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STA PER PIOVERE di Haider Rashid

staperpiovere1Come un ospite a casa propria: è come si sente Said, un giovane sicuro e ambizioso, nato e cresciuto in Italia da genitori algerini, studia e lavora come panettiere part-time. A seguito del suicidio del direttore della fabbrica in cui lavora suo padre Hamid, la famiglia si trova di fronte alla lacerante realtà di non poter rinnovare il permesso di soggiorno, come fa da trent’anni, e riceve un decreto di espulsione.

L’Italia, il paese che Said ha sempre considerato suo, appare ora come un muro di gomma che lo spinge a “tornare a casa”, in Algeria, luogo che lui non ha neanche mai visitato. Nel tentativo di trovare una soluzione, Said si appella agli avvocati, ai sindacati e alla stampa, cercando di portare attenzione su un problema concreto e sempre più presente nella società italiana; questo percorso lo porterà attraverso i meandri di una burocrazia legislativa retrograda e alla riconsiderazione della sua identità, riflettendo su un dilemma profondo: rimanere in Italia clandestinamente o partire per l’Algeria con la sua famiglia, aiutandola a ricostruirsi una vita nel paese che ha lasciato trent’anni fa?

Quella di Said, come quella di tanti altri come lui, è purtroppo una storia vera, alla quale Haider Rashid si è ispirato per tessere i fili narrativi che vanno a comporre la tela drammaturgica di Sta per piovere, terza opera dietro la macchina da presa del regista italo-iracheno che approda nelle sale a partire dal 9 maggio con Radical Plans, dopo la presentazione in concorso alla passata edizione del Dubai International Film Festival. Un film che, nel caso di Rashid, acquista già dalla prima lettura una duplice valenza, personale e professionale, che riflette sullo schermo il bisogno epidermico dell’autore di confrontarsi con una storia e con dei temi che sente suoi e che appartengono al suo vissuto.

staperpiovere2Pensando alle origini, che lo vedono nato e cresciuto in quel di Firenze da madre italiana e padre iracheno, così da essere a sua volta uno dei tantissimi italiani di seconda generazione che ancora a fatica si devono scontrare con la burocrazia e le leggi di una nazione che non riconosce i loro diritti, trattandoli di fatto come cittadini di seconda categoria, è facile scorgere nella pellicola e nel protagonista che la anima la condizione esistenziale dello stesso Rashid. Forse per questo ciò che arriva sullo schermo è permeato da una verità che rende il tutto credibile, onesto e sincero, frutto di un’urgenza epidermica ed empatica di colui che ha deciso di scrivere e dirigere il film.

Sta per piovere restituisce una fotografia reale di una condizione di equilibrio precario che non è fantascienza o romanzo, né tantomeno artificio filmico, ma la quotidianità di molte persone come Said e come lo stesso Rashid, costretti a rivendicare ciò che per diritto gli appartiene.

staperpiovere5Sta qui il merito più grande che va riconosciuto al cineasta fiorentino, ossia quello di avere portato al cinema un’istantanea catturata con cognizione di causa, grazie alla profonda conoscenza dei temi trattati.

 Quante volte, al contrario, ci si è trovati al cospetto di film incapaci di restituire al fruitore la verità dei fatti narrati così come sono e si sono verificati al di fuori di una sala cinematografica?

Davvero poche a nostro avviso e per quanto riguarda il suddetto tema, tra quelle poche che si contano sulle dita di una mano troviamo questo e Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi. In entrambi i casi, emerge in maniera prepotente e diretta uno spirito di appartenenza dei protagonisti a una terra che sembra invece non volerli riconoscere come figli legittimi, tanto da lasciarli appesi tra due Paesi, quello di origine e quello di nascita, senza essere parte integrante di nessuno di essi.

staperpiovere3Questa conoscenza della materia viene dalla mancanza di superficialità nell’approccio alla materia stessa, un approccio che si basa sul confronto e lo studio su un tema sul quale in particolare Rashid si è misurato nelle opere precedenti [il documentario Between Two Lands che affronta le storie della seconda generazione di esiliati iracheni di Londra, l’esordio nel lungometraggio Tangled Up in Blue dove continua la sua ricerca della patria perduta attraverso la storia di un iracheno di seconda generazione, per chiudere con l’opera seconda Silence: All Roads Lead to Music, road movie che da un piccolo paesino siculo ci porta al seguito di un’insolita combinazione di musicisti etnici e classici che si incontrano e suonano per la prima volta insieme ad un festival arabo], mentre il collega romano ha avuto modo di entrare in contatto con l’argomento nel pregevole Fratelli d’Italia.

staperpiovere4Sta per piovere sorprende per la naturalezza e la genuinità con quale lo script dipinge la storia e i personaggi. Caratteristiche che emergono anche grazie alla recitazione asciutta, naturale e spontanea del gruppo di interpreti capitanato da un convincente Lorenzo Baglioni, qui alla sua prima apparizione cinematografica nel ruolo di Said. Da tenere sottocchio anche Giulia Rupi, che nel film vesti i panni di Giulia, la fidanzata del protagonista. Da parte sua, Rashid fa benissimo ad appoggiarsi alla recitazione del buon cast a disposizione, costruendo la regia su di esso e in funzione di esso, all’insegna dell’essenzialità e di una presenza corporea ed emotiva dei personaggi che diventano il baricentro visivo e drammaturgico del film e della sceneggiatura.

Francesco Del Grosso

STA PER PIOVERE

3.5 Teschi

Regia: Haider Rashid

Uscita in sala in Italia: giovedì 9 maggio 2013

Con: Lorenzo Baglioni, Giulia Rupi, Denny Bronicolini

Sceneggiatura: Haider Rashid

Produzione: Radical Plans

Distribuzione: Radical Plans

Anno: 2012

Durata: 91’

InGenere Cinema

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