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CORN ISLAND di Giorgi Ovashvili

corn-island-1Con Corn Island ci si trova di fronte ad uno spaccato di vita rurale, dove un vecchio e sua nipote condividono le gioie e i sacrifici del lavorare la terra; una realtà che ci riporta indietro di almeno sessant’anni quando in Italia il boom economico legato allo sviluppo industriale era ben lontano dall’essere una cosa tangibile e il nostro Bel Paese pullulava di realtà contadine.

Per alcune zone della Georgia dell’ovest, al confine con la storica rivale l’Abkhazia, il tempo sembra essersi fermato e si vive ancora praticamente dei soli frutti della terra.

Durante il periodo estivo i detriti portati dal fiume Enguri, che separa i due stati, formano dei piccoli isolotti ricchi di sostanze nutritive e minerali ed alcuni contadini sovente li usano per coltivare un po’ di mais destinato al sostentamento personale per tutta la durata del periodo invernale.

Giorgi Ovashvili ci offre una finestra su questa realtà praticamente sconosciuta in occidente e ci fa seguire passo passo, mediante il suo occhio indiscreto, tutte le fasi di quella che possiamo definire una vera e propria creazione.

corn-island-2Sembra di essere di fronte, a livello archetipico, ad una vera e propria gestazione e al conseguente parto della coltivazione curata dal nonno: un fatto che non riguarda solo la natura, ma investe anche le vite del nonno e della sua nipote che sentono in loro stessi il progredire del tempo con gl’inevitabili cambiamenti che esso comporta.

Il modo di narrare di Ovashvili è irto di silenzi, attese, lunghi sguardi ma è tutt’altro che lento, anzi, il montaggio è fresco ed efficace.

Il problema è che molto spesso ci si trova davanti a delle incongruenze che vanno ad opporsi alla sua ricerca di estremo realismo che, chi conosce la realtà contadina, non può non evidenziare.

corn-island-3I protagonisti sembrano i soli ad aver occupato un isolotto e non vediamo altre situazioni analoghe così da avere la percezione chiara che questa sia una prassi eseguita da altri contadini, quasi alla stregua di un costume locale. Per come è rappresentata nel film, potrebbe sembrare il vezzo di un solo uomo bizzarro.

Corn Island sicuramente non è un film rivolto alle grandi masse, è un film per chi di cinema ne ha masticato e ne mastica in abbondanza e, come in alcuni affreschi, ognuno alla fine ci vede qualcosa che all’altro sfugge, anche in base alla propria cultura e al proprio retroterra, non solo cinematografico.

corn-island-4Essendo praticamente assente una storia, se non per la vicenda di un soldato dello stato avverso che trova ricovero presso l’isolotto del nonno e per gli sparuti dialoghi, è ovvio che l’attenzione dello spettatore si posi sulla realtà documentaristica di quanto narrato e si chieda quanto effettivamente possa essere corrispondente al vero la realtà descritta dalla finzione scenica.

I messaggi archetipici sono fin troppo evidenti e sono quelli chiari appartenenti alla realtà contadina, vale a dire il valore del sacrificio, il dolore come mezzo per raggiungere la pienezza e la felicità. Ma c’è anche un’accettazione del proprio destino che ha un sapore tipicamente biblico e un chiaro messaggio di carità cristiana quando il nonno nasconde il soldato dalle grinfie dell’esercito nemico.

Paolo Corridore

CORN ISLAND

2 Teschi

Regia: Giorgi Ovashvili

Con: Ilyas Salman, Mariam Buturishvili, Gyártási Idő

Uscita in sala in Italia: giovedì 20 agosto 2015

Sceneggiatura: Nugzar Shataidze, George Ovashvili, Roelof Jan Minneboo

Produzione: Nino Devdariani, Eike Goreczka, Guillaume de Seille, Karla Stojakova, Sain Gabdullin

Distribuzione: Cineama

Anno: 2014

Durata: 100’

InGenere Cinema

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