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MORRISON di Federico Zampaglione

Federico Zampaglione è certamente un amico di InGenereCinema.com. Seguiamo con interesse le sue iniziative da cineasta e abbiamo condiviso in molteplici occasioni la sua passione per l’horror e per il giallo all’italiana di argentiana memoria. Ci ha sempre colpito il suo amore per il cinema di Genere, nonché la tenacia dimostrata nel realizzare film personali come Shadow e Tulpa.

Giunto al suo quarto lungometraggio, però, Zampaglione ha deciso di prendersi una pausa dall’horror per dedicarsi a un racconto di formazione ambientato nel mondo della musica. E chi meglio del frontman dei Tiromancino può raccontare le speranze, le illusioni e i turbamenti di una band pop-rock che prova a farsi strada in un ambiente così complicato come quello musicale? Lo fa adattando per il grande schermo il romanzo Dove tutto è a metà scritto a quattro mani dallo stesso Zampaglione e da Giacomo Gensini.

Così nasce Morrison, ovvero la storia di Lodo, giovane artista sognatore e Libero Ferri, ex rockstar in crisi.

Due generazioni diverse unite dalla passione per la musica.

Lodo non ha un buon rapporto con suo padre e cerca l’amore di Giulia, la sua coinquilina per la quale ha una grande cotta. Il ragazzo fa parte dei MOB, una band indie che si esibisce in un noto locale romano: il Morrison, appunto. Lodo incontra per caso Libero, che sta attraversando un momento difficile della sua carriera. Chiuso in se stesso e in attesa del grande rilancio, Libero vive isolato da tutti nella sua bella villa, trascurando anche sua moglie Luna. I due diventeranno presto amici, due musicisti diversi con modi diversi d’intendere la vita. Il loro sarà un rapporto di continui confronti e rappresenterà per entrambi la spinta per andare avanti.

L’ultima fatica di Federico Zampaglione è, dunque, una dichiarazione d’amore per la musica che dà senso alla vita, consente di stringere legami indivisibili, fa desiderare grandezza e libertà, generando passione e turbamenti. Più simile a una canzone dei Tiromancino, piuttosto che al cinema del terrore che fin qui ci aveva proposto, Morrison rappresenta per il regista romano l’occasione di avvicinare il pubblico che compra i suoi dischi a quello della sala cinematografica. E i presupposti per centrare il bersaglio c’erano tutti.

In fondo, Federico Zampaglione conosce benissimo il mondo e i sentimenti indagati da questa sua ultima pellicola. Sa bene cosa voglia dire esibirsi di fronte ad un pubblico di un piccolo club o cosa si provi a dover gestire un successo enorme. Ha frequentato l’insana pressione del consenso, evitando di esserne schiacciato.

Dunque, le premesse per assistere a un racconto sincero e autentico c’erano eccome, tuttavia, Morrison aderisce troppo presto a una serie di convenzioni retoriche tese a descrivere la superficie di questa vicenda, piuttosto di scendere in profondità come ci saremmo aspettati. Se la partenza ci aveva fatto scorgere una volontà di intimità e di purezza, seppur in chiave giovanilistica, s’intende, nell’incedere della pellicola gli eventi si appiattiscono verso uno sviluppo prevedibile e formale. La verità di ciò che si è vissuto e affrontato lascia il posto a consuetudini da fiction che, a poco a poco, impoveriscono la visione e raffreddano l’empatia. Un vero peccato poiché la passione schietta e pura che Zampaglione nutre per la settima arte è assolutamente evidente e irresistibile.

Noi di InGenereCinema.com ne siamo assolutamente conquistati e auguriamo a lui e al suo nuovo film ogni successo.

Paolo Gaudio

MORRISON

Regia: Federico Zampaglione

Con: Lorenzo Zurzolo, Giovanni Calcagno, Carlotta Antonelli, Giglia Marra, Riccardo De Filippis, Adamo Dionisi

Uscita sala in Italia: giovedì 20 maggio 2021

Sceneggiatura: Federico Zampaglione, Giacomo Gensini

Produzione: Pegasus Entertainment, in associazione con QMI

Distribuzione: Vision Distrubution

Anno: 2021

InGenere Cinema

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