InGenere Cinema

SOLDADO di Stefano Sollima

Nella guerra alla droga non ci sono regole. La lotta della CIA al narcotraffico fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre il confine americano. Per combattere i narcos l’agente federale Matt Graver [Josh Brolin] dovrà assoldare il misterioso e impenetrabile Alejandro [Benicio Del Toro], la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello. Alejandro scatenerà una guerra incontrollabile tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale.

Cambio al volante per il secondo capitolo della saga ambientata nel mondo criminale al confine tra Messico e Stati Uniti, la quale è solo una delle tante narrazioni che negli ultimi anni hanno messo piede in quella porzione di mondo [pensiamo a Breaking Bad, Better Call Saul, Hell or High Water o ai libri di Don Winslow [Il potere del cane e Il Cartello su tutti] e ancor prima a quelli di Cormac McCarthy [Non è un paese per vecchi].

Il mondo Sicario passa dalle mani di Denis Villeneuve a quelle di Stefano Sollima, il quale ha una certa familiarità con le zone grigie e nere che caratterizzano i mondi criminali contemporanei.

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GUARDA IN ALTO: Intervista a Fulvio Risuleo

Durante una pausa su un tetto, Teco il panettiere è testimone dell’intrigante caduta di uno strano uccello. Decide allora di avvicinarsi per vedere meglio ma ciò è solo l’inizio di un viaggio sempre più inconcepibile sui tetti labirintici di Roma.

Arriva in sala il 18 ottobre, dopo essere stato presentato in anteprima durante la passata edizione del Festival del Cinema di RomaGuarda in alto, lungometraggio opera prima del regista Fulvio Risuleo, prodotto da Revok Film con Rai Cinema.

Abbiamo incontrato il regista per analizzare insieme alcuni interessanti aspetti del suo lavoro.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.81

Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 102 di Orfani “Missione suicida” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Sam];
  • Albo 80 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata ai Fantastici Quattro “Dove osa Silver Surfer!;
  • Volume 41 di Tex – 70 anni di un mito “Black Hills”;
  • Albo 24 di Capitan Tsubasa.

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UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE di Denis Rabaglia

A un progetto come quello di Un nemico che ti vuole bene, terza fatica dietro la macchina da presa di Denis Rabaglia, è legata una prima grande curiosità, ossia quella di vedere Diego Abatantuono alle prese con qualcosa che non fosse una commedia, qualcosa sulla carta lontano dalle sue abituali frequentazioni. Da parte sua, l’attore milanese ha avuto modo, nell’arco di una lunga e fortunata carriera, di misurarsi anche con altri generi e di concedersi parentesi più o meno riuscite.

La pellicola in questione, nelle sale a partire dal 4 ottobre con Medusa Film dopo l’anteprima all’ultima edizione del Festival di Locarno, in tal senso rappresenta una duplice scommessa, tanto per l’interpreta quanto per il cineasta italo-svizzero che ha deciso di puntare su di lui per il ruolo di Enzo Stefanelli, un professore di astrofisica che in una notte di pioggia si trova a soccorrere un giovane ferito da un colpo di pistola. Così gli deve ora riconoscenza e decide di dimostrargliela in un modo particolare. Visto che è un killer di professione, è pronto a uccidere gratuitamente quello che Enzo considera il suo peggior nemico. Il professore inizialmente si ritrae: non pensa di avere nemici. Il killer lo spingerà a guardarsi intorno e progressivamente le idee di Enzo cambieranno.

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I Custodi della Forza: Il ritorno di Dark Resurrection

Si sono concluse da poco le riprese di ​Dark Resurrection: I custodi della Forza​, capitolo finale della saga fantascientifica liberamente ispirata a Star Wars scritta e diretta da ​Angelo Licata​. Il primo film, uscito nel 2007,  si era persino meritato il plauso della Lucasfilm che aveva autorizzato la proiezione no profit descrivendo il film “Truly amazing”.
Forti del successo del prequel Dark Resurrection Vol.0 che ha realizzato milioni di visualizzazioni su YouTube e grazie alle donazioni dei fan da tutto il mondo, è stato possibile realizzare un capitolo conclusivo che, dato l’ambizioso arco narrativo, è stato declinato in parte in un romanzo illustrato e in parte in un prodotto video a metà strada fra il cortometraggio e il trailer.

“È la cosa più spettacolare che io abbia mai fatto” ​ ha dichiarato l’attore Michael Segal​ che nel film ha interpretato il malvagio Lord Drown. A differenza della maggior parte delle produzioni nostrane, le scene d’azione sono state girate grazie all’uso di cavi ed effetti speciali che hanno permesso agli attori di compiere evoluzioni degne dei film Marvel più recenti. Nel ruolo dell’eroe Dan Lee, l’attore e stunt-man ​Daniele Balconi che è anche responsabile di tutte le scene acrobatiche e delle coreografie di combattimento. Ad affiancarlo ​Olga Shapoval​, attrice e modella che ha prestato il suo volto al personaggio di Ruya, una Han Solo al femminile completamente inedita. Infine la giovanissima ​Lorenza Testa​ ha interpretato la piccola Sabine.

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L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE di Terry Gilliam

don-chisciotteAlla domanda perché non mollare un progetto tanto sfortunato, il regista Terry Gilliam risponde in maniera folgorante: “perché sarebbe stata una cosa ragionevole e io non faccio mai cose ragionevoli!”.

Attraverso questa battuta si può scorgere tutto il Gilliam-pensiero fatto di umorismo, fantasia e anticonformismo. Caratteristiche riscontrabili anche nel suo cinema e che hanno reso i suoi film necessari, soprattutto in un momento storico come l’attuale così piatto, miserabile, prevedibile e assolutamente privo di autentica fantasia.

L’Uomo che Uccise Don Chisciotte ha una gestazione lunghissima, durata la bellezza di 25 anni e caratterizzata da innumerevoli false partenze e dispute legali [una delle quali ancora in corso]. Un documentario bellissimo e sconvolgente, Lost in La Mancha, che ogni studente di cinema dal 2000 in poi ha visto e ha sofferto con Gilliam, per quel suo primo fallimentare tentativo. Nonché numerosi re-casting e una serie infinita di sfortunatissimi eventi. Eppure, l’irragionevole ex Monty Python, non si è lasciato travolgere da questo infausto destino e a dispetto di ogni previsione ha consegnando al buio dalla sala il suo bellissimo Don Chisciotte. Un film non perfetto, forse discontinuo, ma senza alcun dubbio necessario.

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BLACKkKLANSMAN di Spike Lee

blackkklansmanSpike Lee è tornato. E lo fa in gran stile, con un film degno delle sue opere precedentemente più acclamate. In BlackKklansman, suo ventitreesimo lungometraggio di una carriera ricca di svariate produzioni, tra documentari, serie tv e video musicali, Lee coniuga la storia con il Genere, riuscendo ad attuare una pellicola che detenga nell’insieme, il suo punto di vista critico sul sociale e le condizioni degli afroamericani, e quell’evasività tipica del cinema stesso. Blackkklansman è ispirato alle vicende raccontate nel libro omonimo, e realmente accadute,dell’ex detective Ron Stallworth e della sua operazione d’infiltrazione nella divisione del KuKluxKlan di Colorado Springs. È il 1978, Stallworth entra nel dipartimento di polizia come primo agente afroamericano, trovando non pochi ostacoli con alcuni colleghi.

Sono anni di tensione sociale e politica, specialmente dal punto di vista della questione razziale:dove organizzazioni rivoluzionarie afroamericane come Le Pantere Nere si trovano al culmine della loro battaglia, quelle razziste e antisemite [il KuKluxKlan stesso], sono in piena ricrescita di consensi. Stallworth, dopo un primo momento ad occuparsi dell’archivio del dipartimento, viene scelto per infiltrarsi dentro le organizzazioni ritenute dal suo comandante come potenzialmente pericolose per la città.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.79

Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 100 di Orfani “Fuoco e fiamme” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Sam];
  • Albo 78 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata a Avengers “Il diabolico piano del Mandarino!;
  • Albo 60 di Popeye “Wrestling: Harry il Gorilla contro Braccio di Ferro”;
  • Volume 39 di Tex – 70 anni di un mito “Naufragio”;
  • Albo 22 di Capitan Tsubasa;
  • Volume 21 della Manara Artist Collection L’uomo di carta“;

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DAITONA: ORNELLA MUTI NEL PRIMO TRAILER

Ornella Muti è un’affascinante e misteriosa femme fatale nel primo trailer di Daitona, irriverente dark comedy diretta da Lorenzo Giovenga. Nel cast, accanto alla star italiana, il talento emergente Lorenzo Lazzarini, Pietro De Silva (La vita è bella), Luca Di Giovanni (The startup) e Lina Bernardi (L’imbalsamatore)

daitona

L’anteprima internazionale del film si è tenuta il 21 settembre, in occasione del festival internazionale Films Infest di Palma di Maiorca.

Ventiquattr’ore nella vita di Loris Daitona, scapestrato scrittore romano che, a sedici anni, ha raggiunto la notorietà grazie al best-seller per adolescenti Ti Lovvo. Nell’arco di una giornata, si ritroverà coinvolto in inspiegabili equivoci e sorprendenti incontri con poetesse erotiche, criminali incalliti, attori sopra le righe e viscidi editori.

Sullo sfondo di una Capitale popolata da maschere grottesche e caricature endemiche, Daitona dovrà venire a capo di una serie di enigmi: Che gli è successo la notte precedente? Che cos’è il “Passero Rosso”? Cosa vogliono improvvisamente tutti da lui?

Daitona chi?

Il film è prodotto dalla Daitona srl, giovane e dinamica realtà che ha al suo attivo numerosi documentari, cortometraggi e commercial con un importante punto di forza in comune: l’interazione tra diversi canali di comunicazione.

Un esperimento crossmediale!

La genesi di Daitona – il film è stata accompagnata da una strategia di comunicazione non convenzionale e mai sperimentata prima in Italia in ambito cinematografico.

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L’ALBERO DEI FRUTTI SELVATICI di Nuri Bilge Ceylan

l-albero-dei-frutti-selvaticiSinan torna nel suo paese d’origine dopo essersi laureato. Grande appassionato di letteratura, vuole superare l’esame per l’abilitazione all’insegnamento, ma soprattutto vorrebbe pubblicare un libro che ha appena finito di scrivere [Ahlat Agaci: Il pero selvatico].

Non si tratta di un libro “turistico” quindi incontra molte difficoltà e tanti rifiuti nella ricerca di un finanziamento. Inoltre, il ritorno a casa non gli rende le cose affatto facili: la madre sembra distante e appassita; la sorella è la tipica adolescente irascibile, sempre alle prese coi compiti e che vive in un mondo a parte; il padre, insegnante di scuola, si è indebitato col gioco d’azzardo e vuole a tutti i costi scavare un pozzo per trovare dell’acqua che, a detta dei contadini, da quel terreno non uscirà mai.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2018, dove Ceylan si era aggiudicato la Palma d’Oro con Il regno d’inverno – Winter Sleep [2014], in superficie può sembrare soltanto un film sul rapporto padre figlio, sulla difficoltà di comunicazione intergenerazionale o su un paese come la Turchia, in cui si passa troppo facilmente da essere laureati in letteratura a imbracciare un manganello e uno scudo antisommossa. In realtà, oltre questi strati primari si nasconde il racconto di un mondo in cui ogni cosa sembra essere destinata al conflitto, allo scontro, alla sconfitta.

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