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Nuovo Cinema Aquila: Il punto della situazione nel Comunicato dei Lavoratori

ncaRiceviamo e pubblichiamo il Comunicato dei Lavoratori del Nuovo Cinema Aquila.

Continuando ad invitarvi a firmare la petizione a sostegno del cinema su www.cinemaaquila.it 

Aggiudicazione del 2004

Il Nuovo Cinema Aquila nel 2004 è stato aggiudicato dal Consorzio Sol.co Solidarietà e Cooperazione attraverso un ricorso al Tar, contro l’aggiudicazione a favore di un’altra cooperativa decisa dal Comune di Roma.

Tale sentenza, alla quale l’amministrazione si oppose, venne confermata dal Consiglio di Stato.

Il Sol.co.

Il Sol.co è un Consorzio costituito da circa quaranta cooperative sociali: nell’ambito delle proprie finalità statutarie affida appalti, attività lavorative, strutture, beni e servizi alle proprie cooperative socie, in parte o totalmente.

 

Disciplinare di Gara (2004) e Convenzione di Gestione (2008)

Nel 2008, al termine dei lavori di ristrutturazione del Nuovo Cinema Aquila, il Disciplinare di Concessione della gara (2004) venne sostituito da una Convenzione di Gestione, in modo del tutto arbitrario da parte dell’Amministrazione. La Convenzione di Gestione modificava alcuni punti rispetto al Disciplinare di Concessione, diventando vessatorio nei confronti del Sol.co, così come si vedrà in seguito.

 

Richiesta di chiarimenti

In data 21 gennaio 2015 è pervenuta all’Assessore alla Cultura di Roma una richiesta di chiarimenti da parte del Consigliere Capitolino Gianluca Peciola sul tema “gestione ed utilizzo del Cinema Aquila”.

Il 30 gennaio il Dipartimento Cultura ha rigirato al Consorzio Sol.co la richiesta di chiarimenti del Consigliere Gianluca Peciola.

 

Avvio del procedimento di revoca

Il 9 marzo 2015 con nota prot. QD 7695 l’Amministrazione ha comunicato al Consorzio concessionario l’avvio del procedimento di revoca della concessione, ritenendo lacunosi e inadeguati i chiarimenti forniti dal Consorzio e invitando quest’ultimo a presentare le proprie controdeduzioni entro 15 giorni.

 

Le contestazioni rivolte al Consorzio riguardano:

-irregolarità contributive e previdenziali commesse dal concessionario (così come denunciato da un dipendente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma) in violazione dell’articolo 15 della Convenzione di Gestione Immobile “Nuovo Cinema Aquila”;

-subconcessione dell’immobile che avrebbe fatto il Consorzio a favore delle cooperative consorziate Fabian Art Society e N.C.A. Coop. Sociale Onlus, in violazione dell’art. 24 della predetta Convenzione di Gestione.

Le irregolarità contributive

In merito al primo punto contestato il Consorzio aveva prodotto la documentazione attestante la regolarità contributiva relativa all’anno 2015, sia del Consorzio che della N.C.A., attraverso la presentazione dei rispettivi DURC (positivi).

Il Comune ha fatto presente che le irregolarità contributive attenevano ad annualità precedenti ma, a questo proposito, va ricordato che la regolarità dell’anno in corso conferma automaticamente quella degli anni precedenti.

Per quanto riguarda la cooperativa Fabian Art Society, il Consorzio ha presentato l’accoglimento dell’istanza di rateazione che ristabilisce quindi, per legge, la regolarità nel pagamento dei contributi.

Questo dato viene rafforzato anche da due fattori: il primo è che, stando al Disciplinare di Concessione (e in realtà in questo caso anche alla Convenzione di Gestione), il Dipartimento Cultura è tenuto a verificare la regolarità contributiva solo del Concessionario. Tutt’al più è compito di quest’ultimo di verificare la regolarità contributiva delle proprie cooperative consorziate e – in virtù della responsabilità solidale – risponderne entro 5 anni. Nonostante ciò il Comune ha ritenuto indispensabile richiedere chiarimenti in merito ai quali il Consorzio ha risposto fornendo i materiali di cui sopra.

Ma vi è di più: il Comune, dietro la denuncia penale di un lavoratore e in assenza di sentenze, giudica colpevole il Consorzio e le Cooperative consorziate in maniera quindi assolutamente preventiva e discriminatoria.

A tal proposito vale la pena ricordare che, sempre in merito al Disciplinare di Concessione art.6, “il Concessionario sarà tenuto a consentire all’Amministrazione Comunale, anche al fine di garantire l’Associazionismo locale, l’utilizzo dell’intero complesso o frazione di esso, senza corresponsione di corrispettivo, con il solo onere delle spese per consumi e servizi, per non meno di 24 giornate l’anno, con preavviso, per lo svolgimento di eventi di pubblico interesse”

Il “ solo onere delle spese per consumi e servizi” dal 2008 ad oggi non è stato mai quietanzato dall’Amministrazione Comunale alla Fabian Art Society fornitrice dei servizi di cui all’art.6, causando un danno superiore ai 25.000 euro annui. Questo importo, moltiplicato per i 7 anni di attività, avrebbe consentito la regolarità contributiva della Fabian Art Society che invece adesso è costretta ad affrontare un debito di cui non è responsabile.

Chiaramente nella Convenzione di Gestione l’articolo 6 viene modificato e la frase “con il solo onere delle spese per consumi e servizi” sparisce.

 

La subconcessione dell’immobile e la revoca

Il Consorzio avrebbe fatto una concessione dell’immobile violando l’articolo 24 della Convenzione di Gestione che riporta quanto segue:

“il concessionario non può trasferire, neanche in parte, ad altri il godimento del bene in uso, né subconcederlo, né cambiare la destinazione per cui è stato concesso. La violazione di tale obbligo comporterà la revoca della concessione. Resta inteso che non potranno essere concesse ad altre associazioni o altri soggetti parti dell’immobile”

Per l’Amministrazione i soci dello stesso Consorzio sono quindi da considerarsi “altri soggetti”?

Per i Giudici Amministrativi no.

 

Inoltre decine di sentenze dei diversi Tar nazionali e del Consiglio di Stato hanno confermato che i Consorzi possono affidare alle cooperative socie i servizi assegnati dalla Pubblica Amministrazione.

Tale possibilità può essere messa in atto anche in caso di cooperative socie non presenti al momento della gara, come nel caso della N.C.A.

A tal proposito è stata fornita ampia documentazione legale al Dipartimento Cultura che, infatti, ne riconosce la valenza, ma la limita di fatto solo alla concessione dei servizi (di cui alla legge 163/2006).

L’Amministrazione, non ritenendo soddisfacente la documentazione prodotta dal Consorzio in risposta alle contestazioni avanzate, il giorno 22 aprile 2015, con determina dirigenziale 837 e con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del regolare contratto, dispone la revoca della concessione relativa alla gestione dell’immobile “Nuovo Cinema Aquila”.

La revoca del Nuovo Cinema Aquila al Consorzio Sol.co avviene così non più per la problematica relativa ai contributi, già precedentemente esplicitata e che risponde alle richieste, bensì per la violazione dell’articolo 24 della Convenzione di Gestione che, nella sua modifica vessatoria al Disciplinare di Concessione, non prevede alcun passaggio preventivo (come la diffida per esempio) che permetta una risoluzione dei problemi concordata, evitando un procedimento irrevocabile.

Secondo l’Amministrazione infatti “la disciplina in tema di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture recata dal D.Igs. n.163/2006 e s.m.i non può trovare applicazione per la diversa ipotesi di concessione di un bene pubblico per finalità sociali”.

In realtà la stessa Amministrazione non cita alcuna normativa (perché di fatto inesistente) che sostenga la non-applicazione delle norme esposte in tema di affidamenti da consorzi a cooperative socie nel D.Igs. N 163/2006 e s.m.i. anche alla concessione dei beni pubblici.

 

Le cooperative consorziate

Le due cooperative coinvolte dal Consorzio nel progetto sono:

-la Fabian Art Society, che figurava come partner già all’interno del progetto presentato in sede di gara (il Comune di Roma quindi non poteva non sapere che tale realtà sarebbe stata coinvolta nelle attività della struttura);

-la N.C.A., nata nel 2011, diventata socia del Sol.co nel 2013, e operativa nel 2014 per volontà della maggioranza dei lavoratori con lo scopo prioritario di svolgere direttamente alcuni servizi all’interno della struttura, facilitando così:

  1. l’ottenimento del credito cinematografico (una risorsa importante per i cinema, ancora di più per quelli che operano nell’ambito del circuito indipendente e d’autore);
  2. la possibilità di richiedere e ottenere i contributi previsti dalle norme europee per la digitalizzazione di tutte e tre le sale del cinema (cosa impossibile per il Consorzio Sol.co in quanto il suo core business è legato ai servizi socio-sanitari);
  3. una presenza maggiormente partecipata dei lavoratori alle attività del cinema.

Questi sarebbero gli ambigui passaggi di gestione tra cooperative?

Per queste ragioni i lavoratori del cinema hanno contestato le motivazioni e le tempistiche del procedimento di revoca che li ha visti coinvolti.

 

La chiarezza su Mafia capitale

In questo clima concitato, inoltre, diverse testate giornalistiche hanno riportato alcune vicende relative alle inchieste per Mafia Capitale legate al Sol.co e, nello specifico, alla persona di Mario Monge, presidente dimissionario, affiancando le indagini in corso al Nuovo Cinema Aquila.

I lavoratori del cinema e la N.C.A. sono estranei alle vicende di cui sopra, che fanno peraltro riferimento ad altre cooperative e ad altre attività, che nulla hanno a che vedere con il cinema.

Se tali indagini avessero riguardato il Nuovo Cinema Aquila, l’attività della struttura sarebbe stata sospesa dalla Procura della Repubblica o dal Prefetto, e non certo dal Comune. In quel caso i lavoratori sarebbero stati garantiti dal commissario nominato dal Prefetto ai fini della continuità aziendale.

I lavoratori piuttosto stanno subendo un grande danno di immagine a causa di articoli privi di approfondimenti, per i quali alcuni giornalisti e le loro testate verranno chiamati a rispondere in sede civile e penale.

Così come legalmente ne risponderanno tutti i soggetti che stanno diffamando con dichiarazioni mendaci le attività e il personale del cinema.

Gli stessi lavoratori chiedono ufficialmente la collaborazione dei cittadini nell’individuazione delle fonti dalle quali provengono le diffamazioni di cui sono vittime.

Alla luce della convinzione che anche eventuali irregolarità amministrative non avrebbero dovuto essere un motivo di revoca della concessione, i lavoratori del Nuovo Cinema Aquila dichiarano quanto segue:

per manifestare e confermare la nostra indipendenza politica nella gestione delle attività culturali, perseguita e mantenuta con vigore durante questi anni, e per denunciare la mancanza di una presa di posizione netta da parte delle Istituzioni e da parte del Consorzio Sol.co a difesa del lavoro del cinema svolto con totale trasparenza e con impegno nella lotta alla mafia e alla illegalità, i lavoratori del Nuovo Cinema Aquila decidono l’uscita della cooperativa N.C.A. dal Consorzio.

I lavoratori riconoscono inoltre la qualità del proprio lavoro, che ha fatto del Cinema Aquila un punto di riferimento per numerosi registi e realtà legate al cinema e al sociale che, durante la conferenza stampa del 7 maggio, hanno manifestato la loro piena e totale solidarietà.

I lavoratori e i cittadini che li hanno sostenuti prendono atto che l’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Municipio V, sta lavorando ad un nuovo bando rivolto alla cooperative sociali, che garantisca la tutela e la continuità dei lavoratori e del progetto che hanno creato e portato avanti dal 2008 ad oggi.

Durante la conferenza stampa del 7 maggio 2015, i cittadini, insieme agli operatori dello spettacolo, ai registi e agli autori, alle associazioni cinematografiche e sociali, hanno altresì manifestato il timore di vedere disperso il patrimonio culturale e sociale rappresentato dalla direzione artistica e operativa del Nuovo Cinema Aquila. Per questo ritengono importante mantenere viva l’attenzione su quelli che saranno i futuri sviluppi delle vicende che interessano questo Cinema.

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