Universal Pictures

LA MUMMIA di Alex Kurtzman

Se siete frequentatori abituali delle pagine del nostro sito, non vi sarà certamente sfuggita la nostra passione incondizionata per i mostri. Siamo tifosi dei mostri, sostenitori dei mostri e tra un film con i mostri e uno senza, preferiamo nella maniera più assoluta il primo. Tuttavia, in questi ultimi anni, i nostri amici mostri, non sono stati trattati con il rispetto necessario dagli Studios hollywoodiani, anzi. Troppo spesso sono stati sminuiti e ridicolizzati da iniziative molto discutibili come Twilight o caotiche e pasticciate come Van Helsing. D’altronde, la prerogativa di rovinare le cose buone, fa parte di questa industria e anno dopo anno ci siamo sorbiti vampiri che luccicano al sole, licantropi addomesticati e docili e persino Dracula Untold.

Ora: la tendenza del momento a Hollywood è rappresentata dalla possibilità di avere un unico contesto dove far agire personaggi apparentemente slegati l’uno dall’altro. Lo chiamano “universo condiviso espanso”. Com’è noto, questo modo di procedere è mutuato dai fumetti, infatti, manco a dirlo, a introdurlo nel mondo del cinema, sono stati proprio i Marvel Studios, i quali hanno fatto incrociare – con grande successo, non si può nascondere – i destini di tutti i loro supereroi. A ruota, li hanno seguiti in questa operazione, anche i rivali di sempre della DC Comics, ma con qualche problemino in più, forse superato dal recente successo di Wonder Woman.

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SCAPPA – GET OUT di Jordan Peele

Un ragazzo di colore viene invitato dalla fidanzata, bianca, a passare qualche giorno a casa dei suoi genitori. Lui accetta, anche se con qualche riserva, visto che lei non ha mai specificato ai suoi di stare insieme ad un afroamericano. La giovane ci tiene a rassicurarlo e, in verità, anche lui pensa di essere andato inutilmente in paranoia, quando conosce i due. La sua prima impressione, però, inizia a mutare già durante la cena insieme: i comportamenti di mamma e papà sono ostentatamente antirazzisti e amichevoli, il fratello della fidanzata, invece, si dimostra stranamente astioso e violento… E poi per quale motivo tutti i camerieri della ricca famiglia sono di colore e si comportano in modo stano?

Si tratta solo del delirio di un giovanotto che ha difficoltà a rapportarsi con i suoi futuri suoceri o davvero qualcosa non va in quella famiglia apparentemente felice?

Non c’è che dire, l’opera prima scritta e diretta dal comico americano Jordan Peele, si candida ad essere una delle più interessanti sorprese del panorama di Genere arrivate quest’anno nelle sale italiane. Si tratta di un paranonia-thriller che mescola in maniera molto riuscita momenti di tensione, critica sociale, situazioni al limite del grottesco e ironia. In un’America post-Obama, infatti, l’odio razziale nei confronti della popolazione afroamericana non sembra essere sopito e, anzi, serpeggia assai pericoloso, degenerando nella storia di Peele in qualcosa di morboso e volutamente sopra le righe.

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ANIMALI NOTTURNI in DVD

Un’artista annoiata dal suo lavoro e infelicemente sposata riceve, inaspettatamente, un manoscritto dal suo ex marito, scrittore di poco conto, riciclatosi come insegnante. La loro era stata una rottura brusca e dolorosa, soprattutto per lui, e l’arrivo di quel romanzo riesce a dare un’ulteriore scossa all’instabile equilibrio emotivo in cui la protagonista è bloccata da qualche tempo.

Quel romanzo, Animali notturni, riavvicina in maniera quasi traumatica la donna al suo passato, al suo ex e, in qualche modo le mostra un’orribile spaccato di realtà “altra”, mai vissuta dai due, ma che la porta a immaginare le drammatiche vicende raccontate su quei fogli proprio dando ai tre protagonisti i loro volti e quello della loro figlia.

Proprio quel manoscritto, ancor più del loro passato comune, riesce a spingere la donna verso un esame di molto critico della propria vita, mentre lei e lo spettatore vengono rimbalzati tra le vicende di un presente spento e indolente, un passato pieno di sogni e speranze e un thriller inquietante e stringente che appartiene alla fantasia dell’autore del romanzo fittizio, ma che sembra essere la parte più reale e concreta del tutto: tre livelli di realtà che costruiscono un ottimo gioco di scatole cinesi orchestrato dal regista Tom Ford, autore anche della ricercata scelta estetica, delle inquadrature e dei collegamenti spazio-temporali che riescono ad intrecciare in maniera omogenea i mondi raccontati, che mescolano personaggi, modalità narrative, colori e luci volutamente non assonanti l’uno con l’altro. Ad un mondo freddo e asettico si sussegue uno caldo e sporto, ad un ritmo rilassato un altro frenetico, e via dicendo…

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PETS – VITA DA ANIMALI IN HOME VIDEO

Davvero esaltante l’uscita in home video, targata Universal Pictures, di Pets – Vita da animali, uno dei più divertenti film d’animazione del 2016 dedicato ai nostri animali domestici e agli animali randagi. La distinzione tra le due categorie scatena scontri iniziali ma soprattutto confronti, che culmineranno in uno spirito d’unione che non cambierà le loro personalità: l’unione fa la forza, nonostante le differenze!

Ed è così che Max e Duke, due cani diversi sia caratterialmente che fisicamente, impareranno a convivere e fare tesoro delle loro virtù, e a ridere dei propri impedimenti, così come Chloe, una gatta molto pigra che ama mangiare e rotolarsi sul pavimento, tutto il contrario di Gidget, pimpante e vanitosa.
Pets mette in mostra i lati buffi degli animali, che spesso, dietro un’apparente aggressività, nascondono invece un animo molto dolce. Pets – Vita da animali ci svela quale è la giornata tipo dei nostri animali domestici nel momento in cui rimangono soli in casa: siamo davvero sicuri che stiano tutto il giorno dietro il portone ad attendere il nostro arrivo?

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GHOST IN THE SHELL di Rupert Sanders

Arriva nelle sale italiane l’adattamento cinematografico con attori in carne e ossa del famoso manga Ghost in the Shell, già omaggiato con un anime e due film d’animazione.

Alla regia del nuovo film Rupert Sanders, regista del brutto Biancaneve e il cacciatore, che si trova tra le mani un giocattolo prezioso: la storia di Maggiore, un cyborg a capo della sezione di sicurezza pubblica di un’organizzazione antiterrorismo cibernetico.

Maggiore vive in un mondo cyberpunk, dove la scienza è progredita al punto da essere riuscita a creare un perfetto ibrido uomo-macchina. Un episodio al momento unico, ma che sarà la soluzione per gravi incidenti e malattie e un ottimo modo per rinfoltire le fila degli organi militari.

Maggiore era stata un donna normale, ma del suo vecchio corpo è rimasto solo il cervello, rinchiuso nel suo corpo-prigione dalle caratteristiche ultra-tecnologiche e dall’agilità inumana, e il suo “ghost”, la sua anima, fiaccata da un passato che si è fatto ormai troppo fumoso.

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THE RING 3 di F. Javier Gutiérrez

Il 2017 segna il ritorno in sala di Samara Morgan, icona horror d’origine orientale balzata, però, sul carrozzone della new wave orrorifica post 2000 dopo il remake statunitense di Verbinski e il successivo sequel.

La mortifera ragazzina dai lunghi capelli neri che scendono sul visto, nascondendo le sue orribili sembianze, torna a diffondersi come un morbo, rimbalzando tra schermi e telefoni con la minaccia di un’imminente morte violenta.

A distanza di 12 anni, però, il mondo della fruizione video è assai cambiato e deve farlo anche il meta-mondo in cui Samara si muove in The Ring 3 [solo Rings nel titolo originale, probabilmente a voler marcare l’esistenza a sé stante di questo capitolo], essendo collegando direttamente al concetto stesso di video e di ricezione: non più, quindi, vecchi televisori a tubo catodico, ma TV a schermo piatto, smartphone e, soprattutto, monitor di computer e rete.

Lo stesso processo di diffusione del virus, la duplicazione della famosa VHS, si trasforma in una copia file su PC, così come il lasciapassare di Samara da una decade all’altra, dopo un decontestualizzato incipit collocato in un aereo, sarà ambientato proprio tra le cianfrusaglie di un mercatino dell’antiquariato dove, tra le videocassette di Alien e Jurassic Park, all’interno di un vecchio videoregistratore, riposa la VHS con il video maledetto, pronto per essere traslato nella sua versione 2.0.

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OUIJA – L’origine del male in DVD

Dopo un primo capitolo insapore e poco riuscito, la Blum House decide di puntare ugualmente sulla tavoletta per le sedute spiritiche, meglio nota come tavoletta Ouija, e – passato il progetto nelle mani più sicure del regista Mike Flanagan da vita a Ouija – L’origine del male: un prequel, come è facile intuire dal titolo, in cui tutto è puntato sulla carta vincente già utilizzata nelle saga sorella [ma ben più riuscita] di The Conjuring di Wan. Parliamo, ovviamente, dello spostare la narrazione in un periodo temporale che possa donare alla storia e al film un fascino vintage indiscutibile.

Ecco quindi che Ouija – L’origine del male si sposta nel 1967. Tre protagoniste: una madre vedova e due figlie; la prima adolescente, l’altra poco più che una bambina.

Per mandare avanti la baracca, la donna si finge medium, mettendo su, insieme alle figlie, una sorta di show per spillare soldi alla gente smaniosa di mettersi in contatto con i propri parenti defunti.

Quando, però, la figlia più piccola inizia a giocare con la tavoletta Ouija di mamma, delle presenze reali e affatto benigne rompono la quotidianità delle tre donne, catapultandole in una storia di terrore, possessione ed esorcismo.

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SPLIT di M. Night Shyamalan

“Cosa sta succedendo a M. Night Shyamalan? Cosa dobbiamo aspettarci dopo The Visit? È davvero difficile da immaginare, anche perché a quanto pare il sodalizio con Jason Blum dovrebbe continuare almeno per un altro film. Forse assisteremo al punto più alto della Blumhouse, oppure a quello più basso di M. Night Shyamalan. Con questi interrogativi, si concludeva la nostra review di The Visit, ultimo film scritto e diretto dal regista del Sesto Senso [che potete trovare integralmente qui: http://www.ingenerecinema.com/2015/11/26/the-visit/#more-31420] il quale, sperimentando linguaggi nuovi, appariva allontanarsi dall’idea di cinema che lo avrebbe reso uno dei cineasti più significativi del nuovo millennio. Cosa è successo dopo? Ringraziando il cielo e tutti gli dei dell’Olimpo, Shyamalan è tornato a fare Shyamalan. Abbandonato il found-footage, tanto amato da Blum, il caro e vecchio M. Night, ritorna alle origini – e qui si nasconde un indizio prezioso… badate – con il bellissimo Split. Pellicola tesa, elegante, rigorosa e moderna, che utilizza il Genere per arrivare a scorgere pieghe drammatiche e oscure dell’animo umano.

ATTENZIONE!
Seguono SPOILER. Non continuate a leggere qualora non abbiate già visto il film… per amor del cielo!

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BATES MOTEL: La quarta stagione in DVD

Mancano all’incirca una trentina di giorni alla messa in onda della nuova e ultima stagione di Bates Motel. La quinta. E se purtroppo in Italia la stagione 4 non è ancora giunta in TV, niente paura: è, infatti, finalmente disponibile in home video, grazie a Universal Home Video. Per chi non l’avesse ancora vista, sappiate che se fino alla terza stagione la linea narrativa seguita si era dimostrata piuttosto uniforme, nella quarta stagione, che si compone di dieci puntate, ci saranno molti cambiamenti. Non vogliamo svelarvi troppo, ma possiamo certamente dirvi che l’attenzione prestata ai personaggi secondari inizia ad affievolirsi e il cerchio si stringe sempre di più attorno ai due protagonisti: seppure i comprimari ricoprano un ruolo di contorno, comunque mai marginale, le loro storie si intersecano per qualche istante con quelle dei protagonisti, ma poi gli si allontanano silenziosamente, lasciando un’aura di mistero che lascia spazio alle fantasie dello spettatore, alle prese con le ipotesi più macabre, sugli sviluppi della prossima stagione.

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ALLIED – UN’OMBRA NASCOSTA di Robert Zemeckis

Durante il secondo conflitto mondiale, la spia canadese Max Vatan [Brad Pitt] e l’assassina francese Marianne Beausejour [Marion Cotillard] si incontrano a Casablanca per uccidere un ambasciatore tedesco durante un ricevimento nazista. I due si innamoreranno e scapperanno via insieme ma, poco dopo il matrimonio e la nascita della figlia, la donna sarà sospettata di alto tradimento.

Al suo diciottesimo lungometraggio, Robert Zemeckis si conferma essere un cineasta molto più vicino al buon mestierante che all’autore vero e proprio. I suoi film non hanno mai un tratto distintivo vero e proprio, sono opere di una linearità scolastica e prevedibilmente hollywoodiana. Sia chiaro, questa caratteristica non è assolutamente da considerarsi un difetto, soprattutto se si ha la capacità di affrontare qualsiasi Genere cinematografico con disinvoltura e professionalità. Ma se pensiamo ad un regista come Steven Spielberg, anche lui in grado di saltare da un film impegnato ad un blockbuster, ecco che notiamo subito un’enorme differenza: il tocco del papà di E.T. si riconosce subito; la regia di Zemeckis no. E’ questo probabilmente il suo limite, ovvero non avere né una firma né una voce autoriale forte.

Anche qui si nota questa mancanza, nonostante la storia funzioni ed il coinvolgimento spettatoriale venga attivato fin dalle primissime sequenze. Tuttavia, questo vuoto autoriale disturba tutta la visione del film: si ha come la sensazione di leggere un libro su cui manca la firma dello scrittore, di osservare un quadro di un pittore anonimo, troppo uguale a tante altre opere esistenti.

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