Rai Cinema

IN UN GIORNO LA FINE: Anteprima mondiale al Frightfest di Londra

In un giorno la fine [The End?] è l’ultimo lungometraggio del prolifico regista Daniele Misischia, da anni attivo militante del sottobosco delle produzioni horror e di Genere dell’indie italiano. Quest’ultimo film, però, può a tutti gli effetti essere considerato il suo passaggio ad un livello produttivo differente. In un giorno la fine, con protagonista Alessandro Roja, verrà presentato in anteprima assoluta all’Horror Channel Frightfest di Londra, domenica 27 agosto 2017.

All’interno di un programma ricco di innovazione, di unicità e di individualità, il film opera prima di Daniele Misischia è stato inserito nella sezione “Main Screens” che racchiude i film più rilevanti, la cui proiezione verrà affidata al prestigioso Cineworld Empire di Leicester Square.

Continua a leggere

PICCOLI CRIMINI CONIUGALI di Alex Infascelli

Dopo il David di Donatello per il documentario S is for Stanley, Alex Infascelli torna alla fiction con Piccoli crimini coniugali. Un kammerspiel freddo ed elegante tinto di giallo e tratto dall’omonimo romanzo best seller del 1960 di Éric-Emmanuel Schmitt.

Dopo un brutto incidente domestico, un affermato scrittore di thriller, torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria. Ragiona ma non ricorda, non riconosce più neppure la moglie, la quale tenta di ricostruire la loro vita di coppia, tassello dopo tassello, cercando di oscurarne le ombre. Via via che si riportano alla luce informazioni dimenticatem, si manifestano delle crepe: sono molte le cose che non tornano nel racconto e il confine tra verità e menzogna è molto sottile.

Claustrofobico, teatrale, artificiale, sinistro, psicanalitico e straniate. Piccoli crimini coniugali è tutto questo e si propone come l’opera più ambiziosa e personale del regista di Almost Blue.

Continua a leggere

THE STARTUP di Alessandro D’Alatri

Leggere la realtà e restituirne i cambiamenti è sempre stata prerogativa cinematografica. Affrontando la vita di chi è riuscito a emergere, raggiungendo traguardi e obiettivi ardui e insperati.  Tuttavia, anche il cinema è cambiato, riscoprendosi più incline a raccontare il fallimento, la difficoltà di trovare il successo e spesso gli aspetti più nascosti e oscuri di uomini e donne che lo hanno ottenuto.

The Startup, l’ultima fatica di Alessandro D’Alatri, porta sul grande schermo la storia – più unica che rara, bisogna ammetterlo – di Matteo Achilli, studente romano che, esasperato dall’ennesima ingiustizia subita, inventa un social network che fa incontrare domanda e offerta di lavoro in modo meritocratico. All’inizio nessuno crede al progetto e molti sono i falchi pronti ad approfittare di lui. Ma Matteo tiene duro, non demorde e a soli 19 anni si ritrova al centro degli interessi del mondo che conta. Da Roma a Milano, dalla borgata del Corviale al tetto dei grattacieli della city milanese: in breve tempo Matteo acquista popolarità e soldi. La sua faccia è sulle prime pagine dei giornali e la sua Start Up, che conta decine di migliaia di iscritti, fa gola ad aziende importanti.

Continua a leggere

NON È UN PAESE PER GIOVANI di Giovanni Veronesi

Com’è noto, nella filmografia del nostro Paese, lo spazio dedicato alla commedia è molto considerevole.

Produciamo quelle farsesche, le romantiche, alcune sofisticate, ma anche quelle generazionali. Tra tutte, il rischio maggiore si annida proprio in queste ultime, in quanto si prefiggono il duro compito di rintracciare, raccontare e restituire il comportamento di un’intera generazione di nostri concittadini.

Moltissimi critici e cultori della settima arte, difatti, sono concordi nell’ammettere che è proprio la commedia, meglio del cinema d’Autore, a raccontare il Bel Paese, mostrando i suoi cambiamenti, le disfunzioni, le ossessioni e le speranze, nelle quali potersi riconosce e perché no, riderci su.

Giovanni Veronesi ha coltivato quest’ambizione e corso il relativo rischio per tutta la sua carriera di regista e sceneggiatore, alternando risultati e il gradimento del pubblico. Tuttavia, non pago di quanto fatto e detto finora, il regista di Manuale d’amore e di Che ne sarà di noi, torna a raccontare i giovani italiani con Non è un paese per giovani.

Continua a leggere

QUESTIONE DI KARMA di Edoardo Falcone

Dopo il grande successo di Se Dio Vuole [pellicola in odore di remake americano prodotto da Brian Singer], Edoardo Falcone torna al cinema con Questione di Karma, commedia delicata che nel panorama desertico del cinema nostrano, risulta essere un’operazione interessante, che fa della misura della recitazione e dell’ambizione dello script i suoi punti di forza.

Giacomo è lo stravagante erede di una dinastia di industriali, ma più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo. L’incontro con un eccentrico esoterista francese lo cambia: lo studioso, infatti, afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre di Giacomo. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

Edoardo Falcone è uno sceneggiatore di vecchio corso, passato con un certo riscontro dietro la macchina da presa. Tuttavia, non ha tradito quello che sembra essere la sua prima passione, vale a dire la scrittura. Già dal suo esordio – film più modesto rispetto a questa seconda opera – l’ambizione di questo cineasta è da rintracciarsi nel tentativo di fare della sceneggiatura il focus comico della pellicola. Le commedie di Falcone seguono perfettamente il paradigma strutturato diviso in tre atti, che fece grande il cinema americano, soprattutto se si trattava di dover far ridere il pubblico.

Continua a leggere

IL PADRE D’ITALIA di Fabio Mollo

Chi ha già avuto modo di confrontarsi con il cinema di Fabio Mollo ritroverà nella sua nuova fatica dietro la macchina da presa dal titolo Il padre d’Italia tutta una serie di elementi ricorrenti e riconoscibili. Nel suo secondo lungometraggio di finzione, nelle sale a partire dal 9 marzo con Good Films, il regista calabrese torna infatti su temi a lui cari, che in modalità random si sono affacciati nell’opera prima Il Sud è niente, ma anche nelle prove sulla breve distanza [Al buio e Giganti] e in quelle documentaristiche come Vincenzio da Crosia: dalla ricerca dell’identità all’accettazione, dai legami familiari alla paternità, fino al tema del viaggio e della crescita.

Al centro del racconto troviamo due anime in cerca di qualcosa o di qualcuno, due esseri agli antipodi che si scontrano per poi incontrarsi. Il tutto passa proprio per un viaggio di conoscenza, fisico ed emozionale, alla scoperta dell’altro e in primis di se stessi. Ne Il padre d’Italia veniamo catapultati al seguito di Paolo, un trentenne che conduce una vita solitaria, quasi a volersi nascondere dal mondo. Il suo passato è segnato è segnato da un dolore che non riesce a superare. Una notte, per puro caso, incontra Mia, una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza, che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, Paolo comincia a un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l’Italia e a scoprire il loro irrefrenabile desiderio di vivere.

Continua a leggere

SMETTO QUANDO VOGLIO – MASTERCLASS di Sydney Sibilia

La banda dei ricercatori è tornata. Il neurobiologo Pietro Zinni, finito in carcere dopo essersi addossato tutta la responsabilità della messa in circolazione di una nuova smart drug, creata e smerciata nel territorio romano insieme ai suoi colleghi studiosi disoccupati, viene contattato dall’ispettore Paola Coletti.

La donna poliziotto gli offre libertà e fedina penale pulita per lui e per i suoi in cambio di un aiuto non proprio legale nella ricerca di 30 nuove droghe in vendita nella grande città. Un proposta che non si può rifiutare e che porta Zinni a decidere di rimettere su la banda più colta di sempre e, anzi, di allargarla ad altri collaboratori super-laureati.

A Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Pietro Sermonti, si aggiungono Marco Bonini [l’anatomista picchiatore Giulio Bolle], Rosario Lisma [l’avvocato specializzato in diritto canonico Vittorio] e Giampaolo Morelli [ingegnere meccatronico riciclatosi signore della guerra lowcost]. Nuove personalità liminali che aprono il ventaglio di satira del giovane Sydney Sibilia ad un altro popolatissimo gruppo dei nostri sacrificati studiosi: i cosiddetti “cervelli in fuga”.

Continua a leggere

QUALCOSA DI NUOVO di Cristina Comencini

qualcosa-di-nuovo1Al lavoro dietro la macchina da presa, portato avanti tra alti e bassi dal 1988, Cristina Comencini ha alternato quello nel campo della letteratura, firmando una serie di romanzi di buona fattura. Negli ultimi anni, la regista e sceneggiatrice si è avvicinata anche alla scrittura di testi teatrali, due dei quali passanti dalle tavole del palcoscenico al grande schermo. Diversamente da Due partite, la cui regia cinematografica era stata affidata a Enzo Monteleone, per La scena la Comencini ha deciso invece di non demandare la trasposizione, ma di dirigere lei stessa un film che approda nelle sale nostrane a partire dal 13 ottobre con il titolo Qualcosa di nuovo.

Tra le due opere esiste un filo comune che le congiunge in maniera piuttosto evidente e quel filo è il fattore rosa. Trattasi, infatti, di storie su e di donne, che parlano di legami e sentimenti messi in pericolo dal passare inesorabile delle stagioni, ma che riescono tuttavia a sopravvivere. L’amicizia è in entrambi i plot l’anello di congiunzione, il ponte che impedisce a due lembi di terra di allontanarsi per sempre.

Lo era stato per Due partite e continua ad esserlo anche per Qualcosa di nuovo. La pièce prima e la pellicola poi ci catapultano al seguito di Lucia e Maria, amiche da una vita, ma che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita [finalmente!] l’uomo perfetto. Bello, sensibile, appassionato, maturo.

Continua a leggere

TOMMASO di Kim Rossi Stuart

Tommaso-1Arriva il momento per Tommaso [Kim Rossi Stuart] di fare i conti con il suo passato e con un presente che non può più di ignorare. Egli è un uomo che ha passato i quarant’anni ma non ha ancora vinto la sua sindrome adolescenziale e tutti i fantasmi e i blocchi che questa gli ha recato in passato non hanno fatto altro che rafforzarsi con il tempo, tanto da divenire reali quasi quanto le persone stesse che hanno a che fare con lui.

Mentre, però, le persone reali sembrano essere più sbiadite, quasi invisibili ai suoi occhi, se non per essere da lui criticate e demonizzate o ricercate dal suo bisogno bulimico di affetto e attenzioni, i suoi fantasmi, invece, sembrano diventare entità in carne ed ossa.

La sua relazione con Chiara [Jasmine Trinca] va avanti da fin troppo tempo senza approdare a nulla, né al raggiungimento di una famiglia né allo sciogliersi definitivo, accettando il dato di fatto che quelli che prima erano amanti ora si sono ridotti ad essere due estranei. Solo la presa di coraggio di lei porrà fine al mare di indifferenza che la separa da quello che un tempo era il suo innamorato. Da qui dovrebbe cominciare la riscossa di Tommaso che si rimette in pista per conquistare più donne possibile, sempre combattuto da quei due netti stati d’animo diametralmente opposti che lo vogliono da una parte latin lover e dall’altro un padre modello con una famiglia felice al seguito; di fatto però egli non riesce a far altro che a distruggere tutto quello che di buono gli offre la vita.

Continua a leggere

LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì

la-pazza-gioia1Un gesto di ribellione nei confronti delle convenzioni opprimenti e quotidiane. Con queste parole, Paolo Virzì, ha introdotto il suo ultimo film, La Pazza Gioia, in uscita nelle nostre sale e in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs, sezione indipendente del 69esimo Festival di Cannes. Tale ribellione, spesso, assume i contorni labili e foschi della malattia mentale e della follia.

L’imperfezione dell’animo umano che si manifesta senza più il controllo esercitato dall’ipocrisia e dalle menzogne che ci rendono socialmente accettabili. Il capovolgimento di queste norme dello stare al mondo sembra essere il centro dell’ultima fatica del regista livornese, il quale si getta con estrema passione nel raccontare la storia amara – eppure dolcissima – dell’amicizia di due donne, diversissime in tutto ma entrambe pazienti di una casa di cura.

Un buddy movie al femminile ispirato e coinvolgente che fa ridere e piangere in ugual misura e che mostra con sincerità l’amore che Virzì ha per il cinema e per la gente. Soprattutto per quella gente che sbaglia, che perde e che soffre. Ma che spera e merita redenzione.

Continua a leggere

Segui [LR] su Facebook:

Post Facebook Più Recenti

FANTAFESTIVAL 2017: Il programma completo, su InGenere Cinema! InGenere Cinema

Fantafestival 2017: Il programma completo, su #InGenereCinema!

1 mi piace, 0 commenti2 giorni fa

GLI SDRAIATI di Francesca Archibugi, l’ultimo film di Francesca Archibugi. InGenere Cinema

#GliSdraiati di Francesca Archibugi, su #InGenereCinema [recensione di Giovanni Cosmo]

0 mi piace, 0 commenti2 giorni fa

Recensione del nuovo DC-Cinecomic JUSTICE LEAGUE di Zack Snyder! InGenere Cinema

#JusticeLeague: Paolo Gaudio parla del nuovo cinecomic #DC, su #InGenereCinema!

0 mi piace, 0 commenti6 giorni fa

STALKER di Andrei Tarkovskji in Blu-Ray per CG Entertainment InGenere Cinema

[home video]: #STALKER di Andrei Tarkovskji in Blu-Ray per CG Entertainment. Su #InGenereCinema la recensione di Luca Servini.

3 mi piace, 0 commenti6 giorni fa

www.ingenerecinema.com

La recensione di Gilda Signoretti del Blu-Ray di #IT di Tommy Lee Wallace, su #InGenereCinema!

0 mi piace, 0 commenti1 settimana fa