Mirko Lomuscio

LA GENTE CHE STA BENE di Francesco Patierno

gentechestabene1La crisi economica ormai è base di molti film italiani dell’ultimo momento, dai drammi alle commedie, ognuno col suo bagaglio critico alle spalle per fare il punto sulla società d’oggi e di chi rimane vittima di tale calo economico.

La gente che sta bene di Francesco Patierno cerca di dire la sua strizzando un occhio alla risata ed uno al dramma, traendo spunto da un libro di Federico Baccomo.

Protagonista è Claudio Bisio, nel ruolo dell’avvocato Umberto Maria Dorloni, un uomo in carriera che crede di poter vivere la sua professione  senza alcun problema; salvo poi scoprire che nell’azienda dove lavora si stanno mettendo in atto dei tagli enormi al personale, e lui rientra tra i dipendenti da sacrificare.

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LAST VEGAS di Jon Turteltaub

lasvegas1Last Vegas è di quelle rimpatriate che gli amanti del cinema non possono mancare di vedere. Perché? Ma perché ad esserci sono niente poco di meno che quattro tra i più grandi attori del firmamento hollywoodiano, vincitori di Oscar: in questo caso parliamo di Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline. I quattro interpretano degli amici attempati che, nonostante gli anni, hanno ancora voglia di divertirsi…

L’occasione si presenta quando il più scaltro di loro, Billy [Douglas], decide di convolare  a nozze con una ragazza che ha la metà dei suoi anni.

Chiamati al cospetto i suoi tre amici di sempre, Paddy [De Niro], Archie [Freeman] e Sam [Kline], si decide quindi di organizzare un addio al celibato a Las Vegas, dove i nostri cercheranno di sfidare la vecchiaia, a suon di baldoria e divertimento.

Ma l’occasione darà anche modo di far riaffiorare ricordi e rivelazioni che hanno sempre fatto parte dell’amicizia dei quattro. Continua a leggere

SAPORE DI TE di Carlo Vanzina

saporedite1Carlo Vanzina torna alla nostalgia, quell’elemento che trent’anni fa lo lanciò nell’ambito della commedia con un cult movie come Sapore di mare; ora, 2014, il nostro regista mette su una pellicola che si muove sugli stessi elementi di quel film e Sapore di te, con queste premesse, cerca di essere all’altezza della situazione.

La storia è ambientata in un paio d’estati degli anni ’80, a Forte dei Marmi, dove un gruppo di persone intrecceranno storie e sentimenti, come solo il destino saprebbe fare. Ci sono i giovani Luca [Eugenio Franceschini] e Chicco [Matteo Leoni], che faranno la conoscenza della bella Rossella [Katy Saunders], in vacanza al mare con i suoi genitori Alberto [Maurizio Mattioli] e Elena [Nancy Brilli].

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UN BOSS IN SALOTTO di Luca Miniero

unbossinsalotto1Sembra che il regista Luca Miniero non abbia ancora finito di parlare di dualismo tra nord e sud, dopo averlo fatto col dittico interpretato da Claudio Bisioe Alessandro Siani, in Benvenuti al sud/Benvenuti al nord; solo che stavolta decide di affrontare il tema attraverso una pellicola leggera che strizza l’occhio alla mafia.

Un boss in salotto racconta infatti della vita di una famiglia dell’Italia settentrionale, i Coso; mamma Cristina [Paola Cortellesi], papà Michele [Luca Argentero] e i figli Vittorio [Saul Nanni] e Fortuna [Lavinia De’ Cocci].

Lui è un uomo in carriera, che cerca di accattivarsi le simpatie del suo capo Manetti [Ale] in modo di ricevere la tanto ambita promozione, e Cristina farà di tutto purché questo accada.

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INDOVINA CHI VIENE A NATALE? di Fausto Brizzi

indovinachiviene1Dopo aver militato come sceneggiatore in una galleria di cinepanettoni ed essere stato dietro la macchina da presa in svariate commedie sentimentali, Fausto Brizzi dirige il suo personale prodotto natalizio, ovviamente una commedia interpretata da una sfilata di volti noti nel Genere: Diego Abatantuono, Angela Finocchiaro, Claudio Bisio, Claudia Gerini, Raoul Bova, Carlo Buccirosso, Cristiana Capotondi, Rosalia Porcaro e Isa Barzizza, tutti insieme appassionatamente per ravvivare le festività natalizie in una pellicola che gronda allegria sin dalle prime immagini.

La storia è quella di un nucleo familiare, ritrovatosi durante le feste di Natale nella casa del defunto padre; in questo lasso di tempo una serie di equivoci ed improbabili incidenti si intrecceranno, tirando fuori il meglio e  il peggio di ognuno, all’insegna della fiducia e dell’amore familiare.

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UN FANTASTICO VIA VAI di Leonardo Pieraccioni

viavai1Torna il cinema facile di Leonardo Pieraccioni, l’uomo che con le sue favolette popolari ha sempre fatto breccia sul grande pubblico italiano.

Per l’occasione il nostro però apporta una serie di cambiamenti al suo classico canovaccio; innanzitutto cambia la distribuzione da Medusa a 01 Distribution, secondo poi come compagno di scrittura passa dal compaesano toscano Giovanni Veronesi ad un altro regista in ascesa come Paolo Genovese [il dittico Immaturi], scegliendo di conseguenza per titolo Un fantastico via vai.

La storia è quella di Arnaldo Nardi [Pieraccioni], uomo sposato con due figlie che, d’improvviso, si vede cacciato da casa dalla moglie Anita [Serena Autieri], causa un drastico malinteso.

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ROMA CRIMINALE di Gianluca Petrazzi

Romacriminale1Nonostante in questo paese il cinema sembra essere incentrato esclusivamente su due tipi di spettacolo, la commedia e lo sguardo d’autore, c’è sempre qualcuno che però ancora non dimentica il Genere che imperversava negli anni ’70; Gianluca Petrazzi è uno di questi.

Famoso stunt cordinator, a suo tempo figlio di uno dei migliori del campo [suo padre Riccardo militava nei poliziotteschi], il nostro esordisce dietro la macchina da presa con un omaggio al genere poliziesco, che dire omaggio è dire poco.

Roma criminale è  un  calderone dove c’è tutto l’amore per quegli elementi e quei personaggi che hanno fatto la storia del nostro cinema anni ’70: tormentoni, trame e battute che riempiono la storia intorno a cui ruota il film di Petrazzi, che è quella dello scontro tra la legge del commissario Lanzi [Alessandro Borghi], il quale in giovane età ha visto morire il padre poliziotto sotto i colpi di un mitra, ed il criminale Toretto [Luca Lionello], che uscito di galera si vede offrire una grande opportunità dal noto boss Il colombiano [Corrado Soleri].

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LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE di Pif

lamafiauccidesolo1Anche la “iena” Pif [al secolo Pierfrancesco Diliberto] approda sul suolo cinematografico, evitando accuratamente opere di derivazione cabarettistica e commedie dalla retorica facile, con gag scontate e personaggi unidimensionali.

Non che La mafia uccide solo d’estate sia esente da tali elementi, anzi, ma è il contesto e il modo in cui tutto viene raccontato che qui fa la differenza.

Pif, consapevole del fatto che nel nostro cinema si è parlato molto, anche troppo, di mafia con opere d’impegno civile e commedie dal tono graffiante, azzarda l’affronto di intraprendere un percorso innovativo, raccontando un film che non sconfini troppo nella commedia quando si tratta di documentare e che non si prenda gioco dei fatti raccontati quando si tratta di strappare un sorriso.

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DIETRO I CANDELABRI di Steven Soderbergh

dietroicandelabri1Voluto fortemente dal regista premio Oscar Steven Soderbergh [Traffic], Dietro i candelabri è la storia d’amore nata tra il noto pianista e uomo di spettacolo Liberace e il suo compagno Scott Thorson, esplosa nel 1977 e poi finita in modo negativo verso metà degli anni ’80.

Ad interpretare il duo di personaggi ci sono rispettivamente Michael Douglas, in una performance superlativa, e Matt Damon, altrettanto bravo per rendersi all’altezza del suo compagno di scena.

Il film segue amori, tragedie, gelosie e tradimenti dei nostri protagonisti, in un arco di tempo che li vede sulla cresta dell’onda in un mondo felice quanto astratto, ma che ha un retrogusto amaro che li aspetta all’epilogo.

Dietro i candelabri è un film bellissimo, un biography ben fatto come da poco tempo si vedeva, un affascinante sguardo sul bizzarro mondo che circondava Liberace e il suo compagno; insomma Dietro i candelabri è un film da Oscar.

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DON JON di Joseph Gordon-Levitt

donjon1In attività sin da giovanissimo [il suo esordio risale al 1988], il trentaduenne Joseph Gordon-Levitt è un attore dalla carriera inarrestabile, tanto che ultimamente abbiamo avuto modo di vederlo in film come Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Looper, G.I. Joe: La nascita dei Cobra e 50 e 50.

Nonostante questo, il nostro però è riuscito a trovare il tempo per esordire dietro la macchina da presa con un’opera prima da lui stesso scritta: il titolo è Don Jon e la storia, per quanto voglia essere molto sentita sotto certi aspetti, prende le sue virate ironiche con molto coinvolgimento.

Il Jon del titolo ovviamente è Levitt ed è un ragazzo di bell’aspetto che lavora in un locale cool della città: lui tiene cura del proprio corpo, va in chiesa tutte le domeniche ed è un gran seduttore, con una media di una donna fatta sua ogni fine settimana. Ma nonostante la sua attività sessuale sia molto attiva, Jon non può fare a meno del porno e dell’autoerotismo!

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