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“Mimì metallurgico ferito nell’onore” e “Pasqualino Settebellezze”

Raro_Mim“_fascetta2Mimì metallurgico ferito nell’onore e Pasqualino Settebellezze arrivano in DVD grazie a RaroVideo [per Mimì, presentato in versione rimasterizzata in una edizione che contiene un booklet sul film e sulla carriera della Wertmüller, nonché un’intervista alla stessa regista] e Mustang Entertainment [per Pasqualino, che negli extra, oltre alla filmografia della regista e di Giancarlo Giannini, contiene una coinvolgente intervista a Giannini che ci parla della fase di realizzazione del film, raccontandoci aneddoti veramente curiosi]. Si tratta di due film tra loro complementari, sia perché appartenenti allo stesso genere, grottesco-comico, sia perché schematicamente e drammaturgicamente hanno molti punti in comune, interpretati entrambi dallo stesso attore protagonista: Giancarlo Giannini, e da un’attrice non protagonista che sia nel primo che nel secondo film impersona due personaggi femminili ambigui e a loro modo eccentrici: Elena Fiore.

Partiamo da Mimì metallurgico ferito nell’onore, che precede Pasqualino Settebellezze di tre anni.

Carmelo Mardocheo [Giancarlo Giannini], detto Mimì,  è un operaio siciliano da poco sposato con Rosalia [Agostina Belli], della quale si lamenta perché non lo soddisfa sessualmente, e che non è certo il suo ideale di donna, essendo Rosalia una ragazza molto ingenua e per niente provocante.

Mimì immagineUn giorno, però, a Mimì e alla sua famiglia, una lista elettorale rappresentata da un potente mafioso catanese, chiede il voto alle vicine elezioni. Se la sua famiglia  accetta, sperando in chissà quali piaceri futuri, Mimì invece si rifiuta. La sua forma di ribellione al sistema avrà però conseguenze amare, in quanto Mimì sarà trasferito da Catania a Torino, accolto dall’Associazione Fratelli Siciliani che gli offre vitto e alloggio. Mimì non può portare con sé Rosalia, ma parte tranquillo, perché è certo della fedeltà di sua moglie. Giunto a Torino, impiegato in una industria metallurgica, conosce Fiore [Mariangela Melato], una proletaria lombarda solare, fervente comunista, con la quale inizia una stramba ma intensa storia d’amore, e che, soprattutto, lo gratifica sessualmente.

Mimì seconda fotoMimì, che intanto ha messo su famiglia, si accorge che la mafia lo pedina anche al Nord. Sono gli uomini di mafia, infatti, a rispedirlo di nuovo a Catania, proponendogli di entrare a farne parte del giro, in quanto colpiti dal carattere forte e dell’orgoglio innato di Mimì, che a Catania arriverà con Fiore e il bambino appena nato. Ma per Mimì l’onore vale più di ogni cosa, e perciò, quando scopre che sua moglie ha preso la patente, pericoloso segno di emancipazione, e che inoltre lo ha tradito con un maresciallo, non gli resta altro da fare che vendicarsi conquistando la non attraente moglie del maresciallo, Amalia [Elena Fiore], madre di cinque figli e moglie stanca di un marito assente. Ma con la vita non si scherza, e Mimì presto se ne renderà conto….

Lina Wertmüller firma con Mimì metallurgico ferito nell’onore un film grottesco, amaro, drammatico ma contemporaneamente molto ironico, tanto che molti hanno erroneamente incluso i suoi film nel genere comico. Lina Wertmüller  nei suoi film ha sempre guardato al sud, lei che vanta origini lucane da parte paterna, e del sud ha sempre rappresentato, imparzialmente, pregi e difetti, come nel caso di Mimì metallurgico ferito nell’onore, nel quale ci racconta una Sicilia legata alle tradizioni, passionale, ma anche vittima di soprusi e politica, e severa nel confrontarsi con il diverso.

Pasqualino-Settebellezze-copertinaMimì metallurgico ferito nell’onore è un film sull’ambivalenza e sulle sue conseguenze, ma anche sulle diverse forme dell’amore. Innegabile è l’ottimo lavoro di sceneggiatura della stessa regista, in particolare per Pasqualino Settebellezze, che ha saputo caratterizzare bene i suoi personaggi, ciascuno con la sua personalità. La presenza di Giannini, che con Wertmüller ha collaborato a lungo [Non stuzzicate la zanzara, 1967, Film d’amore e d’anarchia, 1973], è la vera punta di diamante di entrambi i film, tanto che nel 1972 si aggiudicò il David di Donatello come migliore attore protagonista. Giannini riesce a esprimere perfettamente l’ambiguità di Mimì, soprattutto nella fase del suo esaurimento nervoso, che lo porta ad alternare momenti di forte drammaticità a vere e proprie forme di isteria.

Mimì non si accorge, non subito, di quanto sia intricata la sua vita, divisa prima tra due donne, e poi tre, inganni e superficialità. Mariangela Melato, che farà di nuovo coppia con Giannini in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di Agosto, 1974, sempre di Wertmüller,  indimenticabile e intelligente attrice del nostro cinema italiano, interpreta un bel personaggio, una donna dolce, decisa e matura, nonostante la sua giovane età. Quando si renderà conto che Mimì non la rispetta e non la ama come fino a poco prima aveva creduto, allora torna a Torino, lasciando Mimì imbrigliato nei suoi casini. Agostina Belli è strepitosa nel dare vita a Rosalia, una ragazzina ancora troppo infantile per fare la moglie e atteggiarsi a donna, che scoprirà la femminilità lontano da quel marito scortese e offensivo.

PasqualinoPasqualino Settebellezze, se ricalca molti stereotipi di Mimì metallurgico ferito nell’onore, è un film vincente e tuttavia complesso, tra i migliori della Wertmüller. Si tratta, anche in questo caso, di un film grottesco e cruento, paradossalmente comicissimo. Si, perché la nostra Lina ha sempre dimostrato, nella sua lunga filmografia, di saper mischiare perfettamente il serio e il faceto, portandoli entrambi ai massimi livelli. Stavolta l’ambientazione si sposta a Napoli, e in parte in Germania. Pasqualino Settebellezze [Giancarlo Giannini] è un popolano napoletano senza alcuna ambizione nella vita, se non quella di rubare. La sua famiglia è tutta al femminile, e le donne di casa gestiscono una ditta artigiana che vanta una lunga attività.

Una delle sue sorelle, Concettina [Elena Fiore], è stata ingannata da Totonno 18 carati [Mario Conti], che le ha promesso di sposarla dopo aver goduto di lei, e che invece l’ha introdotta nel mondo dell’avanspettacolo e poi della prostituzione. Pasqualino, ferito nell’onore, spara all’uomo, ma inizialmente fallisce il colpo, e, in un secondo tentativo, fa a pezzi il corpo e lo distribuisce nelle valigie. Denunciato dalla sorella, Pasqualino verrà condannato a dodici anni di reclusione, e dovrà rimandare le nozze con la sua angelica fidanzata [Francesca Marciano]. In poco tempo, però, per via del suo temperamento, viene trasferito nel manicomio criminale di Aversa.

Pasqualino seconda foto

Pur di uscire dalla terribile realtà alla quale è costretto ad assistere ogni giorno, tra violenze fisiche e psicologiche, Pasqualino accetta l’invito del duce di arruolarsi nell’esercito al fianco dell’Italia per il secondo conflitto mondiale, e così parte volontario. Essendo però il suo animo già turbato, incapace di sparare e resistere sul fronte, scappa. Catturato dai tedeschi, viene rinchiuso in un campo di concentramento, ed è qui che la sua mente comincia a dare segni di squilibrio. Eppure Pasqualino si appella alla sua astuzia, e fa di tutto per sedurre la terribile ufficiale tedesca [Shirley Stoler], sperando che, in cambio di sesso, la donna possa graziarlo. Anche stavolta, come per Mimì, Pasqualino non si accorge di essere un traditore, un codardo, ora promosso dall’ufficiale tedesca al grado di Kapò, libero di scegliere le sue vittime tra i suoi ex compagni.

É il dialetto, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore, a contraddistinguere il film, e anzi, ne è proprio la radice. Pasqualino Settebellezze è uno di quei film che non si possono dimenticare, superiore a Mimì metallurgico ferito nell’onore. É un film psicologico che porta con sé un profondo turbamento. Lina Wertmüller, che anche stavolta firma un soggetto e sceneggiatura, opera una vera e propria introspezione psicologica del protagonista, mostrandocelo con tutte le sue debolezze. Se in Mimì metallurgico ferito nell’onore era la doppiezza del personaggio a risaltare, è la sopravvivenza a risaltare in Pasqualino Settebellezze, intesa dal punto di vista sociale, psicologico, personale, collettivo, perché Pasqualino non deve solo pensare a sopravvivere in prigione, in manicomio e poi nel campo di concentramento, ma anche a far perdurare la sua onorabilità di uomo, compagno, e uomo di destra. Pasqualino è un uomo furbo, che sa sempre, o quantomeno ci prova, come uscire dalle situazioni, e sceglie sempre la via più facile, spesso scorretta. Straordinario Giancarlo Giannini, forse nella sua migliore interpretazione, lui che di personaggi drammatici e stravaganti ne ha impersonati tanti. Wertmüller indugia su primissimi piani a lungo, quasi sempre perdendosi nello sguardo di Giannini, specchio della follia malata di Pasqualino.

Pasqualino altra fotoPasqualino Settebellezze, che ha avuto quattro nomination all’Oscar, e che fu accolto positivamente in America, è un film notevole, catalizzatore, violento nella sua crudezza. Come non pensare, a questo proposito, alla violenza sessuale che Pasqualino attua nei confronti di una paziente del manicomio, costretta a subire perché legata al letto, in seguito alla quale Pasqualino indosserà la camicia di forza. L’ironia c’è, ma è più velata rispetto a Mimì metallurgico ferito nell’onore, e trova sfogo nella prima parte del film, che inizia proprio all’insegna della comicità, facendosi beffa delle sculture di Mussolini e Hitler, accompagnata da Quelli che… di Enzo Jannacci, che cure le musiche del film. Entrambi i film, è il caso di ricordarlo, furono montati da Franco Fraticelli.

Nel breve suolo di socialista vediamo Roberto Herlitzka, al quale Pasqualino, con la sfrontataggine di sempre, gli dice: “Io me ne fotto. Me la prendo con filosofia, io me ne vado al manicomio criminale e mi faccio una decina d’anni… e che sò”.

Commovente la chiusa di Pasqualino Settebellezze, con Pasqualino che, tornato a Napoli da uomo libero, esorta la compagna a sposarlo e a fare tanti figli, perché devono difendersi, e in tanti si è più forti.

Gilda Signoretti

MIMÌ METALLURGICO FERITO NELL’ONORE

Voto film

3 Teschi

Voto DVD

4disc copy

Regia: Lina Wertmüller

Con: Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Agostina Belli, Elena Fiore

Durata: 108′

Formato: 1.78

Audio: Italiano Mono

Distribuzione: RaroVideo [www.rarovideo.com]

Extra: Intervista a Lina Wertmüller; Trailer

PASQUALINO SETTEBELLEZZE

Voto film

4 Teschi

Voto DVD

4disc copy

Regia: Lina Wertmüller

Con: Giancarlo Giannini, Elena Fiore, Shirley Stoler, Francesca Marciano

Durata: 111′

Formato: 16/9  1.85:1

Audio: Italiano Dual Mono

Distribuzione: Mustang Entertainment [www.cghv.it]

Extra: A proposito di… Pasuqlino Settebellezze; Filmografia di Lina Wertmüller, Filmografia di Giancarlo Giannini

InGenere Cinema

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