commedia

GROSSO GUAIO A ROMA SUD on-line da febbraio

Agli sgoccioli il conto alla rovescia che precede l’esordio sul web del film Grosso Guaio a Roma Sud, una produzione indipendente dall’umorismo pungente targata Goodtrellas.
Dalla comicità trash di Andrea Pirri Ardizzone e Andrea Scarcella, il figlio maleducato della generazione telemafious, voluto e pensato per essere cosi com’ è: non vi staranno simpatici, non vi affezionerete, non soffrirete per loro!

Una scellerata parabola che tratta la criminalità organizzata per le strade dei quartieri romani, tenendo conto di “quelle” sottili trame di sfondo, ordite dai poteri forti di un’Italia sporca che profuma di corruzione mista ad acqua di colonia.

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SMETTO QUANDO VOGLIO – MASTERCLASS di Sydney Sibilia

La banda dei ricercatori è tornata. Il neurobiologo Pietro Zinni, finito in carcere dopo essersi addossato tutta la responsabilità della messa in circolazione di una nuova smart drug, creata e smerciata nel territorio romano insieme ai suoi colleghi studiosi disoccupati, viene contattato dall’ispettore Paola Coletti.

La donna poliziotto gli offre libertà e fedina penale pulita per lui e per i suoi in cambio di un aiuto non proprio legale nella ricerca di 30 nuove droghe in vendita nella grande città. Un proposta che non si può rifiutare e che porta Zinni a decidere di rimettere su la banda più colta di sempre e, anzi, di allargarla ad altri collaboratori super-laureati.

A Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Pietro Sermonti, si aggiungono Marco Bonini [l’anatomista picchiatore Giulio Bolle], Rosario Lisma [l’avvocato specializzato in diritto canonico Vittorio] e Giampaolo Morelli [ingegnere meccatronico riciclatosi signore della guerra lowcost]. Nuove personalità liminali che aprono il ventaglio di satira del giovane Sydney Sibilia ad un altro popolatissimo gruppo dei nostri sacrificati studiosi: i cosiddetti “cervelli in fuga”.

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GHOSTBUSTERS di Paul Feig

Il Ghostbusters di Paul Feig, il film che ha diviso a metà il pubblico di fan degli acchiappafantasmi, è arrivato negli store in DVD e Blu-Ray, distribuito da Universal Pictures. Abbiamo già avuto modo di parlare in maniera approfondita del nuovo capitolo della saga che, per chi scrive, riesce ad illudere lo spettatore, per una manciata di minuti, che tutto stia andando per il verso giusto. Ma è un’illusione che dura poco, perché il baraccone messo in moto da Feig sfoggia dopo pochissimo la sua arma più crudele: una comicità demenziale e ridondante che viene sbattuta in faccia allo spettatore fino a rintontirlo completamente, in una sequela infinita di battute fin troppo scontate e slapstick utili solo ad appesantire e ad eliminare qualsiasi utile velo di verosimiglianza e di credibilità dalla vicenda.

Il nuovo Ghostbusters cammina sul filo rosso che divide remake da reboot e, spogliando il film da quanto c’è di velleitario, ci si trova davanti al nudo scheletro narrativo del film originale, ma è comunque forte la volontà del regista-autore di slacciarsi completamente dai fatti già narrati e, in generale, dal mood della commedia anni ‘80. Feig non ci propone veri personaggi, le quattro nuove acchiappafantasmi si comportano in maniera troppo simile l’una con l’altra, e non sviluppano davvero una personalità, limitandosi ad una sequela di comportamenti demenziali che poi diventano ancora più esagerati nel personaggio affidato a Chris Hemsworth, versione maschile con evidenti ritardi mentali della telefonista interpretata da Annie Potts.

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IL CINEPANETTONE LONTANO DA CASA

Nella lotta al botteghino fra i tanti cinepanettoni e simili arrivati in sala in questo dicembre 2016, lo scontro finale si combatterà sicuramente tra il Poveri ma ricchi di Fausto Brizzi e il Natale a Londra – Dio salvi la regina di Volfango De Biasi.

Due film che dimostrano l’intenzione [più o meno messa in pratica] di internazionalizzare l’idea di “commedia natalizia”, allontanandosi dall’idea più classica di cinepanettone.

Succede questo nel film che Brizzi prende in prestito dalle sale francesi, Les Tuches, grande successo di botteghino dei cugini d’Oltralpe che, in Italia si trasformano nei Tucci, famiglia povera dell’hinterland romano che si ritrova da un momento all’altro milionaria, grazie ad una vincita al superenalotto.

Dopo aver superato lo shock iniziale, i Tucci, anche per sfuggire a possibili richieste di prestiti dei loro compaesani, decidono di scappare dal proprio paesino per trasferirsi nell’unica città italiana costruita a misura di ricco: Milano.

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NIGHTMARES BEFORE CHRISTMAS – 3 Incubi prima di Natale

un-natale-al-sud4Tutto ebbe inizio dieci anni fa, con quello che potremmo definire come lo scisma del cinepanettone, che vide gli indivisibili Massimo Boldi e Christian De Sica prendere strade separate e il vecchio Aurelio De Laurentiis perdere il monopolio della comicità al cinema in Italia. Tale evento, fu salutato con soddisfazione dall’intellighenzia tricolore che registrava l’emancipazione del pubblico da un prodotto cinematografico ripetitivo, volgare e decisamente scollato dalla realtà degli italiani. Tuttavia, nessuno mai si sarebbe immaginato che la natura di questo tipo di cinema fosse poco incline all’estinzione. Infatti, così come l’Idra di Lerna, mostro della mitologia greca al quale l’amputazione di una testa ne faceva ricrescere altre due, anche il cinepanettone si è moltiplicato, proponendo emuli, dissimili e progetti comici che hanno invaso la programmazione delle nostre sale.

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CAPTAIN FANTASTIC di Matt Ross

captain-fantastic-1Nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, un padre fuori dal comune dedica la propria vita a trasformare i suoi sei figli in adulti straordinari. Ma una tragedia si abbatte sulla sua famiglia, costringendolo a lasciare quel paradiso, faticosamente costruito, per iniziare, insieme con i suoi ragazzi, un viaggio nel mondo esterno che metterà in dubbio la sua idea di cosa significa essere un genitore, e tutto ciò che ha insegnato ai suoi figli.

Scritto e diretto da Matt Ross, Captain Fantastic racconta la storia di Ben Cash [Viggo Mortensen], un uomo che vive con sua moglie ed i loro sei figli nelle foreste del Pacifico Nordoccidentale, isolato dal mondo e dall’influenza della moderna cultura consumista. Qui Ben è impegnato ad impartire ai suoi figli un’educazione rigorosa fatta di allenamento fisico e istruzione e preparazione sui testi classici, mix necessario per sopravvivere nelle terre selvagge.

Ben ha scelto di isolarsi e abbandonare qualsiasi ambizione personale per dedicare la sua vita ad essere il miglior padre possibile ma quando una tragedia familiare lo costringe ad abbandonare la realtà che si era creato per tornare al mondo esterno, le sue certezze circa l’essere un buon padre vengono messe in discussione.

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IN GUERRA PER AMORE di Pif

 

in-guerra-per-amore-1Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna in sala con il suo secondo lungometraggio: In guerra per amore. Dopo l’interessante esordio con la commedia La mafia uccide solo d’estate, in cui l’autore siciliano riusciva a raccontare in modo assai originale – e sorridendo amaramente – le stragi mafiose degli anni ’90, Pif torna dietro la macchina da presa per narrare un altro pezzo di storia d’Italia, quello che vede la Sicilia al centro dello sbarco dell’esercito americano in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ il 1943 e Arturo [Pif] è uno dei tanti emigranti italiani giunti in America in cerca di fortuna. Il ragazzo è innamorato di Flora [Miriam Leone], ma il loro sogno d’amore è ostacolato da un matrimonio combinato dallo zio di lei che la vuole maritata al figlio di un potente boss italo-americano. L’unico modo per cambiare le cose sarebbe chiedere la mano di Flora direttamente a suo padre… se non fosse che l’uomo si trova in un piccolo paese siciliano.

E’ così che ad Arturo, sognatore squattrinato, non rimane che arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per raggiungere il padre dell’amata, in Sicilia.

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I BABYSITTER di Giovanni Bognetti

i-babysitter1Da qualche anno la Colorando Film ha intrapreso un’attività di scouting tesa a rintracciare pellicole estere da rifare per il nostro mercato. Proprio così, remake all’italiana di film provenienti dalla Francia, la Spagna o addirittura dal Sud America. Tale politica ha prodotto successi di pubblico come Belli di papà, commedia messicana pressoché sconosciuta nel Bel Paese, o Ma che bella sorpresa, libera rivisitazione del brasilero A Mulher Invisível. Questa volta è toccato alla Francia ispirare l’opera prima dello sceneggiatore Giovanni Bognetti, che fa il suo esordio con I Babysitter, commedia con incursione nel Genere Found Footage, con il quale Diego Abatantuono & Company si augurano di replicare i consensi.

Andrea un trentenne imbranato e timido, sogna di diventare un importante procuratore sportivo, intanto è impiegato nello studio del celebre agente di campioni Gianni Porini. Quando il suo capo gli chiede una sera di fare da babysitter al pestifero figlio Remo, Andrea, che quel giorno festeggia il compleanno, accetta, non immaginando che gli amici Aldo e Mario abbiano in mente per lui un party scatenato, video-filmato minuto per minuto. La mattina dopo Porini trova la casa devastata e di Andrea e Remo non c’è traccia.   

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QUALCOSA DI NUOVO di Cristina Comencini

qualcosa-di-nuovo1Al lavoro dietro la macchina da presa, portato avanti tra alti e bassi dal 1988, Cristina Comencini ha alternato quello nel campo della letteratura, firmando una serie di romanzi di buona fattura. Negli ultimi anni, la regista e sceneggiatrice si è avvicinata anche alla scrittura di testi teatrali, due dei quali passanti dalle tavole del palcoscenico al grande schermo. Diversamente da Due partite, la cui regia cinematografica era stata affidata a Enzo Monteleone, per La scena la Comencini ha deciso invece di non demandare la trasposizione, ma di dirigere lei stessa un film che approda nelle sale nostrane a partire dal 13 ottobre con il titolo Qualcosa di nuovo.

Tra le due opere esiste un filo comune che le congiunge in maniera piuttosto evidente e quel filo è il fattore rosa. Trattasi, infatti, di storie su e di donne, che parlano di legami e sentimenti messi in pericolo dal passare inesorabile delle stagioni, ma che riescono tuttavia a sopravvivere. L’amicizia è in entrambi i plot l’anello di congiunzione, il ponte che impedisce a due lembi di terra di allontanarsi per sempre.

Lo era stato per Due partite e continua ad esserlo anche per Qualcosa di nuovo. La pièce prima e la pellicola poi ci catapultano al seguito di Lucia e Maria, amiche da una vita, ma che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita [finalmente!] l’uomo perfetto. Bello, sensibile, appassionato, maturo.

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INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

indivisibili-1Il regista di Perez e Mozzarella Stories, conferma il suo interesse per il grottesco e il surreale realizzando una terza opera di straordinario fascino e cupezza. Indivisibili è senza dubbio una scommessa vinta da Edoardo De Angelis che attraverso una storia di separazione e della straziante sofferenza che ne consegue – soprattutto se a farlo sono due sorelle unite letteralmente all’altezza del bacino – compie la sua opera più riuscita, affascinante e dolente. Un film che oscilla tra sogno e realtà, capace di un affresco lucido e terribilmente oscuro sulla crescita, l’emancipazione e il diritto di affermare se stessi. Passato con successo alle Giornate degli Autori della 73esima Mostra di Venezia, nonché vincitore del Premio Pasinetti, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti e dei Critici Cinematografici, Indivisibili, racconta la storia di Viola e Dasy, due gemelle siamesi che cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando le due giovani scoprono di potersi dividere, concedendosi quella normalità tanto agognata.

Viscerale e lirico, eppure così reale e concreto. De Angelis ci porta in una fatiscente Castel Volturo popolata da disperati, neomelodici, nani, preti-impresari che vendono indulgenze, padri-padroni, prostitute, poeti, malavitosi e viscidi approfittatori. Un freak show nel quale le due gemelle, paradossalmente, sono indicate come “i mostri” da fotografare, toccare o addirittura venerare come sante. In un contesto nel quale bene e male sono diluiti talmente tanto da non distinguersi più, Viola e Dasy – omaggio alle sorelle Daisy e Violet Hilton, le siamesi di Freaks, capolavoro di Tod Browning – saranno costrette ad affrontare un viaggio allucinato che le condurrà a relazionarsi con la miseria umana e a emanciparsi dall’ignoranza e dalla superstizione.

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