Anime

MARY E IL FIORE DELLA STREGA di Hiromasa Yonebayashi

Trovare il proprio sguardo è un’operazione assai difficile. Distinguersi mostrando un punto di vista personale e autentico che possa rappresentare la cifra stilistica ed espressiva di un vero autore, non è cosa da tutti. Ne sa qualcosa Hiromasa Yonebayashi, allievo del gigante Hayao Miyazaki, giunto al suo terzo lungometraggio e costretto a mettersi in proprio a seguito della chiusura della casa di produzione di capolavori come La Città Incantata o La Principessa Mononoke. Costretto nel perpetuare lo spirito dello Studio GhibliMary e il fiore della Strega, racconta la storia di un singolare fiore azzurro, che sboccia una volta ogni sette anni tra gli alberi di una foresta incantata. E della piccola Mary Smith, che trascorre le vacanze in campagna, nei pressi di quella magica foresta, esattamente nel periodo della miracolosa fioritura.

Pur di sfuggire all’ennesimo pomeriggio sonnolento in compagnia della vecchia prozia Charlotte, la sconsiderata Mary insegue un gattino randagio nel folto di una foresta minacciosa. Perse immediatamente le tracce del fuggiasco, l’attenzione della ragazzina viene catturata da un bellissimo fiore azzurro che risplende tra le erbacce. Il fiore conferisce a Mary incredibili poteri magici: per un po’ vola a cavallo di un manico di scopa imbizzarrito, prima che il legno dispettoso la scaraventi sull’uscio di un’importante scuola di magia. L’istituto chiamato Endors College, diretto dall’esuberante Madama Mumblechook e dal brillante Dottor Dee, non convince l’astuta Mary, che per sopravvivere nell’universo sconosciuto abitato da maghi e creature fantastiche, decide di rubare un libro molto speciale.

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CATTIVISSIMO ME 3 EDIZIONE SPECIALE in BD

Molto ricca l’edizione speciale di Cattivissimo me 3, terzo capitolo della saga d’animazione tra le più famose e amate in Italia e nel mondo. Uscito nella sale italiane alla fine della scorsa estate, Cattivissimo me 3 non ha deluso le aspettative dei fan, grandi e bambini, continuando a mostrarci minions in delirio, scalmanati e buffi come sempre, mostrandoceli anche detenuti in un carcere dove in poco tempo riescono a dominare su tutti gli altri detenuti.

Scoprire di avere un fratello gemello, per giunta con tanti capelli fluenti e ricco, per Gru è un vero shock. Messa da parte l’invidia iniziale, soprattutto per quella chioma che il fratello Dru sfoggia con tanto orgoglio, tra i due gemelli si instaura quasi subito un rapporto stretto e sincero, che fa bene ad entrambi. Anche Lucy e le loro tre bambine reagiscono con entusiasmo alla scoperta, e la permanenza nella maestosa villa di Dru si rivela davvero piacevole. Peccato che in mezzo a questo momento di felicità si inserisca Balthazar Bratt, una ex star della televisione, ex bambino prodigio pian piano dimenticato, che anche da adulto continua a pensare a quell’infanzia tanto gloriosa che ha acuito il suo egocentrismo.

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L’ISOLA DEI CANI di Wes Anderson

isola-dei-caniSono davvero pochi i registi capaci di creare uno stile originale e riconoscibile; molti di meno sono coloro che riescono a ricreare un mondo che prende spunto da quello reale per deformarsi a immagine e somiglianza della fantasia del suo creatore. Ma la parola ‘deformazione’ fa pensare più all’universo di David Cronenberg che a quello di Wes Anderson.

Il regista americano non deforma ma riforma, se così si può dire, la realtà: la riordina, la trasforma in qualcosa di diverso, migliore, più giusto e… più simmetrico.

La caratterizzazione del suo stile parte dallo strato più esteriore, l’aspetto visivo, e arriva poi al cuore delle storie e dei suoi personaggi.

È difficile trovare altrove la maniacalità con cui Wes cura tutti i particolari delle sue opere, dalla messa in scena alla caratterizzazione dei personaggi, dai particolari buffi e insieme geniali ai movimenti di macchina fatti con riga e squadretta.

E nel suo ultimo film, L’isola dei cani, il secondo realizzato in stop-motion dopo Fantastic Mr. Fox, ancora una volta ritroviamo tutti gli elementi che ci fanno amare questo grande autore.

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I PRIMITIVI di Nick Park

i-primitiviOgni volta che l’Aardman Animation arriva in sala con un nuovo lungometraggio, per noi di InGenere Cinema e per tutti gli amanti dei cartoni animati in passo uno è assolutamente una festa. Impossibile non essere riconoscenti alla coppia artistica formata da Peter Lord e Nick Park che da circa vent’anni ci regala fantasia, divertimento e pura gioia, non appena si spengono le luci del cinematografo. Impossibile non amare quel gioiello di Gallina in fuga, oppure le avventure surreali e irresistibili di Wallace e Gromit, ma anche i sottovalutati Shaun – Vita da pecora e Pirati! briganti da strapazzo. Insomma, a coloro capaci di restituire stupore e meraviglia con pongo e plastilina, la riconoscenza e la stima è sempre ai massimi livelli. Così come l’indulgenza qualora facessero un piccolo passo falso. È il caso de I Primitivi, ultima fatica dello studio di Manchester, troppo esile, forse più adatto al piccolo schermo, ma comunque godibile e assolutamente da vedere.

All’alba dei tempi, la vita del cavernicolo Dag scorre tranquilla tra mammut lanosi, creature preistoriche e natura incontaminata. Ampio sorriso e chioma leonina, Dag è allo stesso tempo il guerriero più audace e incapace della sua adorabile e bizzarra tribù. Armato di buoni propositi e di una preistorica lancia spuntata, ha finalmente l’occasione di mostrare il suo valore quando un pericolo imminente minaccia di distruggere la sua casa.

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MONSTER FAMILY di Holger Tappe

Monster FamilyTratto dal best seller tedesco, La mia Famiglia e altri Orrori di David Safier, arriva nelle nostre sale Monster Family, disegno animato che propone alcune icone horror alle prese con improbabili beghe familiari.

Il film diretto da Holger Tappe – autore di altri discutibilissimi cartoon quali Impy Superstar e Animals United – racconta la storia di Emma Wishbone la voce italiana è di Carmen Consoli], proprietaria di una piccola libreria per ragazzi, del marito Frank e dei loro indisciplinati figli. L’illusione di una famiglia felice si scontra con l’ingombrante presenza di quattro “mostri” infestanti: stress da lavoro, crisi di mezza età, pubertà e bullismo. Papà Frank è sfiancato dal lavoro, tiranneggiato da un datore prepotente e apparentemente disinteressato ai problemi dei figli. Fay sta attraversando gli imbarazzanti anni dell’adolescenza, tra risultati scolastici insoddisfacenti e irrazionali cotte per ragazzini sboccati. Max è un dodicenne imberbe, canzonato dai compagni per le scarse doti atletiche e la bassa statura. Mamma Emma, infine, vorrebbe ricreare il nucleo compatto dei primi tempi ma finisce per sbraitare, rimbrottare e promettere punizioni a tutti, marito compreso. Durante una festa mascherata, gli alterchi dei Wishbone prendono una piega inaspettata: genitori e figli restano vittime di un sortilegio lanciato dalla strega Baba Yaga, inviata dal Conte Dracula in persona [Max Gazzè], e assumono per magia le sembianze dei loro costumi. La mummia, il licantropo, la vampira e il mostro di Frankenstein saranno costretti a unire le forze e ritrovare l’armonia familiare per invertire l’incantesimo.

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PUFFI: COLLEZIONE 3 FILM

Distribuita da Sony Pictures il primo cofanetto contenente la trilogia cinematografica dei Puffi al cinema, che si conclude con I puffi – Viaggio nella foresta segreta, uscito lo scorso aprile, non più diretto da Raja Gosnell come i precedenti ma da Kelly Asbury. Vi abbiamo parlato ampiamente di ciascuno dei tre film alla loro uscita: se nei primi due l’animazione e il live action si confondevano, il terzo invece è un film completamente d’animazione, in cui i Puffi sono protagonisti assoluti, senza più gli umani Patrick [Neil Patrick Harris] e Grace [Jayma Mays] con cui confrontarsi, e in cui Gargamella costituisce come sempre una minaccia. Se nei due film precedenti l’azione e l’allegria era sempre in moto, qui i toni si fanno un po’ più seri.

Siamo nel villaggio blu dei Puffi, e Puffetta, più matura di come l’avevamo lasciata nei due film precedenti, è in preda a mille domande sulla sua identità, lei che, unico essere femminile della sua specie, è stata creata nel laboratorio dal malvagio mago che vuole far fuori tutti gli omini blu.

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CATTIVISSIMO ME 3 di Pierre Coffin, Kyle Balda e Eric Guillon

Scoprire di avere un fratello gemello, per giunta con tanti capelli fluenti e ricco, per Gru è un vero shock. Messa da parte l’invidia iniziale, soprattutto per quella chioma che il fratello Dru sfoggia con tanto orgoglio, tra i due gemelli si instaura quasi subito un rapporto stretto e sincero, che fa bene ad entrambi. Anche Lucy e le loro tre bambine reagiscono con entusiasmo alla scoperta, e la permanenza nella maestosa villa di Dru si rivela davvero piacevole. Peccato che in mezzo a questo momento di felicità si inserisca Balthazar Bratt, una ex star della televisione, ex bambino prodigio pian piano dimenticato, che anche da adulto continua a pensare a quell’infanzia tanto gloriosa che ha acuito il suo egocentrismo.

L’obiettivo di Balthazar Bratt è di non sparire dai riflettori, e così dopo inutili iniziative per tornare alla ribalta, l’ex star della TV decide di fare della sua cattiveria un mestiere, forte della sua elasticità fisica che gli permette di compiere furti e impossessarsi di oggetti di inestimabile valore. Ci penserà Gru con tutta la banda dei Minions a sfidarlo, ma questa volta la presenza delle buffe creature gialle non sarà così scontata….

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LA TARTARUGA ROSSA di Michael Dudok De Wit

Imperdibile l’uscita home video di uno dei pochi film d’animazione degni di nota in questo 2017: La tartaruga rossa. A distribuirlo BIM Distribuzione, che per l’occasione ha promosso una uscita in DVD tutta particolare, in un formato cartonato che riproduce la forma di una tartaruga e con contenuti extra veramente unici. Ma andiamo con ordine. A dirigere il film un regista olandese, Michael Dudok De Wit, il cui ultimo cortometraggio Father and Daughter – presente nei contenuti extra del disco – aveva suscitato l’interesse e la stima di Studio Ghibli, tanto da ricevere proprio dallo studio cinematografico giapponese una lettera di elogi contenente una richiesta di collaborazione allettante.

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LOONEY FOODZ!: Intervista a Paolo Gaudio

Avete mai avuto l’impressione che un uovo, un pezzo di formaggio o un cartone di latte vi abbiano guardato sospettosi? C’è vita nel vostro frigo? Per citare un uomo saggio, è vero che nel frigo il pomodoro non dorme perché l’insalata russa? Il nostro Paolo Gaudio ci parla del suo nuovo progetto animato: Looney Foodz!

[Luca Ruocco]: Buongiorno, buon Gaudio! Di tanto in tanto passi dall’altra parte delle pagine virtuali del nostro sito! Non può che farmi piacere… e spero che tu riesca a trovarti bene da entrambi i lati.

[Paolo Gaudio]: Ciao Luca, grazie per la tua squisita ospitalità. Mi trovo molto bene su InGenere a cui devo la possibilità di alimentare la mia passione per la settimana arte. A molti sfugge il vero motivo per il quale mi dedico alla scrittura oltre che alla mia attività principale di regista e animatore. Si tratta di una cosa molto semplice, ma che comprendo possa sfuggire ai più. Vedi, io amo il cinema, non solo il mio. Non soltanto quello che faccio o che provo a fare. Ho bisogno di tutto il cinema possibile, da vedere e frequentare. La gioia più grande resta per me la sala e nella sala, molto spesso, trovo la forza per continuare a fare questo mestiere che, sfortunatamente, può essere molto frustrante, soprattutto per uno con le mie idee.

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I PUFFI: VIAGGIO NELLA FORESTA SEGRETA di Kelly Asbury

Dopo I puffi [2011] e I puffi 2 [2013] di Raja Gosnell, che avevano fatto rivivere su grande schermo i piccoli omini blu inventati da Peyo in due lungometraggi che mescolavano animazione ad attori live action, all’interno di una cornice assolutamente realistica, i Puffi tornano in sala con un nuovo lungometraggio questa volta totalmente d’animazione.

I Puffi: Viaggio nella foresta segreta è un lavoro che, se da un lato può far pensare ad una regressione o ad un passo indietro rispetto a quanto raccontato nei due precedenti lungometraggi, dall’altro si rivela, in realtà, come la mossa vincente per regalare ai Puffi una nuova vita da grande schermo, di certo assai più canonica, ma che riesce a conquistare il pubblico, di piccini e meno giovani, in modo maggiore.

Tutti i Puffi hanno un nome che riporta alla caratteristica più riconoscibile del loro carattere. Tutti tranne Puffetta che, oltre ad essere l’unico esemplare femmina della sua specie, è anche stata creata in laboratorio dal malvagio mago Gargamella.

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