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THE CONJURING – Il caso Enfield di James Wan

Il-Caso-Enfield-1Se il passaggio al nuovo millennio ha voluto dire, per il cinema horror mondiale, un dolce sacrificarsi all’altare votivo dei morti viventi, declinati nei modi più disparati e contaminati da Generi non proprio a loro consoni, è altrettanto vero che l’ultima decade è stata variamente popolata da storie di demoni e fantasmi particolarmente affezionati alle mura domestiche.

Nel campo delle ghost-stories il cinema horror degli anni zero e dieci ha assistito allo svilupparsi di fortunate saghe fantasmatiche, pensiamo a quella low budget di Paranormal Activity, e alle due tenute a battesimo da James Wan: Insidious e The Conjuring.

Proprio quest’ultima torna in sala con un secondo capitolo al cardiopalma, dopo la pausa spin-off dedicato alla bambola Annabelle.

Un incipit che punta dritto al cuore di horrorofili e amatori delle materie occulte ambientato nientemeno che nella casa di Amityville. Solo una breve e gustosa intro che serve ad reintrodurre al pubblico le figure  dei due indagatori del paranormale Ed e Lorraine Warren [Patrick Wilson e Vera Farmiga] e uno dei feroci ecto-villain del capitolo, un’oscura suora che regala alla medium un grosso carico di ansia mostrandole le immagini della possibile violenta dipartita del marito.

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MONEY MONSTER – L’ALTRA FACCIA DEL DENARO di Jodie Foster

COL_BILL_TEMPLATE_21Passaggio lampo fuori concorso sulla croisette cannense e poi l’approdo nelle sale per la quarta fatica dietro la macchina da presa di Jodie Foster. Si decide, infatti, nell’arco di una manciata di giorni il destino di Money Monster, action thriller diretto dall’attrice statunitense, che torna sul grande schermo nelle vesti di regista a distanza di sei anni da Mr. Beaver. Nel mezzo, ovviamente, non è stata a guardare, continuando a interpretare le pellicole dei colleghi e a tenersi in allenamento debuttando anche nella regia televisiva con alcuni episodi delle acclamate serie Netflix Orange Is the New Black e House of Cards. Con queste, la Foster si è fatta sicuramente le ossa, quanto basta per dare forma e sostanza a un film che di sostanza ne ha molta tecnicamente e recitativamente parlando, un po’ meno sul fronte drammaturgico.

La Foster si misura con un Genere con il quale aveva avuto a che fare solo come interprete, mettendosi al servizio di cineasti e film che di adrenalina ne hanno saputa iniettare a profusione nelle vene dello spettatore di turno: dal Richard Donner di Maverick al David Fincher di Panic Room, dal Robert Schwentke di Flightplan allo Spike Lee di Inside Man. Inevitabile, a questo punto, che le suddette esperienze si siano tramutate in un pozzo dal quale attingere a piene mani, soprattutto per quanto concerne la gestione, il controllo e la trasmissione sullo schermo della tensione. Quest’ultima è, non a caso, insieme all’ottima performance del duo ClooneyRoberts, la portata principale del menù offerto ai fruitori di Money Monster.

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BATMAN V SUPERMAN: Dawn of Justice di Zack Snyder

batmanvsuperman1[Pro e Contro: Ruocco V Gaudio]

[Luca Ruocco – CONTRO]

“Questi extracomunitari arrivano nelle nostre città per rubarci la terra e il lavoro…”, tema caustico e assai attuale [si scherza!] quello del Batman V Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder, film con un Uomo Pipistrello [Ben Affleck] coattamente adirato contro l’alieno piombato giù dal pianeta Krypton [Henry Cavill] pronto ad usurpare il ruolo di eroe [prima] e di dio [poi], facendo leva su attitudini e abilità tutte extra-terrestri che, a breve giro, riescono ad attirare sull’eroe dal mantello rosso l’amore del popolo ma anche l’invidia e la gelosia di chi non riesce a sopportare che un non-terrestre possa decidere di mettere ordine su un Pianeta che del caos ha fatto il suo biglietto da visita.

Batman V Superman: Dawn of Justice è uno dei film più attesi dell’annata 2016, in materia di cinecomics. Non l’unico che punti su un epico scontro tra eroi, visto che anticipa di poco il marveliano Captain America: Civil War, ma di certo quello che avrebbe dovuto/potuto riportare in auge la saga e il personaggio di Superman, dopo l’assai deludente L’uomo di acciaio dello stesso Snyder e fornire ai fan l’ennesima [e funzionante] versione del Cavaliere-Oscuro-Sempre-Più-Oscuro. Sarebbe dovuto essere, soprattutto, l’incipit del rilancio delle produzioni derivate dall’universo DC Comics: un traghetto verso un livello di sfruttamento produttivo assai più concitato e fruttuoso.

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ONDA SU ONDA di Rocco Papaleo

onda-su-onda1Cliché [kliʃe]: schema di un ragionamento o di un discorso che si ripete abitualmente; espressione banale e priva di originalità.

Dispiace introdurre il nuovo film di Rocco Papaleo con un incipit così sbrigativo. Dispiace perché Rocco ama il jazz. Dispiace perché Rocco ha gli occhi buffi. Dispiace perché sembra una di quelle entità un po’ naif e sinceramente avulse da tutto quello starsystem italiano che oscilla tra decadenza e kitsch. Ma, purtroppo, al terzo film, Rocco Papaleo, dopo il grazioso esordio con Basilicata Coast to Coast, e il piatto Una piccola impresa meridionale, conferma il non confermarsi, proponendo in questo Onda su onda un noioso pamphlet di tutti i mali del cinema moderno, italiano in particolare.

L’esistenzialismo spiccio c’è.  Gegè  [Rocco Papaleo] è un cantante fallito, fossile di un epoca lontana, che cerca di reinventare la propria carriera in un fantomatico concerto in Uruguay;  mentre Rocco [Alessandro Gassman] è semplicemente depresso, misantropo e arreso. Da quattro anni nella cucina di una nave per nascondersi ad un passato ingombrante, talmente ingombrante che la sceneggiatura decide di liquidarlo con uno spiegone di pochi secondi, così da giustificare impunemente i centodue minuti in cui l’espressione grave di Gassman piantona lo schermo.

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LORO CHI? di Francesco Micciché e Fabio Bonifacci

loro-chi-1Commedia italiana che si sforza di guardare oltre i confini del Paese e del Genere, Loro Chi?, lungometraggio d’esordio del duo registico formato da Francesco Micciché [già regista televisivo] e Fabio Bonifacci [sceneggiatore], è una storia leggera e divertente che mescola elementi da road movie e qualche stravolgimento da thriller con un’atmosfera nobile da commedia italiana di quelle buone.

Non scevro di difetti, con qualche piccola caduta di stile a livello autoriale e una chiusa che sembrerebbe stravolgere lo stesso credo costruito nei 95 minuti di durata, il film diverte innanzitutto grazie alla presenza attoriale dei due protagonisti, dalla predisposizione interpretativa assai differente: più istrionica e istintiva quella di Marco Giallini, più compita e seria quella di Edoardo Leo.

A loro, e all’alchimia scatenata, viene affidata una trama che trae spunto da una serie di esperienze al limite dell’incredibile accadute proprio allo sceneggiatore-regista Bonifacci, che si collegano poi all’affermazione di Giallini che, nel film, dichiara al suo futuro “collega” che l’Italia è un Paese assai amichevole per chi decide di operare nel “settore truffe”.

David [Leo] è un quasi quarantenne insoddisfatto che continua ad arrancare all’interno di un’azienda del nord in attesa di una promozione che possa far felice la sua compagna, ancor più che lui.

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SPECTRE – 007 di Sam Mendes

spectre1E se l’agente 007 non fosse più l’agente 007?

Se nell’alternarsi di star hollywoodiane pronte a calarsi nei panni dell’agente speciale ideato da Fleming, si fosse da tempo smarrita la reale identità della spia gentiluomo inglese?

Se un mastodontico film d’azione come Spectre rimanesse uno spy action strutturalmente ben fatto, anche andando a sostituire il personaggio interpretato per la quarta volta da Daniel Craig con qualsiasi altro eroe capace di reggere sui suoi nervi saldi pericoli e ritmi frenetici che questo Genere pretende?

Questo è il dubbio che rimane addosso dopo la visione di Spectre, l’ultimo 007 movie diretto da Sam Mendes [già regista del precedente Skyfall, del 2012].

E il dubbio si insinua sin dalle prime sequenze, che non per niente mostrano James Bond nascondersi, mascherato, tra la folla mortifera e festate del Giorno dei Morti, in Messico, alla ricerca di un pericoloso terrorista italiano che, si scoprirà subito, essere una pedina della potente organizzazione che da il titolo al film.

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LO STAGISTA INASPETTATO di Nancy Meyers

lo-stagista-inaspettato-1Ci sono alcune persone che non si arrendono alla vecchiaia e non hanno voglia di essere parcheggiate in un angolo della casa a guardare telenovela o, magari, di soffermarsi con fare poco discreto ai bordi di un cantiere stradale.

Ci sono persone come Ben [Robert De Niro] che hanno voglia di rimettersi in gioco soprattutto dopo la morte della moglie, che se ne è andata portandosi via un pezzo del proprio cuore.

L’occasione gli viene presentata davanti, su di un piatto d’argento, quando Jules [Anne Hathaway] decide che la sua azienda ha bisogno di stagisti un po’ attempati che, magari, non sanno maneggiare bene uno smartphone, magari hanno una memoria che ogni tanto fa cilecca, ma di certo hanno alle spalle un bagaglio di esperienza ben consolidato e forse meglio di altri hanno capito che le vere cose che contano nella vita sono molto poche, per cui possono guidare con più facilità i giovani che si lasciano un po’ troppo abbagliare dai falsi miti che incontrano lungo la via.

Jules, infatti, è una manager talentuosa che in pochissimo tempo ha messo su un impero di produzione e distribuzione del vestiario direttamente a casa dell’utente, come va di moda adesso nell’era di internet; i suoi successi personali contrastano aspramente con la sua vita privata che risulta sconclusionata a tal punto che non riesce nemmeno a far ordine sulla sua scrivania.

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BLACK MASS – L’ULTIMO GANGSTER di Scott Cooper

Black Mass locandinaSi stenta a riconoscere Johnny Depp in Black Mass – L’ultimo gangster, nei panni del famoso gangster americano Whitey “Jimmy” Bulger. Ineccepibile come sempre, il divo americano torna al gangster movie dopo il deludente Nemico pubblico, diretto da Scott Cooper, qui al suo terzo film.

Quando il nemico è troppo forte, allora due opposte fazioni possono unirsi e combatterlo. È il caso di John Connolly [Joel Edgerton], agente dell’FBI, che si associa con il temuto criminale James Bulger [Johnny Depp], che accetta di aiutarlo nella lotta alla mafia italiana in cambio di protezione. John e James sono amici dall’infanzia, e il primo ha da sempre una sorta di predilezione per l’altro, come per suo fratello Billy [Benedict Cumberbatch], ora senatore. L’amicizia tra James e John non è vista di buon occhio dalla moglie del poliziotto [Julianne Nicholson], e la loro frequentazione arriva a mettere in crisi il loro rapporto di coppia. All’alleanza tra i due si frappone il poliziotto Fred [Corey Stoll], la cui presenza è fondamentale per la svolta futura del caso.

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MAD MAX: FURY ROAD di George Miller

madmaxfury1Mentre il mondo crolla, ognuno di noi va in pezzi. Era difficile dire chi fosse più pazzo…io o gli altri“. Con queste parole Max Rockatansky descrive le giornate del futuro post apocalisse che è costretto a vivere, tuttavia queste stesse parole appaiono adatte anche per raccontare la sensazione potentissima che si avverte durante la visione di Mad Max: Fury Road, pellicola riuscitissima del veterano George Miller.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes di quest’anno, il film è sostanzialmente il grande ritorno del Guerriero della Strada, Mad Max che ossessionato dal suo turbolento passato si convince che il modo migliore per sopravvivere sia muoversi da solo.

Sfortunatamente si ritrova coinvolto con un gruppo in fuga attraverso la Terra Desolata su un blindato da combattimento, guidato dall’imperatrice Furiosa. Il gruppo è sfuggito alla tirannide di Immortal Joe che, furibondo per il tesoro che gli è stato portato via, ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli. Hanno inizio così 120 minuti di cinema purissimo, di azione alla vecchia maniera, di inseguimenti e corse automobilistiche a limite dell’impossibile, di personaggi grotteschi, sporchi, brutti, cattivi ma soprattutto completamente pazzi.

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INSIDIOUS 3 – L’INIZIO sta arrivando…

Layout 2Risale ad ottobre 2013 l’uscita al cinema in Italia di Oltre i confini del male – Insidious 2, e, tra meno di un mese, approderà in sala Insidious 3 – L’Inizio, il nuovo capitolo della saga horror con la regia di Leigh Whannell, ovvero l’attore e sceneggiatore dei due precedenti capitoli, che ricordiamo nella parte di una delle vittime – la principale – nell’indimenticabile Saw di James Wan, che tanto successo sta ottenendo con Fast & Furious  7.

Whannell tornerà a vestire i panni dell’assistente Specs, esperto di paranormale, come Tucker [Angus Sampson], e con loro ci saranno la sensitiva Elise, interpretata da Lin Shaye, Dermon Mulroney Stefanie Scott.

Insidious arriverà in sala mercoledì 3 giugno, distribuito da  Warner Bros. Pictures.

Qui sopra il poster del film, e, di seguito, la sinossi e il trailer ufficiale.

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