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PANORAMICA sul Genere alla Festa del Cinema di Roma 2018

House With A Clock In Its Walls

Carissimi Lettori di InGenereCinema.com, anche quest’anno non abbiamo lesinato. Ci siamo recati alla Festa del Cinema di Roma e abbiamo scovato per voi i migliori – ma anche qualche delusione – film di Genere della tredicesima edizione.

I due pezzi da novanta, 7 Sconosciuti a El Royale e Halloween, li abbiamo visti e recensiti qui e qui. Troppo grossi e soddisfacenti per licenziarli con qualche riga all’interno di questo focus, non c’è che dire…

Tutto il resto [western metropolitani, zombie movie politici, thriller oscuri e cartoni animati inediti e commoventi] lo potete trovare qui di seguito.

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Arriva al cinema il 9 agosto 2018 CATTIVI E CATTIVI di Stefano Calvagna

cattivi-e-cattiviDistribuito da Lake Film, arriva nelle sale cinematografiche il 9 agosto 2018 Cattivi e cattivi, il nuovo thriller metropolitano diretto dal cineasta romano Stefano Calvagna, autore de L’uomo spezzato e Non escludo il ritorno.

Spacci, corruzione, violenza e prepotenza fanno da contorno ad una Roma natalizia, decorata di delinquenza, nella quale nessuno, nemmeno la polizia, sembra riuscire a fermare la lotta fra due bande criminali.

Lo stesso Calvagna fa parte del cast insieme a Massimo Bonetti [Il lupo], Claudio Vanni [La fuga], Ines Nobili [L’ultimo bacio], Emanuele Cerman [In nomine Satan], Andrea Autullo [Hyde’s Secret Nightmare], David Capoccetti e i lottatori di MMA Michele Verginelli e Fabio Russo.

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CELL BLOCK 99 – NESSUNO PUO’ FERMARMI di S. Craig Zahler

Bradley Thomas è un possente energumeno con una vistosa croce tatuata sulla nuca. Ha un passato da ex pugile, spacciatore e alcolizzato, ma adesso lavora come meccanico in un’officina. Nello stesso giorno viene a sapere di aver perso il lavoro e che la moglie lo tradisce da tempo, stanca di una convivenza in cui il rapporto con suo marito vive in un’insostenibile apatia. Intenzionato a ricostruire una vita migliore per sé stesso e per la donna che ama, decide di ricontattare una sua vecchia conoscenza nella malavita, che gli trova subito un’occupazione come corriere per i suoi traffici. Passano alcuni mesi e le cose sembrano andare meglio: lei è incinta, i soldi non mancano e i due vivono adesso in una bella casa dove è già pronta la cameretta per la figlia in arrivo.

Bradley si lascia però convincere ad accettare un incarico troppo rischioso e finisce dietro le sbarre. La moglie gli promette che lo aspetterà fino al suo ritorno e il nostro sembra rassegnarsi all’idea di scontare la sua pena con buona pace. Fino a quando un atroce ricatto che minaccia i suoi affetti lo costringerà a trasformarsi in una belva assassina tra le mura del carcere. La discesa nell’inferno [quello vero] ha inizio. A distanza di due anni dal suo primo lavoro [l’ottimo western cannibalico Bone Tomoahawk], S. Craig Zahler fa centro un’altra volta e si conferma un regista/sceneggiatore capace di  rimodellare gli schemi e gli stereotipi del cinema di Genere che più lo appassiona.

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INSIDE – A L’INTERIEUR di Alexandre Bustillo e Julien Maury

insideSarah è una giovane donna in stato interessante che ha involontariamente causato un incidente stradale in cui ha perso la vita il suo compagno. Sta trascorrendo la vigilia di Natale da sola nella propria casa, mentre fuori, nel quartiere delle Banlieu parigine, si consuma una violenta rivolta di immigrati. Ma soprattutto, nei pressi dell’abitazione, si aggira una minacciosa dark lady che sembra particolarmente interessata a ciò che Sarah porta in grembo. Dentro di sé.

Questo il semplicissimo antefatto da cui sono partiti i due giovani cineasti francesi Alexandre Bustillo e Julien Maury, che a loro modo hanno rappresentato un piccolo caso nell’ambito del cosiddetto cinema Estremo. Ad onor del vero ci aveva già pensato Alexandre Aja nel 2003 [autore dell’avvincente e splatterissimo thriller/horror Alta Tensione] ad inaugurare in territorio francese una certa tendenza verso prodotti di Genere concepiti per ridefinire i canoni del mostrabile in termini di violenza esplicita.

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LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO di Gerard McMurray

la-prima-notte-del-giudizioPer abbassare il tasso di criminalità sotto l’uno percento per il resto dell’anno, i Nuovi Padri Fondatori d’America [nuovo partito che ha divorato Democratici e Repubblicani cavalcando un’onda di malcontento generale] sperimentano una teoria sociologica che dà libero sfogo all’aggressione per la durata di una notte in una comunità isolata.

Ma ben presto, sia coloro che si trovano nel pieno dello “sfogo” che coloro i quali l’hanno organizzato, si rendono conto di essere parte di un gioco più grande.

Dopo La notte del giudizio [2013], Anarchia – La notte del giudizio [2014] e La notte del giudizio – Election Year [2016] arriva il prequel della fortunata serie che ha rappresentato uno dei maggiori successi commerciali della Blumhouse di Jason Blum.

James DeMonaco, regista dei primi tre capitoli, rimane come sceneggiatore e lascia il timone a Gerard McMurray, il quale riesce ad adeguarsi molto presto al contesto, tentando però un approccio ‘schizofrenico’ che è allo stesso tempo il punto di forza e il punto di debolezza del film.

In alcuni momenti sembra di essere dalle parti di Classe 1999, in altri si ha la sensazione di essere finiti in uno slasher traboccante di jumpscare, poi si passa dall’action alla The Raid al thriller politico e anche al film di guerra.

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RABBIA FURIOSA – ER CANARO: Video-Intervista a Sergio Stivaletti

sergio-stivalettiRoma, oggi. Nella periferia del Mandrione, Fabio torna in libertà dopo otto mesi di prigione e una pena scontata al posto dell’amico Claudio. Fabio è un uomo mite, gentile e deciso a riprendere la sua vita con la moglie, la figlia e la sua attività di toelettatore di cani [in romanesco “er canaro”]. Ma le cose prendono un’altra piega. Il rapporto con Claudio, ex pugile che punta a diventare un boss del quartiere, dove vige ancora la legge del più forte, evolverà nel segno della sudditanza e delle vessazioni. Fino a quando, dopo l’ennesima violenza, fisica e psicologica, Fabio si vendicherà in un modo inaspettatamente crudele.

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RABBIA FURIOSA: ER CANARO di Sergio Stivaletti, dal 7 giugno al cinema!

Arriva nei cinema il 7 giugno, prodotto da Apocalypsis che lo distribuisce in collaborazione con Paradise Pictures, Rabbia furiosa – Er Canaro, terzo lungometraggio diretto dal maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti, che si distacca dall’horror – filone in cui rientrarono le sue due fatiche precedenti MDC – Maschera di cera e I tre volti del terrore – per proporre un thriller noir a tinte forti ambientato ai giorni nostri.

Il film è ispirato ad una pagina della cronaca nera romana degli anni Ottanta e mirato a rievocare lo spietato assassinio di un ex pugile e criminale avvenuto per mano di colui che venne chiamato “Er Canaro”.

Nel ruolo del Canaro troviamo Riccardo De Filippis, noto per il ruolo di Scrocchiazeppi nella serie televisiva Romanzo criminale, e Virgilio Olivari in quello del carnefice destinato a trasformarsi nella sua vittima. Nel cast anche Romina Mondello e Gianni Franco, entrambi già presenti in MDC – Maschera di cera, Rosario Petix, Giovanni Lombardo Radice e Romuald Klos.  La sceneggiatura porta la firma di Antonio Lusci, Antonio Tentori e lo stesso Stivaletti.

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A BEAUTIFUL DAY – YOU WERE NEVER REALLY HERE di Lynne Ramsay

a-beautiful-day-1Joe è un ex marine e agente FBI che vive nella sua casa d’infanzia e si prende cura della madre.

Tormentato da continui flashback del suo passato violento, si guadagna da vivere come sicario e soprattutto liberando giovani ragazze dalla schiavitù sessuale.

Un giorno viene contattato da un senatore newyorkese, il quale crede che sua figlia Nina sia stata rapita da una di queste organizzazioni e che sia stata costretta a prostituirsi. Joe accetta il lavoro, ma nel momento in cui libera la ragazzina, capisce anche che dietro quel rapimento si nasconde qualcosa di più grosso.

Sono stati tirati in ballo nomi di un certo livello da quando il film è stato presentato alla settantesima edizione del Festival di Cannes, dove si è anche aggiudicato i premi per la miglior interpretazione maschile e per la miglior sceneggiatura.

Titoli come Drive, Taxi Driver e Leon campeggiano in bella vista sulla locandina di A Beautiful Day – You were never really here, il ritorno alla regia di Lynne Ramsay dopo il bellissimo e terribile …e adesso parliamo di Kevin.

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I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE di Sergio Martino

Imperdibile l’uscita in home video di uno dei più bei thriller italiani anni ’70 del maestro Sergio Martino, I corpi presentano tracce di violenza carnale, distribuito da CG Entertainment.

Già conosciuta per le sue precedenti interpretazioni – non ultima l’interpretazione di Giulia ne L’uccello dalle piume di cristallo del nostro Argento – l’attrice Suzy Kendall, che con Luc Merenda si ritrova a reggere il gioco, ricoprendo così il ruolo di protagonisti, subentrando nella storia in un secondo momento, quasi silenziosamente, determinandone gli sviluppi.

La prima parte del film è ambientata a Perugia: dopo la descrizione della vita quotidiana di un gruppo di studenti universitari, Martino si addentra nella notte per mostrarci la cruda efferatezza dei delitti compiuti da un ignoto assassino che prima uccide una coppia appartatasi in un luogo sinistro in macchina, poi una ragazza, uccisa con una modalità ancora più cruenta del precedente omicidio, e infine un venditore ambulante. Martino si diverte da subito a ingannare lo spettatore quasi suggerendogli, attraverso un gioco di dettagli, di fare attenzione ad alcune situazioni e oggetti, come un foulard che Daniela [Tina Aumont] è sicura di aver visto indossare da qualcuno di cui non ricorda l‘identità, e che si scoprirà poi essere Stefano [Roberto Bisacco].

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I SEGRETI DI WIND RIVER di Taylor Sheridan

wind-riverNord America. Wyoming. Freddo, isolato e brutale.

Un cacciatore solitario ritrova durante un’escursione tra le nevi il corpo senza vita della figlia di un suo caro amico. Mosso da un passato personale misterioso, decide di unirsi alla giovane agente FBI Jane Banner in una pericolosa caccia all’assassino.

È tutta una questione di confine per Taylor Sheridan. Ma quale confine? E soprattutto chi è Taylor Sheridan?

Sheridan è lo sceneggiatore di due dei migliori film americani degli ultimi anni: Sicario [Denis Villeneuve, 2015], di cui uscirà quest’anno anche l’atteso sequel Day of the Soldado [diretto da Stefano Sollima], e Hell or High Water [David Mackenzie, 2016].

I segreti di Wind River, suo esordio da regista, sembra aver assimilato alcune delle migliori caratteristiche dei due film scritti in precedenza [da un lato la magniloquenza e la capacità di avere una visione d’insieme, dall’altro la bravura nell’addentrarsi nei particolari, nelle pieghe di una storia] e va a concludere una trilogia tematica che esplora la moderna frontiera americana

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