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ALBERTO BOGO: La Slasher Comedy amata dalla TROMA in Home Video con Digit Movie!

Ho incontrato Alberto Bogo solo due volte: in entrambe le occasioni c’era di mezzo una proiezione e un festival che abbracciavano i suoi due film: Extreme Jukebox e Terror Take Away [che prima di proiettare avevo conosciuto anzitempo con un assurdo cortometraggio omonimo dello stesso autore, che aveva in nuce alcune delle linee guida del lungo].

Nel tempo, però, con Alberto siamo sempre rimasti in contatto. Ci siamo seguiti anche a distanza e tenuti sempre aggiornati. Con il suo primo lungometraggio Bogo entra nel cuore di Lloyd Kaufman che decide di distribuire Extreme Jukebox con la sua storia Troma [tra l’altro con uno strillo in cover del sottoscritto!].

A giugno 2020 la Digit Movie distribuisce, con Home Movies, in home video [DVD il primo e DVD e BD l’ultimo] entrambi i titoli. L’occasione per parlarne con Bogo era troppo ghiotta per lasciarla passare, Amici dell’Horror!

[Luca Ruocco]: Ciao Alberto. L’ultima volta che ci siamo incontrati è stata per presentare in grande stile il tuo secondo lungometraggio, Terror Take Away, a Roma. Ricordo ancora con piacere la trovata del cartoncino con le varie parti da annusare durante il film… Vuoi ricordare ai nostri lettori cosa avevi tirato su per rendere ancora più divertente la proiezione del tuo film?

[Alberto Bogo]: Si trattava di quello che abbiamo battezzato come “Bogovision”, una realtà aumentata in grado di far sentire agli spettatori gli odori del film. Praticamente, in 5 punti particolari del film, sin basso sullo schermo lampeggiava un pallino rosso ed allora lo spettatore doveva grattare l’odore segnalato. Avevamo ad esempio odore di ascella, odore del sesso, odore di morte, eccetera… E’ stato divertente assistere alle varie reazioni delle persone durante le proiezioni in giro per l’Italia.

 

[LR]: A distanza di un paio di anni Digit Movie porta negli store entrambi i tuoi film. Il rock nel primo, la pizza nel secondo. Mi sembra che tu abbia sempre voluto legare i tuoi racconti ad un humus molto pop, inteso come “popolare”. Quali sono i tuoi riferimenti cinematografici e, in genere, i culturali?

[AB]: Beh, nel primo caso più che pop è stato rock, anzi metal e comunque si trattava di un rock non certo tipicamente Italiano, quindi credo che Extreme Jukebox fosse pre-destinato ad una nicchia, seppur non così piccola, di pubblico. Nel secondo invece si è trattato di un mero espediente narrativo, perché la pizza rappresentava il luogo comune perfetto per costruirci sopra un immaginario che certo è anche parecchio pop[olare]. I miei riferimenti culturali, spirituali…. Sì, dai, ti rispondo istintivamente buttando lì un po’ di nomi-situazioni-persone: Bukowski, Fuori orario, Carpenter, Colpo Grosso, Budda, I ragazzi della terza C, Videodrome, Troma, Jodorowsky, Alice Cooper, Umberto Tozzi, Madonna, Gli Anni ’80, Nanni Moretti, Roger Corman, Don Gallo, Baudrillard, I nuovi mostri, The Burning, Kitano, Adrian Lyne, Carax, Luna di fiele, Lolita, Letti gemelli, Perdenti, Type O Negative e via dicendo nel frullatore… Queste sono le robe che mi sono venute in mente per prime.

 

[LR]: Come racconteresti Extreme Jukebox e Terror Take Away a chi non li ha ancora visti, per fargli capire che non c’è tempo da perdere?

[AB]: Bravo, mi piace la sintesi e anche io odio perdere tempo e farlo perdere agli altri. Extreme Jukebox: è un vero e proprio “jukebox” dove troverete tanto buon rock e metal italico, omicidi piuttosto sanguinolenti e sopra le righe, citazionismo cine-musicale per palati fini e meno fini, una discreta quantità di belle ragazze, una più contenuta quantità di bei ragazzi, ed un generale un “chissenefrega a me e ad Andrea Lionetti [coproduttore e cosceneggiatore del film] ci piace cosi”. Ah sì, anche diverse guest star mainstream che incredibilmente hanno accettato di partecipare a questa follia! Terror Take Away: A tutti gli effetti è un horror politico, però mica palloso! Uno slasher bello feroce che racconta della terribile situazione del lavoro in Italia, e lo fa senza guardare in faccia nessuno! Tante risate, situazioni assurde, parecchio sesso, ma soprattutto un retrogusto che spero sia sinceramente amaro una volta terminata la visione. Sono stato bravo?

 

[LR]: Ottimo! In entrambi i film punti all’horror, allo slasher per l’esattezza. Ci giochi, però. Crei due villain da slasher, ma coniughi i personaggi e i loro body count con sarcasmo e ironia. Qual è, a tuo parere, il valore aggiunto della commistioni di Generi? Ci fai qualche esempio di film mainstream in cui questa commistione ti sembra particolarmente riuscita? E come mai hai deciso di iniziare a ricamare dallo slasher movie?

[AB]: Innanzitutto gli slasher movies a me fanno impazzire. Anche quelli brutti, purché siano sinceri. Credo che i villain dei due film siano molto diversi…In Extreme Jukebox il Naughty Rocky Boy parla moltissimo, è coreografico nelle uccisioni e se la prende abbastanza comoda. Max The Killer di Terror Take Away, invece, non parla mai, è più brutale, sbrigativo e “umano”, al contrario del Naughty Rocky Boy che non lo è affatto. Per quanto riguarda la commistione di Generi, beh, io se potessi mischierei ancora di più e se non lo faccio è solo per motivi di budget. E’ il mio stile, mi viene così. Ho bisogno di tanti sapori e che siano sapori forti, mi annoio facilmente, anche nella vita. Sono del segno dei Gemelli, non mi piacciono “le cose quadrate” e adoro l’imprevedibilità, mi piacciono i film che poi mi vien voglia di rivedere, non perché sono perfetti, ma perché contengono diverse scene “saporite”, scene che rimangono in testa. Io cerco di fare film cosi, cerco di fare film che uno abbia voglia di rivedere. Un horror ironico ed action che mi era piaciuto? Cooties. Il top del crossover movie? Beh per me è Hardware: uno sci-fi action sexy thriller cyberpunk horror post apocalyptic movie. Quello lì è un bell’esempio di film “gustoso”. Ma ce ne sono tanti, potrei parlartene per ore…

 

[LR]: Extreme Jukebox, che hai scritto e prodotto insieme ad Andrea Lionetti, ha attirato l’attenzione di Lloyd Kaufman che lo ha distribuito in USA con la sua Troma. Ci racconti come è andata e come ha reagito il pubblico della Troma al tuo film? Hai mostrato a Kaufman anche Terror Take Away?

[AB]: Dunque, no non ho ancora fatto vedere a Kaufman Terror Take Away, perché – te lo dico adesso in anteprima – abbiamo firmato in questi giorni per un’altra casa di distribuzione americana che piaceva molto a me e David Ferrando [produttore del film]. Con Kaufman è andata in modo strano, io senza saperlo, in una vecchia intervista avevo detto che il nostro film era perfetto per Troma, ma me lo ero dimenticato. Appena messo piede al Marché di Cannes, ci ferma proprio lui e ci intervista! Così. Parliamo [io malissimo] e Andrea [meglio di me, ma non benissimo] in inglese e cerchiamo di dire cose intelligenti sul cinema italiano. Lasciamo il film allo stand ma senza crederci più di tanto, visto che era tipo il primo stand in cui ci eravamo imbattuti. Un mese dopo, durante la prima romana che hai proprio presentato tu, ecco, proprio quella sera lì del 2013, ci arriva una mail dalla Troma dove ci dicono che sono pazzi per il nostro film! E’ andata cosi, una delle rare volte in cui tutto è stato perfetto. Quindi diciamo che io ti ho associato proprio ad un bel momento! Sei contento?

 

[LR]: Di più. Ne sono onorato. L’edizione italiana di Extreme Jukebox è distribuita in DVD da giugno 2020 da Digit Movie e Home Movies, con una cover illustrata da Giorgio Credaro. Cosa ci avete regalato negli extra?

[AB]: L’edizione DVD di Extreme Jukebox è davvero unica perché contiene innanzitutto un documentario, e dico documentario e non il solito backstage del c…o! Un piccolo film di quasi un’ora dove vengono mostrati gli sforzi immani che io e Andrea abbiamo fatto per mettere su questo film e girarlo. E’ davvero un bel doc, montato da Daniele Ciampi ed ideato da me, dove troverete davvero tanti momenti assurdi, surreali. Lo abbiamo diviso in capitoli tematici. Questo vale il DVD, giuro. Poi c’è un nuovo doc completamente inedito di 40 minuti circa che si intitola 7 anni dopo, dove insieme alla protagonista del film Elisabetta Loi, andiamo a trovare il cast e la crew di EJ. Anche questo molto carino, realizzato da Andrea Fallacara. Poi c’è una photogallery davvero imponente, con le mie canzoni in sottofondo ed infine uno speciale col mitico Pino Scotto. Tanta roba!

 

[LR]: Anche il reparto extra di Terror Take Away in Blu-Ray contiene belle soprese. Qui cosa ci proponete di buono?

[AB]: Innanzitutto ci tengo a dire che il lavoro fatto sul BD di Terror Take Away è davvero figo perché esalta la fotografia e la color del maestro Brace Beltempo. Ho avuto il piacere di vedere il Blu-Ray qualche giorno fa insieme alla mia ragazza, su un bel televisore, e devo dire che l’atmosfera del film è davvero coinvolgente, davvero molto vicina a quella che avevo in testa prima di girarlo. Comunque anche qui le sorprese non mancano. Ci sono gli speciali sugli special fx del mio effettista di fiducia Davide Riccardi, il musicista del film Fabio Cuomo che parla della soundtrack, un mini doc di 12 minuti che è quello che trasmettevamo nei cinema dopo il film e gli esilaranti spot promozionali che vi consiglio di non perdere!

 

[LR]: Oltre all’ironia e allo slasher, mi sembra che tu faccia anche molta attenzione alla colonna sonora e al cast… in particolare a quello femminile…

[AB]: Sì, la musica per me è fondamentale, come lo è l’audio, anche se in Italia sembrano in pochi a capirlo. A me piace molto seguire da vicino la costruzione della soundtrack e la scelta delle canzoni da usare, è una parte che mi appassiona. Infatti ultimamente mi capita di ascoltare quasi sempre colonne sonore di film. Il cast? Sì. In particolare per Terror Take Away sono stato molto fortunato, perché ai provini online ho ricevuto più di mille domande di partecipazione. Ho potuto scegliere e ho cercato di scegliere il meglio. E ho scelto molti attori di esperienza e quasi tutti avevano fatto tanto teatro. Sono particolarmente soddisfatto di quel gruppo di attori. Anche di quelli del mio primo film, ma nel secondo ho potuto lavorare più a stretto contatto con loro, fare più prove, quindi li ho visti “crescere per il film”. Le belle donne? Beh, cosa possa rispondere per non compromettermi troppo… Certo che sono sensibile alla bellezza, ma non l’ho mai messa davanti al talento, infatti mi è capitato di scartare molte potenziali attrici più adatte, però, a fare le vallette. Quindi un’attrice non preparata, difficilmente attira il mio interesse. E comunque ho sempre avuto un minimo di occhio anche per il pubblico femminile, in Extreme Jukebox in particolare ci sono dei bei ragazzotti!

 

[LR]: Messi in scaffale i tuoi primi due film, a cosa stai lavorando ora?

[AB]: Insieme ad Andrea Lionetti stiamo cercando una produzione per il nostro nuovo film di cui abbiamo quasi completato la sceneggiatura. Abbiamo già contattato diverse case di produzione. Cosa ci serve? Un produttore/trice intelligente, almeno 30 mila euro, due location e tanta voglia di fare cinema! E’ un film che praticamente ha già una pre-distribuzione nei cinema, pensato per facilitare le nuove covid-leggi e quindi produttivamente “molto snello”. Dai, ti dico qualcosa sulla trama. E’ un bel po’ diverso dai primi due, trattasi di una storia d’amore “alla Bogo“. Lo definirei una specie di Saw incentrato sull’amore, un torture porn sui generis, ricco di colpi di scena ed erotismo raffinato. Ci stiamo divertendo molto a scriverlo. Dai, produttori! Svegliatevi e fate squillare il telefono, fatemi credere ancora nel cinema Italiano! Grazie per l’intervista!

 

Luca Ruocco

Roma, giugno 2020

InGenere Cinema

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