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DARK SHADOWS di Tim Burton

darkshadows1Barnabas Collins [Johnny Depp] è il giovane rampollo di una ricca famiglia inglese settecentesca trasferitasi negli Stati Uniti per avviare una proficua industria di conservazione nel settore ittico. Particolarmente sensibile al fascino femminile, Barnabas porta avanti una relazione clandestina con la giovane e avvenente cameriera Angelique [Eva Green], bramosa di diventare la prossima signora Collins, fino a quando non conosce il vero amore incontrando la sua futura sposa Josette [Bella Heathcote], più eterea e limpida, rispetto alla carnale e avida cameriera.

Quello che Barnabas non sa è che Angelique si intende di magia nera e che per aver appena spezzato il cuore di una strega sedotta e abbandonata, pagherà un prezzo più alto della sua stessa vita.

Angelique costringerà Josette al suicidio e trasformerà Barnabas in un vampiro, in modo che possa soffrire in eterno per la perdita dell’amata, dopodiché causerà un’insurrezione del popolo di pescatori che, venuti a conoscenza della mostruosa identità del proprio latifondista, lo seppellirà vivo  dentro un’ermetica bara di ferro, condannandolo all’oblio per duecento anni.

darkshadows2E’ il 1972, infatti, quando alcuni operai alle prese con degli scavi notturni, incautamente liberano il vampiro dalla sua prigione metallica…

Questo lo straordinario incipit della nuova favola gotica di Tim Burton: Dark Shadows, basata sull’omonima soap televisiva che dal 1966 al 1971 tenne incollati agli schermi televisivi schiere di teenager affascinati dall’ambiguo accostamento di temi melodrammatici e atmosfere misteriche. Tra questi giovani spettatori più insospettabili proprio Depp [che oltre ad essere il protagonista, figura anche come produttore con la sua Infinitum Nihil] e Burton, ma anche Michelle Pfeiffer [che interpreta il ruolo di Elizabeth Collins Stoddard], talmente affezionata al ricordo della serie televisiva da contattare il regista diEdward mani di forbice [1990], per chiedere di poter prendere parte all’adattamento cinematografico.

Il Dark Shadows di Burton si focalizza essenzialmente sulla figura del vampiro ritornante [personaggio creato per la soap da Dan Curtis e affidato all’interpretazione di Jonathan Frid, che in realtà prenderà vita nel Dark Shadows televisivo solo dopo un anno dalla messa in onda del primo episodio], e sul suo rapportarsi al mondo decisamente “altro” degli anni ’70 statunitensi.

Proprio per questa ragione il film acquista una carica ironica del tutto estranea alla soap, ma che si rivela proprio uno dei punti di forza del film.

darkshadows3Il Dark Shadows del 2012 mescola, alla già ibridata coppia di horror e romanticismo melanconico, una vena umoristica davvero marcata, e alcuni momenti sexy [affidati alla Green] che rimangono assolutamente nelle righe del garbato e del patinato.

Il mood che si vuol ricreare è quello stra-classico del Dracula di Stoker [anche se macchiato da un sarcasmo cupo alla Famiglia Addams], del vampiro ossessionato dall’amore perduto, che ritrova dopo secoli la donna della vita, reincarnata in un’altra identità, ma identica nell’aspetto fisico e nella semplicità morale. Unico punto a sfavore, nel tentativo di costruzione romanzata dell’indissolubile duetto amoroso, è il poco spazio dedicato nello script [firmato dal Seth Grahame-Smith già autore di  Orgoglio e pregiudizio e zombie e di Abraham Lincoln: Vampire Hunter] all’evoluzione del personaggio di Josette, che avrebbe avuto bisogno di un po’ d’aria in più, magari decurtandola anche al  personaggio di Barnabas che, tirando le somme, arriva a monopolizzare la stragrande maggioranza del film. Gli innesti ironico-grotteschi, che probabilmente potrebbero scontentare i fan più accaniti della soap, sono a nostro avviso uno dei punti più riusciti: l’aver calato Barnabas all’interno di una realtà così “stereotipata” come quella ‘70ies, crea uno straordinario effetto dissonante, un contrasto sempre creativo tra il vampiro con look settecentesco, un perfetto aplomb inglese, la sua pettinatura gotica e quel suo gesticolare con le mani unghiute, a metà tra lo storico Dracula con Bela Lugosi darkshadows4e il Max Schreck del primo Nosferatu, e il mondo circostante, ricostruito alla perfezione nei look e nei modi di fare della gente “del futuro” con cui il succhiasangue avrà a che fare, nella musica, nelle automobili e negli oggetti.

Ironia tipicamente burtoniana che stavolta tende a prevalere, nonostante il tema e le locations, sulle atmosfere gotiche, per esplodere in apici demenziali, come nello sketch sotto l’enorme “M” luminosa di una famosa catena alimentare multinazionale, che il vampiro scambia per la firma di Mefistofele.

L’ottava collaborazione filmica della coppia BurtonDepp si fregia anche di importanti camei, come quello di Christopher Lee nella parte del leader dei pescatori del piccolo paese e quello di Alice Cooper, nella parte di se stesso, invitato dai Collins ad animare l’happening organizzato nella magione, per il ritorno in scena di Barnabas [happening a cui partecipano anche quattro degli attori principali della soap Dark Shadows, tra cui proprio Frid].

Finale un po’ in calata, ma, nonostante tutto, il miglior Tim Burton da Il mistero di Sleepy Hollow [1999].

Luca Ruocco

 

Regia: Tim Burton

Con: Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Eva Green, Helena Bonham Carter

Uscita in sala in Italia: venerdì 11 maggio 2012

Sceneggiatura: Seth Grahame-Smith

Produzione: Infinitum Nihil, GK Films, Zanuck Company

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Anno: 2012

Durata: 140’

InGenere Cinema

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