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ALEX VISANI: L’horror a episodi tra THE PYRAMID e 17 A MEZZANOTTE

thepyramidintervistavisani1A pochi giorni dall’uscita del numero 4 di Splatter [ne parliamo qui], che include il saggio critico sugli indie horror a episodi italiani, firmato dal sottoscritto, ecco a voi l’ultima delle interviste raccolte prima di stendere la prima redazione del pezzo!

E’ il turno di Alex Visani, regista capogruppo di The Pyramid [qui la nostra recensione]!

[Luca Ruocco]: Come e perché [e da cosa] nasce l’idea di mettere insieme un gruppo di registi indie per realizzare un film a episodi?

thepyramidintervistavisani4[Alex Visani]: Le motivazioni principali sono due, la prima è per esigenze tecniche e finanziarie. L’unione di più sforzi produttivi riduce i tempi realizzativi del prodotto globale, riduce [suddivide] i costi e permette ad ogni regista coinvolto di curare al meglio il proprio segmento. Nel caso di The Pyramid non sarei riuscito, per mancanza di tempo e budget, a realizzare il lungometraggio completamente da solo e la preziosa collaborazione di Luca Alessandro, Antonio Zannone, Roberto Albanesi e Simone Chiesa ha permesso che il film stesso potesse essere suddiviso in quattro segmenti consecutivi, che ognuno ha realizzato in parallelo con gli altri registi, in modo da ottenere in un mese di riprese un vero e proprio lungometraggio antologico.
La seconda motivazione è molto più semplice, ovvero io sono stato sempre convinto che l’unione faccia la forza, mentre la “dispersione” sia una delle cause che indeboliscono qualsiasi forma di tessuto. Pertanto l’unione di tutti questi artisti, sotto la stessa bandiera fatta di passione per l’horror, ha prodotto risultati incredibili.

thepyramidintervistavisani3[LR]: Parlami un po’ più a fondo di come, artisticamente e logisticamente, è stato organizzato il lavoro per “The Pyramid”…

[AV]: The Pyramid si è suddiviso in ben quattro regioni italiane, il mio episodio girato in Umbria, l’episodio di Luca Alessandro nel Lazio, l’episodio di Albanesi/Chiesa in Lombardia, mentre quello conclusivo di Zannone in Campania. Ovviamente per poter controllare il tutto ed evitare problemi di amalgama e tempistiche nella consegna abbiamo deciso di girare gli episodi in parallelo, durante lo stesso mese, concludendoli tutti in sincrono. Poi il materiale finito e montato mi è stato passato dai vari registi ed ho provveduto ad assemblare il prodotto finale. Detto così sembra facile ma posso garantire che la grande fortuna di aver trovato un gruppo di bellissime persone, nonché ottimi professionisti, ha permesso che tutto andasse liscio senza intoppi.


[LR]: Hai lavorato a più di un film a episodi, quali sono state le differenze di organizzazione, creazione, realizzazione tra il primo e il secondo?

[AV]: Ho partecipato, oltre che a The Pyramid, anche a 17 a mezzanotte, organizzato ed ideato da Davide Pesca. La differenza principale è stata che mentre The Pyramid la storia era unitaria e la sceneggiatura pure, pertanto ci si doveva attenere a precisi schemi narrativi e ad un preciso filo logico prestabilito, in 17 a mezzanotte la tematica era libera , pertanto ognuno poteva realizzare un corto indipendente dagli altri. Purché fosse horror.

thepyramidintervistavisani2[LR]: A livello distributivo, come vengono letti gli indie horror a episodi? 

[AV]: Sicuramente il trend , al momento, è al rialzo grazie soprattutto a produzioni come V/H/S, V/H/S 2 e The ABC’s of Death che hanno fatto un po’ da apripista, riportando in auge il sottogenere. Non so se il trend andrà avanti ancora per molto, quel che è certo è che per The Pyramid le cose sono andate decisamente bene. Il film è stato venduto in Giappone, USA, Canada e la trattativa è attualmente aperta anche per Spagna, Germania e Belgio.

[LR]: Pro e contro di realizzare un film indie ad episodi.

[AV]: I pro, come già accennato, sono l’abbassamento dei tempi e dei costi realizzativi e, da un certo punto di vista, anche la possibilità di dare grande varietà stilistica e visiva all’interno di un unico prodotto. Fra i contro va annoverato il fatto che gli horror antologici non incontrano tutti i gusti, anche fra gli appassionati del Genere e, soprattutto, il fatto che se si realizza un horror ad episodi con un filo logico forte è una cosa… se si realizza una semplice raccolta di cortometraggi è un’altra. Sicuramente nel secondo caso è molto più facile perdere l’attenzione del pubblico durante la visione, specie se la qualità narrativa e tecnica è altalenante, da episodio ad episodio.

thepyramidintervistavisani5[LR]: Esempi illustri e/o esteri che possono averti convito [se ci sono stati] a intraprendere un processo creativo di questo tipo…

[AV]: Su tutti L’occhio del Gatto di Lewis Teague, del 1985. Un gioiellino al quale The Pyramid s’ispira non poco, specie per la scelta strutturale.

Luca Ruocco

[Roma, maggio 2014]

InGenere Cinema

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