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I TEATRI MOBILI di Girovago e Rondella Family Theatre

Al centro del quartiere Testaccio e più precisamente alla Città dell’Altra Economia ci siamo imbattuti, durante questi giorni di festività, in una realtà magica, sospesa nel tempo e nello spazio, che strizza l’occhio ai piccoli ma anche ai più grandi, dando loro l’opportunità di riassaporare il gusto della propria infanzia.

In una specie di installazione d’ispirazione circense, l’insegna dei Teatri Mobili brilla nel cielo di Roma. Due autobus – più precisamente un TeatroBus e un Camion-Teatro – circoscrivono lo spazio creando al loro interno una piazzetta con un palco su cui si esibisce, accogliendoci, in un concerto di musica balcanica voce e chitarra, il duo Kalo’ Taxidi. Scopriremo poi essere anche due attori della Compagnia Dromosofista che, insieme alla compagnia Girovago e Rondella è artefice di questa meraviglia.

C’è tempo, prima che inizi lo spettacolo, per curiosare un po’ in giro: sbirciare in piccoli Teatrini Emozionali che al loro interno custodiscono storie, guardare dei pupazzi danzare nel Music Garage, osservarsi distorti nel Metamorface o, perché no, concedersi un giro sulla giostra RiCiclo Carosello a Pedali. Sembra un sogno: tutto è favolistico e onirico eppure anche così materiale, artigianale, palpabile. Ed è forse proprio questo il bello dell’esperienza che ci stiamo accingendo a fare: l’unicità stupefacente e fantastica di quest’arte e insieme l’incredibile professionalità, concreta e meticolosa, che serve per praticarla.

Inizia il primo spettacolo: Manoviva della compagnia Girovago e Rondella. Entriamo nel TeatroBus in fila indiana, pazientemente, uno dietro l’altro, e ci si svela un mondo. L’interno del Bus è completamente adattato a spazio teatrale. Delle gradinate [c’è posto per una trentina di persone] guardano allo spazio scenico, che altro non è se non un tavolino con una luce puntata, direzionata sul momento da un tecnico che è parte integrante dello show.

Il Teatro di Figura prende in Manoviva una forma ancora più specifica: delle marionette da dita danno – appunto – vita alle mani dei due attori. Manon e Manin, questi i nomi dei due personaggi, sono due artisti circensi che ci deliziano con una serie di numeri sempre più difficili. Trenta minuti di spettacolo senza parole, eppure estremamente comunicativo, capace di meravigliare ed emozionare grandi e bambini. La compagnia Girovago e Rondella si esibisce in uno spettacolo commovente ed estremamente difficile dal punto di vista dell’esecuzione tecnica, in cui ogni gesto così apparentemente naturale nasconde in realtà uno studio incredibile sul movimento delle dita e sull’espressione corporea della marionetta.

Estasiati da questa prima rappresentazione, ci apprestiamo a goderci anche la seconda, Antipodi della Compagnia Dromosofista, chiedendoci se sarà o no all’altezza di ciò che abbiamo appena visto.

Entrando nel Camion-Teatro ci troviamo in un TeatroBus più grande, stavolta con un vero e proprio palcoscenico adatto al movimento degli attori. Sono tre in scena: giovani, belli e pieni d’energia; riescono nell’incredibile impresa di appassionarci ancor più di quanto già non lo fossimo stati con Manoviva. Il Teatro di Figura, che prima avevamo esplorato attraverso una sola tecnica, lo ritroviamo qui declinato in diversi stili, dal teatro fisico alle ombre cinesi, dalla manipolazione degli oggetti a un’animazione pre-cinematografica, in un viaggio surreale tra personaggi assurdi ma adorabili, tra musiche balcaniche e ritmi ancestrali. Anche qui le capacità tecniche e artistiche dei tre attori sono di altissimo livello, ma colpisce in particolar modo il talento di Rugiada Grignani, esplosiva, estremamente puntuale ed efficace.

Ahinoi, lo dice il nome stesso, i Teatri Mobili viaggiano per l’Italia e per il mondo e – per adesso – non sono più a Roma, ma potete rintracciare Girovago e Rondella Family Theatre nel loro Spazio Dromosofico a Vetralla [VT], una casa-atelier in cui ospitano artisti internazionali e organizzano regolarmente workshop dedicati a differenti aspetti della creazione artistica: dalla drammaturgia di uno spettacolo senza parole, alla manipolazione corporale, al suono.

Nel frattempo, vi consigliamo di tenerli d’occhio attraverso i social network per poter approfittare, non appena sarà possibile, dell’esperienza che vi regaleranno i loro meravigliosi Teatri Mobili.

Irene Scialanca

InGenere Cinema

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