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I film delle Fanta-Feste di InGenere Cinema

spider-verseLe feste 2018-2019 hanno visto le sale cinematografiche tingersi dei colori brillanti del Genere fantastico. Dai titoli internazionali più attesi a una produzione italiana che segna il ritorno su grande schermo di uno dei nostri autori di cinema di Genere di cui eravamo più nostalgici.

Sull’horror della stagione [nel bene e nel male] ci siamo già espressi qui, ma c’è ancora da parlare di supereroi e… di befane!

I risultati?

Continuate a leggere… ma prima di tutto… Sigla!

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I MOSCHETTIERI DEL RE di Giovanni Veronesi

I moschettieri del reErano gli anni Ottanta, quando un giovane Giovanni Veronesi maturò la bizzarra idea di un adattamento nostrano de I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas. Come protagonisti aveva in mente un vero dream cast composta da Francesco Nuti, Carlo Verdone, Roberto Benigni e Massimo Troisi. Quel film non vide mai il buio della sala, ma il regista di Manuale d’Amore non si è arreso. Trent’anni dopo, ecco arrivare nelle nostre sale, I Moschettieri del Re – La Penultima Missione. Il cast non è più quello da sogno inseguito in passato, ma l’ambizione di rivisitare un topos letterario internazionale e radicato nella memoria di tutti, è rimasta intonsa. Sfortunatamente, il risultato è di gran lunga sotto ogni peggiore aspettativa: una parodia sconclusionata senza capo né coda, a tratti pecoreccia e demenziale. Dall’aspetto poverissimo e senza la minima coerenza narrativa.

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NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: Le commedie italiane in sala a Natale 2018 [Parte 2]

amici-come-prima2L’Incubo continua, amici di InGenere Cinema. In questa seconda parte affrontiamo il lavoro dei pezzi da novanta del film di Natale: Vanzina, Boldi e De Sica. I genitori del cinepanettone classico, autentico, originale. Chi lo ha fatto per anni e non sembra proprio aver voglia di smettere. Liberati dalla morsa opprimente di De Laurentiis – altro senatore del Genere – gli eroi della farsa all’italiana torna dopo una clamorosa separazione durata più di un decennio. Mentre, gli eredi di Steno, si affidano allo streaming legale del gigante Netflix.

Pronti… Partenza… Sigla!

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GREEN BOOK di Peter Farrelly

GREEN-BOOKConosciamo Peter Farrelly per commedie come Scemo & più scemo e Tutti pazzi per Mary ed è una vera sorpresa scoprire la sua sensibilità drammatica con Green Book.
Il film in selezione ufficiale alla 13° Festa del Cinema di Roma racconta l’amicizia improbabile di un autista italiano e un musicista di colore.
Tratto dalla vera storia di Tony Lip e Don Shirley, affronta il razzismo dell’America degli anni ’60 attraverso un road movie divertente e romantico.
Green Book prende il nome dalla guida The Negro Motorist Green Book che consigliava alle persone di colore hotel e alloggi dove sarebbero stati i benvenuti.
Il viaggio divertente dei due protagonisti si concentra sul loro rapporto interpersonale, ma inevitabilmente sullo sfondo c’è il dramma del razzismo che la guida usata aiuta a tener a mente. Il tono leggero usato per mostrare il contrasto tra i due è calato in un contesto drammatico che trova le sue parentesi di espressione. Lascia così allo spettatore un gusto amaro che consolida ancor più la potenza di questa amicizia spontanea.

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DAITONA: ORNELLA MUTI NEL PRIMO TRAILER

Ornella Muti è un’affascinante e misteriosa femme fatale nel primo trailer di Daitona, irriverente dark comedy diretta da Lorenzo Giovenga. Nel cast, accanto alla star italiana, il talento emergente Lorenzo Lazzarini, Pietro De Silva (La vita è bella), Luca Di Giovanni (The startup) e Lina Bernardi (L’imbalsamatore)

daitona

L’anteprima internazionale del film si è tenuta il 21 settembre, in occasione del festival internazionale Films Infest di Palma di Maiorca.

Ventiquattr’ore nella vita di Loris Daitona, scapestrato scrittore romano che, a sedici anni, ha raggiunto la notorietà grazie al best-seller per adolescenti Ti Lovvo. Nell’arco di una giornata, si ritroverà coinvolto in inspiegabili equivoci e sorprendenti incontri con poetesse erotiche, criminali incalliti, attori sopra le righe e viscidi editori.

Sullo sfondo di una Capitale popolata da maschere grottesche e caricature endemiche, Daitona dovrà venire a capo di una serie di enigmi: Che gli è successo la notte precedente? Che cos’è il “Passero Rosso”? Cosa vogliono improvvisamente tutti da lui?

Daitona chi?

Il film è prodotto dalla Daitona srl, giovane e dinamica realtà che ha al suo attivo numerosi documentari, cortometraggi e commercial con un importante punto di forza in comune: l’interazione tra diversi canali di comunicazione.

Un esperimento crossmediale!

La genesi di Daitona – il film è stata accompagnata da una strategia di comunicazione non convenzionale e mai sperimentata prima in Italia in ambito cinematografico.

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TULLY di Jason Reitman

tullyIl regista Jason Reitman, torna nelle sale con il suo nuovo film Tully, terza collaborazione con la sceneggiatrice, ex-spogliarellista, Diablo Cody. I due proseguono la loro riflessione sulla figura femminile, approfondendo in particolar modo il tema della maternità.  Se in Juno del 2007 trovavamo, una Ellen Page calata nei panni di una adolescente incinta, ora abbiamo una Charlize Theron che affronta una gravidanza in crisi di mezza età. Come nel caso di Monster del 2003, che la aveva portata alla vittoria del premio Oscar, l’attrice si sottopone nuovamente a una drastica trasformazione: la donna esibisce le classiche imperfezioni di chi si è arreso al passare del tempo e non si cura più dell’aspetto estetico e della forma fisica. Il film ruota attorno a Marlo [Charlize Theron], una madre di famiglia in attesa del terzo figlio. La sua è una vita perennemente stanca e inappagante, e si dibatte tra un marito toppo occupato dal lavoro, una figlia che inizia a scoprire i drammi dell’adolescenza e un figlio con gravi problemi comportamentali. Con l’arrivo del terzogenito, la situazione per Marlo diventa insostenibile e decide, sotto consiglio del fratello, di assumere una tata notturna. Tully [Mackenzie Davis], la ragazza che arriverà in aiuto alla donna, rappresenta tutto quello che lei non è più: una bellezza giovanile, carica di energia e buoni propositi. Tra le due nascerà una particolare amicizia, fatta di confidenze ed incentivi che porterà Marlo a riscoprire una rinnovata propositività.

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TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

Da quando ha perso la moglie, il Professore vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all’area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il Governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.

Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e vuole affidargli i suoi figli. Anita e Tito, sedici e sette anni, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni.

Uno dei grandi temi che viene riproposto spesso nella fantascienza e non solo è quello dell’esplorazione, del viaggio alla ricerca dell’altro da noi che si trasforma in una ricerca dentro sé stessi.

Tito e gli alieni, secondo film di Paola Randi dopo Into Paradiso, si inserisce tematicamente in questo solco raccontando dei personaggi che avranno un’evoluzione e riusciranno a riscoprirsi, mossi da una ricerca verso parti di anima che hanno perso. E lo fa in maniera originale, senza paura e senza appiattirsi su forme prestabilite.

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CONTROMANO di Antonio Albanese

contromanoPrerogativa essenziale della satira è la capacità di osservazione dell’attuale. Dissacrare e ironizzare su questo o quest’altro argomento di attualità ci consente, in maniera indiretta, di averne maggiore conoscenza, aiutando la formazione di una personale opinione. La satira, dunque, gioca un ruolo estremamente importante affinché si possa sovvertire un pensiero prestabilito, un’idea generale e preconcetta che spesso è figlia dall’incapacità di guardare le cose da un altro punto di vista, giudicandole autonomamente con la propria testa. La forza di una risata è straordinariamente dirompente, soprattutto, quando investe il Potere e la verità che esso nasconde, manipola, oscura.

Antonio Albanese, nel corso della sua lunga carriera, si è dimostrato molto capace nello svelare la realtà ipocrita e qualunquista che opprime il nostro Paese, creando personaggi caricaturali, eccessivi, mostruosi, eppure così veri e rappresentativi di questo momento storico, da mettere i brividi. Questo talento comico gli ha concesso di avere un approccio nei confronti del cinema solo apparentemente in linea con altri colleghi comici, ma in realtà, decisamente distante e lunare se solo lo si osserva con un po’ più di attenzione. Titoli come L’Uomo d’acqua dolce o La fame e la sete, mostrano un’ambizione e una peculiarità d’umorismo assai rara per il panorama nostrano, fatto perlopiù di commediucce innocue e vuote. Non è un caso, dunque, che Albanese regista sia stato fermo ben sedici anni [il suo ultimo film da direttore è del 2002: Il nostro matrimonio è in crisi] prima di tornare dietro la macchina da presa.

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IO C’È di Alessandro Aronadio

io-ceMassimo Alberti è il proprietario del “Miracolo Italiano”, Bed and Breakfast ormai ridotto a una fatiscente palazzina. Pochi clienti e troppe tasse.

La crisi sembra non aver toccato i suoi vicini, un convento gestito da suore sempre pieno di turisti a cui le donne offrono rifugio in cambio di una spontanea donazione. Esentasse.

Massimo ha un’illuminazione: per sopravvivere deve trasformare il B&B in luogo di culto. E per farlo, deve fondare una sua religione, aiutato dalla sorella Adriana e da Marco, scrittore e ideologo.

Nasce così lo “Ionismo”, prima religione che mette l’IO al centro dell’universo.

Dopo lo splendido Orecchie, Aronadio gira una commedia con un look totalmente diverso, non solo dal punto di vista della regia e della fotografia, ma anche per via di un cast molto più familiare e canonico per gli standard italiani [in realtà non risulta per niente difficile immaginare un generatore automatico di cast per film italiani come un enorme contenitore di plastica, diviso per fasce e alimentato da un getto di aria continua, dal quale vengono espulsi sempre gli stessi volti, a ripetizione e in combinazioni diverse], con alle spalle un budget, una produzione e una distribuzione diverse.

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SCONNESSI di Christian Marazziti

sconnessiE se all’improvviso non potessimo più smanettare con lo smartphone o i social network cosa succederebbe?

Questo è quello che accade ad una famiglia allargata in uno chalet di montagna.

Ettore [impersonato da Fabrizio Bentivoglio] è un noto scrittore, rigido e chiuso nei confronti di tutta la realtà social. L’uomo decide di portare in uno chalet la sua famiglia per il suo compleanno, sperando di unire i due figli Claudio [Eugenio Franceschini], giocatore di poker e Giulio [Lorenzo Zurzolo], intoverso e meno aperto con la l bella moglie presto partoriente [interpretata da Carolina Crescentini].

Insieme a loro Achille [Ricky Memphis], appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea [Giulia Elettra Gorietti] fidanzata di Claudio e fan di Ettore. A sorpresa arriva anche Palmiro [Stefano Fresi], il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.

Quando il gruppo rimane senza connessione telefonica, tutte le sicurezze cominciano a vacillare…

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