animazione

I PUFFI: VIAGGIO NELLA FORESTA SEGRETA di Kelly Asbury

Dopo I puffi [2011] e I puffi 2 [2013] di Raja Gosnell, che avevano fatto rivivere su grande schermo i piccoli omini blu inventati da Peyo in due lungometraggi che mescolavano animazione ad attori live action, all’interno di una cornice assolutamente realistica, i Puffi tornano in sala con un nuovo lungometraggio questa volta totalmente d’animazione.

I Puffi: Viaggio nella foresta segreta è un lavoro che, se da un lato può far pensare ad una regressione o ad un passo indietro rispetto a quanto raccontato nei due precedenti lungometraggi, dall’altro si rivela, in realtà, come la mossa vincente per regalare ai Puffi una nuova vita da grande schermo, di certo assai più canonica, ma che riesce a conquistare il pubblico, di piccini e meno giovani, in modo maggiore.

Tutti i Puffi hanno un nome che riporta alla caratteristica più riconoscibile del loro carattere. Tutti tranne Puffetta che, oltre ad essere l’unico esemplare femmina della sua specie, è anche stata creata in laboratorio dal malvagio mago Gargamella.

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LEGO BATMAN di Chris McKay

Tra i tanti supereroi passati dalle vignette al grande schermo, Batman è senza dubbio quello più cinematografico. A rende l’Uomo-Pipistrello così adatto alla trasposizione è il suo fare drammatico e oscuro, che lo ha rivelato nel tempo come personaggio combattuto e controverso, custode di aspetti positivi e negativi in egual misura. Se Tim Burton fu il primo a sottolineare questa ambiguità nell’eroe creato da Bob Kane, Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan ne sdoganò definitivamente l’aspetto drammatico che tutti i cinefili sembrano apprezzare tanto. Ed è proprio la serietà di Batman a fornire a Chris McKay terreno fertile per il suo LEGO Batman: parodia del mondo nerd e della cultura pop che sbeffeggia i franchise, divertendo tutti o quasi.

Grandi cambiamenti fervono a Gotham, e se Batman vuole salvare la città dalla scalata ostile del Joker, deve abbandonare il suo spirito di giustiziere solitario, e cercare la collaborazione degli altri e forse imparare a prendersi un po’ meno sul serio.

Dopo il grande successo di LEGO Movie, la casa produttrice dei mattoncini colorati, sembra averci preso gusto e insieme a quelle vecchie volpi dei Fratelli Warner, intraprendono una curiosa strada che gli consentirà, nei prossimi anni, di invadere i cinema di tutto il mondo con prodotti animati dal grande seguito.

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SING di Garth Jennings

Dopo il successo di Pets – Vita da animali, gli animali tornano protagonisti al cinema con un nuovo film di animazione, Sing. Se Pets era caratterizzato da molta frenesia e da un rocambolesco, qui siamo di fronte ad un prodotto più sottile, con vari sottotesti che difficilmente i più piccoli potranno cogliere, e per questo emotivamente più coinvolgente. Distribuito da Universal Pictures e al cinema dal 4 gennaio, Sing è un film d’animazione, davvero divertente: si ride spontaneamente della personalità dei protagonisti e delle loro diversità, che li portano spesso a confrontarsi e litigare buffamente.

In una città immaginaria si trova un antico teatro da un po’ di tempo in grave crisi finanziaria. Il proprietario, il koala Buster Moon, sta riflettendo su un possibile piano che serva a risollevare la sua attività e, ad un certo punto, è certo di aver avuto un’idea geniale: indire un concorso canoro con un premio del valore di mille dollari. La città viene tappezzata da cartelloni pubblicitari che attirano migliaia di persone desiderose di sfondare nel mondo della musical. Buster Moon è sorpreso del successo dell’iniziativa, e non ne capisce la ragione almeno finché non scopre che la sua segretaria, un’iguana ormai anziana e sorda, ha fatto scrivere sui cartelloni pubblicitari del corso che il montepremi si aggira intorno ai centomila bigliettoni.

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GGG – IL GRANDE GIGANTE GENTILE di Steven Spielberg

Il rinnovamento e la creatività sono solo alcune delle capacità più evidenti del grande Spielberg, un vero genio del cinema, regista di storie indimenticabili capaci di far sognare e spaventare diverse generazioni: dal potente Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T. – l’extra-terrestre per passare poi a Lo squalo e Jurassic Park.

Ispirato al romanzo di Roald Dahl, GGG – Il grande gigante gentile di Spielberg é un film incantevole, capace di far commuovere e divertire insieme. É ancora una volta un autore sorprendente. In GGG riesce a mescolare humour inglese, uno dei punti costanti del film, a un’ironia assai più ruspante e infantile, soprattutto nella seconda parte, riuscendo a far divertire in modo spontaneo e giocoso.

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OCEANIA di Ron Clements & John Musker

 

Chi scrive ha avuto la grande fortuna di poter vivere nell’infanzia la cosiddetta “epoca rinascimentale” dei film d’animazione Disney, vale a dire il periodo che parte dal 1989 fino al 1999 – da La sirenetta a Tarzan – dopo lunghi anni bui per la compagnia. In questo periodo di dieci anni, i registi Ron Clements e John Musker sono stati fra i pionieri assoluti, ed è grazie a loro che il pubblico ha potuto ammirare meraviglie come La sirenetta e Aladdin. Era un periodo in cui i registi e gli animatori sperimentavano sempre nuove tecniche all’avanguardia, affacciandosi verso l’animazione computerizzata. In Basil l’investigatopo vi erano gli ingranaggi del Big Ben realizzati al computer, mentre ne La sirenetta una lunga scalinata nel palazzo del principe, fino alla creazione del salone da ballo de La bella e la bestia. Tutto si sposava perfettamente con i disegni classici. Ora avviene tutto il contrario. I film d’animazione cinematografici Disney sono tutti realizzati al computer, i disegni tradizionali sono cosa ormai rara, con solo piccoli spazi concessi ogni tanto per non farli morire del tutto. I bambini di oggi non hanno praticamente mai visto una pellicola d’animazione disegnata a mano sul grande schermo. Dopo i clamorosi flop di Atlantis – L’impero perduto e Il pianeta del tesoro, la compagnia ha puntato ad un rinnovo drastico, seguendo l’esempio di altre produzioni come Shrek o L’era glaciale La sentenza emessa è stata spietata: niente più animazione tradizionale. Gli artisti del disegno hanno dovuto offrire i loro servigi attraverso una tastiera [attenzione, la Pixar non va considerata, è un altro settore]. E così, a sette anni dall’ultimo film tradizionale, La principessa e il ranocchio, i nostri due registi si sono dovuti inchinare alla modernità dei tempi e alle esigenze della compagnia.

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OCEANIA: La conferenza stampa

In attesa della recensione di Oceania, il nuovo film d’animazione Disney, ecco il report della conferenza stampa con i registi Ron Clements & John Musker e la produttrice Osnat Shurer, a cura del nostro redattore Luca Pernisco.

[InGenere Cinema]: Perché sono state scelte le Isole del Pacifico come ambientazione del film? E perché la loro mitologia? Avete condotto un intenso e approfondito lavoro di ricerca in loco, recandovi laggiù e studiando le tradizioni locali, giusto?

[John Musker]: Cinque anni fa ho avuto l’idea di ambientare un film nelle Isole del Pacifico. Non ero mai stato da quelle parti, ma avevo letto molti libri ambientati in quelle zone e ho visto dipinti che sono stati realizzati proprio in quei posti. Tutto ciò mi ha interessato a tal punto da studiare la mitologia polinesiana, scoprendo così la storia di Maui, un semidio in grado di mutarsi in qualsiasi cosa, munito di un amo da pesca magico e completamente ricoperto di tatuaggi che narrano le sue imprese. Sembrava che l’animazione fosse il mezzo giusto per portarlo in vita e così ho proposto questa semplice storia a Ron e insieme l’abbiamo mostrata a John Lasseter. Questo è avvenuto cinque anni fa.

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SAUSAGE PARTY – Vita segreta di una salsiccia di Greg Tiernan e Conrad Vernon

sausage_party1Seth Rogen, a parere di chi scrive, è un vero mistero: un attore dal talento minimo, uno sceneggiatore capace di partorire un’idea e una soltanto e un regista totalmente trascurabile. Eppure, occasioni per dimostrare il suo valore ne ha avute tante, fin dagli inizi della sua carriera con Paul Faig e Judd Apatow, o nel suo momento più mainstream, quando fu scelto come protagonista di The Green Hornet di Michael Gondry.

Più recentemente, si è trovato a dirigere – insieme a Evan Goldberg e a Sam Catlinla serie televisiva tratta da Preacher, uno dei fumetti più interessanti del Dark Universe della DC, progetto per anni inseguito da cineasti del calibro di Sam Mandes o dei Fratelli Coen. Inspiegabilmente il progetto è finito nelle mani di questo personaggio dubbio che lo ha ridotto – naturalmente, a parere di chi scrive – a un telefilm qualunque, che non restituisce affatto l’aspetto sinistro, esoterico e anarchico di questo cult.

Facendo dell’irriverenza e della sfrontatezza la sua cifra, sfiorando l’incidente diplomatico tra gli USA e la Corea del Nord con il suo discutibile The Interview, stavolta, questo cineasta poliedrico e molto fortunato, ci prova con l’animazione.

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InGenere alla Festa!

train-to-busan2Da pochi giorni si è conclusa l’undicesima Festa del Cinema di Roma e anche quest’anno la redazione di InGenere Cinema ha scovato i film di Genere più meritevoli della selezione e li ha visti per voi.

Qui di seguito quattro brevi review di pellicole che stanno per uscire al cinema, o che non vedremo mai nel nostro Paese e che ci auguriamo con tutto il cuore che possiate recupere al più presto.

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ALLA RICERCA DI DORY di Andrew Stanton

alla-ricerca-di-dory1A tredici anni di distanza da Alla ricerca di Nemo, la Pixar e il regista Andrew Stanton, ci riportano in fondo all’oceano per raccontare la storia di Dory, pesciolina smemorata ed esilarante amatissima da grandi e piccini. Alla ricerca di Dory, dunque, può essere considerato il primo della lunga serie di spin-off e sequel che lo studio di animazione californiano realizzerà fino al 2019. Gli Incredibili 2, Cars 3 e Toy Story 4 sono gli altri progetti annunciati dal presidente Jim Morris, dopodiché, le menti geniali della Pixar si dedicheranno a soggetti originali. E che il cielo sia lodato!

Dory vive felicemente sulla barriera corallina insieme a Nemo e Marlin: è passato un anno dall’avventura che cambiò le loro vite. Quando si ricorda improvvisamente di avere una famiglia che forse la sta cercando, Dory parte insieme a ai suoi amici per una nuova avventura attraverso l’oceano che la condurrà fino al prestigioso Parco Oceanografico, in California: un acquario che è anche un centro di riabilitazione. Per riuscire a trovare sua madre e suo padre, chiederà aiuto ai tre abitanti più stravaganti del Parco: Hank, un irascibile polpo che tenta continuamente la fuga; Bailey, un beluga convinto di avere un sonar difettoso; e Destiny, uno squalo balena miope. Esplorando con destrezza le complesse regole del Parco Oceanografico, Dory e i suoi compagni di avventura scopriranno l’amicizia, il senso della famiglia e la magia che si cela nei loro difetti.

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L’ERA GLACIALE: In rotta di collisione di Mike Thurmeier e Galen T. Chu

era-glaciale-1L’estate americana è giunta quasi al termine e a giudicare dai risultati – qualitativi, soprattutto – possiamo certamente dire che non si è trattata di una stagione memorabile. Se il box office, tutto sommato dignitoso, potrebbe nascondere la crisi profonda che sta emergendo a Hollywood, impossibile non accorgersi della penuria di idee, coraggio e visione che gli Studios denunciano film dopo film. Deficit che non risparmia nessuno, nemmeno il nostro amatissimo cinema d’animazione che si abbandona, così come l’intera industria, a sequel, reboot e spin-off.

Se la Pixar si difende alla grande con un incasso domestico importantissimo, è altrettanto vero che l’atteso Alla ricerca di Dory, di prossima uscita anche nel nostro Paese, appare come il più derivativo dei progetti del formidabile studio di animazione di San Francisco. Un po’ meglio di Cars 2, ma alla pari di Monsters University. Niente di nuovo, quasi trascurabile, ma a John Lasseter e compagni, capaci di capolavori come Inside Out, Toy Story e WALL-E – solo per citarne alcuni – si pedona questo e altro. Meno accondiscendenti si è con uno studio emergente, vera novità di questo settore, nella quale operare è sempre più difficile, che fa soldi a palate con film decisamente esili e troppo erodibili dal tempo. Ci riferiamo all’Illumination, società responsabile di successi come Cattivissimo Me, I Minions e del recente Pets [anche quest’ultimo inedito in Italia, ma ancora per poco] che presto sarà celebrata durata la 73esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia [sic!]. Non aggiungiamo altro!

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