Home / Recensioni / In sala / IN VIAGGIO CON CECILIA di Cecilia Mangini e Mariangela Barbanente

IN VIAGGIO CON CECILIA di Cecilia Mangini e Mariangela Barbanente

Locandina Cecilia“Nella vita ci sono delle cose a cui bisogna rinunciare, anche se sono importanti […] Noi stiamo cercando di svegliare le coscienze […]”. È questo il pensiero di uno dei tanti intervistati con i quali la famosa documentarista Cecilia Mangini, con la regista Mariangela Barbanente, conversa durante il viaggio on the road che le due artiste, di origini pugliesi [native entrambe di Mola di Bari] compiono insieme, dando vita a In viaggio con Cecilia, che hanno scritto e diretto a quattro mani.

Da oggi, 20 febbraio [fino al 23 febbraio], il film arriva finalmente al Nuovo Cinema Aquila [http://www.cinemaaquila.com/evento/incontro-con-cecilia-mangini-e-mariangela-barbanente-per-in-viaggio-con-cecilia/], che per l’occasione ha invitato le due registe, che si racconteranno e risponderanno alle domande del pubblico. Modera l’incontro Massimo Vattani.

Come ha sempre fatto nei suoi importanti documentari, Cecilia Mangini torna, con un’energia incredibile, e dopo cinquant’anni a fare un documentario sulla sua terra, e lo fa tornando a parlare della classe operaia e dell’industria. Si parte da Mola di Bari, in particolare da un ponte, al quale l’anziana regista è affezionata, per arrivare poi, sempre in auto, a Brindisi e a Taranto.

In viaggio foto 1Tra scene di repertorio dei precedenti documentari di Mangini [Stendalì, 1960, Maria e i giorni, 1960, essere donna, 1964, Brindisi ’65, 1966, Tommaso, 1966 e Comizi d’amore, 1982], e immagini della manifestazione del 2 agosto 2012 a Taranto, In viaggio con Cecilia si muove tra Brindisi e Taranto, tra le fila di operai che ogni mattina vanno a lavorare, tra i ragazzi pugliesi, e tra le brevi discussioni tra la regista e Mangini, in un montaggio, sempre curato da Barbanente, che sa alternare con equilibrio le varie sequenze.

È proprio ai giovani che guarda con sgomento Mangini, ma non perché li disprezzi, tutt’altro. La regista pugliese è risentita dal contenuto di certi pensieri che le riservano alcuni giovani che raggiunge davanti ai locali, di sera, privi di ogni forma di interesse nei confronti della politica e della società, e sfiduciati da un futuro che non permette loro di costruirsi e soprattutto lavorare.

In viaggio foto 2Emblematica è la considerazione e reazione che Mangini fa in seguito ad un desiderio espresso da una ragazza che si augura di diventare ricca per fare beneficenza, dichiarazione che provoca quasi indignazione nella regista, che vorrebbe che i giovani si armino di coraggio e sfoghino in modo intelligente la loro rabbia. È una realtà molto dura quella che l’Italia si trova a vivere, e che Mangini e Barbanente si trovano a descrivere con l’ausilio degli intervistati: tra operai a rischio licenziamento, la rabbia degli operai della Italsider, l’agghiacciante numero di operai morti di tumore o suicidati,  il vergognoso stato d’inquinamento dei mari, la forte incidenza di neonati con malformazioni congenite, fino ai crescenti casi di decesso dovuti agli effetti cancerogeni del cloruro di vinile [CVM]. È struggente ascoltare la testimonianza di una figlia di un operaio morto di tumore a causa del CVM, che al dolore per la morte del padre aggiunge la rabbia per la mancanza di una giustizia che gli ha negato la verità.

In viaggio foto 3Durante le riprese, Mangini ha incontrato Antonio Corvetto, che aveva intervistato per un suo documentario, quando, giovane, denunciava la mancanza di un lavoro.

Insomma, il lavoro di Mangini e Barbanente, film prodotto da Gioia Avvantaggiato per GA&A Productions in associazione con Elenfant Film, in collaborazione con Rai Cinema, e con il contributo di Apulia Film Commission [e il sostegno della  Cineteca di Bologna e del Centro per lo sviluppo dell’audiovisivo e dell’innovazione digitale in Emilia Romagna], è un viaggio amaro in una Puglia apparentemente spenta e pessimista, nella quale però si avverte uno spirito di rivincita.

Marginale, ma solo per quel concerne il rapporto che si viene ad instaurare con gli intervistati è il ruolo di Barbanente, in questo senso più un’accompagnatrice della documentarista pugliese, che una sua spalla. In viaggio con Cecilia, film riconosciuto di interesse culturale dal Mibact, non ha pretese, e, seppur a tratti un po’ statico, riesce tuttavia a cogliere il segno con semplicità e intelligenza.

Gilda Signoretti

IN VIAGGIO CON CECILIA

Voto film:

 2.5 Teschi

Regia: Cecilia Mangini, Mariangela Barbanente

Con: Cecilia Mangini, Mariangela Barbanente

Uscita in sala in Italia: lunedì 27 gennaio 2014

Produzione: GA&A Productions in associazione con Elenfant Film, in collaborazione con Rai Cinema, e con il contributo di Apulia Film Commission

Distribuzione: /

Anno: 2013

Durata: 74′

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=afZAKxZzJNM

 

Gilda Signoretti

x

Check Also

THE SUICIDE SQUAD – MISSIONE SUICIDA di James Gunn

The Suicide Squad – Missione Suicida, il folle cinecomic di James Gunn ...