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ELLE di Paul Verhoeven

Morboso, disturbante, perverso, violento, affascinante e respingente allo stesso tempo. Questi sono solo alcuni degli aggettivi con i quali provare a descrivere l’ultima opera di un cineasta straordinario come Paul Verhoeven. Elle, passato in concorso al 69esimo Festival di Cannes e vincitore di 2 Golden Globe [Miglior Film Straniero e Migliore Attrice], arriva nelle sale italiane, stravolgendo i Generi pur restandone fedele.

Tra Hitchcock e Haneke, il nuovo film del regista olandese, si mostra come un thriller algido e laido, eppure avvolgente ed emotivamente ficcante. Opposti che si sostengono in una lenta discesa verso un abisso che trova spazio nell’animo raggelante della sua protagonista: una magnifica Isabelle Huppert.

Michèle è una di quelle donne che niente sembra poter turbare. A capo di una grande società di videogiochi, gestisce gli affari come le sue relazioni sentimentali: con il pugno di ferro. Ma la sua vita cambia improvvisamente quando viene aggredita in casa da un misterioso sconosciuto. Imperturbabile, Michèle cerca di rintracciarlo. Una volta trovato, tra loro si stabilisce uno strano gioco. Un gioco che potrebbe sfuggire loro di mano da un momento all’altro.

La scena di apertura di Elle ha dell’incredibile: sullo schermo nero si sentono le urla dolenti di una donna. Sembra stia subendo una violenza, quando l’entrata dell’immagine chiarisce ogni dubbio. E’ distesa sul pavimento con la gonna sollevata e le calze strappate. Su di lei, ha smesso di agitarsi un uomo con il viso nascosto da un passamontagna nero. Goffamente, l’uomo, si alza e prima di sistemarsi i pantaloni, si pulisce del sangue che gli sporcava il ventre. In seguito, esce dall’inquadratura lasciando la donna inerme sul pavimento.

Solo un maestro come Verhoeven poteva avere il coraggio di aprire il suo film con il climax. Lo spettatore non è pronto a quello che sta per accadere, ha la guardia abbassata e il regista di Robocop colpisce con un pugno da K.O. Ma come abbiamo detto, questo è solo l’inizio. Elle, difatti, continua a spiazzare chi osserva, impedendo a chiunque di anticipare o intuire ciò che accadrà. E’ in questo che il Genere viene messo in crisi: in seguito alla violenza, non ci saranno denunce, indagini da parte della polizia e addirittura, la vittima non si comporterà mai come tale. Anzi, Michèle si mostrerà del tutto il suo lato sinistro, al limite del’immoralità.

 Si tratta di una donna completamente asservita ai suoi istinti più bassi, capace solo di comunicare attraverso il sesso e l’uso perverso che ne fa. Senza aderire ad alcun codice etico, asseconda il desiderio sessuale delle persone che ha intorno, provocandole e concedendosi anche quando la situazione non sarebbe la più opportuna. Nonostante il corpo sia al centro di questo linguaggio, è la mente a riportare i danni maggiori e a costringere questa donna a una vita obliqua e oscura, all’interno di una deviata banalità quotidiana. Ed è proprio questo aspetto che contribuisce a fare di Elle uno dei film più interessanti della filmografia di Verhoeven.

La perversione, la morbosità, il sesso, il tradimento e l’assenza di una morale non sono descritte come pratiche lontane dalla vita di tutti i giorni. Al contrario, sono restituite senza alcuna enfasi o giudizio da parte di chi racconta, così come la più comune delle azioni giornaliere. Lo stupro è rappresentato così ccome il pranzo mensile da fare con un amico o un parete. L’adulterio, il tradimento e perfino il delitto, sono azioni banali nella vita di Michèle, la quale è vittima e carnefice a seconda dei punti di vista.

Una pellicola importante che trascende il Genere ricordandone, tuttavia, le regole e il linguaggio. Uno stato evolutivo del thriller e del noir che ci regala uno dei personaggi femminili più disturbanti e affascinanti della recente storia del cinema. Da non perdere.

Paolo Gaudio

ELLE

Regista: Paul Verhoeven

Con: Isabelle Huppert, Christian Berkel, Anne Consigny, Virginie Efira, Charles Berling, Laurent Lafitte, Vimala Pons, Jonas Bloquet

Uscita sala in Italia: giovedì 23 marzo 2017

Sceneggiatura: David Birke

Produzione: SBS Productions, SBS FILMS, Twenty Twenty Vision Filmproduktion

Distribuzione: Lucky Red

Anno: 2017

Durata: 130’

InGenere Cinema

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