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IL GIORNO DELL’ODIO di Daniele Misischia

il-giorno-dell-odio-1Vivere la periferia di una grande città come Roma, è come vivere lontano dalla Capitale. In un posto differente, con altre geografie, con gerarchie distaccate e autoelette, con la soglia di pericolo e di criminalità che probabilmente non si alza, ma di certo non si preoccupa di adombrarsi, anzi, vive la luce di strade e piazze, dettando regole da rispettare a colpi di arma da fuoco.

Gianni [Claudio Camilli] è uno dei tanti spiantati che vivono questo tipo di Roma, la Roma a mano armata cantata da Umberto Lenzi, quella violenta di Franco Martinelli; un ragazzo che, ormai mentalmente contaminato dalle sue esperienze di vita di strada, non può che continuare a percorrere la via sbagliata, quella che lo sballotta dallo spaccio di droga alla rissa, dalle mani degli strozzini a quello dei trafficanti di armi, e nei tanti, pesanti momenti, occupati da un’enorme e ancora più difficile solitudine.

Se la testa di Gianni, però, ormai rifiuta di guardare il mondo in altro modo da quello imparato a colpi di pistola e affondi di coltello, il suo cuore pulsa in controtendenza: il rispetto umano per la prostituta con cui sembra intrattenere una relazione, nascosto dai suoi

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modi rudi, l’amore profondo per una sorella anche lei sfortunata, quello ancora coraggiosamente voluto per un padre assente e non incline alle proprie responsabilità, ne fanno un uomo infelice, dall’animo combattuto, in tempesta.

Assecondato dal più pacato Franco [Valerio Di Benedetto], amico fraterno, ancora sognatore e innamorato della vita, forse solo illuso di poter, un giorno, vivere una normalità diversa e più rassicurante.

Il giorno dell’odio [2011], ultimo lungometraggio di Daniele Misischia, prolifico autore del nostro sottobosco indipendente di Genere [Max Payne Fan Movie, 2009; Inside, 2010], potrebbe sembrare voler cavalcare l’onda buona della riscoperta del poliziottesco, della sua contaminazione col drammatico, di felici episodi produttivi come la serie Romanzo Criminale di Stefano Sollima. Quello che dovrebbe far riflettere è, invece, che l’atroce racconto di quotidianità reali, per quanto estreme, non sia davvero troppo lontano dall’essere specchio di cronaca vera, solo estratta e riportata in film dal regista romano.

il-giorno-dell-odio-3La sceneggiatura, curata insieme all’attore protagonista Claudio Camilli, qui ad una prova interpretativa da applauso, seziona la giornata di Gianni, il suo giorno dell’odio, appunto, in eventi drammatici legati allo scorrere delle ore. Gli eventi raccontati si susseguono senza respiro, tenuti insieme da un linguaggio ancor più duro delle immagini mostrate, dove il dialetto romanesco impera.

La camera del Misischia è isterica, cerca i soggetti da inquadrare, li insegue, si trova a suo agio ad osservarli dal passo, non vuole dominarli, ma rubar loro momenti vitali. Se ci fosse l’obbligo di trovar una parentela filmica, più che alla filmografia italiana a mano armata, Il giorno dell’odio di Misischiasarebbe da avvicinare al primo Refn, quello della trilogia di Pusher [1996, 2004, 2005].

Nel cast anche un bel cameo dell’attore Paolo Calabresi [Boris- Il film, 2011].

Dimenticavo un piccolo particolare: è un prodotto indipendente totalmente autoprodotto…

Luca Ruocco

 

Regia: Daniele Misischia

Con: Claudio Camilli, Gianluca Tocci, Susy Suarez, Paolo Calabresi

Sceneggiatura: Daniele Misischia, Claudio Camilli

Produzione: Noose – Industry

Distribuzione: Noose – Industry

Anno: 2011

Durata: 72’

Teaser:

InGenere Cinema

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