InGenere Cinema

RAZZE ALIENE di Pablo Ayo

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Pablo Ayo è un nome noto nel panorama ufolofico nazionale, soprattutto, per i fan del programma Mistero che fino a qualche anno fa alimentava le fantasie di complottisti e appassionati…
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ROMICS: Movie Village e le novità della XXI edizione, dal 6 al 9 Aprile

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Dal 6 al 9 aprile torna Romics, la grande rassegna internazionale sul fumetto, l’animazione, i games, il cinema e l’entertainment che si tiene due volte l’anno presso la Fiera di…
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LIFE – Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa

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C’è vita su Marte? Sì, pare proprio di sì. Almeno stando a sentire il fanta-horror di Daniel Espinosa Life – Non oltrepassare il limite. Ambientato all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, Life racconta il…
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THE RING 3 di F. Javier Gutiérrez

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Il 2017 segna il ritorno in sala di Samara Morgan, icona horror d’origine orientale balzata, però, sul carrozzone della new wave orrorifica post 2000 dopo il remake statunitense di Verbinski…
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ROAD OF THE DEAD + L’ODIO CHE UCCIDE + THE MODEL + THE LAST SHOWING

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Il meccanico Barry si trova di punto in bianco scaraventato all’interno di un’apocalisse zombie da cui cerca, senza riuscirci, di difendere sua moglie e sua figlia. Senza più gli affetti…
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ELLE: La conferenza stampa con Paul Verhoeven

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KONG: SKULL ISLAND di Jordan Vogt-Roberts

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AUTOPSY di André Øvredal

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Il cadavere non identificato di una ragazza, una delle tante Jane Doe [Olwen Kelly che per tutto il film ha prestato la sua fisicità alla muta protagonista della vicenda], viene…
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MY LITTLE BABY: Sinossi e poster del nuovo film di Giorgio Bruno

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Jimmy è un bambino con poteri straordinari che ha da poco perso il padre. Il giorno di Natale, sotto l'albero, tra i vari regali, trova una coppia di walkie talkie…
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IMPRONTAUMANA: Intervista a Cristiano Neila ed Oscar Celestini

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Qualche mese fa, durante l’edizione 2016 del LatronicHorrorFest, abbiamo incontrato Cristiano Neila, autore dell’albo zero di IMPRONTAUMANA, progetto a fumetti che dietro un Genere, una cupissima fantascienza, nasconde molto, molto…
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LA BELLA E LA BESTIA di Bill Condon

La bella e la bestia arriva nelle sale italiane il 16 marzo. Nel ruolo della protagonista Emma Watson, che, abbandonati ormai i panni di Hermione che l’hanno resa celebre, cerca di imporsi nel panorama cinematografico, con risultati al momento non proprio determinanti per la sua carriera. Dan Stevens, invece – tra i protagonisti della serie Tv Legend – nei panni di Kyle/la Bestia. Chiamato da “mamma” Disney a dirigere il film, Bill Condon – regista  dei due Twilight la saga: Breaking down – realizza un film di fronte al quale difficilmente si può obiettare qualcosa.

Quasi tutto merita un plauso: dagli straordinari allestimenti/ricostruzioni scenici, ai costumi dei personaggi, alla rappresentazione della bestia, affascinante e altera, per arrivare poi alla sceneggiatura, che non si discosta molto dall’originale, se non per delle piccole libertà.

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MILANO IN THE CAGE: Dal 18 maggio al cinema

Al 36 anni [Alberto Lato], Alberto all’anagrafe, un nome comune, un uomo che si può definire ancora giovane, ma Al non è né comune né giovane. Siamo a Milano, immersi nella lenta agonia economica di una città che, nonostante tutto, rimane iperattiva anche nei suoi aspetti più negativi di degrado e povertà. Al ha fatto di tutto nella vita, boxeur, esperto di arti marziali, guardia del corpo, buttafuori. Non si è risparmiato nulla, nemmeno lo scendere a compromessi con la malavita, la clandestinità, il vivere gli angoli più bui dell’illegalità fino a farne la propria dimensione. Questo sottobosco urbano è l’unico habitat in cui ha ancora la possibilità di contare qualcosa, in cui si sente rispettato seppur perso in un inesorabile senso di progressiva alienazione. Quella di Al è anche la storia di un padre che ha mancato di essere padre e che vuole recuperare il tempo perduto. La disciplina estrema di MMA sarà una possibile via di fuga da quel mondo. Infatti, la chance per riscattarsi arriva con la finale del torneo Milano in the Cage, un incontro realmente combattuto per il film, nel quale Al si gioca il tutto per tutto per regalarci un finale che nessuno potrà conoscere fino al suono del gong.

Il finale del film sarà un incontro realmente combattuto.

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JOHN WICK – CAPITOLO 2 di Chad Stahelski

Non fai in tempo a sotterrare l’ascia di guerra, che il passato bussa alla tua porta per reclamare un pegno. E’ sempre così e lo sa bene John Wick, il sicario più pericoloso del mondo. Dopo aver recuperato la sua amata auto, torna nella sua enorme e silenziosa abitazione, accompagnato solo dal suo cane e dal ricordo di una vita passata che alimenta costantemente la sua implacabile forza distruttrice.

Ma John sa che la calma non può durare a lungo. In realtà non dura affatto.

Santino D’Antonio, figlio di un boss camorrista, chiede a John di uccidere sua sorella Gianna, scelta dal padre come erede al Grande Tavolo della criminalità. Al rifiuto di John, il giovane ambizioso risponde con la distruzione della sua casa. Wick capisce di trovarsi in un vicolo cieco, quindi parte alla volta di Roma per portare a compimento l’ennesima missione.

Non c’è alcun dubbio: la saga di John Wick funziona alla grande in tutte le sue componenti.

Funziona il personaggio, il suo stile, il suo volto, la sua presenza scenica, lo strapotere sovrumano, ma anche la sua semplicità e linearità di azioni ed emozioni. La backstory c’è, serve ed è funzionale, ma per fortuna non è un personaggio sovraccaricato di una complessità eccessiva, perché in questo caso stonerebbe.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.16

Anche questa settimana vi presentiamo tre uscite editoriale distribuite da La Gazzetta dello Sport: il primo è l’albo numero 9 della nuova serie Dylan Dog – I Maestri della Paura; il secondo è il volume 45 de Le battaglie del secolo, il secondo della saga Avengers – La guerra Kree-Skrull “Qualcosa di inumano; l’ultimo è il ventesimo albo di Orfani – Le origini.

Dylan Dog – I Maestri della Paura presenta “Qualcuno nell’ombra”, storia completa di 96 pagine scritta da Paola Barbato e disegnata da Giovanni Freghieri.

Catturate Dylan Dog: è un assassino! Così ordina Scotland Yard e per l’indagatore dell’incubo dimostrare la propria innocenza diventerà sempre più complicato!

L’albo è in edicola a 3,99 euro. Per maggiori informazioni clicca qui:

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ELLE: La conferenza stampa con Paul Verhoeven

Ci sono alcuni incontri più speciali di altri. Non c’è che dire. Avere la fortuna di ascoltare un uomo di cinema così capace, coraggioso e competete è davvero un piacere per chi, quest’arte, la ama da tutta la vita. Paul Verhoeven è venuto a Roma per accompagnare la sua ultima straordinaria opera, Elle, illuminando i cuori e le menti dei tanti presenti alla conferenza stampa. Noi c’eravamo e questo è il report di un incontro così speciale.

[InGenere Cinema]: Il film non è finito nella cinquina come miglior film straniero, è una pellicola troppo eversiva per gli americani?

[Paul Verhoeven]: Ovviamente possiamo solo formulare delle ipotesi. Di sicuro, credo che il terzo atto del film sia stato male digerito dagli americani. Pensa che abbiamo avuto molti problemi a proporlo in USA o a trovare una attrice americana interessata al progetto. Il problema è politico, naturalmente.

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SUA MAESTÀ ANATOMICA di Ivan Cenzi e Carlo Vannini

Sua Maestà Anatomica – Museo Morgagni di Padova è il quarto volume fotografico della collana Bizzarro Bazar, curata da Ivan Cenzi, per i testi, e da Carlo Vannini, per le sempre eccellenti ed ipnotiche fotografie, con l’ausilio di Alberto Zanatta, per quanto riguarda la museologia e la storia dell’Istituto dell’Anatomia Patologica di Padova.

Il nuovo volume, edito da Logos, è incentrato proprio sulla raccolta museale dell’Istituto padovano, che ospita la collezione, iniziata e voluta dal dottor Giovanni Battista Morgagni, che ospita oltre 1500 preparati: corpi, o parti di corpo umano, affetti da malattie più o meno rare o nati con malformazioni, in alcuni casi davvero impressionanti.

Così come faceva lo stesso Morgagni, anche Cenzi e Vannini si muovono sospesi tra la storiografia scientifica e una sorta di arte macabra, in cui i corpi assumono posizioni plastiche per l’eternità o dove, in alcuni casi, vengono addirittura parzialmente ricostruiti e messi in posa [come nel caso de “La suicida punita”], per contenere, oltre che un chiaro rimando a patologie mediche, una sorta di insegnamento morale.

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NOSFERATU, IL PRINCIPE DELLA NOTTE di Werner Herzog

Finalmente arriva anche da noi in alta definizione uno dei film più conosciuti del regista tedesco Werner Herzog, autore tra i più interessanti del cinema europeo dagli anni Settanta in avanti.

E’ una Pellicola molto suggestiva e d’atmosfera, Nosferatu, il principe della notte è il rifacimento del classico di Murnau del 1922 visto dall’occhio di Herzog che prende il suo attore feticcio Klaus Kinski e lo trasforma in un Dracula magrissimo e spiritato, contornato da un’aura struggente, alla ricerca di sangue più per amore che per diletto.

La storia è quella del celebre romanzo di Bram Stoker, che all’epoca del film del 1922 venne trasportato sullo schermo con i cambiamenti del caso per non incorrere in azioni legali da parte della famiglia dello scrittore irlandese, cosa che invece accadde ugualmente portando nientemeno che il film al rogo.

Libero da vincoli, Herzog riprende invece i nomi originali del romanzo e rielabora in una sequenza di immagini da capogiro il lavoro espressionista di Murnau, contestualizzandolo in sognanti ambientazioni olandesi e incantevoli scenari bucolici.

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OUIJA – L’origine del male in DVD

Dopo un primo capitolo insapore e poco riuscito, la Blum House decide di puntare ugualmente sulla tavoletta per le sedute spiritiche, meglio nota come tavoletta Ouija, e – passato il progetto nelle mani più sicure del regista Mike Flanagan da vita a Ouija – L’origine del male: un prequel, come è facile intuire dal titolo, in cui tutto è puntato sulla carta vincente già utilizzata nelle saga sorella [ma ben più riuscita] di The Conjuring di Wan. Parliamo, ovviamente, dello spostare la narrazione in un periodo temporale che possa donare alla storia e al film un fascino vintage indiscutibile.

Ecco quindi che Ouija – L’origine del male si sposta nel 1967. Tre protagoniste: una madre vedova e due figlie; la prima adolescente, l’altra poco più che una bambina.

Per mandare avanti la baracca, la donna si finge medium, mettendo su, insieme alle figlie, una sorta di show per spillare soldi alla gente smaniosa di mettersi in contatto con i propri parenti defunti.

Quando, però, la figlia più piccola inizia a giocare con la tavoletta Ouija di mamma, delle presenze reali e affatto benigne rompono la quotidianità delle tre donne, catapultandole in una storia di terrore, possessione ed esorcismo.

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QUESTIONE DI KARMA di Edoardo Falcone

Dopo il grande successo di Se Dio Vuole [pellicola in odore di remake americano prodotto da Brian Singer], Edoardo Falcone torna al cinema con Questione di Karma, commedia delicata che nel panorama desertico del cinema nostrano, risulta essere un’operazione interessante, che fa della misura della recitazione e dell’ambizione dello script i suoi punti di forza.

Giacomo è lo stravagante erede di una dinastia di industriali, ma più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo. L’incontro con un eccentrico esoterista francese lo cambia: lo studioso, infatti, afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre di Giacomo. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

Edoardo Falcone è uno sceneggiatore di vecchio corso, passato con un certo riscontro dietro la macchina da presa. Tuttavia, non ha tradito quello che sembra essere la sua prima passione, vale a dire la scrittura. Già dal suo esordio – film più modesto rispetto a questa seconda opera – l’ambizione di questo cineasta è da rintracciarsi nel tentativo di fare della sceneggiatura il focus comico della pellicola. Le commedie di Falcone seguono perfettamente il paradigma strutturato diviso in tre atti, che fece grande il cinema americano, soprattutto se si trattava di dover far ridere il pubblico.

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KONG: SKULL ISLAND di Jordan Vogt-Roberts

1973: una spedizione fatta di militari dell’esercito americano, reporter e studiosi di una società segreta chiamata Monarch, si dirige verso un’isola sconosciuta e inesplorata, scoperta grazie all’utilizzo delle prime tecnologie satellitari. Appena arrivati sull’isola e aver sganciato dagli elicotteri delle bombe utili a sondare i suoi strati più sotterranei, il gruppo viene attaccato da un gigantesco gorilla, alto ben 30 metri: gli uomini della spedizione scopriranno di trovarsi di fronte a Kong, una sorta di divinità per gli indigeni e l’unico della sua specie rimasto in vita per difende le altre creature di Skull Island da mostri altrettanto fuori scala ma davvero malvagi: gli Strisciateschi, creature rettiloidi dall’aspetto mostruoso e con alcune parti del proprio scheletro a vista.

Il Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts è un reboot della storia del re dei primati. Non cerca legami riconoscibili con film o capitoli precedenti, ma tenta di attualizzare la sua storia per renderla appetibile soprattutto per il pubblico più giovane. Tutto, quindi, nel film deve rispondere a esigenze commerciali ben precise: innanzitutto per un successo grande ci vuole un grande gorilla, e in questo caso con i suoi 30 metri dichiarati questo Kong è il più grande mai esistito. In secondo luogo, Kong: Skull Island doveva essere un ottimo punto di partenza per una saga che avrebbe dovuto abbracciare anche un altro grande re, quello dei rettili: Godzilla! Per quanto riguarda questo punto vi raccomandiamo di aspettare la bella sorpresa, dopo i titoli di coda, che sembra preludere a qualcosa in più di un Godzilla contro King Kong… ma staremo a vedere.

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