sinister film

LE DIAVOLESSE di Bruno Gantillon   

Sinister Film continua la sua ricerca e riproposta di chicche di celluloide ripescando dal dimenticatoio un film del 1971 diretto dal francese Bruno Gantillon, l’oscuro Le diavolesse [Morgane et Ses Nymphes], pellicola a metà strada tra l’horror e il fantastico-favolistico.

Lo spettatore si accorge di essere davanti a qualcosa di ibrido già dopo i primi venti minuti di film: difatti, dopo un prologo abbastanza classico in cui le due protagoniste Françoise e Anna – causa fermo dell’auto per mancanza di benzina – sono costrette a passare la notte in un fienile, dopo essere state scoraggiate a proseguire per la propria strada dal padrone di una cupa locanda, vengono indirizzate verso un misterioso maniero sulle rive di un lago.

Qui vengono accolte da una strana donna di nome Morgana, attorniata da uno stuolo di ancelle che vagano come fossero in trance, oltre ad uno strano personaggio di nome Gurth, un nano gobbo al servizio della castellana. Morgana indurrà sotto una sorta di incantesimo le due ragazze, fino all’enigmatico finale, che lascia più di un’interpretazione.

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SOS I MOSTRI UCCIDONO ANCORA di Terence Fisher

Prima delle due pellicole realizzate dalla piccola casa di produzione Planet Film [l’altra sarà il successivo Demoni di fuoco del 1967], SOS I mostri uccidono ancora – geniale titolo nostrano per il più semplice Island of Terror – è un gioiellino di quel genere ibrido che mischiava fantascienza a terrore, molto in voga in quegli anni.

In una piccolissima isola dell’Irlanda, lo scienziato Lawrence Phillips sta sperimentando una cura contro la proliferazione del cancro. Nel frattempo, in un bosco viene trovato un cadavere senza ossa: il medico del posto, insospettitosi, cerca di far luce sulle misteriose circostanze facendo intervenire due eminenti scienziati, il dottor Stanley e il dottor West. Giunti sull’isola, scopriranno che i maldestri esperimenti del dottor Phillips hanno generato dei mostri che per rigenerarsi necessitano di nutrirsi del calcio contenuto nello scheletro umano. I mostri cominceranno a moltiplicarsi.

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IL SIGNORE DELLE MOSCHE di Peter Brook

Il signore delle mosche, diretto dal regista britannico Peter Brook e presentato al Festival di Cannes nel 1963, è il primo adattamento per il cinema del romanzo omonimo di William Golding, scritto nel 1952 ma pubblicato due anni dopo.

La trama è contestualizzata nel 1984, quando le autorità britanniche costringono gli studenti di un college a imbarcarsi su un aereo per sfuggire al pericolo di una imminente guerra atomica. Ma una tempesta fa precipitare l’aereo nel bel mezzo di un’isola deserta nell’Oceano Pacifico: i ragazzi, dovendo arrangiarsi senza la guida degli adulti, si vedranno costretti alla sopravvivenza procurandosi cibo e costruendo capanne. I leader delle due fazioni sono Ralph e Jack: il primo più moderato, il secondo più irruento. I due verranno presto ai ferri corti.

Il signore delle mosche è un inquietante apologo che indaga sulla psicologia dell’essere umano – in questo caso dei bambini – e sul suo comportamento il quale, privato delle regole, regredisce ad uno stato primordiale.

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MESSAGGI DA FORZE SCONOSCIUTE di Richard Moore

Circle of Iron, questo il titolo originale del più banale Messaggi da forze sconosciute imposto dai nostrani distributori, è un singolare progetto nato dalla penna di Bruce Lee nel 1968: il popolare attore lo concepì, coadiuvato dal collega James Coburn, come summa della filosofia delle arti marziali in unione alla filosofia Zen.

Dopo la prematura morte di Lee nel 1973, il progetto venne congelato fino a cinque anni dopo, quando gli sceneggiatori Stanley Mann e Stirling Silliphant lo riadattarono in maniera abbastanza discutibile [eliminando e cambiando parecchi elementi dalla sceneggiatura originale] e se ne incaricò della realizzazione definitiva il direttore della fotografia Richard Moore.

Per il ruolo del principe Shang-Cha [anche se nel film interpreta altri tre ruoli oltre a quello principale] venne scelto David Carradine, all’epoca già interprete del telefilm Kung Fu: l’attore è qui affiancato da nomi di spicco come Eli Wallach, Roddy McDowall e nientedimeno che Christopher Lee, che interpreta il ruolo del misterioso Zetan, figura attorno alla quale ruota la ricerca del Libro della Saggezza, perno su cui ruota tutta la storia del film.

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DRACULA PADRE E FIGLIO di Édouard Molinaro

Un altro piccolo film passato all’epoca piuttosto inosservato e – fatta eccezione per una vhs General Video uscita negli anni Novanta – subito destinato all’oblio è Dracula padre e figlio, commedia parodistica sul noto conte partorito dalla penna di Bram Stoker, realizzato nel 1976 in terra d’oltralpe dal regista del Vizietto Édouard Molinaro e ora edito in DVD per Sinister Film.

Nei panni del conte vampiro ritroviamo ancora il grande Christopher Lee, ma stavolta i toni sono meno cupi e terrificanti delle precedenti apparizioni sul grande schermo: la vicenda prende piede in Transilvania nel 1784, quando Dracula sposa la giovane Erminia, che però spira subito dopo aver dato alla luce il figlio Anacleto.

Cento anni più tardi, il conte e suo figlio si vedranno costretti a lasciare la Romania a causa dell’avvento del comunismo, e mentre il primo finirà in Inghilterra, il secondo sbarcherà a Parigi, dove dapprima troverà lavoro come guardiano notturno e poi in un mattatoio. Quando il padre, divenuto una star del cinema interpretando sé stesso, vola a Parigi per lavoro, si incontrerà con il figlio rimanendo deluso dal fatto che questi non è in grado di essere un vero e proprio vampiro.

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ROSEMARY’S KILLER di Joseph Zito

Sinister Film ancora imbattuta nella riscoperta di chicche più o meno sconosciute di genere fantastico e horror: tra le ultime uscite dell’etichetta distribuita da CG Entertainment, vi è anche questo piccolo film diretto nel 1981 dall’esperto Joseph Zito [Venerdì 13 – Capitolo finale], il quale ha avuto all’epoca anche una fugace apparizione nelle sale nostrane.

Finalmente, dopo diverse edizioni estere, approda anche nel nostro mercato home video The Prowler, ribattezzato da noi con un più banale Rosemary’s Killer, uno slasher per molti versi interessanti, sulla falsariga di Venerdì 13 e Halloween, che ha dalla sua soprattutto lo straordinario risultato ottenuto dagli fx creati dal maestro Tom Savini.

La trama è al limite dell’essenziale: un killer misterioso vestito in abiti militari con tanto di elmetto in testa e forcone, si aggira in una piccola cittadina del New Jersey con il solo obbiettivo di commettere una carneficina ai danni di un gruppo di ragazzi del college locale, durante l’annuale ballo primaverile.

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SHARON’S BABY di Peter Sasdy

9-SHARON'S BABY_ALTASulla scia del successo mondiale de L’esorcista [1973], un paio di anni dopo il regista Peter Sasdy, peraltro già contraddistintosi con opere di un certo rilievo come Una messa per Dracula [1970] e Il cervello dei morti viventi [1972] viene incaricato di dirigere un horror a sfondo demoniaco che comprende – all’interno dell’impianto narrativo – anche elementi ripresi da capostipiti del cinema di Genere qui citati direttamente, tra cui  il capolavoro di Roman Polanski Rosemary’s baby [1968] e quello di Larry Cohen Baby Killer [1974]. Una ex ballerina di un locale da quattro soldi, sposata ad un imprenditore italiano, dà alla luce un bambino con strane tendenze aggressive: nonostante le cure dei medici e le attenzioni delle governanti, la causa di tale comportamento potrebbe essere dovuta ad una sorta di maledizione lanciata da un freak ex collega della donna, il quale le avrebbe predetto che avrebbe dato alla luce una sorta di anticristo.

Viene dunque chiamata suor Silvana, cognata della donna, a indagare sul mistero: si risolverà nell’immancabile esorcismo liberatorio ma solo dopo una falcidia che non risparmierà niente e nessuno.

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YORGA IL VAMPIRO Collection

yorga-il-vampiro-1Nel 1970, la AIP [American International Pictures] decide di riportare in auge una delle figure classiche del cinema horror, quella del vampiro, in una chiave più moderna a livello di ambientazione e dinamiche narrative: il progetto parte come una sorta di horror erotico molto spinto, ma in corsa si decide di virare solamente verso la parte orrorifica sacrificando nudi ed eccessi pruriginosi, onde evitare le maglie censorie della MPAA, le quali, però, si abbattono comunque sul risultato finito, che costringe gli autori a scorciare alcune sequenze e a cambiarne la colonna sonora per stemperare l’impatto giudicato comunque troppo forte.

Rimane il titolo, The Loves of Count Iorga Vampire, così come alcuni elementi residui del progetto originale, più o meno innocui – soprattutto ai giorni nostri – che permettono al film di essere distribuito senza particolari problemi. Nonostante le vicissitudini, il conte Yorga [con la “I” nei credits originali ma che diventa “Y” nel sequel così come nella versione italiana] esce nelle sale e riscontra un buon successo di pubblico, che solletica anche una casa di produzione più blasonata come la Hammer a riciclare uno dei suoi personaggi più famosi, quello del Conte Dracula, e a trasferirlo nuovamente sullo schermo nei due ultimi film con Christopher Lee [1972, Dracula colpisce ancora! e I satanici Riti di Dracula] e ambientati nella Londra moderna.

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IL VAMPIRO di Sam Newfield

il-vampiro-dvd1Sinister Film, per la gioia degli appassionati del Genere, inanella un’altra perla dispersa da tempo e recuperata da qualche archivio polveroso, riportandola alla luce in digitale in una nuova e pregevole edizione home video.

Il vampiro, conosciuto anche con il titolo alternativo Cyclops, è un film low cost diretto nel 1943 dal prolifico director Sam Newfield e interpretato dal divo dell’epoca George Zucco.

Nel duplice ruolo dei fratelli Clayton, Zucco si alterna tra i panni del fratello buono, medico di fama che mal sopporta l’altro ed Erwin, pecora nera della famiglia, dedito a studi di magia nera.

Fino a quando il primo non decide di uccidere il secondo, gettandolo da una scogliera: ma presto, il cattivo Erwin si rivelerà essere un vampiro e quando la nipote del dottor Clayton si ammalerà di un morbo misterioso, questi troverà il modo per distruggere il pericoloso essere.

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I RAGNI DELLA METROPOLI di Ted Tetzlaff

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Marc Fury è un avventuriero che vive alla giornata: emigrato dalla Spagna, arriva negli Stati Uniti dove si insinua nel suo habitat naturale, quello delle bische clandestine.

Una notte, mentre è al tavolo da gioco, viene uccisa una persona da un killer di cui riesce solo lui a vederne il volto: trattasi del fuorilegge Ned Johnson, il quale pattuisce con Marc un pagamento di cinquantamila dollari in cambio della responsabilità dell’omicidio con la scusante della legittima difesa.

Marc accetta il patto, ma contestualmente chiede al killer di firmare una dichiarazione dei termini del loro particolare contratto: quest’ultimo, però, non ha alcuna volontà di rispettare gli accordi.

Nonostante il titolo italiano evochi fantasy a base di mutanti e mostri geneticamente modificati, I ragni della metropoli è in realtà il remake del più famoso La dama e l’avventuriero, interpretato nel 1943 da Cary Grant: classico noir anni cinquanta che comprende tutti gli elementi del Genere, a partire dai fumosi contesti delle bische clandestine fino ai personaggi che vi ruotano attorno, siano avventurieri che killer di mezza tacca, il film venne prodotto dalla gloriosa RKO Pictures e viene presentato dalla Sinister Film all’interno dell’interessante collana Noir d’essai in un’ottima edizione seppur mancante della lingua italiana.

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