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QUI di Daniele Gaglianone

quigaglianoneAbbiamo sentito molto parlare dei pro e dei contro riguardo ai lavori della Tav in Val Susa, attraverso tv e giornali; attraverso l’informazione indipendente abbiamo sentito le ragioni degli attivisti e dei cittadini che hanno protestato e ancora ora protestano contro la costruzione della “grande opera”. Ciò che viene riportato nel documentario di Daniele Gaglianone è qualcosa di molto diverso.

Qui è un film che non si limita a fare semplicemente una cronaca neutrale sulla deturpazione paesaggistica e la militarizzazione pervasiva di un intera valle, anzi, fa forse l’inverso: il suo punto di vista documentaristico si fissa sull’intima esperienza personali dei protagonisti che, per un motivo o per un altro, si sono sentiti chiamati al dovere di dare il loro contributo alla resistenza civile contro un’opera mastodontica, sostanzialmente inutile e gravemente dannosa per la salute degli abitanti della zona; un opera voluta soltanto da una stretta cerchia di politici e ingegneri corrotti, che su quel cantiere hanno ampiamente lucrato.

Dieci ritratti di persone che, in un modo o nell’altro, sono diventate parte attiva, testimoni di, ormai, 25 anni di lotta NoTav.

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ROMA TERMINI di Bartolomeo Pampaloni

Roma Termini locandinaPresentato alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, all’interno della sezione Prospettive Italia, Roma Termini è il primo lungometraggio di Bartolomeo Pampaloni. Di origini fiorentine, il regista ha scelto di dedicare la sua prima fatica proprio alla stazione romana:Roma Termini, certamente la stazione più affollata e frequentata d’Italia.

Chi vive a Roma, o chi ci è solo passato, avrà sicuramente notato quanto sia caotica questa stazione, ma, soprattutto, avrà notato quante realtà diverse vi si intrecciano. Ai passanti, ai viaggiatori, o ai visitatori, si sovrappongono i senzatetto. Questi ultimi, provenienti da diverse parti del mondo, oltre che italiani, considerano la stazione un po’ la loro casa. Per i clochard vivere nei pressi della stazione non è ovviamente una condizione positiva, soprattutto d’inverno, quando una coperta per dormire non basta e bisogna sopportare il freddo, seppure Roma sia una città dal clima mite.

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BLACKFISH di Gabriela Cowperthwaite

Blackfish copertinaIl rispetto dell’uomo nei confronti degli animali è uno degli argomenti più dibattuti di questa ormai conclusa estate 2014. Pensiamo al triste caso dell’orsa Daniza, uccisa dall’anestetico che le è stato somministrato per catturarla. La colpa di questa bellissima orsa è stata quella di aver difeso i suoi figli da quello che considerava un pericolo:la presenza di un fungaiolo nei pressi della sua tana nei boschi di Pinzolo, in provincia di Trento. L’egoismo dell’uomo, e la completa indifferenza delle istituzioni al caso, hanno permesso agli enti locali di ordinare la cattura dell’animale. Rimangono impresse nelle nostre menti gli scontri violenti di piazza tra coloro che si sono battuti per la protezione dell’animale, e coloro che invece ne chiedevano la morte.

La storia di cui vi parliamo è differente da quella di Daniza, ma nello stesso ha molti punti in comune. È la storia di Tilikum, un’orca che ha fatto parlare molto di sé in America, e poi nel resto del mondo. Il suo nome sarà noto a molti, perché legato alla morte di tre addestratori, tra il 1991 e il 2010, aggrediti dall’animale.  L’orca fu catturata nell’Oceano Atlantico  nel 1983 nell’Oceano Atlantico, all’età di tre anni.

Blackfish, di Gabriela Cowperthwaite, è un documentario dedicato proprio alle orche in cattività, vittime degli spettacoli acquatici all’interno dei parchi marini, per allietare un pubblico probabilmente poco sensibile o inconsapevole dei limiti ai quali sono obbligati gli animali [compresi gli animali presenti negli zoo].

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CONTEST 2014: ROSARNO e BUONGIORNO TARANTO

Locandina RosarnoTra i documentari presentati alla quarta edizione di Contest:Il documentario in sala, al Nuovo Cinema Aquila, di cui vi abbiamo parlato ampiamente su InGenere Cinema, rientrano Buongiorno Taranto e Rosarno.

Ad inaugurare la rassegna, il 27 maggio, è stato il documentario di Greta de Lazzaris, al suo primo documentario da regista [un progetto iniziato nel 2003 e finito nel 2009] dopo diversi documentari nei quali ha assunto il ruolo di direttore della fotografia [come Nadea e Sveta, di Maura Delpero, del quale vi abbiamo parlato qui, o L’Orchestra di Piazza Vittorio di Agostino Ferrente].

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THE DARK SIDE OF THE SUN di Carlo Shalom Hintermann

The dark side locandinaDan e Caren Mahar hanno una figlia affetta da Xeroderma Pigmentosum: Katie.

Questa malattia molto rara riguarda un deficit nella riparazione dei danni causati sulla pelle dai raggi ultravioletti,; ciò comporta un’esposizione ai tumori mille volte superiore a quella di un soggetto sano.

Un bambino malato di XP non può esporsi ai raggi solari, vive in un mondo parallelo, prevalentemente notturno, con gravi disagi nella gestione della vita quotidiana e nell’ambito dell’integrazione sociale.

Dan e Caren hanno fondato un’associazione, la XP Society, per fornire sostegno alle famiglie con figli affetti da XP, e, nel 1995, hanno contestualmente avviato nella loro abitazione il primo campo estivo dedicato a questi bambini: Camp Sundown.

The dark side of the sun racconta giorno per giorno la vita nel campo notturno, inserendo nella narrazione dettagli delle vite di questi bambini e dei loro genitori.

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TERRA DI TRANSITO: Video-Intervista a Paolo Marino

PaoloMartinoTerra di Transito, fresco vincitore del Contest 014-Il Documentario in Sala, è stato presentato in anteprima al Bif&st di Bari.Il documentario di Paolo Martino mostra, attraverso la storia e la voce di Rahell, la condizione di tantissimi uomini e donne che fuggono da paesi afflitti dalla guerra in cerca di una nuova vita e che invece troppo spesso si ritrova intrappolata in un inferno, sicuramente diverso da quello dal quale provengono, ma comunque inferno. Terra di Transito è stato prodotto dall’Associazione A Buon Diritto e verrà distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

Abbiamo intervistato il regista di Terra di Transito, Paolo Martino.

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GIANFRANCO ROSI a Lampedusa

rosi1Giovedì 5 giugno, presso la sede Rai di Viale Mazzini, si è svolto un breve incontro stampa con Gianfranco Rosi, il regista di documentari prestigiosi, come Below Sea Level, 2008, e Sacro GRA, 2013. Il motivo dell’incontro è stato l’annuncio del prossimo documentario del regista, che vedrà protagonista l’isola di Lampedusa. Scongiurata la pausa di un anno che il regista aveva prospettato, come dichiarato al Festival di Venezia [dove ha ricevuto il Leone d’Oro per Sacro GRA, per dedicarsi esclusivamente all’insegnamento], Rosi si appresta a partire per l’isola.

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FUOCO AMICO-LA STORIA DI DAVIDE CERVIA di Francesco Del Grosso

locandina-Fuoco-Amico-731x1024Tra i documentari in concorso al Festival Contest – Il documentario in sala, svoltosi da martedì 27 maggio a domenica 1 giugno al Nuovo Cinema Aquila, abbiamo avuto il piacere di vedere Fuoco amico – La storia di Davide Cervia, del regista Francesco Del Grosso, un documentarista che ha alle spalle già diversi film [tra i quali 11 metri, dedicato alla figura del calciatore Agostino Di Bartolomei].

Il 12 settembre 1990 è il giorno in cui l’ex sottufficiale della Marina Militare, Davide Cervia, perito elettronico presso la ditta Enertecnel, con sede ad Ariccia, scompare nel nulla, mentre sta rientrando a casa, a Velletri, a bordo della sua auto. Del caso si occupa la procura di Velletri, che, senza indagare sul passato dell’uomo, si affretta a giustificare la sua sparizione  con un allontanamento volontario.

Eppure, Davide Cervia ha avuto un ruolo di estrema importanza all’interno della Marina Militare, e proprio l’esclusività del suo ruolo, in quanto esperto nella manutenzione ed utilizzo di radar e apparecchiature da guerra elettroniche, come dichiarato anche da militari suoi ex colleghi, potrebbe essere la causa del suo rapimento. Il lavoro di occultamento dei servizi segreti, negli anni, e i depistaggi, insieme al ritrovamento dell’auto dell’uomo, il 1 marzo 1991 a Roma [segnalata da una lettera anonima inviata alla sede della trasmissione Chi l’ha visto?], compongono un puzzle piuttosto contorto, e non fanno altro che dare fondamento all’ipotesi del sequestro.

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STREGHE A PACHINO – UN CASO GIORNALISTICO IRRISOLTO di Lorenzo Muscoso

Foto 2Via Iannello non era mai stata oggetto di attenzione, ma dal maggio 1963, e per molto tempo ancora, sarà sotto l’occhio dei riflettori. Siamo a Pachino, Sassari, Sicilia. Il 28 maggio 1963 il giovane giornalista Salvatore Marino rimane pietrificato davanti alla scena che gli si presenta ai suoi occhi: un uomo sta portando sulla schiena il feretro di sua figlia. Quell’uomo è Sebastiano Bosco, un uomo poverissimo, con una prole numerosa da crescere.

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PICCOLA PATRIA di Alessandro Rossetto

piccolapatria1Primo film di finzione per il documentarista Alessandro Rossetto, Piccola Patria si colloca nel panorama della produzione italiana come un tesoro fuori dall’ordinario, in particolare per quanto riguarda la realizzazione stessa del film.

Il regista ha individuato un’area del Nord-Est definita dallo stesso “un chilometro quadrato di Texas” e ha lasciato che gli attori prendessero spazio, entrando in confidenza con i luoghi e con i corpi che li circondavano nel film e sul set affinché fossero l’improvvisazione e il contatto a scrivere ogni azione e molte delle parole pronunciate.

Il metodo adottato è quello dell’improvvisazione guidata, alcuni attori sono arrivati sul set sprovvisti della sceneggiatura  che esisteva,  ma il regista ha scelto di lasciare spazio alla ricerca e alla creazione dei personaggi fornendo gli strumenti necessari alla realizzazione delle scene di volta in volta.

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