THE LODGE di Severin Fiala e Veronika Franz

Ancora una famiglia in difficoltà all’origine del thriller del momento. Due adulti in lotta: lui pretende il divorzio perché ha già trovato un nuovo amore; lei non accetta che la fine della loro relazione sia dettata dall’arrivo di un’altra donna e arriva per questo a negare il senso stesso della sua vita, cercando drammaticamente la morte.

Mia e Aiden, i loro due figli, si trovano orfani di madre e, in men che non si dica, costretti a passare le feste di Natale assieme al padre e alla sua strana nuova compagna Grace, una giovane donna che a sua volta si è da poco lasciata alle spalle un evento traumatico che ha a che fare con una setta di estremisti religiosi di cui aveva fatto parte per tanto tempo.

I due ragazzini imputano la colpa della morte della madre proprio a quella ragazza e l’idea di passare con lei diversi giorni all’interno della casa in montagna del padre, circondati dalla nebbia e lontani da ogni cosa, non è proprio un pensiero idilliaco, soprattutto quando l’uomo li avvisa del fatto che, per motivi di lavoro, dovrà assentarsi per 48 ore.

La convivenza della misteriosa e sofferente Grace con Mia e Aiden si caricherà immediatamente di tensione: prima di quella normale che si genera dal rifiuto dei due piccoli di passare del tempo insieme a chi tenta di usurpare il posto della genitrice, subito dopo di una tensione più malsana, che potrebbe arrivare proprio dai trascorsi più neri di Grace, dal suo mondo fatto di privazioni estreme e supplizi e crudeltà perpetrati in nome di un dio invisibile ma sempre troppo presente.

C’è un filo rosso che collega i registi della new wave horror contemporanea, un filo molto sottile e quasi invisibile che, però, in alcuni momenti e in determinati punti si fa più spesso e ben riconoscibile. E’ il caso che ci troviamo ad affrontare cercando di parlarvi di The Lodge, nuovo film del duo Severin Fiala/Veronika Franz, che dopo Goodnight Mommy [2014], si trovano al timone del loro primo film in lingua inglese.

In The Lodge sono innanzitutto tanti i collegamenti narrativi che sembrano rigenerarsi e ritornare proprio direttamente da quel morboso Goodnight Mommy, che raccontava l’isolamento di due gemelli in una casa di campagna che attendono il rientro della madre dopo un’operazione di chirurgia plastica. E ovviamente quel che ritroviamo in entrambi i film è proprio questo discorso profondo e ossessivo, innaturale, sulla maternità. Una maternità ricercata e non voluta allo stesso tempo, che invece di essere portatrice di vita, sembra allungare sui giovani protagonisti ombre scure di morte.

Il filo rosso che parte da The Lodge, però, fuoriesce dal seminato di Franz e Fiala e per molti versi [la morte e il lutto raccontati in modo così trasparente e greve, ma anche il rimando più visivo di realtà e personaggi del film che si trovano a rispecchiarsi in mondi in miniatura di case di bambola] a film come Hereditary di Ari Aster. Ma mentre qui gli ingredienti riuscivano, sommandosi, a creare nello spettatore un’inquietudine difficile da gestire, in The Lodge più di una cosa non centra il risultato.

Si parte, innanzitutto, da un lavoro un po’ raffazzonato nello script, idee e sviluppi narrativi che sembrano essere stati scelti in modo molto sbrigativo, con il solo senso di aumentare il senso del pericolo dello spettatore nei confronti dei giovani protagonisti, senza però pensare a creare una sorta di alibi di sceneggiatura, una motivazione che sia anche lontanamente plausibile. E se sulla decisione del padre di lasciare per due giorni i figli, che peraltro si dimostreranno molto svegli e a loro volta tendenti al patologico, con una giovane instabile e dipendente dagli psicofarmaci, di certo non esiste un motivo che spieghi perché prima di andare via l’uomo le consegni una pistola e verifichi la sue doti nella balistica.

Da questo momento in avanti è un viaggio senza ritorno e non c’è filo rosso che tenga: pur sforzandosi di costruire la storia su un continuo rimbalzo di ipotesi di colpevolezza tra la bella malata di mente e i due piccoli demoni che di certo qualcosa nascondono, il ritmo non riprende più una cadenza che riesca a catturare l’attenzione e nemmeno i capovolgimenti pensati sul finale riescono a mostrare, a distanza, il corpo filmico come qualcosa di organico e saldo.

Infanzia, paura, pericolo, fede, follia, morte, humour nero, casa nel bosco… Eppure gli ingredienti c’erano tutti!

Luca Ruocco

THE LODGE

Regia: Severin Fiala, Veronika Franz

Con: Riley Keough, Richard Armitage, Alicia Silverstone, Jack Martell, Rebecca Faulkenberry, Lia McHugh, Danny Keough, Katelyn Wells, Lola Reid

Uscita in sala in Italia: giovedì 16 gennaio 2020

Sceneggiatura: Sergio Casci, Severin Fiala, Veronika Franz

Produzione: FilmNation Entertainment, Hammer Films

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2019

Durata: 100’