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IL RACCONTO DEI RACCONTI – TALE OF TALES: CONFERENZA STAMPA CON IL REGISTA MATTEO GARRONE

Il-Racconto-dei-Racconti-locandina[Roma – Cinema Adriano – Venerdì, 8 maggio 2015]

Questa mattina al Cinema Adriano di Roma abbiamo avuto il piacere di assistere alla proiezione stampa de Il Racconto dei Racconti, ultima pellicola di Matteo Garrone in Concorso all’imminente Festival di Canne, che si avvale di un cast internazionale, da Salma Hayek a Vincent Cassel a John C. Reilly. Qui di seguito il resoconto della conferenza stampa che ha tenuto il regista di Gomorra e di Reality alla fine della proiezione.

[InGenere Cinema] Come sei arrivato a Giambattista Basile?

Basile è senza dubbio un autore geniale che ho subito amato e riconosciuto come familiare. Ogni suo racconto mi lasciava senza parole…e sicuramente è merito del suo lavoro se ho deciso di fare un fantasy in Italia, scelta che definirei masochista ma anche esaltante e perché no, coerente con il mio percorso. Partire dal fantastico per arrivare al reale è una prerogativa che ho da tempo, e le sue fiabe hanno rappresentato per me un’occasione imperdibile. Inoltre, molti non sanno che Lo Cunto de li Cunti si può considerare come il primo libro di favole della storia, ancora prima dei Grimm o di Perrault. Mi auguro davvero che il mio film restituisca all’autore la notorietà che merita.

[InGenere Cinema] Quanto è stato complesso realizzare una produzione del genere partendo dall’Italia?

Si è trattato di un percorso produttivo molto travagliato, e non è stato affatto facile per me montare un film del genere. Tuttavia sentivo molto questo progetto, e nonostante fossi consapevole dei rischi, lo ero altrettanto circa la grandezza del testo e l’affidabilità dei miei collaboratori. Allora abbiamo affrontato – tutti insieme – questa sfida e ci siamo buttati. È stata durissima da un punto di vista tecnico, di visione pittorica, e naturalmente per gli effetti speciali. Mentre scrivevo mi dicevo ‘sarà divertentissimo girare questo film’. In realtà, non è stato divertente affatto…ma di sicuro è divertente vederlo.

IMG_1774[InGenere Cinema] Quant’è importate la cultura napoletana in questa tua ultima opera?

Beh, la cultura napoletana come quella italiana è molto presente nel film: questo poteva essere un progetto facile da confondere con altri che provengono dagli Stati Uniti, tuttavia, credo che siamo stati molto attenti a mantenere le nostre radici.

[InGenere Cinema] Ci puoi parlare del lavoro incredibile di ricerca delle location che avete fatto?

Assolutamente! É durato più di otto mesi poiché la mia idea era quella di cercare luoghi reali ma che potessero sembrare ricostruiti in studio, come ad esempio la location con cui si apre il film, che racchiude perfettamente la mia necessità di muovermi tra due piani, ovvero realismo e dimensione fantastica, in cui l’artificio del cinema restituisce verità.

[InGenere Cinema] Possiamo dire che il vero motore del film è il desiderio?

Certo! Il desiderio è la bussola che seguono tutti questi personaggi. Così come il corpo e le sue metamorfosi sono le conseguenze di tanto desiderare. Insomma, argomenti viscerali a cui tengo particolarmente e di cui il mio cinema è saturo. È così che ho scelto il cast: basandomi sulle loro fisicità e su cosa queste potessero restituire.

[InGenere Cinema] Hai mai pensato di farlo in napoletano?

Mah… Ci abbiamo pensato ma sarebbe stata comunque una traduzione dall’originale testo di Basile che non è in napoletano. Inoltre, temo che l’utilizzo del dialetto avrebbe potuto far cascare il progetto in un inutile regionalismo. Le favole appartengono a tutti.

salma-hayek-racconto-dei-racconti[InGenere Cinema] Quali sono stati i principali riferimenti pittori?

Su tutti, ‘Los Caprichos’ di Francisco Goya: grotteschi, ironici e macabri allo stesso tempo.

[InGenere Cinema] Ci puoi parlare più affondo del lavoro che avete fatto con Leonardo Cruciano per realizzare le creature del film?

Il desiderio che accomunava me e Leonardo era quello di far diventare carne le illustrazioni, portando a realizzare creature fantastiche coerenti con l’universo che circondava il film. Ad esempio, il drago o la pulce, sono in un certo senso accostabili ad animali preistorici più che a mostri fantasiosi. Per far ciò abbiamo limitato il digitale al minimo, restando fondamentale artigianali. Ogni cosa era sul set e si poteva toccare. Ciò ha aiutato anche molto gli attori.

[InGenere Cinema] A proposito, come è stato il tuo lavoro con gli attori?

Il lavoro con gli attori è stato il medesimo di sempre…anche se devo ammette che questa volta non ho potuto concedere troppo spazio all’improvvisazione, perché la sceneggiata non si prestava a stravolgimenti in corso d’opera. Tuttavia, ognuno di loro ha potuto contribuire alla creazione del proprio personaggio facendo un lavoro eccezionale. Questo film mi ha costretto a cambiare modus operandi: non ho girato in sequenza – come faccio di solito – ed ho diretto in una lingua che non è la mia. Tutte difficoltà che mi hanno fatto crescere e migliorare.

[InGenere Cinema] Per concludere: quali sono stati i referenti cinematografici per il tuo Racconto dei Racconti?

Sicuramente le prime due stagioni del Trono di Spade – in principio volevo adattare i racconti di Basile per farne una serie TV – e poi ho rivisto molto i film di Mario Bava: regista che apprezzo moltissimo e vero maestro del Genere.

Paolo Gaudio

Roma, Maggio 2015

Gilda Signoretti

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