commedia

QUESTIONE DI KARMA di Edoardo Falcone

Dopo il grande successo di Se Dio Vuole [pellicola in odore di remake americano prodotto da Brian Singer], Edoardo Falcone torna al cinema con Questione di Karma, commedia delicata che nel panorama desertico del cinema nostrano, risulta essere un’operazione interessante, che fa della misura della recitazione e dell’ambizione dello script i suoi punti di forza.

Giacomo è lo stravagante erede di una dinastia di industriali, ma più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo. L’incontro con un eccentrico esoterista francese lo cambia: lo studioso, infatti, afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre di Giacomo. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

Edoardo Falcone è uno sceneggiatore di vecchio corso, passato con un certo riscontro dietro la macchina da presa. Tuttavia, non ha tradito quello che sembra essere la sua prima passione, vale a dire la scrittura. Già dal suo esordio – film più modesto rispetto a questa seconda opera – l’ambizione di questo cineasta è da rintracciarsi nel tentativo di fare della sceneggiatura il focus comico della pellicola. Le commedie di Falcone seguono perfettamente il paradigma strutturato diviso in tre atti, che fece grande il cinema americano, soprattutto se si trattava di dover far ridere il pubblico.

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BEATA IGNORANZA di Massimiliano Bruno

Come recensire la nuova commedia di Massimiliano Bruno evitando luoghi comuni e superando ogni pregiudizio sui suoi lavori precedenti? Questa è l’interrogativo che ha perseguitato chi scrive per tutta la durata della proiezione di Beata ignoranza. Proprio così: mentre osservavo lo scorrere della pellicola, nulla della vicenda ha catturato la mia attenzione, e l’incubo di doverne scrivere, non avendo nulla di interessante da dire, mi ha tormentato. Ho pensato: forse sono solo di cattivo umore? Domani starò bene e farò il mio lavoro al meglio delle mie possibilità. Macché! I giorni sono trascorsi inesorabili e ancora adesso, mentre scrivo, l’insoddisfazione e il dubbio mi divorano.

Ma veniamo al film: Ernesto, un brillante Marco Giallini, e Filippo, il solito Alessandro Gassmann, hanno due personalità agli antipodi e un unico punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è un allegro progressista perennemente collegato al web, mentre Ernesto è un severo conservatore, rigorosamente senza computer, tradizionalista. Un tempo erano “migliori amici”, ma uno scontro profondo e mai risolto li ha tenuti lontani, fino al giorno in cui si ritrovano fatalmente a insegnare nella stessa classe. Saranno obbligati ad affrontare il passato, che ritornerà nelle sembianze di Nina, una ragazza che li sottoporrà a un semplice esperimento che si trasforma in una grande sfida: Filippo dovrà provare a uscire dalla rete ed Ernesto a entrarci dentro.

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OMICIDIO ALL’ITALIANA di Maccio Capatonda

L’opprimente tranquillità  del piccolo paese di Acitrullo, sperduta località popolata da soli 16 cittadini dell’entroterra abruzzese, viene improvvisamente sconvolta da uno strano omicidio: il cadavere di una ricca contessa viene ritrovato sotto la torre del campanile della chiesa, martoriato con un set di coltelli da cucina. Per il sindaco Piero Peluria [Maccio Capatonda], e per suo fratello Marino [Herbert Ballerina], questo inquietante avvenimento potrebbe essere, però, la chiave di volta per riuscire a riportare un po’ di vita e di attenzione verso il loro paese che, a breve, potrebbe essere affiancato ad altri piccoli centri diventati molto noti proprio grazie a sanguinosi episodi di cronaca nera!

In men che non si dica, i desideri dei due Peluria si trasformano in realtà e Acitrullo si popola di un esercito di affamatissimi giornalisti, capitanati da Donatella Spruzzone [Sabrina Ferilli], conduttrice della trasmissione “Chi l’acciso?”, da grotteschi turisti ossessionati da killer e omicidi, oltre che da agenti delle forze dell’ordine, a dire il vero un po’ troppo abituati a aspettare che i reporter TV facciano le indagini al loro posto.

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GROSSO GUAIO A ROMA SUD on-line da febbraio

Agli sgoccioli il conto alla rovescia che precede l’esordio sul web del film Grosso Guaio a Roma Sud, una produzione indipendente dall’umorismo pungente targata Goodtrellas.
Dalla comicità trash di Andrea Pirri Ardizzone e Andrea Scarcella, il figlio maleducato della generazione telemafious, voluto e pensato per essere cosi com’ è: non vi staranno simpatici, non vi affezionerete, non soffrirete per loro!

Una scellerata parabola che tratta la criminalità organizzata per le strade dei quartieri romani, tenendo conto di “quelle” sottili trame di sfondo, ordite dai poteri forti di un’Italia sporca che profuma di corruzione mista ad acqua di colonia.

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SMETTO QUANDO VOGLIO – MASTERCLASS di Sydney Sibilia

La banda dei ricercatori è tornata. Il neurobiologo Pietro Zinni, finito in carcere dopo essersi addossato tutta la responsabilità della messa in circolazione di una nuova smart drug, creata e smerciata nel territorio romano insieme ai suoi colleghi studiosi disoccupati, viene contattato dall’ispettore Paola Coletti.

La donna poliziotto gli offre libertà e fedina penale pulita per lui e per i suoi in cambio di un aiuto non proprio legale nella ricerca di 30 nuove droghe in vendita nella grande città. Un proposta che non si può rifiutare e che porta Zinni a decidere di rimettere su la banda più colta di sempre e, anzi, di allargarla ad altri collaboratori super-laureati.

A Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Pietro Sermonti, si aggiungono Marco Bonini [l’anatomista picchiatore Giulio Bolle], Rosario Lisma [l’avvocato specializzato in diritto canonico Vittorio] e Giampaolo Morelli [ingegnere meccatronico riciclatosi signore della guerra lowcost]. Nuove personalità liminali che aprono il ventaglio di satira del giovane Sydney Sibilia ad un altro popolatissimo gruppo dei nostri sacrificati studiosi: i cosiddetti “cervelli in fuga”.

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GHOSTBUSTERS di Paul Feig

Il Ghostbusters di Paul Feig, il film che ha diviso a metà il pubblico di fan degli acchiappafantasmi, è arrivato negli store in DVD e Blu-Ray, distribuito da Universal Pictures. Abbiamo già avuto modo di parlare in maniera approfondita del nuovo capitolo della saga che, per chi scrive, riesce ad illudere lo spettatore, per una manciata di minuti, che tutto stia andando per il verso giusto. Ma è un’illusione che dura poco, perché il baraccone messo in moto da Feig sfoggia dopo pochissimo la sua arma più crudele: una comicità demenziale e ridondante che viene sbattuta in faccia allo spettatore fino a rintontirlo completamente, in una sequela infinita di battute fin troppo scontate e slapstick utili solo ad appesantire e ad eliminare qualsiasi utile velo di verosimiglianza e di credibilità dalla vicenda.

Il nuovo Ghostbusters cammina sul filo rosso che divide remake da reboot e, spogliando il film da quanto c’è di velleitario, ci si trova davanti al nudo scheletro narrativo del film originale, ma è comunque forte la volontà del regista-autore di slacciarsi completamente dai fatti già narrati e, in generale, dal mood della commedia anni ‘80. Feig non ci propone veri personaggi, le quattro nuove acchiappafantasmi si comportano in maniera troppo simile l’una con l’altra, e non sviluppano davvero una personalità, limitandosi ad una sequela di comportamenti demenziali che poi diventano ancora più esagerati nel personaggio affidato a Chris Hemsworth, versione maschile con evidenti ritardi mentali della telefonista interpretata da Annie Potts.

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IL CINEPANETTONE LONTANO DA CASA

Nella lotta al botteghino fra i tanti cinepanettoni e simili arrivati in sala in questo dicembre 2016, lo scontro finale si combatterà sicuramente tra il Poveri ma ricchi di Fausto Brizzi e il Natale a Londra – Dio salvi la regina di Volfango De Biasi.

Due film che dimostrano l’intenzione [più o meno messa in pratica] di internazionalizzare l’idea di “commedia natalizia”, allontanandosi dall’idea più classica di cinepanettone.

Succede questo nel film che Brizzi prende in prestito dalle sale francesi, Les Tuches, grande successo di botteghino dei cugini d’Oltralpe che, in Italia si trasformano nei Tucci, famiglia povera dell’hinterland romano che si ritrova da un momento all’altro milionaria, grazie ad una vincita al superenalotto.

Dopo aver superato lo shock iniziale, i Tucci, anche per sfuggire a possibili richieste di prestiti dei loro compaesani, decidono di scappare dal proprio paesino per trasferirsi nell’unica città italiana costruita a misura di ricco: Milano.

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NIGHTMARES BEFORE CHRISTMAS – 3 Incubi prima di Natale

un-natale-al-sud4Tutto ebbe inizio dieci anni fa, con quello che potremmo definire come lo scisma del cinepanettone, che vide gli indivisibili Massimo Boldi e Christian De Sica prendere strade separate e il vecchio Aurelio De Laurentiis perdere il monopolio della comicità al cinema in Italia. Tale evento, fu salutato con soddisfazione dall’intellighenzia tricolore che registrava l’emancipazione del pubblico da un prodotto cinematografico ripetitivo, volgare e decisamente scollato dalla realtà degli italiani. Tuttavia, nessuno mai si sarebbe immaginato che la natura di questo tipo di cinema fosse poco incline all’estinzione. Infatti, così come l’Idra di Lerna, mostro della mitologia greca al quale l’amputazione di una testa ne faceva ricrescere altre due, anche il cinepanettone si è moltiplicato, proponendo emuli, dissimili e progetti comici che hanno invaso la programmazione delle nostre sale.

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CAPTAIN FANTASTIC di Matt Ross

captain-fantastic-1Nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, un padre fuori dal comune dedica la propria vita a trasformare i suoi sei figli in adulti straordinari. Ma una tragedia si abbatte sulla sua famiglia, costringendolo a lasciare quel paradiso, faticosamente costruito, per iniziare, insieme con i suoi ragazzi, un viaggio nel mondo esterno che metterà in dubbio la sua idea di cosa significa essere un genitore, e tutto ciò che ha insegnato ai suoi figli.

Scritto e diretto da Matt Ross, Captain Fantastic racconta la storia di Ben Cash [Viggo Mortensen], un uomo che vive con sua moglie ed i loro sei figli nelle foreste del Pacifico Nordoccidentale, isolato dal mondo e dall’influenza della moderna cultura consumista. Qui Ben è impegnato ad impartire ai suoi figli un’educazione rigorosa fatta di allenamento fisico e istruzione e preparazione sui testi classici, mix necessario per sopravvivere nelle terre selvagge.

Ben ha scelto di isolarsi e abbandonare qualsiasi ambizione personale per dedicare la sua vita ad essere il miglior padre possibile ma quando una tragedia familiare lo costringe ad abbandonare la realtà che si era creato per tornare al mondo esterno, le sue certezze circa l’essere un buon padre vengono messe in discussione.

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IN GUERRA PER AMORE di Pif

 

in-guerra-per-amore-1Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna in sala con il suo secondo lungometraggio: In guerra per amore. Dopo l’interessante esordio con la commedia La mafia uccide solo d’estate, in cui l’autore siciliano riusciva a raccontare in modo assai originale – e sorridendo amaramente – le stragi mafiose degli anni ’90, Pif torna dietro la macchina da presa per narrare un altro pezzo di storia d’Italia, quello che vede la Sicilia al centro dello sbarco dell’esercito americano in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ il 1943 e Arturo [Pif] è uno dei tanti emigranti italiani giunti in America in cerca di fortuna. Il ragazzo è innamorato di Flora [Miriam Leone], ma il loro sogno d’amore è ostacolato da un matrimonio combinato dallo zio di lei che la vuole maritata al figlio di un potente boss italo-americano. L’unico modo per cambiare le cose sarebbe chiedere la mano di Flora direttamente a suo padre… se non fosse che l’uomo si trova in un piccolo paese siciliano.

E’ così che ad Arturo, sognatore squattrinato, non rimane che arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per raggiungere il padre dell’amata, in Sicilia.

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