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LO SCHIACCIANOCI di Andrei Konchalovsky

schiaccianoci12Si avvicina il Natale, e, come ogni anno, tra cinepanettoni, commedie e romanticherie di ogni sorta, iniziano a spuntare in cartellone film per i più piccoli, spesso piacevoli anche per gli adulti. Inauguriamo proprio in occasione delle prossime festività natalizie [e del cinema a queste connesso] la nuova sezione del nostro portale, esclusivamente dedicata a film di animazione e affini, SZOCK!. Iniziamo con Lo schiaccianoci, di Andrei Konchalovsky.

È la vigilia di Natale, e, Mary [Elle Fanning], una bambina di circa dieci anni, è un po’ triste. Lei e suo fratello Max [Aaron Michael Drozin] dovranno trascorrere la serata senza il padre [Richard E. Grant] e la madre [Yulia Visotskaya], poiché quest’ultima dovrà tenere un concerto lirico a teatro.

A fare compagnia ai bambini ci penserà zio Albert [Nathan Lane], che con la sua ironia e fantasia riuscirà ad allietare la serata. Tra i regali ecco spuntare uno schiaccianoci, che, al calare della notte, prenderà vita, e trascinerà prima Mary e poi Max in un viaggio fantastico in cui la ragazzina sarà la protagonista, e il cui compito consisterà nel combattere il Re Topo [John Turturro] e sua madre, la vecchia Regina Topo [Frances de la Tour], che hanno preso il potere, trasformando il principe del regno in uno schiaccianoci, appunto.

A guidare i tre bambini in questa avventura ci penserà la Fata della neve [Yulia Visotskaya], ovvero la madre di Mary e Max, complice di molti balletti allegri che condividerà con loro.

schiaccianoci2Dopo quasi duecento anni dal celebre racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, del 1816, musicata da Pëtre Ill’č Čaikovskij, e commissionata da Marius Petipa a Alexander Dumas. Era il 18 dicembre 1892, quando, al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, l’opera venne messo in scena, per la prima volta. Fu un grande successo, al quale collaborò anche dal coreografo russo Lev Ivanovič Ivanov. Da quel momento le trasposizioni teatrali, cinematografiche e musicali furono continue, fino ad arrivare a quest’ultima fatica cinematografica.

Certamente, ciò che viene fuori subito, di primo impatto, se proviamo ad immergerci nel mondo dell’infanzia, è lo stupore, che aumenta di grado in grado, man mano che si avanza nel racconto, e che ci cala in un mondo fantasioso, contaminato dal re Topo e dai suoi vassalli, davvero accattivante, coreografico, e perché no, anche un tantino romantico e seducente. Ha ragione Chris Solimine, coautore della sceneggiatura insieme a Konchalovsky “è uno scultore, che scalpella e incide finché non appare qualcosa di meraviglioso”, perché è questo particolare che viene fuori. Ad affiancare il senso di stupore è l’uso del 3D, che è la coda finale di un processo teso ad accattivare lo spettatore tramite ricostruzioni di fantasiosi personaggi, canzoni coinvolgenti e balletti coreografici.

Ma un film non sarebbe un buon film se non facesse affidamento su una buona sceneggiatura, come in questo caso. Se infatti si parte già da una storia comunicativa e semplice, assolutamente ricca di elementi, non è semplice farne una ulteriore trasposizione, ma Konchalovsky vi riesce, e questo perché, al classico stilema ottocentesco aggiunge modernità, e rincara la dose apportando un forte ventata di modernità, che non guasta.

Va poi considerato che, a rendere compiutezza al film, c’è un cast composto da nomi di prim’ordine: Nathan Lane [veterano del musical], agghindato per somigliare ad Einstein, a cui fa il verso, John Turturro, Frances de La Tour. A sorprendere è la bravura di Elle Fanning, una promessa del cinema.

La scenografia, curata da Kevin Phipps, rispetti i canoni tradizionali ottocenteschi, avvalendosi della pittura dell’epoca e contemporaneamente usufruendo di espedienti innovativi, come, ad esempio, la fascinosa macchina volante, riuscendo perciò a fondere passato e presente senza cerare contrapposizioni.

Un forte connubio avviene tra fotografia [Mike Southon] e scenografia. Pensiamo, ad esempio, ai tre volti che assume Stephansplatz, la piazza principale di Vienna, che si ravviva di luce intensa, che viene soppressa in seguito alla presa di potere di Re Topo, che non ama la luce, e che, tramite l’inceneritore di giocattoli, oscura tutta la città, provandone godimento. Gli arredamenti sontuosi, poi, inclusi in stanze dai soffitti molto alti, crea una particolare profondità all’immagine.

Alle musiche di Čaikovskij si accostano quelle composte da Tim Rice, al lavoro per la loro composizione già dal 2007. Una nota critica va fatta nei confronti dei costumi che vestono la Regina Topo, non in linea con gli abbigliamenti classicheggianti degli altri interpreti, e non in linea neanche con il personaggio stesso, a causa della sua avanzata età [l’attrice si è sottoposta a numerose ore di trucco per evidenziare nell’invecchiamento]. Lo schiaccianoci convince, e, soprattutto, diverte.

Gilda Signoretti

 

Regia: Andrei Konchalovsky

Con: Elle Fanning, Nathan Lane, John Turturro

Uscita in sala in Italia: 2 dicembre 2011

Sceneggiatura: Chris Solimine e Andrei Konchalovsky

Produzione: HCC Media Group,  Goldcrest Post Production London

Distribuzione: M2 Pictures

Anno: 2011

Durata: 107’

InGenere Cinema

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