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MOMMY di Xavier Dolan

mommy1Nel nostro Paese è praticamente sconosciuto, eppure Xavier Dolan negli ultimi anni si è fatto notare come uno dei più interessanti autori di nuova generazione. Questo giovanissimo regista Canadese – ha solo venticinque anni ed ha già al suo attivo cinque film! – propone un cinema personale, estetico, intimo e davvero profondo che con un imperdonabile ritardo, finalmente, potremmo apprezzare anche in Italia grazie alla distribuzione Good Films.

Mommy è la sua ultima fatica, già vincitrice del premio della giuria allo scorso Festival di Cannes, e racconta la controversa relazione tra una madre vedova, giovane ed esuberante e il suo unico figlio, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit dell’attenzione. Mentre i due cercano di far quadrare i conti, scontrandosi e discutendo, Kyla, la loro nuova vicina di casa, offre loro il suo aiuto al fine di portare un equilibrio in questa famiglia.

Così come nella sua opera prima, I killed my mother, anche questa nuova pellicola di Dolan si concentra sulla relazione controversa, violenta e disturbata di un figlio e di sua madre, ma cambiando decisamente il punto di vista. Se nei suoi precedenti lavori, i figli sono vittime delle attenzioni e ossessioni delle madri, in Mommy entrambi i caratteri soffrono la medesima frustrazione dovuta alla loro incapacità di comunicare o più semplicemente di amare.

Ed è proprio l’amore alla base di questo rapporto così disfunzionale, ovvero la disperazione di non riuscire ad amarsi così come si desidera, finisce per complicare terribilmente ogni tentativo di quotidiana serenità, trasformando quello che apparentemente potrebbe essere il più naturale delle relazioni in un inferno di urla, gesti inconsulti e violenza, sia verbale che fisica.

mommy4Il racconto che Dolan propone è un vero pugno nello stomaco, attentissimo a non scivolare mai verso il melodramma, nonostante i personaggi vivano i propri sentimenti in senso totalitario e totalizzante, il regista riesce a mostrarli sempre reali ed onesti, sia in momenti di dolore che in quelli di gioia. Merito anche di un gruppo di attori fedeli all’autore Canadese – sono tutti alla seconda esperienza con il cineasta – che appaiono estremamente coscienti delle motivazioni che animano questi personaggi a tal punto da giustificare qualsiasi gesto, anche quello più estremo, restituendolo con una naturalezza disarmante e commovente.

Su tutti, ci piace segnalare la prova del giovane interprete Antoine-Olivier Pilon [straordinariamente somigliante al Macaulay Culkin di Mamma, ho perso l’aereo. Tra i film preferiti di Dolan] fatta di eccessi e stravaganze, eppure così vera ed autentica.

mommy3Tutto in questo film è riuscito, anche l’originale impianto visivo fortemente caratterizzato dalla scelta inconsueta di utilizzare l’1:1 come aspect ratio, formato assolutamente insolito per il cinema, ma non per l’attuale quotidianità. Difatti, questo formato è quello che si utilizza per realizzare i video con lo smartphone per applicazioni come Instagram o Vine. Ma anche la scelta fotografica, così luminosa e colorata, sembra richiamare i filtri che questi Social forniscono ai propri utenti, mostrando una periferia urbana dai toni caldi e patinati fare da cornice ad una storia scura e drammatica.

È chiaro che Dolan vuole calare la sua narrazione all’interno della modernità e di quello che lo spettatore può riconoscere come tale: persino la colonna sonora è composta da brani pop che vanno da Dido agli Oasis, passando per Céline Dion ed Andrea Bocelli. Suoni e melodie facilmente frequentabili o accessibili, attraverso la radio o la televisione. Ogni cosa che circonda questi personaggi appartiene all’oggi al moderno, compreso la difficoltà di conoscersi e di comprendersi. Davvero un film da non perdere.

Paolo Gaudio

MOMMY

3.5 Teschi

Regia: Xavier Dolan

Con: Antoine-Olivier Pilon, Anne Dorval, Suzanne Clément

Uscita in sala in Italia: giovedì 4 dicembre

Sceneggiatura: Xavier Dolan

Distribuzione: Good Films

Anno: 2014

Durata: 139′

InGenere Cinema

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