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GUARDA IN ALTO: Intervista a Fulvio Risuleo

Durante una pausa su un tetto, Teco il panettiere è testimone dell’intrigante caduta di uno strano uccello. Decide allora di avvicinarsi per vedere meglio ma ciò è solo l’inizio di un viaggio sempre più inconcepibile sui tetti labirintici di Roma.

Arriva in sala il 18 ottobre, dopo essere stato presentato in anteprima durante la passata edizione del Festival del Cinema di RomaGuarda in alto, lungometraggio opera prima del regista Fulvio Risuleo, prodotto da Revok Film con Rai Cinema.

Abbiamo incontrato il regista per analizzare insieme alcuni interessanti aspetti del suo lavoro.

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L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE di Terry Gilliam

don-chisciotteAlla domanda perché non mollare un progetto tanto sfortunato, il regista Terry Gilliam risponde in maniera folgorante: “perché sarebbe stata una cosa ragionevole e io non faccio mai cose ragionevoli!”.

Attraverso questa battuta si può scorgere tutto il Gilliam-pensiero fatto di umorismo, fantasia e anticonformismo. Caratteristiche riscontrabili anche nel suo cinema e che hanno reso i suoi film necessari, soprattutto in un momento storico come l’attuale così piatto, miserabile, prevedibile e assolutamente privo di autentica fantasia.

L’Uomo che Uccise Don Chisciotte ha una gestazione lunghissima, durata la bellezza di 25 anni e caratterizzata da innumerevoli false partenze e dispute legali [una delle quali ancora in corso]. Un documentario bellissimo e sconvolgente, Lost in La Mancha, che ogni studente di cinema dal 2000 in poi ha visto e ha sofferto con Gilliam, per quel suo primo fallimentare tentativo. Nonché numerosi re-casting e una serie infinita di sfortunatissimi eventi. Eppure, l’irragionevole ex Monty Python, non si è lasciato travolgere da questo infausto destino e a dispetto di ogni previsione ha consegnando al buio dalla sala il suo bellissimo Don Chisciotte. Un film non perfetto, forse discontinuo, ma senza alcun dubbio necessario.

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JURASSIC PARK IN 4K per Univesal Pictures Home Entertainment Italia

jurassic-park-4kIn occasione del 25° anniversario dall’uscita di Jurassic Park di Steven Spielberg, sono disponibili le versioni in 4K dell’intera saga [Jurassic Park, Il mondo perduto, Jurassic Park III, Jurassic World] dal 23 maggio con Universal Pictures Home Entertainment Italia. Lo storico e celebre franchise, tratto dal romanzo bestseller di Michael Crichton, ha per sempre cambiato la storia del cinema di avventura misto alla fantascienza. Rivivi l’emozione in alta definizione e immergiti di nuovo nel misterioso e affascinante mondo perduto!

JURASSIC PARK

CARATTERISTICHE TECNICHE 4K:

Genere: Avventura

Durata: 2 ore e 7 minuti circa

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LA STANZA DELLE MERAVIGLIE di Todd Haynes

stanza-delle-meraviglieTodd Haynes è senza alcun dubbio un narratore straordinario. Lo dimostra la sua splendida filmografia, la capacità di collaborare con artisti enormi senza mai sfigurare al confronto, nonché l’assoluto talento di preferire e restituire quelle storie contenute in altre storie.

Questo suo particolare dono ha reso ogni suo film un oggetto unico, complesso e affascinante. Avvicinare ciò che apparentemente è distante, mescolare piani narrativi, abbattere le barriere temporali facendo confluire le vite dei suoi personaggi in un unico grande racconto capace di contenerle tutte. Questa è l’ambizione cinematografica di Haynes, quello che ce lo fa amare e ce lo fa apparire come un ricercatore di meraviglie, un osservatore della Storia, un collezionista stupefacente.

Era del tutto prevedibile, dunque, che questo autore si potesse innamorare del libro di Brian Selznick, La Stanza delle Meraviglie, che racconta la curiosa vicenda di Ben e Rose, due bambini sordi nati e vissuti in epoche diverse, più precisamente a distanza di cinquant’anni. Cosa li accomuna? Il desiderio di una vita diversa, migliore rispetto alla propria.

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JURASSIC WORLD – Il regno distrutto di Juan Antonio Bayona

jurassic-world-2Il franchise di Jurassic Park percorre con la saga Jurassic World una strada che sembra voler riproporre le stesse tappe della trilogia originaria, solo condendole con ingredienti più eclatanti e appariscenti, capaci forse di far dimenticare queste somiglianze, ma di certo di rompere l’aura di verosimiglianza della storia.

Con Jurassic World l’intento di regalare al pubblico una nuova versione di Jurassic Park, solo più grande e rumorosa, era chiarissima. Lo stesso scheletro narrativo del nuovo film si sarebbe potuto specchiare in quello del capostipite. Pur passando di mano ad un altro regista, Juan Antonio Bayona, il piano produttivo della saga “JW” rimane lo stesso e il secondo capitolo, Jurassic World – Il regno distrutto, vuole essere specchio ingrandente [e deformante] de Il mondo perduto – Jurassic Park.

Tre anni dopo i fatti di Jurassic World, il parco di Isla Nublar è stato completamente distrutto dai dinosauri, che ora sono gli unici padroni dell’isola.  Ancora per poco, però, perché un’imminente eruzione vulcanica sembra voler potere i dinosauri verso una seconda violenta estinzione di massa.

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READY PLAYER ONE di Steven Spielberg [Pro&Contro]

[PRO]

Nel 2045, il mondo reale è un luogo impervio e ostile. Gli unici momenti in cui Wade Watts si sente veramente vivo è quando si immerge in OASIS, un intero universo virtuale dove l’unico limite è la propria immaginazione. Il giovane decide di lanciarsi nella ‘ultimate challenge’ di James Halliday, il creatore di Oasis, il quale ne lascerà l’eredità al vincitore di un’agguerrita competizione in tre round.

Steven Spielberg si conferma ancora una volta come uno dei più grandi narratori, in maniera trasversale, degli ultimi cinquant’anni: dopo aver creato mondi, personaggi e un intero immaginario collettivo legato a un singolo nome, qui si cimenta nella reinvenzione di innumerevoli immaginari altrui, mettendo un punto, un limite forse insuperabile a questi anni in cui il cinema si nutre di sé, si autoalimenta con le storie che già lo compongono e allo stesso tempo esonda in altri territori, come quello del videogioco e soprattutto della realtà virtuale, proiettandosi già verso il futuro.

Sarebbe riduttivo inquadrare Ready Player One soltanto nell’ottica di un citazionismo nostalgico, come se fosse una sorta di “Nerd Museum” da visitare ammaliati e sedotti dal ritorno al passato e dai ricordi, e il cui accesso è garantito soltanto a coloro i quali hanno vissuto determinati momenti.

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LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro

1962. Elisa è una ragazza solitaria affetta da mutismo. Lavora come addetta alle pulizie all’interno di un laboratorio governativo e ha pochi amici: una sua collega, che approfitta proprio dell’obbligatorio silenzio della protagonista per esplodere in lunghi e tediosi monologhi durante le ore di lavoro, e un anziano vicino che, discriminato a causa della sua omosessualità, era stato fatto fuori dal mondo della grafica pubblicitaria. Proprio all’interno del laboratorio, Elisa scopre la presenza di una creatura anfibia dalla forma umanoide. Una strana forma di animale o qualcosa di più?

Ancora del Toro e i suoi mostri. del Toro e le sue creature talmente irreali e straordinarie da riuscire a mescolarsi a meraviglia con la storia umana, che sia universale o personale.

Ancora de Toro che pensa di riuscire a raccontare “tutto” attraverso il “suo” tutto: in questo caso l’inspiegabile stupefacente esistenza di un sentimento come l’amore, di un impalpabile stato dell’anima, con l’epifanica apparizione di una essere mostruoso, mitologico, che rimanda all’iconico Mostro della Laguna Nera, ma anche all’acquatico Abe del detoriano Hellboy [creatura anfibia che, tra l’altro, è interpretato dallo stesso attore, Doug Jones].

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IL FANTAFESTIVAL ALLA SALA TREVI

fantafestival-sala-treviLa 37esima edizione del Fantafestival prosegue dal 3 al 7 Febbraio al Cinema Trevi di Roma, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, con una programmazione dedicata ai maestri del fantastico televisivo italiano. Le prime due giornate saranno dedicate a Daniele D’Anza, con due tra i suoi sceneggiati più importanti.

Sabato 3 Febbraio – Ore 17:00

HO INCONTRATO UN’OMBRA [Daniele D’Anza, 1974, 4 episodi]

«Dussart, interpretato da Giancarlo Zanetti, è un creativo di successo, impegnato nell’ideazione di una campagna per una società immobiliare. Non gli manca niente: ha un’ottima posizione, una bella casa molto moderna, piena di oggetti di design, e ha successo con le donne. Lo sceneggiato prende le mosse proprio da qui, dalla storia d’amore che sboccia tra lui e Catherine Jobert, una collega fotografa che ha il volto di Laura Belli. Entrambi, almeno inizialmente, hanno in comune un carattere molto preciso, rigoroso, tantoché lui è soprannominato dai colleghi “il cronometro Dussart”: esce sempre alla stessa ora, rispetta sempre le scadenze, non cambia mai abitudini. Poi, però, il caso gli gioca un brutto tiro: Dussart nota da precisi indizi, quali un mozzicone nel portacenere, un bicchiere di whisky mezzo vuoto, un disco fuori posto […] che qualcuno frequenta la sua casa mentre lui è in ufficio» [Gerosa].

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.49

nathan neverAppuntamento della settimana per otto uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport: la prima è l’11° albo della collana dedicata a Nathan Never “Delirio + Demoni”, la seconda è il 60° albo di Orfani “Natività” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Nuovo Mondo]; la terza è il volume 38 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata ai Fantastici Quattro “Panico al Baxter Building!; la quarta è il 37° volume cartonato de I Puffi“I Puffi giocatori”.

Si continua con Popeye, volume 20: “La Cozza Negra”, l’8° albo di Thor – La saga del tono “Il nuovo mondo”, con il volume 16 di Star Trek Comics Collection: “TNG: Fantasmi” e con il volume 24 di Spider-Man – La grande avventura.

La serie che ha fatto la storia della fantascienza a fumetti in una nuova collezione, con veste grafica e copertine inedite. Un mix avvincente tra avventura, spionaggio e thriller, in uno scenario alla Blade Runner dove il protagonista non è un eroe tradizionale, ma “solo un essere umano in un mondo sempre meno umano”. In ogni volume due storie a fumetti.

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JUMANJI – Benvenuti nella Giungla di Jake Kasdan

jumanjiReboot, sequel e prequel sono all’ordine del giorno nell’immaginario cinematografico contemporaneo.

Anche quest’anno ne abbiamo avuto una concreta prova, dal Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts al Power Rangers di Dean Israelite, tanto per citarne alcuni, la dose di reboot non è certamente mancata. La maggior parte delle volte sono prodotti che funzionano, come Spider-Man: Homecoming di Jon Watts, arrivato ormai al secondo reboot del franchise con protagonista il ragnetto più famoso d’America, altre volte si presentano come mere trovate commerciali di cui si potrebbe fare davvero a meno, e Baywatch di Seth Gordon ne è l’esempio lampante. Jumanji – Benvenuti nella Giungla, invece ponendosi tra il sequel e il reboot riesce, modestamente e senza elevate pretese, a dimostrarsi un prodotto di puro intrattenimento, non dozzinale, che diverte e attrae.

Il precedente film del 1995, con protagonista il compianto Robin Williams e una giovanissima Kirsten Dunst, divenne un vero oggetto di culto per la generazione degli anni ‘90, merito anche delle innumerevoli programmazioni televisive in prima serata, tanto che in seguito fu creata una serie animata ispirata ai personaggi del film, e il libro per bambini omonimo di Chris Van Allsburg da cui è tratto, tornò dopo tredici anni, sugli scaffali di tutte le librerie e in vetta alle classifiche. Questo nuovo Jumanji parte da dove avevamo lasciato il precedente, è il 1995 e un ragazzo trova sulla spiaggia la famosa scatola contente il gioco da tavola. Inizialmente riluttante all’idea di dover giocare a una cosa da lui ritenuta troppo vecchia, torna ai suoi videogames e la scatola successivamente si trasforma in una cartuccia per console.

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