UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK di Woody Allen

Un’idea per un’installazione artistica [se buona o meno non lo so] consisterebbe nel proiettare tutti i film di Woody Allen sullo stesso gigantesco schermo cinematografico, ognuno nella sua porzione di spazio, come si diceva in una canzone “per vedere tutti quanti l’effetto che fa”.

Che cosa ci ritroveremmo a guardare? Per la maggior parte del tempo di fronte ai nostri occhi ci sarebbero uomini e donne che parlano; uomini nevrotici, gesticolanti e insicuri, donne spesso bellissime, pacate e con l’aria di chi la sa lunga sulle cose del mondo.

E, salvo casi specifici, ci metteremmo un po’ di tempo a distinguere un film dall’altro. Perché Woody Allen, dall’inizio della sua carriera, sembra che stia costruendo un unico grande film in cui ritornano passioni, ossessioni, paure e quel tipo di comicità che è diventata uno stile a sé, una comicità esilarante, colta e inimitabile.

Quante volte abbiamo sentito, con un’accezione negativa, le frasi “si vedono sempre le solite cose”, “ha fatto di nuovo lo stesso film”. Certo che sì. E meno male!

Non andiamo a una mostra di Francis Bacon o di Munch per vedere opere concilianti o serene, ma sappiamo di andare incontro a un forte tumulto interiore.

Cosa ci aspettiamo di leggere quando apriamo i libri di Philip Roth, di Josè Saramago o di Cormac McCarthy? Cosa ci aspettiamo di ascoltare quando il tasto play fa partire una canzone di Leonard Cohen, di Johnny Cash o di Franco Battiato? Fondamentalmente ci aspettiamo una cosa sola: di tornare a casa. Di tornare in luoghi che conosciamo, luoghi che in qualche modo ci procurano un benessere o un piacere, anche attraverso un percorso tortuoso e difficile.

Con Woody Allen il percorso è spesso piacevole, ammaliante, sognante, ma la destinazione è sempre la stessa.

Alla proiezione di Un giorno di pioggia a New York, l’amico seduto a fianco a me nel momento in cui sullo sfondo nero sono apparsi gli inconfondibili titoli di testa dei film di Woddy Allen ha esclamato: “Aaah, sono a casa!”.

Ed è proprio così.

Parlare del film in sé diventa quasi superfluo, perché è bello immergersi nella luce e nelle atmosfere di Vittorio Storaro, nelle storie quasi favolistiche che si intrecciano e nella ricerca di identità dei protagonisti.

In breve, Un giorno di pioggia a New York è una commedia romantica che racconta principalmente la storia di due fidanzati del college, Gatsby e Ashleigh, i cui piani per un weekend da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto.

Esce in Italia il 28 novembre. Se anche voi aspettate di “tornare a casa”, ormai manca poco.

Egidio Matinata

UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

Regia: Woody Allen

Con: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber

Uscita in sala in Italia: giovedì 28 novembre 2019

Sceneggiatura: Woody Allen

Produzione: Letty Aronson, Erika Aronson

Distribuzione: Lucky Red in associazione con 3 Marys

Anno: 2019

Durata: 92’


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