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OLTRE IL GUADO di Lorenzo Bianchini

oltre-il-guado-1L’etologo Marco Contrada [Marco Marchese] svolge il suo lavoro monitorando giorno e notte la fauna della zona alpina al confine tra Friuli e Slovenia. L’uomo, accampato con il suo camper attrezzato all’interno del bosco, sistema attentamente tra gli alberi videocamere e macchine fotografiche per controllare il viavai e il comportamento delle varie specie animali, tra cui cervi e cinghiali. Il naturalista arriva anche a catturare una volpe, per marchiarla e dotarla di una microcamera con visore notturno, per poterne seguire da molto vicino i movimenti, attraverso il suo portatile.

Durante una nottata di pioggia battente, proprio visionando il percorso della volpe al computer, Marco individua, al di là di un torrente, una borgo abbandonato, e decide di abbandonare il suo avamposto per spostarsi proprio tra quei ruderi.

Fra le abitazioni vuote e i viottoli silenziosi, l’uomo conoscerà il silenzio, il mistero e la paura, e rischierà di perdere sé stesso.

Lorenzo Bianchini ritorna all’horror dopo l’angosciante Occhi del 2010, e proprio da questo film fatto di attesa trepidante e di una negatività interiore che marcia poco a poco all’interno della mente del suo protagonista, divorandone l’io, sembra voler partire per raccontare una nuova storia nera.

oltre-il-guado-2Oltre il guado [Across the river] racconta la paura per eccellenza, quella che nasce dalla notte, dal buio e dalla solitudine, quella che consuma dal di dentro, come una maledizione.

Se già in Occhi, il capostipite dell’horror italiano indipendente aveva intrapreso il silenzioso, ma non meno terrifico, cammino dell’horror intimista, con Oltre il guado l’esperienza filmica di Bianchini a questo modo di intendere le storie orrorifiche si immola del tutto.

Marco, dapprima circondato unicamente dalla flora e dalla fauna del bosco, inizia a perdere, pian piano, i cardini della sicurezza dovuta alla sua professione: una camicia da notte trascinata, come uno spettro, tra le acque del torrente, il ritrovamento di una carcassa di cinghiale adulto selvaggiamente ucciso a morsi e artigliate, e infine il “trasferimento forzato” nel paese abbandonato, e una macabra eredità fatta di urla notturne, presenze femminili inquiete, e un segreto che chiede di essere disseppellito dalla polvere della Seconda Grande Guerra.

oltre-il-guado-4Bianchini dimostra ancora una volta di possedere una cifra autoriale forte e solenne, che gli permette di scegliere, in probabile antitesi con l’andazzo contemporaneo e commerciale, i toni di una ghost story dai ritmi lenti, dilatati, anche nella stessa costruzione del meccanismo dello spavento [di cui il regista si dimostra, comunque, un buon tecnico].

Ma ancor più che nel buio che avvolge la foresta e i vuoti ruderi, l’elemento sovrannaturale che d’un tratto invade la storia di Bianchini e mette in moto il meccanismo della perdita di contatto con la realtà del protagonista di Oltre il guado, si muove con la fluidità e l’eleganza dell’acqua: quella del torrente, quella battente della pioggia continua, quella penetrante e invasiva che filtra tra le vecchie assi della casa.

Una grande prova autoriale, che merita la visione di un pubblico maturo e preparato.

Luca Ruocco

OLTRE IL GUADO

3.5 Teschi

Regia: Lorenzo Bianchini

Con: Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszach

Sceneggiatura: Lorenzo Bianchini, Michela Bianchini

Produzione: Collective Pictures

Distribuzione: /

Anno: 2013

Durata: 100’

InGenere Cinema

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