InGenere Cinema

L’ASTRONAVE DOLCEZZA EXTREMA ATTERRA AD APRILE NEL MERCATO HOME VIDEO

Esce sul mercato Home Video italiano la delirante space opera Dolcezza Extrema di Alberto Genovese già distribuito in America e nel resto del mondo dalla famigerata Troma di Lloyd Kaufman con il titolo “Sick Sock Monsters from outer space”.

Il film, a metà tra musical heavy metal e irriverente commedia sci-fi, viene interpretato da pupazzi animati realizzati con stoffe e calzini di riciclo [in puro stile sockmonsters] e dall’ attore Marco Antonio Andolfi [con lo pseudonimo di Eddy Endolf] già conosciuto per il suo cult movie La croce delle sette pietre [L’uomo lupo contro la camorra].

Distribuito su etichetta Home Movies, Dolcezza Extrema sarà disponibile in limited edition di sole 500 copie sia in Dvd che in Bluray, per i collezionisti una chicca imperdibile, per le prime 100 copie di entrambi i formati sarà disponibile come gadget aggiuntivo uno slipcase/calzino realizzato con due personaggi del film.

L’edizione italiana presenterà un nutrito pacchetto di contenuti extra tra cui scene tagliate, video inediti e un documentario sulla realizzazione del film.

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MOLLY’S GAME di Aaron Sorkin

Molly Bloom è un’ex sciatrice del Colorado di fama mondiale. Nell’estate del 2004, dopo aver fallito l’obiettivo delle Olimpiadi a causa di un infortunio e prima di proseguire gli studi di giurisprudenza a Harvard, decide di trasferirsi a Los Angeles per dare una svolta alla propria vita.

Per sbarcare il lunario inizia a lavorare come cameriera e in seguito come assistente di un organizzatore di partite di poker. Quando viene licenziata, decide di organizzare il suo giro di poker clandestino, che ben presto diventa il più esclusivo e ambito della città. Il buy-in è di 250.000 dollari. Il giro muove centinaia di milioni di dollari e viene frequentato dai più celebri nomi di Hollywood: campioni dello sport, uomini d’affari, imprenditori, attori, produttori, miliardari, magnati e, a sua insaputa e suo malgrado, esponenti della mafia russa.

Il film di Sorkin comincia con l’arresto di Molly da parte dell’FBI per spostarsi avanti e indietro nel tempo, tra la ricostruzione della sua vita e il processo che la vedrà protagonista.

Il passo che separa la scrittura dalla regia non deve essere molto facile da compiere, ma probabilmente parlare di ‘passo’ è riduttivo; è più un cambiamento di prospettiva, di approccio, di campo di gioco [forse anche di campionato e di sport!], anche se sei uno dei più grandi sceneggiatori contemporanei.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.65

Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 28 della collana dedicata a Nathan Never “Caccia all’uomo La storia di Kathy Teller;
  • Albo 77 di Orfani “La regina è morta” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Juric];
  • Albo 55 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata agli X-Men “Arrivano gli  Avengers!;
  • Albo 37 di Popeye “Braccio di Ferro e le Arpie”;
  • Albo 33 di Star Trek Comics Collection: “TNG: Sognare, forse”;
  • Volume 16 di Tex – 70 anni di un mito “Venti di guerra”.

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Stefano Calvagna racconta le baby gang e il cyber bullismo

Il cineasta romano Stefano Calvagna riparte con una nuova opera. Dopo aver girato un film internazionale a Londra, con attori del calibro di Sean Cronin [Mission: Impossible – Rogue Nation, Harry Potter e la camera dei segreti], Ilario Calvo [Rush di Ron Howard e la famosa serie tv internazionale Outlander] e Adam Shaw [Salvate il soldato Ryan, Red 2, Doctor Who serie tv], torna alle origini con un docufilm sulle realtà di una Roma cruda e realistica: le vite dei membri una baby gang che vuole prendere il controllo del quartiere e fare soldi, intrecciate con quelle dei coetanei che fanno, invece, una vita da normali sedicenni.

“Un viaggio nel bullismo contemporaneo accentuato anche a causa dell’ammirazione che i giovanissimi nutrono nei confronti dei protagonisti negativi di alcuni videogiochi, film o serie tv. Di questi prodotti, infatti, i ragazzi non percepiscono il messaggio di denuncia”, dichiara Calvagna, “ma, piuttosto, rendono gli antieroi figure iconiche che li spingono all’emulazione di comportamenti criminali, poiché non sono in grado di comprendere i confini fra realtà e finzione e le gravi conseguenze che ne scaturiscono. Per di più, la moderna società impone metodi educativi molto più tolleranti rispetto al passato, ma, spesso, si fa l’errore di trasformare tale tolleranza in un permissivismo che non consente ai giovani di imparare ad apprezzare alcuni valori”.

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DOPPIO AMORE di François Ozon

doppio-amoreQuello che lo spettatore di turno si trova ad affrontare al cospetto della nuova pellicola di François Ozon dal titolo Doppio amore è un’esperienza filmica che ha il retrogusto inconfondibile e a tratti irritante del déjà-vu, nella quale racconto, drammaturgia, costruzione dei personaggi, one lines, atmosfere e persino la confezione visiva, proiettano la mente del fruitore ad altro. Non si tratta però di suggestioni, tantomeno di una serie di citazioni ed echi al e dal passato, ossia a chi più o meno di recente ha portato sul grande schermo l’alchimia perfetta e allo stesso tempo pericolosa tra cinema e psicanalisi, approfondendo in particolare la dimensione onirica, la sessualità e il tema del doppio. Non stiamo qui a scomodare maestri del passato come Hitchcock, ma è sufficiente gettare uno sguardo furtivo sulla sinossi del film in questione per capire dove il cineasta francese è andato a setacciare e a pescare per comporre le pagine dello script e le inquadrature della sua trasposizione. In Doppio amore si materializzano uno ad uno gli spettri del cinema di Polanski, Cronenberg e De Palma, che Ozon cattura e non riesce mai a fare veramente suoi.

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C’è spazio per tutti: In edicola il fumetto di Leo Ortolani

La Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, in collaborazione con Panini Comics, portano in edicola la graphic novel di Rat Man C’è spazio per tutti.

Nato nel 1989 dalla penna di Leo Ortolani come parodia dei supereroi americani, il personaggio di Rat-Man, con la sua ironia irriverente, è amatissimo dal pubblico italiano, che lo ha seguito assiduamente fino a quando l’anno scorso il suo creatore ha scritto la parola fine alla saga.

In parallelo alla serie classica è nata la graphic novel C’è spazio per tutti, nella quale Ortolani esprime tutto il suo talento divulgativo e Rat-Man racconta come solo lui sa fare la vita nello spazio, accompagnato da un testimonial d’eccezione, l’astronauta italiano Paolo Nespoli.

C’è spazio per tutti unisce la storia delle esplorazioni spaziali (il prossimo anno è il cinquantenario dello sbarco sulla luna) alle divertenti avventure spaziali della coppia Rat-Man Nespoli, con piacevoli incursioni nei classici della fantascienza.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.63

nathan neverAppuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 26 della collana dedicata a Nathan Never “I predatori dei mari Bersaglio umano;
  • Albo 75 di Orfani “Storia di una principessa” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Juric];
  • Albo 53 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata ai Fantastici Quattro “Quest’uomo… questo mostro!;
  • Albo 35 di Popeye “Selvaggi bianchi”;
  • Albo 31 di Star Trek Comics Collection: “L’era DC: Il caso del tunnel spaziale”;
  • Volume 14 di Tex – 70 anni di un mito “I due rivali”.

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CONTROMANO di Antonio Albanese

contromanoPrerogativa essenziale della satira è la capacità di osservazione dell’attuale. Dissacrare e ironizzare su questo o quest’altro argomento di attualità ci consente, in maniera indiretta, di averne maggiore conoscenza, aiutando la formazione di una personale opinione. La satira, dunque, gioca un ruolo estremamente importante affinché si possa sovvertire un pensiero prestabilito, un’idea generale e preconcetta che spesso è figlia dall’incapacità di guardare le cose da un altro punto di vista, giudicandole autonomamente con la propria testa. La forza di una risata è straordinariamente dirompente, soprattutto, quando investe il Potere e la verità che esso nasconde, manipola, oscura.

Antonio Albanese, nel corso della sua lunga carriera, si è dimostrato molto capace nello svelare la realtà ipocrita e qualunquista che opprime il nostro Paese, creando personaggi caricaturali, eccessivi, mostruosi, eppure così veri e rappresentativi di questo momento storico, da mettere i brividi. Questo talento comico gli ha concesso di avere un approccio nei confronti del cinema solo apparentemente in linea con altri colleghi comici, ma in realtà, decisamente distante e lunare se solo lo si osserva con un po’ più di attenzione. Titoli come L’Uomo d’acqua dolce o La fame e la sete, mostrano un’ambizione e una peculiarità d’umorismo assai rara per il panorama nostrano, fatto perlopiù di commediucce innocue e vuote. Non è un caso, dunque, che Albanese regista sia stato fermo ben sedici anni [il suo ultimo film da direttore è del 2002: Il nostro matrimonio è in crisi] prima di tornare dietro la macchina da presa.

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I SEGRETI DI WIND RIVER di Taylor Sheridan

wind-riverNord America. Wyoming. Freddo, isolato e brutale.

Un cacciatore solitario ritrova durante un’escursione tra le nevi il corpo senza vita della figlia di un suo caro amico. Mosso da un passato personale misterioso, decide di unirsi alla giovane agente FBI Jane Banner in una pericolosa caccia all’assassino.

È tutta una questione di confine per Taylor Sheridan. Ma quale confine? E soprattutto chi è Taylor Sheridan?

Sheridan è lo sceneggiatore di due dei migliori film americani degli ultimi anni: Sicario [Denis Villeneuve, 2015], di cui uscirà quest’anno anche l’atteso sequel Day of the Soldado [diretto da Stefano Sollima], e Hell or High Water [David Mackenzie, 2016].

I segreti di Wind River, suo esordio da regista, sembra aver assimilato alcune delle migliori caratteristiche dei due film scritti in precedenza [da un lato la magniloquenza e la capacità di avere una visione d’insieme, dall’altro la bravura nell’addentrarsi nei particolari, nelle pieghe di una storia] e va a concludere una trilogia tematica che esplora la moderna frontiera americana

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CANNIBAL FEROX di Umberto Lenzi

Correva l’anno 1980 quando un certo Ruggero Deodato si conquistò l’appellativo [da cui non riuscì più ad emanciparsi] di Moniseur Cannibal, firmando quel Cannibal Holocaust che si impose come un vero e proprio punto di non ritorno all’interno della cosiddetta cinematografia proibita.

E’ a partire da questo titolo che venne infatti coniato il termine cannibal-movies, ad indicare pellicole con ambientazioni tropicali dove la civiltà occidentale veniva a contatto con un universo selvaggio e primitivo, popolato da bestie feroci e, appunto, indigeni antropofagi. Nonostante l’opera di Deodato abbia sempre rappresentato [soprattutto tecnicamente] un qualcosa di monumentale e quasi inarrivabile per gli epigoni che ha generato, finì per stabilire una serie di codificazioni che si riscontreranno in tutti le pellicole di questo Genere, durato comunque per un periodo relativamente breve [all’incirca dalla fine dei Settanta a metà degli Ottanta].

Immagini ai limiti dello splatter, nudità [spesso condite con una scena di stupro] e agghiaccianti scene snuff con reali uccisioni di animali [tristemente celebre la testuggine gigante fatta a pezzi in Cannibal Holocaust] erano gli elementi cardine che il pubblico doveva aspettarsi da queste visioni. Come precursore del filone cannibalico andrebbe citato Il Paese Del Sesso Selvaggio di Umberto Lenzi [1972], che comunque si delineava per lo più come un prodotto all’insegna dell’intrattenimento avventuroso, con scene di violenza fugaci e piuttosto soft.

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