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FREDDY KRUEGER – IL MITO di AAVV

freddy_krueger_aa.vv_copia-195x300Lo stalker dei sogni. È così che Robert Englund, in un’intervista rilasciata a Luca Ruocco in occasione dell’uscita del libro Freddy Krueger – Il mito, edito da UniversItalia per la collana Horror Project, diretta da Daniele Francardi, definisce il suo bizzarro e feroce “alter ego”: Freddy Krueger.

Dopo il volume dedicato a The Walking Dead [del quale vi avevamo parlato qui], lo staff di Horror Project porta in libreria, e nei migliori store online, un saggio collettivo che, anche stavolta, racchiude i pezzi di sei critici cinematografici cresciuti e formatisi anche e soprattutto con il cinema horror.

Freddy Krueger – Il mito, schematicamente organizzato come il precedente The Walking Dead, descrive e analizza la figura dell'”uomo nero” per eccellenza partendo dalla sua creazione, per passare alla sua “formazione”, e giungere all’evoluzione del personaggio.

Non solo. In Freddy Krueger – Il mito non è solo la figura di Freddy a catturare l’attenzione critica vera e propria, ma i sottofondi ai quali egli appartiene, come il suo legame con l’inconscio e il sogno, o la sua relazione con gli altri boogeymen, o la sua denunzia alla società americana. Ma andiamo con ordine.

A curare la prefazione è Luigi Boccia, che ci apre le porte del mondo dell’orrore presentandoci alcuni mostri, i più temuti, come Jason Voorhees, Michael Myers, o lo stesso Freddy Krueger, l’anticonformista per eccellenza, spietato polemizzatore della decadente cultura e moda americana.

È Daniele Francardi ad introdurci per primo nelle fauci di Freddy Krueger, spietato ladro di sogni e spargitore di incubi, originato dal suo creatore, Wes Craven [L’ultima casa a sinistra, 1972], e partorito proprio in quell’ormai lontano 1984, quando il regista diresse e scrisse Nightmare – Dal profondo della notte, e nel quale, Robert Englund, nei panni di Freddy Krueger, proveniente dal successo di V-Visitors sarebbe  divenuto una star hollywoodiana.

È a Nightmare – Dal profondo della notte che Francardi dedica il suo saggio, La nascita del mito – Signore e signori: Freddy Krueger, soffermandosi non solo sull’analisi critica del film, ma sui diversi significati di cui questo si compone, a cominciare da quella denuncia al mito americano, genitore di una società in frantumi, dedita al consumismo, in cui [come nel caso di Nancy o Tina, le prime vittime del “nostro” mostro] le famiglie si creano e si distruggono con una velocità e una superficialità costante, e di questi mali si impossessa Freddy Krueger, che proprio dalla fragilità delle sue vittime trova la forza necessaria per annientarle.

Lodevole e minuzioso è poi il saggio di Roberto Giacomelli, Assassino seriale – Seguiti, cross-over e remake di Nightmare, che, come suggerisce il titolo, comprende tutti i sequel della saga, il reboot Nightmare – A Nightmare on Elm Street di Samuel Bayer, che non vede più Englund indossare le vesti di Freddy Krueger ma Jackie Earle Haley [che, tra l’altro, vedremo nel 2014 in Robocop di José Padilha, nei panni di Maddox], e il divertente Freddy vs Jason di Ronny Yu, 2003.

Buono spazio è dato anche al ritorno in sella di Craven, il padre di Freddy, che tornerà a riabbracciare la sua creatura solo nel 1994, curando la regia e la sceneggiatura, come nell’84, di Nightmare – Nuovo incubo

Con Craven, Krueger torna a far paura, poiché sarà accantonata quell’aura “gioiosa” legata proprio alla forte ironia che i registi dei precedenti Nightmare avevano attribuito al personaggio, e che, se aveva avuto il vantaggio di avvicinare alla saga il pubblico più pauroso, dall’altro, invece, aveva privato Freddy di parte del suo ruolo istituzionale: terrorizzare senza mezzi termini.

Si prosegue poi con Freddy’s Nightmare – Freddy Mania, di Giacomo Ferigioni, il cui primo titolo rimanda alla serie tv, della durata di due stagioni [1988-1990] per quarantaquattro episodi, trasmessa in Italia solo nel 1992, e che vide tra i registi Tobe Hooper [Non aprite quella porta], Mick Garris [Critters 2], e lo stesso Robert Englund, sulla quale, appunto, si incentra il saggio, nel quale l’autore riflette sulla potenza mediatica, che ha reso Krueger famoso anche per i non cinefili, che, pur non avendo visto i suoi film al cinema, erano in grado [e lo sono tutt’ora] di spiegare chi fosse. Proprio questa sua popolarità ha reso il caro Freddy una vera e propria icona moderna, capace di influenzare la moda e il marketing, come spiega Francesco Massaccesi nel successivo Oltre lo schermo – Freddy e il marketing, facendolo diventare un dio nel campo videoludico.

Freddy, Jason, Michael Myers, Leatherface, e molti altri, sono uniti non solo dalla furia omicida, dall’asocialità, che è direttamente responsabile della loro solitudine, dall’indifferenza di cui sono stati bersagli prima dell’esplosione della loro crudeltà, o ancora dall’essere, per motivi diversi, vittime di una famiglia malata, sgangherata e assente, ma soprattutto dall’essere unanimemente riconosciuti come boogeymen, incarnazione dell’uomo nero che tante volte compare nelle ninna nanne di un tempo che minacciavano i bambini di essere da lui rapiti se fossero comportati male. È proprio al boogeyman, un demone dai mille volti alla ricerca di giovani da sacrificare in modo brutale, perché colpevoli, tra le altre cose, di essere troppo gioiosi e “vivi”, che Luca Ruocco dedica Krueger contro tutti – I boogeymen nel cinema dell’orrore, mentre, per chiudere in bellezza, Marco Saraga, in Il mondo dei sogni – Viaggio nell’indeterminato, ci accompagna nel mondo dell’indeterminato, cercando nella storia, nell’archeologia, nell’antropologia, nella filosofia e nella psicoanalisi di Freud e Jung, una chiarificazione di ciò che è il sogno, di suo significato, ciò che ha rappresentato nella storia e nel mondo antico, e già nell’antico Egitto, il sogno era indicato come uno stato di conoscenza nel quale non vige il principio di non contraddizione per cui una cosa può essere un’altra, e dunque mutarsi e, da qui, la mancanza di controllo da parte dell’uomo, impotente.

Gilda Signoretti

FREDDY KRUEGER – IL MITO

4 Teschi

Autore: AAVV

Editore: UniversItalia [www.universitaliasrl.it]

Pagine: 145

Illustrazioni/Foto: No

Costo: 12,90

 

InGenere Cinema

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