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LOGAN – THE WOLVERINE di James Mangold

Logan – The Wolverine, l’ultimo capitolo della saga spin-off di quella degli X-Men dedicata a Wolverine, parzialmente e liberamente ispirato alla serie a fumetti Marvel “Vecchio Logan” di Millar e McNiven, non solo è il più bello dei capitoli della trilogia con protagonista Hugh Jackman, ma è anche un nuovo è molto riuscito modo di intendere il cinecomic!

Sequel di X-Men le origini – Wolverine [2009] e Wolverine – L’immortale [2013], il film diretto da James Mangold è un bellissimo e molto drammatico road movie, che racconta la fuga di una famiglia disfunzionale: quella formata da un padre triste, malato e apparentemente anaffettivo, Logan [Jackman]; una figlia ribelle e inaspettata [Dafne Keen] e un anziano nonno ormai poco lucido, Xavier [Patrick Stewart].

Ambientato in un futuro abbastanza prossimo, nel 2029, Logan – The Wolverine, racconta di un mondo ormai privo di nuovi mutanti da almeno 25 anni: Logan, malato e stanco, si è auto-relegato nel ruolo di autista di limousine e di badante, insieme a Calibano [Stephen Merchant], del vecchio Xavier, nascosto all’interno di una vecchia cisterna. L’equilibro della vita di Logan, già molto instabile, viene del tutto destabilizzato dall’ingresso in scena di una ragazzina che, in qualche modo, costringerà il supereroe a ritornare a lottare.

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DOCTOR STRANGE di Scott Derrickson

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L’universo cinematografico Marvel si completa di un altro personaggio: il Dr. Stephen Vincent Strange creato nel 1963 da Steve Ditko e, non si saprà mai in che percentuale, da Stan Lee.

A traghettare Doctor Strange sul grande schermo è il regista specializzato in horror Scott Derrikson [sì, proprio quello di Sinister e Liberaci dal male].

In maniera molto fedele al personaggio dei fumetti e alla sua storia, lo Stephen Strange cinematograco [interpretato alla grande da Benedict Cumberbatch] è un neurochirurgo dall’abilità pari almeno al suo egocentrismo. La sua carriera, però, subisce una brusca frenata quando, a causa di un brutto incidente d’auto, arriva a perdere quasi completamente l’uso della mani.

Dopo numerosi interventi medici, Strange decide di provare con un tipo di cura decisamente non canonica: indirizzato da un paziente miracolosamente guarito per motivi del tutto estranei alla scienza moderna, il borioso e cinico chirurgo incontra l’Antico [Tilda Swinton] che diventerà la sua guida verso un mondo “altro”, un mondo in cui lo spirituale può influire realmente non solo sul fisico, ma sul Tutto, attraverso un mistico approccio alla magia e alle realtà multi-dimensionali.

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BATMAN V SUPERMAN: Dawn of Justice di Zack Snyder

BATMAN V SUPERMAN bd1Batman V Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder arriva in Blu-Ray grazie a Warner Home Video nella versione cinematografica e nella assai più succosa versione estesa.

Abbiamo avuto modo di visionare il BD della prima, 151’ contro i 181’.

Della trama, tanto si è detto in giro, e anche sul nostro portale abbiamo avuto modo di pubblicare una speciale recensione doppia [pro e contro] del film e un approfondimento [li trovate qui e qui].

L’Uomo Pipistrello [Ben Affleck] coattamente adirato contro l’alieno piombato giù dal pianeta Krypton [Henry Cavill], pronto ad usurpare il ruolo di eroe [prima]e di dio [poi], facendo leva su attitudini e abilità tutte extra-terrestri che a breve giro riescono ad attira sull’eroe dal mantello rosso l’amore del popolo ma  anche l’invidia e la gelosia di chi non riusciva a sopportare che un non-terrestre potesse decidere di mettere ordine su un Pianeta che del caos aveva fatto il suo biglietto da visita.

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SUICIDE SQUAD di David Ayer

suicide-squad1Ci siamo: dopo mesi di attesa, campagne pubblicitarie muscolari e aggressive, indiscrezioni sul web, tweet esuberanti da parte degli attori e del regista, finalmente, Suicide Squad arriva nelle sale di tutto il mondo. Salutato come il film che avrebbe risollevato le sorti dell’universo cinematografico DC Comics, troppo cupo e drammatico per un pubblico maggiormente desideroso di leggerezza e colori sgargianti, il film si mostra immediatamente per quello che è: la più grossa e cocente delusione di un’estate cinematografica da dimenticare per i blockbuster e gli Studios che li producono.

Un ente governativo segreto gestito da Amanda Waller, chiamato Argus, crea una task force composta da terribili criminali. A loro vengono assegnati compiti pericolosi da portare a termine, in cambio della promessa di ottenere la clemenza per le loro pene detentive.

Siamo in presenza di due grandi aspetti che meriterebbero di essere analizzati: il primo, è senza dubbio la strategia della Warner e di come questa abbia goffamente distrutto quanto di buono ci fosse stato in questo progetto, alla ricerca disperata del consenso perduto di critica e pubblico. Il secondo, è film che David Ayer è riuscito a realizzare e di come questo – senza se e senza ma – si presenta agli occhi e all’intelletto di chi osserva.

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X-MEN – APOCALISSE di Bryan Singer

x-men-apocalisse1X-Men – Apocalisse arriva nelle sale italiane il prossimo 18 maggio, circa 10 giorni prima della data di uscita americana, retrodatando la storia dei mutanti addirittura all’antico Egitto, epoca in cui degli strani individui umanoidi dotati di poteri straordinari, si mescolavano tra la gente facendosi passar per dei in Terra.

Intercettando in maniera trasversale le più interessanti teorie “creazioniste”, il nuovo film di Bryan Singer si focalizza su uno di questi “dei”: En Sabah Nur, antico leader dei super-umani caduto in una trappola cospirativa all’interno di una piramide e ritornato alla luce in tempo ben più moderni.

A fare da sfondo alla sua resurrezione, gli anni ottanta: il potente e spietato mutate, ribattezzato Apocalisse per la sua indole davvero poco pacifica, entra subito in contatto con altri mutanti e inizia a costruirsi un piccolo esercito formato da quattro “cavalieri”. Facile immaginarsi il motivo, e ancora più naturale – per lui – riuscire ad attirare a sé super-umani del calibro di Arcangelo, Tempesta, Psylocke e persino il caro Magneto, sempre combattuto tra un mite passato e un rancoroso e violento presente.

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CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR di Anthony e Joe Russo [#TeamCap vs #TeamIronMan]

captain-america-civil-war1#TeamCap

Captain America è fermo. Piantato come un albero. Non si sposta dalla strada che sta percorrendo, anche quando è il governo del suo amatissimo Paese a chiederglielo. Anche se a questo, si unisce parte della sua squadra: gli Avengers.

Cap è un uomo – con i superpoteri, meglio non dimenticarlo – scongelato dal passato che si confronta con estrema fatica con un presente – per lui futuro, in realtà – nel quale tutti i valori per cui ha combattuto hanno perso di significato, affogati in una retorica svenevole e mortificati da uomini politici pronti a tutto per i loro interessi personali.

Captain America arriva così a questa ‘Guerra Civile’, dopo essersi confrontato con ciò che di più torbido si annida nel potere, con la meschinità di chi gioca sporco e offende quello che dovrebbe proteggere. Nello S.H.I.E.L.D. si celava l’HYDRA e nel tremendo Soldato d’Inverno, il suo più caro amico, Bucky. Di chi fidarsi ora? Ora che le Nazioni Unite temono i Vendicatori e li biasimano per le troppe vittime generate dalle loro azioni. Ora che perfino Tony Stark, il più anarchico della banda dei supereroi Marvel, si dichiara favorevole a subordinarsi alle autorità.

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CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR – La linea giocattoli

Elmetto Elettronico_Capitan AmericaIn arrivo una valanga di giocattoli Marvel targati Hasbro tratti dalle gesta degli Avengers nell’attesissimo kolossal hollywoodiano a breve sui grandi schermo di tutto il mondo.

A un anno da Avengers: Age of Ultron, il nuovo cinecomic di casa Marvel, Captain America: Civil War a maggio al cinema, fa già parlare di se. E non solo per il cast stellare e gli incredibili effetti speciali, ma soprattutto per lo scontro che dividerà i mitici supereroi in due fazioni: Capitan America vuole operare senza le interferenze governative, Iron Man ha invece deciso di sostenere la supervisione del governo. Chi avrà la meglio? Prima che sul grande schermo, l’epico scontro andrà in scena nelle camerette dei bambini grazie all’imperdibile linea di giocattoli targata Hasbro. I più piccoli si stanno già schierando, facendo incetta di action figures, role play e veicoli dedicati al loro team preferito. Ne vedremo delle belle.

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La strada per BATMAN V SUPERMAN: Dawn of Justice

Batman contro Superman - Il ritorno del Cavaliere OscuroDue mondi separati

“Ma dove vai? Il circo sarà a metà strada per Metropolis ormai”, disse Bruce Wayne al giovane Dick Grayson, rimasto orfano. Questo fu il primo segnale che, da qualche parte, là fuori, in quello stesso pianeta, nonché universo, ci fosse un Superman intento a volare fra i grattacieli della grande metropoli. E il pubblico in sala, nel 1995, dopo aver sentito la battuta pronunciata da Val Kilmer durante la visione di Batman Forever di Joel Schumacher, in quel momento si chiese: “Batman incontrerà Superman in un prossimo film?”.

E poi con l’infame “Ecco perché Superman lavora solo!” di due anni dopo, in un film assolutamente da dimenticare [quindi da non citare], il pubblico ci pensò nuovamente. L’incontro tra i due sarebbe mai avvenuto?

Era già successo parecchie volte nelle serie a cartoni animati [per non parlare di quelle a fumetti], ma per il cinema non era mai esistito un universo condiviso. Erano altri tempi. Tempi in cui bisognava aspettare tre anni per vedere realizzato un cinecomic.

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Lo chiamavano Jeeg Robot: Intervista a GABRIELE MAINETTI

Gabriele-Mainetti-1E’ appena uscito nelle nostre sale la bella opera prima di Gabriele Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot, riuscita incursione nel Genere supereroistico da parte del nostro cinema. Abbiamo incontrato Gabriele durante il suo tour di anteprime in giro per lo Stivale ed è stata un’occasione per poter scambiare due chiacchiere con lui sul suo film, sui supereroi, sulle sue influenze, sugli effetti digitali, la radioattività del Tevere e sui mega Robot alla Pacific Rim. Da non perdere!

[Paolo Gaudio] Quando o cosa ti ha fatto capire che avresti potuto realizzare un cinecomic in Italia?

[Gabriele Mainetti]: In realtà, non mi piace definire il mio film un cinecomic, per il semplice motivo che non si tratta di una pellicola adattata da un fumetto edito con un universo già costituito. Credo che sia piuttosto un film supereroistico calato in una realtà che conosco bene, ovvero quella della periferia della mia città. Proprio questo aspetto ha motivato me e Nicola Guaglianone, sceneggiatore di Lo Chiamavano Jeeg Robot e mio collaboratore fidato già dai miei primi corti, tanto da convincerci che si poteva raccontare una storia straordinaria, come quella di un uomo dotato di superpoteri, in un contesto ordinario e difficile come quello di Tor Bella Monaca. Dunque, per certi aspetti il film mostra caratteri, facce, luoghi e problematiche più vicine al neorealismo o a ciò che la cinematografia italiana ha sempre indagato, più che all’avventura da cinema di Genere, tuttavia è proprio questa commistione mi ha eccitato e mi ha spronato a realizzarlo, oltre all’incapacità di distinguere un confine netto tra finzione e verità.

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DEADPOOL di Tim Miller

Deadpool-1Il fumettista ed illustratore italiano Leo Ortolani, tra le pagine del suo blog, ha definito i film Marvel come delle commedie per famiglie con alcuni personaggi che ricordano vagamente i supereroi dei fumetti. Ebbene, a conferma dell’intuizione del papà di Rat Man – paradossale a dirsi – arriva nei nostri cinema Deadpool, l’atteso adattamento del più irriverente e controverso eroe partorito dalla mente del grande Stan Lee.

Presentato come un film rivoluzionario per il Genere, ultra violento, vietato ai minori e sfrontato fino all’eccesso, il film di Tim Miller, disattende tutte queste premesse, riuscendo soltanto a spostare il tono della commedia: da brillante e per famiglie – come Iron Man o Ant Man – a corrosiva e per adulti, in cui il personaggio mascherato di turno ha licenza di dire parolacce, fare riferimenti sessuali espliciti e rifiutare l’etichetta da X-Man che tutti vogliono affibbiargli ad ogni costo. Ma sul serio la rivoluzione di questo Genere è legata alla linea comica da inserirvi? Cosa c’entra con il coraggio di osare qualcosa di diverso nei film di supereroi, soprattutto quando questi appaino, ormai, come uno mero strumento per gli Studios di monetizzare, propinando al pubblico sempre lo stesso piatto, con lo stesso epilogo e la medesima struttura? Meditiamo…

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