissimo ordine. È la tempistica e la precisione di esecuzione a colpire maggiormente: la qualità di questa compagnia è così evidente e importante da sopperire anche a difetti e velleità che altrimenti non avrebbero lasciato scampo. De Luca sa bene con che tipo di compagnia ha a che fare e così non si pone alcun limite narrativo caricando di contenuto e di tematiche il suo testo oltre ogni misura.

Miracoli Metropolitani, infatti, propone e si interroga circa il problema razziale e dell’integrazione degli immigrati, sul terrorismo e la lotta di classe armata, sul relativismo e la scomparsa di qualsiasi ideale, sui social network e su quel lento processo di scollamento con la realtà che deriva da un uso scorretto e scellerato. E ancora, l’incomunicabilità tra genitori e figli, l’inesorabile declino dell’istruzione pubblica, la rottura del patto generazionale, il lutto, la malattia, il suicidio e la morte. Davvero una montagna che avrebbe potuto schiacciare chiunque sotto questo peso di ambizione e pretensione. Chiunque, ma non la compagnia Carrozzeria Orfeo, che riesce a nascondere questo sforzo mostruoso sotto il lungo mantello della propria grazia.

Paolo Gaudio

MIRACOLI METROPOLITNI

Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

Drammaturgia: Gabriele Di Luca

Regia: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

Con: Elsa Bossi,Ambra Chiarello, Federico Gatti, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, Aleph Viola

Produzione: Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto -Teatro Dimora | La Corte Ospitale”

InGenere Cinema

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