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THE CIRCLE di James Ponsoldt

Basato sul bestseller internazionale Il cerchio di David Eggers, il film narra la vicenda di Mae [Emma Watson] che viene assunta a The circle, la maggiore azienda di tecnologia e social media del mondo. La ragazza è su di giri in quanto crede le sia capitata l’occasione della vita, ma man mano che la sua crescita lavorativa si sviluppa, ecco che il suo datore di lavoro Eamon Bailey [Tom Hanks] la incoraggia a rinunciare totalmente alla sua privacy. Tutto ciò che fa, dalla mattina alla sera, deve essere pubblico e trasparente per farsi incarnazione del credo dell’azienda: tutti devono conoscere tutto di tutti, 24 ore su 24.

Ma ben presto la giovane donna si renderà conto che non si è mai al sicuro quando tutti hanno la possibilità di guardare.

Il film di James Ponsoldt è un’opera che arriva tardi. Troppo tardi. Dopo tre stagioni di Black Mirror non ha molto senso realizzare un cinema che racconta un contesto tecnologico/aberrante già ampiamente logorato dalla serie cult di Charlie Brooker.

L’impressione è proprio quella di vedere un episodio sciatto e noioso di quel serial, protratto inutilmente per quasi due ore. Anche lo stile registico non invoglia minimamente a legarci ai personaggi. Del destino di Mae non ci importa nulla dai titoli di testa fino a quelli di coda, così come del suo spasimante/amico Mercer [Ellar Coltrane].

L’unico barlume emozionale che può legare lo spettatore al tessuto narrativo è il padre della giovane [l’ultima interpretazione di Bill Paxton], affetto da sclerosi multipla e che fungerà da incentivo finale per la pericolosa scelta di Mae. Seppur viene messo sullo sfondo, è l’unico personaggio che emerge da un piattume generale composto da figuranti anche di rilievo [John Boyega e Karen Gillan], ma che sono assolutamente privi di mordente e di un minimo di profondità.

Risulta riuscita, invece, l’interpretazione da parte di Tom Hanks, che si palesa come la versione mefistofelica e malvagia di Steve Jobs, con accenni di megalomania dittatoriale di un Big Brother di orwelliana memoria.  Le sue teatrali performance durante i cosiddetti “Venerdì dell’amore”, dove incinta il suo pubblico di tirocinanti ad annullare completamente la propria privacy, rimandano inevitabilmente alle iconiche presentazioni dei vari Mac da parte del defunto leader della Apple.

Per Eamon Bailey il verbo non è la parola, ma un occhio vigile e sveglio 24 ore su 24. Senza sosta o momenti ciechi: tutto deve essere visto e controllato costantemente. Compresa la nostra vita privata.

Chi si nega a tale sguardo, a questo “occhio di Dio” è automaticamente un sospettato, un fuggitivo ed un probabile nemico della nazione.

Nonostante il distopico sguardo sul mondo che ha in mente Bailey sia proiettato nel prossimo futuro, la sua opera di porre microcamere invisibili in ogni lato della Terra rimanda curiosamente alle origini del cinema. I fratelli Lumière spedirono in tutto il mondo dei cineoperatori per riprendere scene di qualsiasi tipo. Una volta rientrati in Francia questi pionieri dell’immagine, ecco che i due fratelli avevano una totale panoramica del mondo. Parziale ovviamente, vista la tecnologia appena accennata dell’epoca, ma una visione generale era comunque possibile.

Il progetto inquietante del leader di The Circle non fa altro che aumentare in modo esponenziale tale capacità del cinema delle origini. Per conoscere non serve minimamente spostarsi, ma basta accendere il proprio computer o tablet ed ecco che possiamo avere immagini dell’India, del Messico, di Londra ecc…

Presentato come un thriller psicologico, la vicenda non ha assolutamente un crescendo né un climax vero e proprio. Si conclude in modo anonimo e poco appagante, tante premesse inserite una dietro l’altra senza che nessuna trovi un degno sviluppo thrilling. E, nonostante nell’ultima inquadratura vi sia una moltiplicazione infinita di schermi e possibili sguardi, a fine visione si ha la sensazione di non aver visto nulla.

Di essere stati seduti per quasi due otre davanti ad uno schermo bianco.

Stefano Tibaldi

THE CIRCLE

Regia: James Ponsoldt

Con: Emma Watson, Tom Hanks, Karen Gillan, John Boyega, Ellar Coltrane, Patton Oswlat, Bill Paxton, Glenne Headly

Uscita in sala in Italia: Giovedì 27 Aprile 2017

Sceneggiatura: James Ponsoldt e David Eggers (tratta dal suo romanzo omonimo)

Produzione: Good Films

Distribuzione: ADLER Entertainment

Anno: 2017

Durata: 110′

InGenere Cinema

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