Home / Recensioni / In sala / TAKEN – LA VENDETTA di Olivier Megaton

TAKEN – LA VENDETTA di Olivier Megaton

taken2locandissimaC’era un tempo in cui una piccola, grande idea bastava per scrivere una sceneggiatura brillante e realizzare uno straordinario film. Il budget veniva in secondo piano. Come dimenticare i magistrali inseguimenti d’auto nei film di Deodato o di Umberto Lenzi, le sparatorie di Roma violenta di Martinelli, la violenza dei Cani arrabbiati di Bava. Eppure, basta avere un’enorme troupe a disposizione, un cast hollywoodiano e una totale mancanza di personalità e originalità, per sbancare i botteghini con ben 50 milioni di dollari. Questo è l’incasso negli USA del sequel di Taken – Io vi troverò, molto fantasiosamente intitolato Taken 2 – La vendetta.

Questa furba operazione commerciale pare abbia entusiasmato il pubblico di ogni parte del mondo creando grosse aspettative: ma in che termini? Qualità? Divertimento? Emozioni? Dipende da cosa si intende per tutto ciò. In realtà si sa bene cosa aspettarsi: il plot praticamente identico a quello del primo film, stessa trama inconsistente che non reggerebbe neanche per un videogame, sceneggiatura stupida e prevedibile.

Liam Neeson, ancora nei panni di Bryan Mills, è al centro del mirino della famiglia albanese [riconosciamo nel cast il carismatico Rade Sherbedgia, già padre abbastanza discutibile di un’acerba Leelee Sobieski in Eyes Wide Shut] di cui si era “occupato” a Parigi nel frangente [surreale a dir poco] della personale missione di salvataggio di sua figlia Kim [sempre interpretata daMaggie ”Shannon” Grace che, nel frattempo, è quasi arrivata a 30 anni e a questo punto la sua caratterizzazione diventa un po’ troppo stucchevole] da una sorta di tratta delle bianche.

Taken-La-vendetta-nuove-immagini-con-Liam-Neeson-2Vendetta chiama vendetta. Insomma, una noia mortale. Il gruppo di malviventi rintraccia Bryan e la sua perfetta famigliola, probabilmente riunitasi dopo l’esito del finale del primo film, a Istanbul: terra di mezzo tra occidente e oriente, colma di pericoli e di facce scure e sinistre che piùcliché non si può. E anche qui, ancora una volta, la bieca visione di ciò che non è americano rappresentata come il male da sconfiggere. Almeno, però, il regista Olivier Megaton ci regala alcuni splendidi scorci di questa magica città. Magra consolazione.

Si procede con le solite, fantasiose scene di lotta con armi di ogni tipo, variopinti omicidi, arti marziali e strategie di guerra adottate in pieno centro abitato: Bryan affida a Kim il compito di trovare lui e sua madre rapiti da “i veri cattivi” lanciando granate come se fossero una specie di segnale gps. Più che grosse aspettative direi grasse risate. Come la caterva di frasi grottesche pronunciate nei momenti meno opportuni dal protagonista, quando sua moglie, agonizzante e resa debole dalle ferite inferte dai rapitori, giace in un angolo e si sente dire: “Arrivo subito, finisco di fare una cosa e torno tra poco”.

I personaggi femminili perdono decisamente la lotta per la loro sopravvivenza e dignità. Tutto questo, in fondo, fa parte del gioco. Sarà stato sempre questo, fin dal principio, l’obiettivo del film? Portare tutto oltre il limite del paradossale per riderci su? Di certo sarà così, dato che entrambe le  pellicole sono pervase dall’evidente assenza di un tessuto emotivo.

Taken-La-vendetta-nuove-immagini-con-Liam-Neeson-3Ormai è soltanto un pallido ricordo il volto segnato dal dolore di un immenso Charles Bronson nel memorabile Il giustiziere della notte. La completa inespressività diLiam Neeson si rispecchia in quello che forse lo spettatore vuole vedere: spensieratezza, disimpegno, freddezza. Un pupazzo che uccide, incapace di provare sentimenti. Se solo l’impronta di Luc Besson[produttore e co-sceneggiatore] fosse stata presente almeno in superficie, sarebbe stato interessante soffermarsi di più sulla personalità di Bryan Mills, un uomo costretto a una solitudine fatta di ossessioni, manie di precisione, di persecuzione, in crisi d’identità… uomo, padre o agente della CIA? Un outsider, tutto sommato, all’interno di una società caotica e disorganizzata dove il pericolo è sempre in agguato e lui sempre l’uomo che si carica del peso di ogni responsabilità.

Un particolare curioso è stato l’uso di un paio di brani della colonna sonora: entrambi i pezzi sono contenuti in quella di Drive di Nicolas Winding Refn. Il primo [“A real hero” dei College & Electric youth], si scorge attraverso le cuffie del lettore mp3 di Kim all’interno dell’ascensore dell’albergo.

Taken-La-vendetta-nuove-immagini-con-Liam-Neeson-4Il secondo [“Tick of the clock” dei Chromatics] nella scena dell’attesa in macchina di Kim nel momento in cui Bryan tenterà di salvare la moglie: la sequenza è, appunto, scandita dai secondi che passano sul cronometro, così come per il protagonista diDrive durante le sue rapine. Coincidenza, scopiazzamento o omaggio?

Comunque, nonostante lo scarso contenuto, la rumorosa forma e i potenti mezzi avuti a disposizione per far esplodereTaken come filone cult, quello che rimane in mano non è nient’altro che un vero b-movie. Con tutti i pro e i contro.

Giovanna Ferrigno

Regia: Olivier Megaton

Con: Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen

Uscita in sala in Italia: giovedì 11 ottobre 2012

Sceneggiatura: Luc Besson, Robert Mark Kamen

Produzione: Europa corp.

Distribuzione: 20th Century Fox

Anno: 2012

Durata: 91′

InGenere Cinema

x

Check Also

BARBARONE SUL PIANETA DELLE SCIMMIE EROTOMANI di Gipi

Gipi ci porta nello Spazio profondo. Un viaggio già di per sé ...