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LATITUDINE ZERO di Ishiro Honda

La Latitudine Zero indica il punto geografico dove la linea dell’equatore si interseca con quella internazionale del cambiamento di data. Nelle più profonde acque oceaniche, al di sotto di quel punto, esiste una città tecnologicamente molto più avanzata del mondo in superficie: una nuova atlantide.

Gli abitanti di questa città sono grandi uomini ed esimi scienziati, che si fingono deceduti o scomparsi, per potersi eclissare dal nostro mondo e trasferire segretamente nella città sottomarina, per dedicarsi alle ricerche scientifiche e mediche più all’avanguardia, col fine di migliorare la vita di tutta l’umanità

In questo nuovo mondo, dove i progressi scientifici hanno fatto sì che la durata della vita si allungasse talmente tanto da sfiorare il mito universale dell’eterna giovinezza, vive il capitano Craig [Joseph Cotton] che comanda l’equipaggio di un sottomarino varato nel 1805: l’Alpha.

Il compito del capitano e del suo equipaggio è quello di veicolare i passaggi dal nostro mondo a quello segreto di Latitudine Zero e, soprattutto, quello di difendere la segretezza su cui l’esistenza stessa della nuova Atlantide [e delle ricerche in essa portate a termine] si basa, dalle malefiche incursioni di Malic [Caesar Romero], un malvagio scienziato ossessionato dalla bramosia di potere che, divorato dall’invidia, contrasta passo passo ogni missione di Craig e dell’equipaggio dell’Alpha. Anche Malic possiede un veicolo subacqueo, altrettanto pericoloso e molto più avanzato tecnologicamente: lo Squalo Nero.

Latitudine Zero [1969] è una vera chicca, distribuita dal team di CG Home Video, per la collana Passworld/Toho, e i motivi per non lasciarsi scappare questo titolo sono davvero tanti, e tutti succulenti.

Prendiamoli alla larga: innanzitutto Latitudine Zero è una sorta di rielaborazione di 20mila leghe sotto i mari e del mito atlantideo, servito in salsa Japan [e questo ci porta diretti al punto due]; sì perché, anche se interpretato da un cast internazionale, firma la regia del film un certo Ishiro Honda, che prima di Latitudine Zero si era già assicurato l’accesso all’Olimpo dei Registi di Genere grazie ad un altro film: Godzilla [1954].

Latitudine Zero è il suo secondo film più famoso; anche qui, come nel capolavoro precedente, il regista sceglie di farsi affiancare da Eiji Tsubaraya, che coprirà la carica di regista degli effetti speciali.

Oltre alle molte riprese subacquee [dei sottomarini e della città], tutte girate con la tecnica nota come dry-for-wet [asciutto-per-bagnato], realizzata sospendendo i modellini dei veicoli su sfondi di fondali marini, senza il minimo impiego di acqua, i due registi creano [o meglio permetto al malvagio Malic di creare] alcune creature davvero niente male…

Malic è uno scienziato davvero senza scrupoli, dedito ai più osceni esperimenti di innesti uomo-animale. Grazie a queste sperimentazioni è riuscito a contornarsi di un esercito di uomini pipistrello [di un weird irraccontabile] e, per cancellare per sempre dalla faccia della terra Craig, dona la vita ad un grifone, nella cui testa deposita il cervello di una sua amante nipponica, colpevole di aver fallito una missione.

Come in tutti i film giapponesi di mostri del periodo d’oro, il grifone, gli uomini pipistrello e le altre creature, sono impersonate, nella maggior parte delle inquadrature, da attori scafandrati in costumoni invidi abilissimi.

Se questi elementi non bastassero a spingervi alla ricerca del dvd, ulteriore plusvalore sarà il sapere che Caesar Romero, l’attore che nel film interpreta il ruolo del malvagio Malic, è il Joker del serial tv Batman [1966] con Adam West e Burt Ward.

Luca Ruocco

 

Regia: Ishiro Honda

Con: Joseph Cotten, Cesar Romero, Akira Takarada, Richard Jaeckel

Durata: 89’

Formato: 2.35:1 – 16:9

Audio: Italiano Mono, Giapponese Originale Mono

Distribuzione: CG Home Video, Toho – Passworld

Extra: Cover dvd Jap, Flyer Originali, Manifesti, Fotogrammi, 2 trailer originali, 20 trailer di film di mostri Toho

InGenere Cinema

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