Home / Recensioni / In sala / SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO di Jim Jarmusch

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO di Jim Jarmusch

sologliamanti1La vita eterna, senza un compagno con cui condividerla è una condanna [più che un dono].

Ad insegnarcelo, in maniera sublime, resta il marmoreo monito del Nosferatu di Werner Herzog interpretato da un meraviglioso Klaus Kinski [ancor più del Dracula di/da Stoker].

Ritorna sul tema, con uno sguardo splendidamente incantato e, allo stesso tempo spietato e nichilista, Jim Jarmusch, con Solo gli amanti sopravvivono, film vampirico che svuota il vampirismo di tutto il suo sense of horror, accentuandone la natura gotica, l’anima inquieta, la tristezza profonda che, superata la soglia dell’umano, è diventata malinconia divina.

Muovendosi all’interno di un territorio archetipico, Jarmusch battezza i suoi immortali con dei nomi iconici, Adam ed Eva.

Lui [Tom Hiddleston, il Loki di Thor] è un musicista rock solitario e dannato, che ama circondarsi unicamente di strumenti a corde e di tecnologie palesemente 70ies.

sologliamanti2La musica è il solo modo che usa per comunicare i suoi stati d’animo al mondo, in maniera quasi del tutto anonima, donando spesso le sue composizioni a quelli che, poi, saranno ricordati come i più grandi compositori della storia della musica.

Lei [la Tilda Swinton di We need to talk about Kevin] è una donna misteriosa dalla pelle candida e dai lunghi capelli biondo oro, che ha immolato la sua eternità, oltre che ad Adam, alla conoscenza e all’ossessione per lo scibile.

Adam ed Eva, scacciati da un ipotetico paradiso terrestre, sono diventati esseri intelligenti, sofisticati e bohémien, ma allo stesso tempo profondamente sensibili e spirituali, quasi che la cacciata da parte di un dio invisioso avesse giovato loro, rendendoli esseri puri, continuamente lubrificati da una sofferenza che non potrà mai cessare.

sologliamanti3Forse proprio per accentuare il loro stato di malessere, la coppia di innamorati ha da anni deciso di vivere a distanza, sospendendo il loro  amore su un’ideale percorso che separa la Detroit del primo dalla Tangeri della donna. Questo fino a quando l’anima più fragile e meno matura, quella dell’uomo, emotivamente dipendente dalla sua donna, la richiama a sé, caduto in un nero sempre più cupo.

A turbare l’idillio amoroso dei due, ricongiunti, basterà l’arrivo di una seconda vampira, Ava [la Mia Wasikowska di Alice in Wonderland], sorella di Eva e a lei collegata mentalmente, che piomba in casa di Adam con il suo fare da bambina viziata.

L’uomo non le ha mai perdonato qualcosa che di apparentemente molto grave, che potrebbe essere accaduto nella Parigi del 1926, e sa sin dall’inizio che l’entrata in scena della ragazza avrebbe portato nella loro eternità sospesa, nuovamente, solo guai.

sologliamanti4I vampiri di Jarmusch sono tutti squisitamente snob, ognuno nel proprio campo di riferimento [Adam nella musica, Eva nella letteratura], e arrivano ad elevarsi ad emblemi dell’evoluzione culturale umana tracciando [attraverso i discorsi delle due or di film] un sorta di albero genealogico degli scritti, dei componimenti e delle scoperte più importanti della storia dell’uomo che, inaspettatamente riporta sempre allo zampino di un essere della notte.

Il discorso citazioni stico-culturale [ridondante fino all’eccesso] si concretizza nella figura del poeta Marlowe [anch’egli vampirizzato quando era già molto vecchio], interpretato da John Hurt, che gestisce a Tangeri un bar notturno, e rifornisce di sangue non infetto i vampiri della zona.

sologliamanti5E proprio la ricerca di sangue fresco [in un laboratorio d’ospedale, per Adam e, similmente per ogni altro vampiro contemporaneo] fa parte di uno dei momenti di quotidianità dei vampiri che, sommati, vanno a formare la ciclicità dell’eterno vivere [raffigurata sin dall’inizio del film in una danza di stelle che si muta in un disco, che gira su un piatto]. Ciclicità eterna che si mostra nei tempi dilatati della narrazione, corretta via drammaturgica per raccontare quello che nessuno si aspetterebbe di voler vedere in un film di vampiri: l’amore sacro e profano che esula dal desiderio e ricerca la completezza dell’anima.

Lui e lei, Adam ed Eva, stesi sul fianco, nudi, sul letto, uno di fronte all’altra: lo yin e lo yang.

Bello che il flusso si interrompa proprio quando l’horror sta per cominciare.

Luca Ruocco

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO

3.5 Teschi

Regia: Jim Jarmusch

Con: Tilda Swinton, Tom Hiddleston, Mia Wasikowska, John Hurt

Uscita in sala in Italia: giovedì 15 maggio 2014

Sceneggiatura: Marco Bittner Rosser

Produzione: Ard Degeto, Lago Film

Distribuzione: Movie Inspired

Anno: 2013

Durata: 123’

 

InGenere Cinema

x

Check Also

PIOVE di Paolo Strippoli

Dopo l’esordio – in coppia con De Feo – con A Classic ...