FINO A QUI TUTTO BENE di Roan Johnson

finoaquituttobeneb1“Nel 2013, l’Università di Pisa mi chiese di fare un documentario sugli studenti e con mio grande stupore mi trovai ad ascoltare le tante storie di ragazzi i quali, anziché lamentarsi della crisi, mostravano un certo atteggiamento di sfida nei confronti del futuro. Invece di arrendersi, rilanciavano!” .

Con questa parole, il regista Roan Johnson descrive la genesi del suo secondo film, Fino a qui tutto bene, vincitore del Premio del Pubblico all’ultimo Festival del Film di Roma. Già, fino a qui tutto bene, verrebbe da dire, perché una volta compreso dove la storia vuole andare a parare, iniziano i dolori.

Sfortunatamente, la nuova pellicola del regista de I primi della lista – lavoro decisamente meglio riuscito – si ferma alle buone intenzioni, decidendo misteriosamente di non sviluppare nessun racconto, di non drammatizzare nessun evento, ma di limitarsi a proporre piccoli aneddoti con i quali reiterare – per circa un’ora e mezza – il medesimo concetto: i giovani sono più in gamba di quanto non si voglia credere e ce la faranno.

Cinque ragazzi vivono l’ultimo weekend insieme all’interno della casa dove hanno studiato e vissuto. Dove si sono consumati sughi scaduti e “paste con nulla”, lunghi scazzi e brevi amplessi, nottate sui libri e feste all’alba, invidie, gioie, spumanti, amori e dolori.

finoaquituttobeneb3Ma adesso quel tempo di vita così acerbo, divertente e protetto, sta per finire e dovranno assumersi le loro responsabilità. Prenderanno direzioni diverse, andando incontro a scelte che cambiano tutto. Chi rimanendo nella propria città, chi partendo per lavorare all’estero. Il racconto degli ultimi tre giorni di cinque amici che hanno condiviso il momento forse più bello della loro vita, di sicuro quello che non scorderanno mai.

finoaquituttobeneb2Basta leggere la sinossi di Fino a qui tutto bene, per rendersi conto di come il film si voglia concentrare esclusivamente sulla morale della storia, tralasciando in maniera davvero inspiegabile la storia stessa. È come se il regista avesse il timore di costruire delle story line cinematograficamente interessanti per evitare di svilupparle ed allontanarsi dalla lezione che ha imparato ascoltando gli studenti dell’Università di Pisa durante le riprese del suo documentario. La pellicola, infatti, mette insieme tante piccole situazioni che non prevedono nessuna evoluzione o crescita dei personaggi: i cinque coinquilini si trovano a destreggiarsi tra gravidanze inaspettate, incidenti stradali poco chiari e proposte di lavoro all’estero – in Islanda! -, ma nulla li scuote veramente se non il doversi separare, affrontando la fine dei giorni passati insieme nella ‘casa degli universitari’.

finoaquituttobeneb4Il futuro, nel racconto di Johnson, appare come sempre oscuro e minaccioso ma i nostri ragazzi – chi più chi meno – sembrano non temere quello che gli riserva il destino ma vogliono affrontarlo con determinazione. In realtà, questi cinque ex studenti non fanno nulla per consentire allo spettatore di arrivare a questa morale, tutt’altro appaiono più inclini a discutere del passato più che affrontare il futuro, più legati a ciò che è stato, anziché sfidare quel che sarà. Il ritratto generazionale di Fino a qui tutto bene, appare buonista e conciliante e fa rivalutare, addirittura, quello di Che ne sarà di noi di Veronesi, in cui Germano e Muccino navigavano a vista in attesa di toccare terra.

Tuttavia, bisogna sostenere questo film quantomeno per formula produttiva che il regista e gli interpreti hanno scelto, evitando la classica trafila istituzionale per finanziare l’opera, investendo ciò che avevano in tasca per realizzare il loro film. Questo appare molto più rivoluzionario ed esplicativo rispetto al film stesso, mostrando – più di come fa la pellicola – che questa generazione di giovani ce la farà, in un modo o nell’altro.

Paolo Gaudio

FINO A QUI TUTTO BENE

2 Teschi

Regia: Roan Johnson

Con: Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Bartolini, Isabella Ragonese

Uscita in sala in Italia: giovedì 19 marzo 2015

Sceneggiatura: Ottavia Madeddu, Roan Johnson

Produzione: Roan Johnson, in collaborazione con gli Autori, gli Attori e la Troupe

Distribuzione: Microcinema

Anno: 2014

Durata: 80′


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