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LOVE AND MONSTERS di Michael Matthews

Si sa che la soluzione dell’uomo alle peggiori minacce è sempre una sola, l’atomica. Soprattutto se un meteorite rischia di spazzare via la civiltà; quello a cui non si pensa quasi mai sono le conseguenze che comporterebbe. In Love and Mosters – nuova uscita di Netflix diretta da Michael Matthews – le radiazioni hanno portato molti animali ed insetti a diventare enormi e letali. +

Inutile dire che in questa situazione l’uomo si è trovato svantaggiato; dopo essere finito in fondo alla catena alimentare e aver visto la popolazione mondiale decimarsi del 95% non gli è rimasta altra soluzione che rifugiarsi sottoterra e armarsi al meglio delle possibilità per contrastare la minaccia nelle rare escursioni in superficie in cerca di cibo.

In questo contesto Joel – che non ha più una famiglia – passa le sue giornate con il suo gruppo, lontano dalla battaglia contro i mostri perché inadatto ad ogni tipo di attività. Non ha mai dimenticato la sua amata Aimee, però, e non appena scopre che la sua ragazza è ancora viva, decide di affrontare da solo un viaggio di ben sette giorni in superficie pur di rincontrarla. Durante questo viaggio, tuttavia, imparerà che il mostro peggiore di tutti a volte è proprio l’uomo.

Gli ingredienti per un’ottima ricetta ci sono tutti: l’amore, unica vera forza che per i poeti muove il mondo, azione, mostri giganteschi e una certa linea comica che in questi casi non guasta mai. Ma non è tutto: l’estetica di Love and Mosters è studiata in modo che si possa adattare ad un pubblico piuttosto giovane. Basti pensare all’introduzione realizzata con una carrellata di disegni mentre la voce fuori campo di Joel ci spiega nel dettaglio cos’è successo dalla minaccia del meteorite fino allo stato attuale delle cose, raccontato non senza un po’ di sano umorismo che ricorda la sequenza iniziale di Benvenuti a Zombieland, uno dei capisaldi degli post-apocalittici di stampo comico. Nonostante le ovvie differenze non è infatti difficile ritrovare nell’imbranato Joel un po’ del Columbus di Jesse Eisenberg, soprattutto quando ad affiancare il protagonista ci sarà una coppia di sopravvissuti che non farà altro che canzonarlo pur dandogli una significativa mano. Un altro evidente omaggio è reso poi anche a Io sono leggenda; sebbene infatti tutto sia profondamente diverso nelle due sceneggiature, non si può non fare il collegamento nel momento in cui Joel trova il cane, che sarà da quel momento il suo più fedele amico.

Nonostante però le similitudini, la freschezza della sceneggiatura fa sì che la storia sia almeno in parte nuova rispetto al panorama appena descritto; la commistione tra la vena comica, il fine romantico, i ben diversi intenti dei fugaci compagni di viaggio di Joel e un tocco di dramma che tuttavia non appesantisce troppo la trama, fanno sì che il film riesca a non mettersi in competizione con nessuno dei suoi predecessori – complice senz’altro anche la scelta di non sfruttare più gli zombie ma altri tipi di creature. Ed è qui che si arriva al nodo della questione; perché in un film con i mostri è importante dare un aspetto dignitoso ad ognuno di loro.

Se il primo nemico mostrato ricorda quasi i vecchi pupazzoni con cui molti di noi sono stati cresciuti – con somma gioia dei più incalliti nostalgici – tutte le creature successive godono di buoni effetti speciali. Una scelta quantomeno particolare questa, ma la differenza non è così terribile da comprometterne la visione.

Poco o nulla da dire sulla regia che in produzioni del genere tende sempre ad essere invisibile e non autoriale per non risultare scioccamente pretenzioso. Tuttavia anche in un contesto di tale trasparenza il lavoro svolto da Dylan O’Brien è perfettamente in linea, convincente e, anzi, anche coinvolgente in alcuni momenti dove si sfiorano le emozioni più intense. Senza dubbio la star di Teen Wolf è stata utilizzata come calamita per i fan, ma si tratta di una pratica vecchia quanto il cinema e a nostro avviso – finché non si utilizza l’attore sbagliato o non si incappa in una performance scadente – è un escamotage che non arreca alcun fastidio.

Buona anche la colonna sonora, che vanta nomi come quello di Ben E. King o Arcade Fire a rendere l’esperienza della visione ancor più completa.

Unica pecca a questo divertentissimo minestrone di influenze è che purtroppo è necessario uno sforzo in più per accettare come credibile alcune circostanze del film; sebbene infatti tutta l’ambientazione sia ovviamente fantastica, la sospensione della credulità in genere si adatta, trovando comunque poco possibili alcune soluzioni narrative. Questa debolezza si rispecchia soprattutto negli scontri con i mostri; se la popolazione mondiale è stata decimata al 95% è difficile credere che un ragazzo solo e armato solo di poche frecce possa riuscire ad abbattere uno di quei bestioni; ma d’altra parte l’intera trama non avrebbe senso se ci si mettesse ad analizzare nel profondo l’anatomia dei mostri, mentre è più facile perdonare questa piccola svista e concedersi per una volta il beneficio di essere più creduloni del previsto.

 Soprattutto perché, pur non essendo davanti ad un film chissà quanto innovativo, è senz’altro un’ottima compagnia per i noiosi weekend sul divano in cui si ha solo bisogno di staccare la spina.

Claudia Anania

LOVE AND MONSTERS

Regia: Michael Matthews

Con: Dylan O’Brien, Jessica Henwick, Michael Rooker

Uscita sala in Italia: mercoledì 14 aprile 2021

Sceneggiatura: Brian Duffield, Matthew Robinson

Produzione: Entertainment One, MTV Films, Paramount Pictures

Distribuzione: Netflix

Anno: 2020

Durata: 109’

InGenere Cinema

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