action

MISSION IMPOSSIBLE: FALLOUT di Christopher McQuarrie

mission-impossible-falloutTom Cruise è un cugino lontano di Cristiano Ronaldo, visti i campi da gioco in cui si cimentano, ma ne è allo stesso tempo un fratello di sangue dal punto di vista dell’approccio che li accomuna alle loro rispettive professioni.

Sono infatti due personaggi che hanno costruito tutta la loro carriera tendendo verso un ideale di inossidabilità che rasenta quasi la sfera dell’immortalità. Pur essendo entrambi obiettivi umanamente utopici, nelle sfera di finzione del cinema e in quella circoscritta e limitata ad un certo periodo di anni nel calcio sembrano però poter propagare questo ideale folle che dovrebbe appartenere soltanto ai personaggi dei poemi epici.

Entrambi si sono dedicati in maniera ossessiva alla costruzione della miglior versione possibile di sé e in seguito hanno cercato un modo di preservarla. Ronaldo è invecchiato solo all’anagrafe, ma ha continuato a battere record, segnare gol incredibili e vincere trofei. Anche Tom Cruise sta per raggiungere i sessanta, ma lo sta facendo a modo suo: correndo.

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OCEAN’S EIGHT di Gary Ross

Buon sangue non mente. A 11 anni dall’ultimo colpo di Danny Ocean e della sua banda, si scopre che la professione dell’affascinante ladro ha ispirato anche altri suoi familiari. Proprio come lui e il padre, anche la sorella Debbie [Sandra Bullock] ha la stessa identica vocazione e, una volta scarcerata dopo più di cinque anni di detenzione, non perde tempo nel mettere insieme un gruppo di donne assai qualificate per attuare un nuovo “colpo grosso”: rubare la preziosa collana Toussaint di Cartier durante il Met Gala di New York.

In primis, dovrà reclutare di nuovo la sua socia più fidata, Lou Miller [Cate Blanchett]. Se Debbie è l’equivalente di suo fratello Danny, Lou corrisponde a Rusty Ryan/Brad Pitt, facendole da braccio destro e consigliere. Di meno sono le analogie nel resto della banda: abbiamo Amita, un’esperta di gioielli [Mindy Kaling]; Constance, una rapidissima borseggiatrice [Awkwafina]; Tammy, una ricettatrice [Sarah Paulson]; Palla Nove, un’hacker [Rihanna]; e Rose Weil, una stilista in fallimento [Helena Bonham Carter].

Con questo film, la saga di Ocean’s passa dalle mani di Steven Soderbergh – qui in veste di produttore – a quelle di Gary Ross [Pleasentville, Hunger Games], che ne cura in parte la sceneggiatura. La proposta di Ross consiste in un sequel/spin-off/remake che omaggia amorevolmente il lavoro svolto dal suo predecessore, prendendone in prestito lo stile registico [i vari movimenti con zoomate, ad esempio], quello musicale – che passa dal compositore David Holmes all’ottimo Daniel Pemberton [memorabile il brano “NYC Larceny”] e l’aspetto visivo, attraente e colmo di stile.

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JURASSIC WORLD – Il regno distrutto di Juan Antonio Bayona

jurassic-world-2Il franchise di Jurassic Park percorre con la saga Jurassic World una strada che sembra voler riproporre le stesse tappe della trilogia originaria, solo condendole con ingredienti più eclatanti e appariscenti, capaci forse di far dimenticare queste somiglianze, ma di certo di rompere l’aura di verosimiglianza della storia.

Con Jurassic World l’intento di regalare al pubblico una nuova versione di Jurassic Park, solo più grande e rumorosa, era chiarissima. Lo stesso scheletro narrativo del nuovo film si sarebbe potuto specchiare in quello del capostipite. Pur passando di mano ad un altro regista, Juan Antonio Bayona, il piano produttivo della saga “JW” rimane lo stesso e il secondo capitolo, Jurassic World – Il regno distrutto, vuole essere specchio ingrandente [e deformante] de Il mondo perduto – Jurassic Park.

Tre anni dopo i fatti di Jurassic World, il parco di Isla Nublar è stato completamente distrutto dai dinosauri, che ora sono gli unici padroni dell’isola.  Ancora per poco, però, perché un’imminente eruzione vulcanica sembra voler potere i dinosauri verso una seconda violenta estinzione di massa.

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FINO ALL’INFERNO: Il nuovo film di Roberto D’Antona

fino-all-inferno-1Il primo trailer di Fino all’Inferno, il nuovo film action/horror di Roberto D’Antona è finalmente online. Presentato in super-anteprima a Cartoomics 2018, la grande convention milanese dei fumetti, del cinema e dell’intrattenimento, il trailer – da oggi disponibile su YouTube, Vimeo, Facebook e Instagram – mostra soltanto un assaggio dell’adrenalinica pellicola – attesa nelle sale il prossimo agosto – che promette di mischiare Generi cinematografici diversi in un mix visivamente ispirato al cinema action hollywoodiano degli anni ’80.

“Ho preso ispirazione dai film della mia infanzia – spiega il regista e protagonista Roberto D’Antona – uno su tutti, Grosso guaio a Chinatown. Storie avventurose di eroi e anti-eroi che, in cerca di un riscatto, si rendevano capaci di imprese titaniche. Sono queste le storie che più mi hanno formato e a cui oggi voglio rendere omaggio”.

Il trailer mostra rapine, sesso, violenza, personaggi ambigui e spietati e disperate fughe in camper, con un colpo di scena finale che strizza l’occhio all’horror. “La novità è che il film uscirà nei cinema di tutta Italia e Svizzera ad agosto 2018 – aggiunge D’Antonama, in queste settimane, abbiamo firmato anche un contratto importante per la distribuzione all’estero”.

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TOMB RAIDER di Roar Uthaug

tomb-raiderAnche senza aver visto i vari trailer e senza conoscere la trama, senza conoscere gli attori e senza aver seguito la lavorazione del film, tutti in realtà avevamo già visto il nuovo Tomb Raider.

Questa non vuole essere un’affermazione carica di pregiudizio, o forse sì. In fondo il pregiudizio fa parte di noi, come l’acqua e il sangue, e chiunque sostenga il contrario mente; per essere privi di pregiudizi bisognerebbe essere privi di idee.

Ma ora, bando alle ciance, partiamo per l’avventura!

… Si fa per dire.

Lara Croft, ventuno anni, è la figlia fiera ed indipendente di un eccentrico avventuriero, scomparso quando lei era ancora in tenera età. Priva di qualsiasi obiettivo o scopo reale, Lara gira per le caotiche strade alla moda di East London lavorando come corriere in bicicletta, riuscendo a malapena a guadagnare i soldi per l’affitto.

Determinata nel trovare la sua strada, si rifiuta di assumere il comando dell’impero del padre, così come rifiuta fermamente l’idea che lui sia morto. Schierandosi esplicitamente contro il suo ultimo desiderio, Lara si lascia tutto alle spalle alla ricerca della sua ultima destinazione nota: una tomba leggendaria nascosta su un’isola mitologica al largo delle coste del Giappone.

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THE TRACKER: Iniziate le riprese dell’action di Giorgio Serafini

the-trackerCosa accade se la star hollywoodiana Dolph Lundgren – che tutti ricordano per aver interpretato il colosso russo Ivan Drago in Rocky IV – incontra Marco Mazzoli, fondatore de Lo Zoo di 105, la trasmissione radiofonica satirica più ascoltata dagli italiani, e la nota showgirl e attrice Anna Falchi?

Accade che prende forma The Tracker, action movie le cui riprese sono iniziate il 27 febbraio 2018 a Taranto, in Puglia, sotto la produzione di Patrizia Fersurella, Giulia De Rosa e Paolo Monaci [produttori della nuova commedia Anche senza di te, al cinema in questi giorni], insieme a Daniele Gramiccia [On air – Storia di un successo], Giorgio Bruno [Almost dead e My Little baby], Flavio Colotta e Stefania Capitani.

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JUMANJI – Benvenuti nella Giungla di Jake Kasdan

jumanjiReboot, sequel e prequel sono all’ordine del giorno nell’immaginario cinematografico contemporaneo.

Anche quest’anno ne abbiamo avuto una concreta prova, dal Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts al Power Rangers di Dean Israelite, tanto per citarne alcuni, la dose di reboot non è certamente mancata. La maggior parte delle volte sono prodotti che funzionano, come Spider-Man: Homecoming di Jon Watts, arrivato ormai al secondo reboot del franchise con protagonista il ragnetto più famoso d’America, altre volte si presentano come mere trovate commerciali di cui si potrebbe fare davvero a meno, e Baywatch di Seth Gordon ne è l’esempio lampante. Jumanji – Benvenuti nella Giungla, invece ponendosi tra il sequel e il reboot riesce, modestamente e senza elevate pretese, a dimostrarsi un prodotto di puro intrattenimento, non dozzinale, che diverte e attrae.

Il precedente film del 1995, con protagonista il compianto Robin Williams e una giovanissima Kirsten Dunst, divenne un vero oggetto di culto per la generazione degli anni ‘90, merito anche delle innumerevoli programmazioni televisive in prima serata, tanto che in seguito fu creata una serie animata ispirata ai personaggi del film, e il libro per bambini omonimo di Chris Van Allsburg da cui è tratto, tornò dopo tredici anni, sugli scaffali di tutte le librerie e in vetta alle classifiche. Questo nuovo Jumanji parte da dove avevamo lasciato il precedente, è il 1995 e un ragazzo trova sulla spiaggia la famosa scatola contente il gioco da tavola. Inizialmente riluttante all’idea di dover giocare a una cosa da lui ritenuta troppo vecchia, torna ai suoi videogames e la scatola successivamente si trasforma in una cartuccia per console.

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FREE FIRE di Ben Wheatley

free fireBoston, 1978. In un deposito abbandonato sta avvenendo un incontro tra un gruppo di militanti dell’IRA e dei trafficanti per una vendita illegale di armi. Le cose non sembrano filare lisce sin dall’inizio; poi, quando una lite personale porta lo scontro dagli insulti ai proiettili, la situazione degenera in un gioco al massacro.

Kill List, Sightseers e A Field in England sono solo alcuni dei titoli della filmografia di Ben Wheatley, regista, sceneggiatore e montatore britannico. Chi li conosce si sarà fatto anche un’idea del suo stile, si sarà reso conto del suo gusto e della sua bravura nell’addentrarsi nel grottesco e nella violenza, a volte molto diretta e cruenta, altre scanzonata, divertente e paradossale.

In questo caso, il regista si allontana dalle zone più deliranti ed estreme del suo cinema per realizzare un vero e proprio film d’azione, anche se contaminato da elementi pulp, noir, gore e con un costante tono da commedia nera.

Se si volesse cercare un collegamento più diretto agli altri film di Wheatley, di certo in Free Fire c’è una sorta di continuazione del tema dell’imbarbarimento della razza umana messo in scena già in High Rise [2015, adattamento del romanzo Il Condominio di J.G. Ballard], soprattutto nella seconda parte della pellicola.

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JOHN DOE vol. 5 di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni

“Non c’è più tempo John Doe. Sei più solo che mai.”

Già… il sodalizio tra la bella e biondissima Tempo e il fuggitivo John Doe sembra essere arrivato alla sua data di scadenza. Nel quinto volume brossurato edito da BAO Publishing della serie creata da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni, disponibile in fumetteria e in libreria, l’entità che governa il susseguirsi del passato, del presente e del futuro perde fiducia nell’uomo che è riuscita a rapire il suo cuore per un motivo del tutto umano: un tradimento.

Le quattro storie raccolte all’interno del quinto volume, si sviluppano attorno a questo evento e sulla figura di Tempo, raccontandone delusione, rabbia, depressione e risalita della più dolce tra le presenze inumane, ma non tanto differenti dalle donne in carne e ossa, che popolano la vita di John Doe.

Sono quattro storie che ribalteranno punti fermi e punti di vista su personaggi ormai conosciuti e che sposteranno l’attenzione del lettore dalla fuga del Golden Boy, focalizzando la narrazione su qualcosa di più impalpabile e difficile da raccontare come, appunto, un sentimento come l’amore.

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ESCOBAR di Andrea Di Stefano

La vita tranquilla dei due fratelli Nick [Joah Hutcherson] e Dylan [Brady Corbet], che hanno aperto una scuola di surf sulla costa in Colombia, viene completamente sconvolta dal deputato Pablo Escobar [Benicio Del Toro], un criminale molto pericoloso e potente, a capo di un traffico di cocaina a livello internazionale, che gli hanno permesso di vivere nel lusso. Tutto ha inizio nel momento in cui Nick conosce Maria [Claudia Traisac], e se ne innamora.

Il legame che unisce i due ragazzi si fa via via più forte, e per questo motivo Maria decide di presentarlo alla famiglia, con il beneplacito di Escobar, che si presenta al ragazzo come un uomo molto simpatico e spiritoso, finché una sera non entra nella sua stanza per fargli un discorso moralistico sul legame che lo lega a Maria e su quanto sia importante la sua felicità. Da quell’istante nulla è più come prima, ma Nick se ne accorge lentamente, convinto che la genuinità di Maria non sia poi così diversa da quella dello zio, e così accetta di lavorare per lui, ma i suoi uomini e alcuni strani fatti di cronaca che riconducono al narcotrafficante, fanno capire a Nick che egli stesso sta per diventare una preda, e allora bisognerà prevedere le mosse del predatore e cercare una di fuga.

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