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IRON SKY – La battaglia continua: Intervista a Timo Vuorensola

Timo Vuorensola è un regista finlandese divenuto famoso per il film distopico Iron Sky [2012]. Al Trieste S+F Festival 2019 ha presentato il sequel, Iron Sky – La battaglia continua, realizzato come il primo grazie ad una raccolta crowdfunding. La mattina successiva alla proiezione abbiamo cercato regista sui social. Ebbene sì, questa intervista a Timo Vuorensola è stata realizzata grazie a Instagram!

 

[Giulio Golfieri]: In Italia si definisce “cinema indipendente”, quando il regista è libero di esprimersi senza essere condizionato da imposizioni produttive. Come viene visto il cinema indipendente nel tuo paese?

[Timo Vuorensola]: Il cinema indipendente in Finlandia si riferisce principalmente ai film che vengono resi indipendenti da parte di finanziatori tradizionali, che in questo caso sarebbero ad esempio la Finnish Foundation o la YLE, ovvero la televisione nazionale Finlandese. In qualità di piccola nazione, non subiamo interferenze da parte degli Studios o questo genere di entità, e la Finnish Film Foundation non è neppure troppo restrittiva con il proprio regolamento economico. Su questa base potremmo quindi affermare che i film indipendenti possono considerarsi alla pari dei film normali, l’unica differenza è che le risorse finanziare provengono da altre sorgenti. Inoltre, la libertà di espressione è profondamente ancorata in tutti i tipi di arte finlandese, che siano essi indipendenti o meno. Per questo motivo i filmmakers godono di una quasi totale libertà di esprimere le proprie idee, pur rimanendo nei limiti della legalità.

[GG]: Sia il primo che il secondo film sono stati realizzati grazie alle donazioni del tuo pubblico. Come si organizza una campagna di crowdfunding per film così complessi?

[TV]: Organizzare una campagna di crowdfunding per un film come Iron Sky, per il quale siamo riusciti a raccogliere circa un milione da parte della comunità, o anche per Iron Sky – La battaglia continua, dove la cifra ammontava a quasi due/due milioni e mezzo, è strettamente legato al fatto che il nostro sia un film indipendente. Ovviamente molti soldi arrivano anche dalle fonti tradizionali che ho citato in precedenza, ma il crowdfunding ci lascia un po’ più di margine nel momento in cui bisogna determinare cosa fare e come distribuire il denaro. Per portare avanti una campagna di questo tipo ciò che conta davvero è l’efficienza organizzativa nelle varie fasi e la prontezza di risposta nei confronti del pubblico. Questo è tutto ciò che rende una campagna di crowdfunding un processo così volubile che però, se portato a termine con successo, è in grado di offrire molto di più di un semplice finanziamento per il progetto.

[GG]: Il primo film nasceva da un’idea molto interessante, ma è stata sviluppata in maniera un po’ superficiale a mio avviso. Nel secondo, invece, hai scritto una sceneggiatura apparentemente stupida ma allo stesso tempo complessa. Come sei riuscito a rendere credibili ed efficace il tutto?

[TV]: L’idea del primo Iron Sky prendeva spunto da un mito popolare, e il film che ne è uscito era un progetto molto ambizioso, che mirava non solo a sviluppare il concetto che stava alla base ma anche a scavare più a fondo nell’origine e nelle conseguenze del sistema totalitaristico dei nostri giorni, in quella che potremmo definire una “dose quotidiana di nazismo con la quale veniamo nutriti ogni giorno”. Con il secondo film invece volevamo focalizzarci sulle tematiche religiose [e sulla storia ad esse connessa], ancora una volta avvolgendo il tutto in un film d’azione molto diretto, che offre momenti di azione e avventura più goliardici accompagnati però da una sana dose di denuncia sociale.

[GG]: I personaggi dei tuoi film parlano tutti in lingua inglese, pur essendo di diverse nazionalità. Come mai non gli hai lasciato parlare le loro lingue d’origine?

[TV]: Iron Sky – La battaglia continua è ambientato sulla Luna e sulla Terra Cava. Sulla Luna, nel corso di venticinque anni, si è formata una società creata dai rifugiati che sono riusciti a sorvolare la Terra nel momento della sua distruzione alla fine del primo film, si tratta di un miscuglio di persone provenienti da luoghi diversi, con diverse origini, culture e modalità di linguaggio. Alla fine, quando arrivano sulla Terra Cava, incontrano nuove creature provenienti dai più svariati contesti. L’unica soluzione più agevole per tutti i personaggi presenti nel film era dunque quella di comunicare in Inglese, date le differenze così marcate del profilo linguistico di ciascuno di loro. Lo stesso vale per film di portata internazionale, per i quali è necessario utilizzare un linguaggio accessibile ad ogni tipo di pubblico, altrimenti il business non funziona.

Giulio Golfieri [RATS]

Trieste, novembre 2019

[traduzione: Aurora Toniol]

InGenere Cinema

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