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MARINA di Stijn Coninx

marina1Siamo nel 1948, in un paese del sud Italia, quando Rocco, un bambino di dieci anni, vede la sua vita stravolta a causa del padre che decide di emigrare in cerca di fortuna in Belgio, nelle Fiandre. Il piccolo Rocco si ritrova a vivere in un ambiente grigio, freddo ed a combattere con una lingua e, soprattutto, una cultura diversa dalla sua. Grazie alla musica, e all’amore, riesce a fuggire da questo mondo in bianco e nero e a realizzare il suo grande sogno, quello di diventare un musicista.

Il film, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Alice nella città e al Festival del Cinema Indipendente di Foggia, narra la storia dell’immigrazione italiana nei paesi del nord Europa, in particolare nei Paesi Bassi, attraverso la memoria di Rocco Granata, cantante italo-belga autore del celebre successo mondiale, Marina.

Marina non è un film perfetto, anzi è costellato da alcune imperfezioni e da alcuni buchi narrativi evidenti, ma sui quali si passa quasi senza pensarci su: grazie alle felici interpretazioni degli attori e all’avvincente storia narrata, che riesce a sopperire alle poche mancanze.

marina2In questo film, uno degli elementi di maggiore importanza è sicuramente il contesto storico, qui riproposto in maniera abbastanza fedele, che racconta uno spaccato d’Italia, in special modo meridionale, che in molti forse hanno dimenticato. Un periodo duro quello successivo alla seconda guerra mondiale, amplificato in maniera esponenziale al sud, anche a causa dei tanti problemi che da sempre affliggono quelle zone. Periodo di povertà, durante il quale in molti partirono alla volta delle grandi, e più ricche, città europee alla ricerca di fortuna, anche svolgendo lavori duri e pericolosi come quello di minatore nelle cave di carbone, come ha fatto Salvatore [Luigi Lo Cascio].

Durante il film ci viene riproposta un’altra storia dimenticata da molti, il disastro di Marcinelle, in Belgio, dove nell’agosto del 1956, in una miniera di carbone, morirono 262 minatori, 136 dei quali emigranti italiani; uomini partiti con la speranza e la promessa, quasi mai mantenuta, di poter un giorno tornare a casa. Questa è storia italiana, di un tempo non poi così lontano dal nostro, ed è perlomeno insolito che per riportare alla luce queste vicende si sia dovuto aspettare l’arrivo di un regista belga, il bravissimo Stijn Coninx.

marina3Questo film è però soprattutto la storia del conflitto, eterno, tra padre-figlio. Ed è questo l’elemento sul quale ruota l’intera narrazione. Uno scontro non solo di ruoli ma anche generazionale, quella tra Salvatore [Luigi Lo Cascio], stereotipo del capofamiglia meridionale del tempo, padre conservatore e autoritario, e Rocco [Matteo Simoni], figlio del dopoguerra, vissuto nel periodo del boom economico, desideroso di rivalsa e con tanti sogni nel cassetto, tra i quali quello di diventare musicista; un contrasto duro nato proprio in Belgio. Rocco si ritrova lontano da casa, senza identità, in un paese che non vede di buon occhio gli stranieri, ed è quasi un meccanismo automatico riversare il proprio senso di disagio sul padre, causa suo malgrado di questa situazione.

Marina è però anche la storia d’amore, tutta frutto della fantasia del regista, tra Rocco [Matteo Simoni] e Helena [Evelien Bosmans]. Amore contrastato dal padre di lei che vorrebbe per la figlia un ricco belga come marito, oltre al fatto che, come il resto del paese, non ha una buona considerazione per gli italiani, utili solo per essere sfruttati come mano d’opera.

marina4Dopo tanti avvenimenti, costellati da colpi di scena, tragedie e eventi positivi, Rocco riuscirà a coronare il suo sogno di diventare un musicista e riuscirà, da ormai lontano, a riconciliarsi con suo padre.

Stijn Coninx, regista di, tra i tanti film, Padre Daens del 1993 che fu candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero, conferma di essere a suo agio alle prese con film drammatici, riuscendo a dirigere in maniera ottimale un cast di attori, tutto belga, ad accezione del nostro Luigi Lo Cascio e di Donatella Finocchiaro, di tutto rispetto, nel quale su tutti brillano le interpretazioni proprio dello stesso Lo Cascio e di Matteo Simoni, che riescono letteralmente a rubare la scena alle due bravissime attrici, Donatella Finocchiaro che veste i panni della dimessa moglie di Salvatore, e combattiva madre di Rocco, e alla sorprendente Evelien Bosmans, venticinquenne attrice belga, al suo secondo film, molto apprezzata in Belgio. Interessante l’interpretazione di Cristian Campagna, giovanissimo attore di tredici anni ma con addosso già una serie di esperienze nel mondo cinematografico.

marina6Un film semplice, senza fronzoli e ricami, capace di portare in scena una storia che è contemporaneamente complessa e semplice, a metà strada tra un biopic  e un dramma, con sullo sfondo un contesto storico tragico. Per alcuni spettatori può essere il film su Rocco Granata, per altri un film su un pezzo di storia italiana, quasi tutta meridionale, ormai dimenticata ma che, a parti inverse, è ancora oggi molto attuale. In qualsiasi modo lo si voglia vedere, nessuno rimarrà deluso dalla visione di Marina.

Filippo Pugliese

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MARINA

3 Teschi

Regia: Stijn Coninx

Con: Luigi Lo Cascio, Matteo Simoni, Donatella Finocchiaro, Evelien Bosmans, Cristiaan Campagna

Uscita in sala in Italia: giovedì 8 maggio

Sceneggiatura: Rik D’Hiet, Stijn Coninx

Produzione: Eyeworks Film, Orisa Produzioni, Les Films Du Fleuve

Distribuzione: Movimento Film

Anno: 2013

Durata: 110′

InGenere Cinema

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