InGenere Cinema

IL SIGNORE DELLE MOSCHE di Peter Brook

Il signore delle mosche, diretto dal regista britannico Peter Brook e presentato al Festival di Cannes nel 1963, è il primo adattamento per il cinema del romanzo omonimo di William Golding, scritto nel 1952 ma pubblicato due anni dopo.

La trama è contestualizzata nel 1984, quando le autorità britanniche costringono gli studenti di un college a imbarcarsi su un aereo per sfuggire al pericolo di una imminente guerra atomica. Ma una tempesta fa precipitare l’aereo nel bel mezzo di un’isola deserta nell’Oceano Pacifico: i ragazzi, dovendo arrangiarsi senza la guida degli adulti, si vedranno costretti alla sopravvivenza procurandosi cibo e costruendo capanne. I leader delle due fazioni sono Ralph e Jack: il primo più moderato, il secondo più irruento. I due verranno presto ai ferri corti.

Il signore delle mosche è un inquietante apologo che indaga sulla psicologia dell’essere umano – in questo caso dei bambini – e sul suo comportamento il quale, privato delle regole, regredisce ad uno stato primordiale.

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Madness Factory ci racconta PARACELSO

Mattia Cavaliere Andrea Stella sono i creatori di Paracelso e e Oscar Celestini è il disegnatore del fumetto legato a questo progetto. Ci hanno contattato parlandoci della prima serie “crossmediale” che si muove tra live action e fumetto. Incuriositi, non abbiamo resistito e abbiamo voluto saperne di più…

[Luca Ruocco]: Ciao. Innanzitutto presentatevi ai lettori di InGenere Cinema. Chi siete, di cosa vi occupate e cos’è Madness Factory?

[Mattia Cavaliere]: Un saluto ai lettori di InGenere Cinema. Sono un giovane direttore della fotografia che ha iniziato lavorando sul campo in varie produzioni sul territorio piemontese, più precisamente a Torino. Nel 2015 ho fondato insieme ad Andrea Stella Madness Factory, un collettivo di artisti che si dedicano allo sviluppo di prodotti legati al mondo dell’intrattenimento. Insieme ad Andrea mi occupo anche della regia dei nostri progetti.

[Andrea Stella]: Ciao Luca e grazie per la disponibilità! Per quanto mi riguarda, posso dirti che sono nato nel 1992 e che ho una grande voglia di nuclearizzare il pianeta Terra senza una particolare ragione. A parte questo piccolo dettaglio, sono comunque una persona molto pacifica che collabora con un po’ di siti tra cui Lo Spazio Bianco. Di giorno sono un blogger/sceneggiatore che nel corso della sua relativamente giovane vita ha già compiuto circa 1650 omicidi. Di notte pure. Per fortuna però nessuno mi ha ancora scoperto, quindi per ora posso stare tranquillo.

[Oscar Celestini]: Sono un illustratore e colorista che si occupa anche di sviluppare giochi indie. Al momento disegno per IWC USA e coloro per Sergio Bonelli Editore. In questo periodo sono anche impegnato a curare la grafica di alcune app per smartphones e videogiochi pc.

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JACKIE di Pablo Larraìn

Jacqueline Kennedy aveva solo 34 anni quando suo marito venne eletto Presidente degli Stati Uniti.

Elegante, piena di stile ed imperscrutabile, divenne immediatamente un’icona in tutto il mondo, una delle donne più famose di tutti i tempi. Il suo gusto nella moda, negli arredi e nelle arti divenne per molti un modello da imitare. Poi, il 22 novembre 1963, durante un viaggio a Dallas per la sua campagna elettorale, John F. Kennedy venne assassinato e l’abito rosa di Jackie si macchiò di sangue. Quando Jackie salì sull’Air Force One per tornare a Washington, il suo mondo – così come la sua fede – erano andati in pezzi. Sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva fu costretta ad affrontare momenti che non avrebbe mai immaginato di dover vivere: consolare i suoi due bambini, lasciare la casa che aveva restaurato con grande fatica e pianificare le esequie di suo marito. Jackie capì subito però che quei sette giorni sarebbero stati decisivi nel definire non solo l’immagine e l’eredità storica di John F. Kennedy, ma anche come lei stessa sarebbe stata ricordata.

In un intervento al Bobbio Film Festival del 2014, Gianni Canova si è soffermato sul tema del potere, e in particolare sulle dinamiche che si innescano nel suo racconto, mettendo a confronto il cinema italiano e quello americano. Per Canova il cinema italiano, da sempre legato al “feticcio del realismo”, quando intende raccontare il potere giunge alla consapevolezza di dover forzare i limiti del linguaggio. Il cinema americano, quando racconta il potere o gli uomini di potere li chiama con nome e cognome [Nixon, JFK, Lincoln, J. Edgar]. Il cinema italiano, invece, ha bisogno di maschere [Il divo, Il caimano].

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RESIDENT EVIL: THE FINAL CHAPTER di Paul W. S. Anderson

A seguito di quanto accaduto in Resident Evil: Retribution, l’umanità è ormai ridotta ai minimi termini. I pochi gruppi di sopravvissuti al Virus T stanno per capitolare, decretando di fatto la fine della razza umana. Per Alice [Milla Jovovich] l’ultimo capitolo della saga ispirata al videogame horror, ancora una volta diretto da Paul W. S. Anderson, è un vero e proprio ritorno a casa. Il conto alla rovescia che la separa dalla fine del mondo, infatti, pretende la sua presenza a Raccoon City, il luogo in cui l’incubo ha avuto inizio e dove la Umbrella Corporation sta ora radunando tutte le sue forze.

Resident Evil: The Final Chapter è una corsa contro il tempo: non solo per Alice che dovrà affrontare [letteralmente] sé stessa e il suo destino, ritrovando per strada molti amici e nemici visti negli altri capitoli della saga, in un loop narrativo puntellato qua e là di creature mutanti, ma anche per lo spettatore, che nell’arco dei circa 105’ sarà sballottato in un vortice filmico dai toni quasi sempre animati che non sembra avere un fine ultimo, un significato che possa sostanziarne l’organicità.

Lo stesso sviluppo del rapporto di sorellanza tra Alice e l’olografica Regina Rossa, e la presenza di un antivirus che rappresenta l’ultima speranza per debellare T nascosto proprio all’interno dell’Alveare di Raccoon City, sanno troppo di posticcio e debellano qualsiasi tipo di pathos.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.12

Questa settimana vi presentiamo due uscite editoriale distribuite da La Gazzetta dello Sport: il primo è l’albo numero 5 della nuova serie Dylan Dog – I Maestri della Paura; il secondo è il volume 41 de Le battaglie del secolo, Nick Fury vs S.H.I.E.L.D. “Equazione Delta”.

Dylan Dog – I Maestri della Paura presenta “Il vecchio che legge”, storia completa di 96 pagine scritta e disegnata da Fabio Celoni.

Un vecchio uomo sparisce misteriosamente e, per ritrovarlo, a Dylan non resta che seguire migliaia di pagine di storie mai vissute dall’uomo scomparso, ma da lui soltanto lette…

L’albo è in edicola a 3,99 euro. Per maggiori informazioni clicca qui:

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GROSSO GUAIO A ROMA SUD on-line da febbraio

Agli sgoccioli il conto alla rovescia che precede l’esordio sul web del film Grosso Guaio a Roma Sud, una produzione indipendente dall’umorismo pungente targata Goodtrellas.
Dalla comicità trash di Andrea Pirri Ardizzone e Andrea Scarcella, il figlio maleducato della generazione telemafious, voluto e pensato per essere cosi com’ è: non vi staranno simpatici, non vi affezionerete, non soffrirete per loro!

Una scellerata parabola che tratta la criminalità organizzata per le strade dei quartieri romani, tenendo conto di “quelle” sottili trame di sfondo, ordite dai poteri forti di un’Italia sporca che profuma di corruzione mista ad acqua di colonia.

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LEGO BATMAN di Chris McKay

Tra i tanti supereroi passati dalle vignette al grande schermo, Batman è senza dubbio quello più cinematografico. A rende l’Uomo-Pipistrello così adatto alla trasposizione è il suo fare drammatico e oscuro, che lo ha rivelato nel tempo come personaggio combattuto e controverso, custode di aspetti positivi e negativi in egual misura. Se Tim Burton fu il primo a sottolineare questa ambiguità nell’eroe creato da Bob Kane, Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan ne sdoganò definitivamente l’aspetto drammatico che tutti i cinefili sembrano apprezzare tanto. Ed è proprio la serietà di Batman a fornire a Chris McKay terreno fertile per il suo LEGO Batman: parodia del mondo nerd e della cultura pop che sbeffeggia i franchise, divertendo tutti o quasi.

Grandi cambiamenti fervono a Gotham, e se Batman vuole salvare la città dalla scalata ostile del Joker, deve abbandonare il suo spirito di giustiziere solitario, e cercare la collaborazione degli altri e forse imparare a prendersi un po’ meno sul serio.

Dopo il grande successo di LEGO Movie, la casa produttrice dei mattoncini colorati, sembra averci preso gusto e insieme a quelle vecchie volpi dei Fratelli Warner, intraprendono una curiosa strada che gli consentirà, nei prossimi anni, di invadere i cinema di tutto il mondo con prodotti animati dal grande seguito.

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THE REAPING: La prima serie TV indie italiana distribuita in tutto il mondo!

L’attesa è finita, The Reaping, la nuova serie TV creata dal pluripremiato attore/regista Roberto D’Antona e prodotta da Annamaria Lorusso e dallo stesso D’Antona, che ha già ottenuto quattro premi di eccellenza negli Stati Uniti, sarà distribuita in tutto il mondo in DVD, Blu Ray e Video On Demand dalla Indie Rights Inc che ne ha acquisito la licenza anche per una possibile distribuzione su Netflix USA.

The Reaping gode, inoltre, del supporto del multisala Movie Planet Group, che dopo aver proiettato un breve spot della serie nel periodo natalizio prima della visione di ogni film nelle loro sale, proietterà il final trailer con la release date.

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MINE in Blu-Ray

Dopo aver dovuto abortire una missione in territorio di guerra, il soldato Mike Stevens [Armie Hammer] sta cercando di rientrare al campo base insieme al suo commilitone Tommy [Tom Cullen]. Mentre i due attraversano il deserto, Tommy finisce su una mina anti-uomo e salta in aria, perdendo le gambe. Subito dopo, anche Mike calpesta un ordigno, ma riesce ad accorgersene appena un attimo prima che la mina esploda. Il soldato non può più muoversi, non può fare più un passo e, in pieno deserto, in attesa di un soccorso che potrebbe non arrivare mai, non potrà che affrontare tutti i fantasmi del suo passato, per rinascere a nuova vita, nelle migliori delle ipotesi, una volta uscito da quella situazione di shock…

Il primo lungometraggio da registi di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, in arte Fabio&Fabio, arriva in DVD e Blu-Ray nella curatissima edizione distribuita da Eagle Pictures.

Dopo una serie di cortometraggi con cui sono riusciti ad attirare l’attenzione di interessati e produttori [parliamo di Afterville, The Silver Rope o E:D:E:N], e dopo l’avventura produttiva di un film, True Love, di cui i due autori firmarono anche lo script, Fabio&Fabio sbarcano sul grande schermo con una produzione internazionale assai apparentata proprio a quel thriller da loro scritto e prodotto pochi anni fa, sia per struttura che per tematica. Sia True Love che Mine hanno un protagonista [nel primo film erano due] che, in una situazione anormale e al limite, è costretto a riflettere su sé stesso e a cercare di superare limiti e nodi della propria vita.

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T2 Trainspotting di Danny Boyle

E’ uno dei film più attesi della stagione. Per anni annunciato, poi cancellato, risuscitato e finalmente realizzato. E’ il seguito di un cult movie anni novanta che ha lanciato un regista inglese alla sua seconda opera e un giovane attore di belle speranze. Stiamo parlando, naturalmente, di T2 Trainspotting, seguito del film tratto dal romanzo di Irvine Welsh, diretto da Danny Boyle e interpretato da Ewan McGregor.

20 anni dopo Trainspotting molte cose sono cambiate, ma altrettante sono rimaste le stesse. Mark Renton torna all’unico posto che da sempre chiama casa. Lì ad attenderlo ci sono Spud, Sick Boy e Begbie, insieme ad altre vecchie conoscenze: il dolore, la perdita, la gioia, la vendetta, l’odio, l’amicizia, l’amore, il desiderio, la paura, il rimpianto, l’eroina, l’autodistruzione e la minaccia di morte. Sono tutti in fila per dargli il benvenuto, pronti ad unirsi ai giochi.

In un epoca di remake mascherati da sequel, con ambizioni di reboot, l’idea di un seguito di Trainspotting ha fatto disperare molti. Per anni si è paventata la possibilità di vedere di nuovo Renton e compagni all’opera, adattando Porno, sequel letterario delle avventure tossiche portate sul grande schermo da Boyle. Tuttavia, una serie di sfortunati – o fortunati, dipende dal punto di vista – eventi, hanno impedito che ciò accadesse.

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