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Secondo poker per CineKult

amantidelmostroContinua il viaggio di CG Home Video, CineKult e Nocturno all’interno della cinematografia di Genere made in Italy. Dei quattro titoli che vi presentiamo in questo articolo, due sono legati dalla presenza, all’interno del cast, del mostro sacro Klaus Kinski.

Il primo, Le amanti del mostro [1974], è una co-produzione italo-turca, firmata dal Sergio Garrone, che proprio in Turchia trova le sue location, ed è il film gemello de La mano che nutre la morte. Girati contemporaneamente, con stessi cast e crew, entrambi i film sfruttano l’ambientazione ottocentesca suggerita dalla villa nobiliare messa a disposizione.

Di chiara ispirazione letteraria, Le amanti del mostro prende spunto dalla storia del dottor Jeckyll e di Mr. Hide, con un Klaus Kinski nei panni di Alex Nijinsku, un medico con gravi problemi di impotenza che, trasferitosi insieme alla moglie Anijeska [Katia Christine] nell’austera dimora del padre di lei, viene a conoscenza di alcuni oscuri esperimenti messi in atto dal defunto scienziato. Proprio durante la messa in pratica delle procedure esperimentali legate alla possibilità di riportare in vita i morti, all’interno del laboratorio segreto del suocero, Alex finisce folgorato da una scarica elettrica che risveglia in lui gli insaziabili appetiti di sesso e violenza di un orco da troppo tempo rimasto sopito.

Pur non brillando per originalità di trama, il film è interessante per come tenta di mescolare le ambientazioni da gotico italiano ad accenni [pochi nonostante il titolo e l’idea alla base] di erotismo, e Kinski la fa da padrone, agevolato dalla sua naturale espressività fuori dagli schemi nell’interpretare la mutazione.  Probabilmente la penuria di mezzi produttivi portano ad una ripetuta e poco credibile messa in scena dei delitti, tutti incentrati sui rapidi colpi del medico impazzito.

Nell’edizione CineKult, tra gli extra, una bella intervista a Sergio Garrone.

mortesorriso_dvdRimanendo sul pezzo con Klaus Kinski [che in questo caso veste un ruolo secondario], CG Home Video e CineKult indugiano nel gotico primo-novecentesco con La morte ha sorriso all’assassino [1973], primo horror di Aristide Massaccesi.

Greta [Ewa Aulin], in seguito ad un incidente in carrozza, perde la memoria e si ritrova immemore ospite nella villa di Walter [Sergio Doria] ed Eva [Angela Bo]. La coppia di nobili la affida alle cure del dottor Sturges [Klaus Kinski], più interessato all’amuleto che la ragazza porta al collo, i cui simboli sono legati ad antichi riti di resurrezione dei morti. Il dottore se ne impossessa, ma la scomparsa dell’amuleto e l’arrivo della misteriosa ragazza, saranno le note iniziali di una ballata macabra, che comincerà a contare fra le prime vittime la cameriera della villa, e che s’adombrerà di sensualità malata, grazie all’attrazione magnetica che Greta inizierà ad esercitare su tutti i membri della famiglia che la ospita.

Massaccesi si concede una prima importante intromissione nell’horror-romantico, ma non per questo privo di momenti sanguinosi ed efferati, manipolando materia magmatica proveniente dal Carmilla di Le Fanu, dal cinema gotico italiano e da Edgar Allan Poe.

Anche in questo caso, fra gli speciali, interviste a Franco Gaudenzi, Aristide Massaccesi e Tony Askin.

pleniluniovergini1Ancora horror ed eros per Il plenilunio delle vergini [1973] di Paolo Solvay [alias Luigi Batzella], ancora un gotico che unisce la leggende del  vampirismo a quella dell’anello dei Nibelunghi.

Franzi Schiller [Mark Damon], alla ricerca dell’anello dai magici poteri, si reca in Transilvania, sospettando che si nasconda nel castello del fu conte Dracula. Giunto a destinazione, e scontratosi con i soliti popolani scontrosi contro i visitatori, ma in realtà molto più preoccupati dell’ombra del vampiro, rimasta a pesare sulle proprie teste, Schiller incontra la nuova proprietaria del castello, una seducente contessa [interpretata da Rosalba Neri] che amante dei luoghi silenziosi e solitari, non disdegna di incantare immediatamente il visitatore, e di trascinarlo nella sua tela. La contessa è una diretta discendente di Dracula, e il potente anello è proprio nelle mani della pericolosa vampira.

Il plenilunio delle vergini è un prodotto artigianale, e per certi versi trasandato, ma la fotografia di Massaccesi, la potenza visiva di alcune scene [una su tutte il bagno di sangue della vampira Neri] e la trama sovraccarica di riferimenti [Jekyll & Hide oltre ai già citati Dracula e Nibelunghi], aiutano a far passare il resto in secondo piano.

Negli extra Vampire Nude: interviste a Franco Gaudenzi, Rosalba Neri e Aristide Massaccesi.

scusileienormale1Si cambia del tutto storia con Scusi lei è normale? [1979], commedia sexy dagli equivoci figli de Il vizietto, firmata da un Umberto Lenzi scaltro, anche se fuori contesto [il soggetto è firmato da Dardano Sacchetti].

Gustavo Sparvieri [Renzo Montagnani] è un ferreo censore con evidenti problemi legati alla sessualità, inquisita ma ambita. Tentando di combinare un incontro tra suo nipote Franco [Ray Lovelock] e la casta Anna Maria, figlia di un politico di sua conoscenza [Anna Maria Rizzoli], Sparvieri non sa di essersi insinuato in una storia dai tratti sessuali contorti e sopra le righe.

Franco, infatti, convive da tempo con un travestito di nome Nicole [Enzo Cerusico], e frequenta una discoteca in cui tempo prima aveva conosciuto una ragazza molto disinibita, che si guadagna da vivere interpretando fotoromanzi pornografici con il nome d’arte di Ninì Pom Pom.

La sorpresa sta nel fatto che l’educanda che suo zio vuol propinargli in moglie, e la conturbante attrice hard, sono la stessa persona. Oltretutto, la donna riesce a creare in Franco degli appetiti erotici che lui tenta di sedare sino alla fine, causando una serie di boutade, da classica commedia scollacciata.

Scusi ma lei è normale? Affronta temi importanti come l’omosessualità, la pornografia e la censura cinematografica nell’Italia degli anni ’70, anche se la sceneggiatura è tarpata in un loop di situazionismo. Si sorride, sì, ma niente di più.

Intervista aRay Lovelock negli extra.

Luca Ruocco

 

LE AMANTI DEL MOSTRO

Regia: Sergio Garrone

Con: Klaus Kinski, Katia Christine, Ayhan Isik, Marzia Damon

Durata: 83’

Formato: 16:9 – 1.85:1

Audio: Italiano Dolby Digital 2.0

Distribuzione:CG Home Video – CineKult [www.cghv.it]

Extra: Due mostri al prezzo di uno [interviste a Sergio Garrone]; Trailer; Galleria foto

 

LA MORTE HA SORRISO ALL’ASSASSINO

Regia: Aristide Massaccesi

Con: Ewa Aulin, Klaus Kinski, Luciano Rossi, Angela Bo

Durata: 85’

Formato: 16:9 – 2.35:1

Audio: Italiano Dolby Digital 2.0

Distribuzione: CG Home Video – CineKult [www.cghv.it]

Extra: Sorridere alla morte [interviste a Franco Gaudenzi, Aristide Massaccesi, Tony Askin]; Trailer; Galleria foto

 

SCUSI LEI È NORMALE?

Regia: Umberto Lenzi

Con: Renzo Montagnani, Ray Lovelock, Anna Maria Rizzoli, Aldo Maccione

Durata: 87’

Formato: 16:9 – 1.66:1

Audio: Italiano Dolby Digital 2.0

Distribuzione: CG Home Video – CineKult [www.cghv.it]

Extra: Ray e Umberto [intervista a Ray Lovelock]; Trailer; Galleria foto

 

IL PLENILUNIO DELLE VERGINI

Regia: Paolo Solvay [Luigi Batzella]

Con: Mark Damon, Rosalba Neri, Esmeralda Barros, Francesca Romana Davila

Durata: 80’

Formato: 16:9 – 2.35:1

Audio: Italiano Dolby Digital 2.0

Distribuzione: CG Home Video – CineKult [www.cghv.it]

Extra: Nude per Dracula [interviste a Franco Gaudenzi, Rosalba Neri, Aristide Massaccesi]; Trailer; Galleria foto

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