horror

THE JAIL – L’INFERNO DELLE DONNE di Vincent Dawn [Bruno Mattei]

THE-JAILAnche il cinema di pura [e genuina] exploitation può vantare i suoi gloriosi pionieri. Autori [per alcuni mestieranti improvvisati] che hanno avuto il privilegio di bazzicare tra i sottoGeneri più folli e scorretti del ventennio Settanta/Ottanta. Chi ha amato questi immaginari e i loro artefici non potrà che abbandonarsi ad una lacrimuccia di fronte al nome del mai troppo compianto Bruno Mattei. Uomo di cinema a tutto tondo che è passato a più riprese dalla regia al montaggio, destreggiandosi tra zombi famelici, sadici nazisti, prorompenti donne in gabbia o lussuriose suore dedite all’amore saffico, cyborg assassini, topi mutanti affamati di carne umana e altre leccornie simili. Il tutto con uno stile sempre improntato all’eccesso più frenetico e irriverente. Insomma, un nome e una garanzia.

Uno dei filoni che hanno caratterizzato la sua sconfinata filmografia risponde alla sigla di W.I.P. [che sta per Women In Prison], ad indicare prodotti caratterizzati da ammalianti donzelle rinchiuse dietro le sbarre e sottoposte ad una serie di torture fisiche e sessuali. In Italia due tra i titoli più rappresentativi appartenenti a questa cerchia portano appunto la firma del nostro.

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I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE di Sergio Martino

Imperdibile l’uscita in home video di uno dei più bei thriller italiani anni ’70 del maestro Sergio Martino, I corpi presentano tracce di violenza carnale, distribuito da CG Entertainment.

Già conosciuta per le sue precedenti interpretazioni – non ultima l’interpretazione di Giulia ne L’uccello dalle piume di cristallo del nostro Argento – l’attrice Suzy Kendall, che con Luc Merenda si ritrova a reggere il gioco, ricoprendo così il ruolo di protagonisti, subentrando nella storia in un secondo momento, quasi silenziosamente, determinandone gli sviluppi.

La prima parte del film è ambientata a Perugia: dopo la descrizione della vita quotidiana di un gruppo di studenti universitari, Martino si addentra nella notte per mostrarci la cruda efferatezza dei delitti compiuti da un ignoto assassino che prima uccide una coppia appartatasi in un luogo sinistro in macchina, poi una ragazza, uccisa con una modalità ancora più cruenta del precedente omicidio, e infine un venditore ambulante. Martino si diverte da subito a ingannare lo spettatore quasi suggerendogli, attraverso un gioco di dettagli, di fare attenzione ad alcune situazioni e oggetti, come un foulard che Daniela [Tina Aumont] è sicura di aver visto indossare da qualcuno di cui non ricorda l‘identità, e che si scoprirà poi essere Stefano [Roberto Bisacco].

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IT di Andy Muschietti

it-bdIl Pennywise di Mischietti ha fatto il suo esordio in sala con la soddisfazione di essere stato il film horror con maggiori incassi di sempre. Lasciando da parte queste fredde considerazioni, quello che ci sembra ben più interessante è analizzare come il clown assassino giunto per la prima volta su grande schermo, sia riuscito a ritagliarsi un posto personale al fianco di quello originale, il kinghiano purosangue del romanzo, e quello del film tv in due puntate interpretato da Tim Curry.

Affidato all’interpretazione di Bill Skarsgård, quello voluto da Muschietti è allo stesso tempo una creatura, uno spettro e un incubo. Qualcosa che riesce ad essere sempre terrorizzante: un mostro che rinuncia del tutto alla giocosità del personaggio di Curry, puntando davvero molto cura dei particolari estetici di trucco e look. Il nuovo It è [anche] lo studiatissimo risultato di un accumulo maniacale di particolari: i dentoni da coniglio, un trucco e un costume davvero dark… Ma c’è un momento in cui il personaggio diventa il film stesso: proprio durante la sua prima apparizione all’interno della fessura di scolo per l’acqua piovana quando, durante il suo dialogo con George, l’occhio sinistro del clown danzante inizia a pendere da un lato, come attirato da un’innaturale forza di gravità. Uno strabismo macabro che sta lì a dimostrare che la forma umanoide dell’entità è qualcosa di instabile pronta a collassare da un momento all’altro.

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LA VEDOVA WINCHESTER di Michael e Peter Spierig

Il film racconta la storia di Sarah, ereditiera della celebre industria delle armi Winchester.

La donna è convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda di famiglia e, dopo la morte improvvisa di suo marito e di sua figlia, si dedica giorno e notte alla costruzione di un’enorme magione progettata per tenere a bada gli spiriti maligni.

Ma quando lo scettico psichiatra Eric Price viene inviato nella tenuta per valutare il suo stato mentale, scopre che la sua ossessione non è poi così folle.

Ci si aspettava di più dal nuovo film dei fratelli Spierig, i cui lavori [che piacciano o meno] sono sempre animati da una certa vitalità e gioia nel creare storie, personaggi, immagini.

Di certo ci aspettavamo qualcosa in più di uno stanco horror accasciato, bloccato su un immaginario, delle situazioni e delle dinamiche riciclate fino all’estremo.

Sono tanti i difetti che vi si possono trovare, ma quelli più grossolani e che scalfiscono la riuscita finale riguardano le modalità in cui si creano la paura e la tensione, e una poco accurata gestione dei personaggi.

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MONDADORI: I classici della letteratura gotica con le copertine firmate da Corrado Roi!

Corrado Roi è un nome stra-noto all’interno del nostro panorama fumettistico. Fresco del Premio Gran Guinigi per la “Migliore Serie” all’ultima edizione del Lucca Comics & Games, per la serie Ut, creata insieme a Paola Barbato, il disegnatore è saldamente legato ad un altro importante personaggio di casa Bonelli: il Dylan Dog di Sclavi.

Proprio tra le pagine delle avventure dell’indagatore dell’incubo, Roi ha saputo imporsi come uno degli artisti più apprezzati della scuderia, grazie al suo stile particolare, tutto puntato sul nero e sulle ombre. Un’oscurità dentro cui vengono intagliati personaggi spigolosi e puntuti. Uno stile che da subito si è dimostrato perfetto ad un tipo di narrazione orrorifica e, ancor più, gotica, e che si è andata evolvendo in oltre trent’anni di successi a fumetti.

Mondadori Junior ha affidato proprio a Corrado Roi la realizzazione delle cover di quattro classici della letteratura gotica, riportando il disegnatore anche a rielaborare personaggi già affrontati proprio sulle pagine di Dylan Dog [i vampiri, ad esempio o il dottor Jekyll].

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SCENDERE: Intervista a Giovanni Bufalini

giovanni bufaliniUna ragazza cammina lungo un corridoio spoglio e male illuminato. Un percorso di pochi passi, il suo, ma l’itinerario in quello che apparentemente sembra un edificio abbandonato è solo il riflesso di un lungo cammino interiore, che la porterà a una metamorfosi profonda e imprevedibile. Scendere racconta il cammino iniziatico di Meri. Un passaggio che, però, non ha come traguardo l’acquisizione di un’esistenza più matura e consapevole, bensì l’accettazione placida e compiaciuta dell’eterna e simultanea esistenza del Bene e del Male. Liberamente ispirato a tragici fatti realmente accaduti, trascende la realtà per diventare un racconto misterico, dall’atmosfera cupa e dai significati esoterici.

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The Wicked Gift: L’anteprima al Fantafestival 2017

The Wicked Gift, la pellicola horror/thriller diretta da Roberto D’Antona e prodotta da MoviePlanet Group in collaborazione con L/D Production è stato proiettato in anteprima al My Cityplex Savoy di Roma, nell’ambito della 37a edizione del Fantafestival.

Presenti all’evento, il regista Roberto D’Antona che della pellicola è anche il protagonista – Annamaria Lorusso, coprotagonista e produttrice insieme a D’Antona del film e parte della casa di produzione e del cast tecnico.

“Proiettare il film all’interno di questa rassegna è per me un grosso onore – dichiara Roberto D’Antona – ed è anche una tappa fondamentale del percorso che The Wicked Gift sta compiendo dall’idea sulla carta più o meno un anno fa all’importante traguardo delle sale cinematografiche e anche oltre, ovvero la distribuzione successiva, per la quale abbiamo appena concluso un accordo molto importante”.

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THE VOID – IL VUOTO di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski

Quando incontra un uomo ricoperto di sangue in una strada buia e isolata, un agente di polizia lo conduce all’ospedale più vicino. In breve staff e pazienti della struttura saranno intrappolati da una minaccia terribile e sovrannaturale, e costretti a un viaggio infernale nelle profondità dell’edificio per sfuggire a quell’incubo.

E’ su questa base che si costruisce il film di Kostanski e Gillespie, ma all’interno del pronto soccorso in cui si svolge la vicenda confluiranno diverse storie e si svilupperanno altri piani narrativi.

Allo stesso modo, The Void accorpa in sé diversi riferimenti cinematografici e letterari: è difficile non pensare a Distretto 13 e La Cosa di Carpenter, a The Mist [film e novella] e all’orrore cosmico di Lovecraft, quello che vorrebbe essere il vero punto d’arrivo di tutta la pellicola.

Presentato così, potrebbe sembrare un caposaldo dell’orrore cinematografico contemporaneo. Purtroppo non è così. L’inizio funziona molto bene. Il film è dinamico e accattivante, vengono seminati elementi di mistero e le linee narrative dei singoli personaggi sembrano promettere conflitti funzionali alla trama.

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FANTAFESTIVAL 2017: Il programma completo!

I film e i cortometraggi in concorso alla trentasettesima edizione del Fantafestival si contenderanno i Pipistrelli d’Oro assegnati al Miglior Cortometraggio Italiano, al Miglior Cortometraggio Straniero, al Miglior Lungometraggio Italiano e al Miglior Lungometraggio Straniero, oltre al Premio “Mario Bava”, dedicato alla Migliore Opera Prima di Produzione Italiana.

La giuria di esperti del settore chiamata a decretare i vincitori dell’edizione 2017 è composta da: Luigi Cozzi (regista, sceneggiatore e critico cinematografico), Paolo Gaudio (regista e critico cinematografico) e Fabio Babini (critico cinematografico e musicale).

Il premio alla Migliore Opera Prima sarà assegnato da due esperti del cinema di genere fantastico: Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer. Di seguito i film e i cortometraggi in concorso.

Al seguente link il programma completo: www.fanta-festival.it/programma-2017/

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IT di Tommy Lee Wallace

Ormai quasi trent’anni fa, erano gli anni ’90, usciva negli USA una miniserie TV tratta da uno dei più famosi romanzi di Stephen King: It. A dirigerlo Tommy Lee Wallace, regista di tante serie di successo, nonché di Halloween III – Il signore della notte. In occasione dell’uscita al cinema del film di Andy Muschietti, di cui vi abbiamo piacevolmente parlato, Warner Bros. Propone l’uscita in Blu-Ray del film TV.

La banda dei perdenti, formata da sette adolescenti del New England, dovrà vedersela con una creatura diabolica e spietata, che ai loro occhi di bambini si mostra sotto l’aspetto baldanzoso e oscuro del clown Pennywise, interpretato da Tim Curry. Una storia di amicizia ma soprattutto di coraggio e di crescita divisa in due stagioni della vita distanti trent’anni l’una dall’altra, due stagioni unite da un’unica promessa, quella di tornare a fare gruppo per combattere It e con esso le allucinazioni che disorientano il gruppo, allontanandolo dalla realtà.

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