InGenere Cinema

A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino

a-casa-tutti-beneDurante la conferenza stampa di A casa tutti bene, il regista Gabriele Muccino ha dichiarato di aver rifiutato la proposta di dirigine uno dei film più riusciti della stagione, Chiamami col tuo nome. A seguito di tale rivelazione un silenzio sinistro è calato sulla sala. Per alcuni, è presumibile pensare, che tale reazione sia da attribuirsi a una sensazione di scampato pericolo [al netto di come la si può pensare sul film, che si contenderà la statuetta più ambita il prossimo quattro marzo, il lavoro di Luca Guadagnino è assolutamente pregevole]. Mentre, altri, sono stati, più semplicemente, raggelati dalla ratio con la quale il regista romano sceglie i suoi prodotti. Anche chi vi scrive si è fermato a riflettere su questi criteri di scelta e su dove il cinema di Muccino stia pericolosamente precipitando. Le ambizioni internazionali sono terminate? La riscoperta dell’intimismo urlato – tanto caro a questo cineasta – è la risposta ad alcuni flop statunitensi? Oppure il ritorno al consueto, a ciò che si conosce e che è stato apprezzato è più forte di qualsiasi altra velleità hollywoodiana?  A seguito della visione di A Casa Tutti Bene, anche noi di InGenere abbiamo avuto modo di farci un’opinione in merito.

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CARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE di Jesus Garces Lambert

La personalità di un artista come Michelangelo Merisi, genio contraddittorio della pittura italiana, è così camaleontica e misteriosa che è difficile interpretarne tutte le sfaccettature; ci è riuscito con una forte capacità introspettiva il regista Jesus Garces Lambert, che ha già firmato importanti documentari per Sky e National Geographic.

Merisi ha vissuto le tenebre, complice un carattere iracondo e rissaiolo, che nel corso della sua turbolenta vita l’ha portato ad avere non pochi guai con la legge. Maestro della luce, che sarà protagonista incontrastata dei suoi capolavori [eccetto le opere finali], ha invece riprodotto nelle sue vicende personali l’effetto contrario.

Un animo inquieto e indomabile, degno di personalità del rock contemporaneo come Kurt Cobain, tant’è che la voce nel documentario è affidata al leader degli Afterhours Manuel Agnelli, che vede in lui anche un po’ uno specchio riflesso senza però fare eccessivi paragoni, sottolinea.

Caravaggio era istinto puro. Il film percorre tutti i luoghi in cui Merisi visse, da Roma che prima l’adorava e da cui dovette fuggire, a Napoli accolto dalla nobiltà del tempo e sua isola felice, fino ad arrivare a Malta, che lo elesse addirittura cavaliere dell’ordine, per poi togliergli il titolo e rimetterlo in carcere.

Complice l’altissima tecnologi, l’attenzione ai particolari è stata supportata dalla consulenza scientifica e dagli interventi del professor Claudio Strinati, Storico dell’Arte ed esperto di Caravaggio, e dalla partecipazione di Mina Gregori [presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi].

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CARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE di Jesus Garces Lambert

caravaggioE’ incredibile, ma non dovrebbe sorprendere, quanto fortissimo e vivo possa ancora essere l’interesse, senza alcun dubbio inesauribile, nei confronti di un artista intramontabile come Michelangelo Merisi da Caravaggio e della sua produzione pittorica. Un corpus, quello del Merisi, ricco di capolavori universalmente riconosciuti  capaci di andare ben oltre i cataloghi e i volumi di storia dell’Arte. Non è un caso, infatti, che tale interesse si sia esteso, ieri come oggi, non solo all’ambito pittorico, con mostre e personali permanenti o itineranti dislocate alle diverse latitudini, ma anche alla Settima Arte e al piccolo schermo: da Caravaggio, il pittore maledetto [1941] di Goffredo Alessandrini a Caravaggio [1987] di Derek Jarman, da Caravaggio – L’ultimo tempo [2004] di Mario Martone a Voluptas dolendi i gesti del Caravaggio [2008] di Francesco Vitali, passando per le omonime miniserie televisive dirette da Silverio Blasi e Angelo Longoni, rispettivamente nel 1967 e nel 2008, oltre che per documentari come Caravaggio. Il corpo ritrovato del 2011.

Insomma se ne parla e se continuerà a parlare per il resto dei giorni attraverso una pluralità di linguaggi e immagini, perché la figura controversa e geniale del Merisi e ciò che ha lasciato appartengono di fatto all’eternità.

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IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson

il-filo-nascostoLo scorrere sullo schermo dell’ultimo fotogramma dei titoli di coda de Il filo nascosto porterà con sé una serie di stati d’animo e di emozioni, opposte e combinate, che giocoforza travolgeranno lo spettatore di turno: da una parte quella meravigliosa e insostituibile sensazione di avere assistito a un’opera di straordinaria bellezza, di quelle destinate a restare impresse nella memoria; dall’altra quella altrettanto dolorosa di rappresentare suo malgrado il definitivo, a parole del diretto interessato, canto del cigno di colui che ha impreziosito la suddetta pellicola con l’ennesima imponente performance attoriale della sua filmografia. Di conseguenza, una volta terminata la visione del nuovo film di Paul Thomas Anderson, nelle sale nostrane dal 22 febbraio dopo la proiezione [musicata dal vivo] all’International Film Festival Rotterdam 2018 [sezione Limelight], si dovrà purtroppo fare i conti anche con il dispiacere grandissimo di dovere rinunciare a malincuore al contributo attoriale di Daniel Day-Lewis.

Dunque, Il filo nascosto sarà ricordato, non solo per i suoi indubbi meriti artistici e tecnici, ma anche per essere, a scanso di un futuro ripensamento [lo speriamo tanto], l’addio di Daniel Day-Lewis alla Settima Arte, la stessa alla quale il pluri-decorato [tra cui tre Oscar, due Golden Globe e quattro BAFTA] interprete britannico ha regalato dal 1982 ad oggi indimenticabili performance davanti la macchina da presa.

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I PRIMITIVI di Nick Park

i-primitiviOgni volta che l’Aardman Animation arriva in sala con un nuovo lungometraggio, per noi di InGenere Cinema e per tutti gli amanti dei cartoni animati in passo uno è assolutamente una festa. Impossibile non essere riconoscenti alla coppia artistica formata da Peter Lord e Nick Park che da circa vent’anni ci regala fantasia, divertimento e pura gioia, non appena si spengono le luci del cinematografo. Impossibile non amare quel gioiello di Gallina in fuga, oppure le avventure surreali e irresistibili di Wallace e Gromit, ma anche i sottovalutati Shaun – Vita da pecora e Pirati! briganti da strapazzo. Insomma, a coloro capaci di restituire stupore e meraviglia con pongo e plastilina, la riconoscenza e la stima è sempre ai massimi livelli. Così come l’indulgenza qualora facessero un piccolo passo falso. È il caso de I Primitivi, ultima fatica dello studio di Manchester, troppo esile, forse più adatto al piccolo schermo, ma comunque godibile e assolutamente da vedere.

All’alba dei tempi, la vita del cavernicolo Dag scorre tranquilla tra mammut lanosi, creature preistoriche e natura incontaminata. Ampio sorriso e chioma leonina, Dag è allo stesso tempo il guerriero più audace e incapace della sua adorabile e bizzarra tribù. Armato di buoni propositi e di una preistorica lancia spuntata, ha finalmente l’occasione di mostrare il suo valore quando un pericolo imminente minaccia di distruggere la sua casa.

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THE DEVIL’S CANDY di Sean Byrne

the-devil-s-candyThe Devil’s Candy di Sean Byrne arriva in Blu-Ray sempre distribuito da Midnight Factory, che lo aveva portato in sala lo scorso settembre.

Protagonista del film, una famiglia davvero sui generis, composta da padre pittore frustrato e figlia adolescente, entrambi appassionati di metal e rock, e da una madre che, in qualche modo, si è rassegnata a dover fare da rassicurante contraltare all’instabilità lavorativa ed emotiva del compagno.

I tre si trasferiscono in una nuova casa. Isolata e molto molto grande, e con l’irrinunciabile optional per il capofamiglia che potrà d’ora in avanti avere un enorme locale esterno per sfogare i suoi istinti d’artista, invece di rinchiudersi nel piccolo e buio garage.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.56

nathan-never-19Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 19 della collana dedicata a Nathan Never “L’orrore sopra di noi + I figli della notte; 
  • Albo 68 di Orfani “Extravita” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Nuovo Mondo];
  • Albo 46 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata a Hulk “Meno di un mostro più di un uomo!;
  • Albo 28 di Popeye “Balla, ragazza, balla!”;
  • Albo 16 di Thor – La saga del tono “Inverno”;
  • Albo 24 di Star Trek Comics Collection: “Le strisce sui quotidiani Seconda parte”;
  • Volume 7 di Tex – 70 anni di un mito “La banda degli innocenti”.

La serie che ha fatto la storia della fantascienza a fumetti in una nuova collezione, con veste grafica e copertine inedite. Un mix avvincente tra avventura, spionaggio e thriller, in uno scenario alla Blade Runner dove il protagonista non è un eroe tradizionale, ma “solo un essere umano in un mondo sempre meno umano”. In ogni volume due storie a fumetti.

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FINAL PORTRAIT: Conferenza stampa con Stanley Tucci

stanley-tucciAttore, regista, sceneggiatore, Stanley Tucci è senza dubbio una personalità poliedrica e affascinante dell’attuale panorama cinematografico. Noto interprete di pellicole hollywoodiane come Hunger Games, Il diavolo veste Prada o Amabili resti [per il quale ha ricevuto una nomination all’Oscar] è tornato dietro la macchina da presa dopo dieci anni d’assenza con il delicato Final Portrait. Biopic intimo e raffinato sull’artista italosvizzero Alberto Giacometti che negli anni 60 s’impose con il suo stile personale e visionario.

Stanley Tucci ha presentato il suo film alla stampa italiana a Roma e noi eravamo lì.

Qui di seguito il nostro report.

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BLACK PANTHER di Ryan Coogler

black-pantherIl Marvel Cinematic Universe arriva al suo diciottesimo lungometraggio, portando sul grande schermo un film interamente dedicato all’eroe dei fumetti Pantera Nera. Creato dal celebre duo Lee-Kirby nel 1966, T’Challa alias Black Panther, è il sovrano del regno africano fittizio di Wakanda, uno dei luoghi più avanzati tecnologicamente del pianeta Terra, grazie al suo grande giacimento di vibranio, un metallo immaginario dell’universo Marvel.

La sua peculiarità è quella di essere un leader molto apprezzato dal suo popolo, con parecchio carisma e saggezza, oltre al fatto di possedere abilità super sviluppate, che lo rendono un alleato di fiducia per il gruppo dei Vendicatori.

Nell’oramai consolidata serie di film Marvel, fa la sua prima comparsa in Captain America: Civil War, combattendo affianco alla fazione capitanata da Tony Stark, a seguito dell’attentato in cui è rimasto ucciso il padre. In questo film, seguiamo il suo personaggio dopo gli avvenimenti in Siberia, il ritorno nella sua terra Wakanda, dove deve essere incoronato come nuovo sovrano. Ma la minaccia è sempre in agguato, una vecchia conoscenza, il contrabbandiere Klaw [Andy Serkis], aiutato da un personaggio alquanto particolare e misterioso, Erik Killmonger [Michael B. Jordan], minacciano la stabilità di Wakanda. T’Challa [Chadwick Boseman] insieme al suo braccio destro Okoye [Danai Gurira] e Nakia [Lupita Nyong’o], sua ex fidanzata e spia per corto del regno, partono alla ricerca del gruppo per mantenere al sicuro e in serenità la loro terra, supervisionati a distanza dalla sorella del nostro protagonista, Shuri [Letitia Wright].

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NAPOLI VIOLENTA di Umberto Lenzi

napoli-violentaNel nostro paese il cinema poliziesco [scimmiottato il più delle volte come poliziottesco] ha rappresentato indubbiamente uno dei filoni più prolifici e redditizi per tutto il decennio dai Settanta agli Ottanta. Come iniziatore dobbiamo ricordare il mai troppo compianto Steno [quindi non proprio un nome a caso] e il suo gioiello La polizia ringrazia [1972], autentico capostipite a cui seguirono una miriade di prodotti che cercarono in qualche modo di ripercorrerne le caratteristiche stilistiche e concettuali.

Pellicole concepite in un’Italia immersa negli anni di piombo, ovvero in una violenza costante scaturita dalle continue tensioni sociali. Le linee guida si delinearono presto: inseguimenti rocamboleschi, sparatorie a go-go, criminali spietati e poliziotti dai metodi poco ortodossi.

All’interno di questo scenario una delle figure archetipe per eccellenza risponde al nome del commissario Betti, alias Maurizio Merli [e il suo inconfondibile baffone]. Tutore della legge a trecontesessanta gradi, integerrimo e spavaldo, proprio come richiedeva la retorica del Genere.

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