Anime

LOONEY FOODZ!: Intervista a Paolo Gaudio

Avete mai avuto l’impressione che un uovo, un pezzo di formaggio o un cartone di latte vi abbiano guardato sospettosi? C’è vita nel vostro frigo? Per citare un uomo saggio, è vero che nel frigo il pomodoro non dorme perché l’insalata russa? Il nostro Paolo Gaudio ci parla del suo nuovo progetto animato: Looney Foodz!

[Luca Ruocco]: Buongiorno, buon Gaudio! Di tanto in tanto passi dall’altra parte delle pagine virtuali del nostro sito! Non può che farmi piacere… e spero che tu riesca a trovarti bene da entrambi i lati.

[Paolo Gaudio]: Ciao Luca, grazie per la tua squisita ospitalità. Mi trovo molto bene su InGenere a cui devo la possibilità di alimentare la mia passione per la settimana arte. A molti sfugge il vero motivo per il quale mi dedico alla scrittura oltre che alla mia attività principale di regista e animatore. Si tratta di una cosa molto semplice, ma che comprendo possa sfuggire ai più. Vedi, io amo il cinema, non solo il mio. Non soltanto quello che faccio o che provo a fare. Ho bisogno di tutto il cinema possibile, da vedere e frequentare. La gioia più grande resta per me la sala e nella sala, molto spesso, trovo la forza per continuare a fare questo mestiere che, sfortunatamente, può essere molto frustrante, soprattutto per uno con le mie idee.

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I PUFFI: VIAGGIO NELLA FORESTA SEGRETA di Kelly Asbury

Dopo I puffi [2011] e I puffi 2 [2013] di Raja Gosnell, che avevano fatto rivivere su grande schermo i piccoli omini blu inventati da Peyo in due lungometraggi che mescolavano animazione ad attori live action, all’interno di una cornice assolutamente realistica, i Puffi tornano in sala con un nuovo lungometraggio questa volta totalmente d’animazione.

I Puffi: Viaggio nella foresta segreta è un lavoro che, se da un lato può far pensare ad una regressione o ad un passo indietro rispetto a quanto raccontato nei due precedenti lungometraggi, dall’altro si rivela, in realtà, come la mossa vincente per regalare ai Puffi una nuova vita da grande schermo, di certo assai più canonica, ma che riesce a conquistare il pubblico, di piccini e meno giovani, in modo maggiore.

Tutti i Puffi hanno un nome che riporta alla caratteristica più riconoscibile del loro carattere. Tutti tranne Puffetta che, oltre ad essere l’unico esemplare femmina della sua specie, è anche stata creata in laboratorio dal malvagio mago Gargamella.

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PETS – VITA DA ANIMALI IN HOME VIDEO

Davvero esaltante l’uscita in home video, targata Universal Pictures, di Pets – Vita da animali, uno dei più divertenti film d’animazione del 2016 dedicato ai nostri animali domestici e agli animali randagi. La distinzione tra le due categorie scatena scontri iniziali ma soprattutto confronti, che culmineranno in uno spirito d’unione che non cambierà le loro personalità: l’unione fa la forza, nonostante le differenze!

Ed è così che Max e Duke, due cani diversi sia caratterialmente che fisicamente, impareranno a convivere e fare tesoro delle loro virtù, e a ridere dei propri impedimenti, così come Chloe, una gatta molto pigra che ama mangiare e rotolarsi sul pavimento, tutto il contrario di Gidget, pimpante e vanitosa.
Pets mette in mostra i lati buffi degli animali, che spesso, dietro un’apparente aggressività, nascondono invece un animo molto dolce. Pets – Vita da animali ci svela quale è la giornata tipo dei nostri animali domestici nel momento in cui rimangono soli in casa: siamo davvero sicuri che stiano tutto il giorno dietro il portone ad attendere il nostro arrivo?

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LEGO BATMAN di Chris McKay

Tra i tanti supereroi passati dalle vignette al grande schermo, Batman è senza dubbio quello più cinematografico. A rende l’Uomo-Pipistrello così adatto alla trasposizione è il suo fare drammatico e oscuro, che lo ha rivelato nel tempo come personaggio combattuto e controverso, custode di aspetti positivi e negativi in egual misura. Se Tim Burton fu il primo a sottolineare questa ambiguità nell’eroe creato da Bob Kane, Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan ne sdoganò definitivamente l’aspetto drammatico che tutti i cinefili sembrano apprezzare tanto. Ed è proprio la serietà di Batman a fornire a Chris McKay terreno fertile per il suo LEGO Batman: parodia del mondo nerd e della cultura pop che sbeffeggia i franchise, divertendo tutti o quasi.

Grandi cambiamenti fervono a Gotham, e se Batman vuole salvare la città dalla scalata ostile del Joker, deve abbandonare il suo spirito di giustiziere solitario, e cercare la collaborazione degli altri e forse imparare a prendersi un po’ meno sul serio.

Dopo il grande successo di LEGO Movie, la casa produttrice dei mattoncini colorati, sembra averci preso gusto e insieme a quelle vecchie volpi dei Fratelli Warner, intraprendono una curiosa strada che gli consentirà, nei prossimi anni, di invadere i cinema di tutto il mondo con prodotti animati dal grande seguito.

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SING di Garth Jennings

Dopo il successo di Pets – Vita da animali, gli animali tornano protagonisti al cinema con un nuovo film di animazione, Sing. Se Pets era caratterizzato da molta frenesia e da un rocambolesco, qui siamo di fronte ad un prodotto più sottile, con vari sottotesti che difficilmente i più piccoli potranno cogliere, e per questo emotivamente più coinvolgente. Distribuito da Universal Pictures e al cinema dal 4 gennaio, Sing è un film d’animazione, davvero divertente: si ride spontaneamente della personalità dei protagonisti e delle loro diversità, che li portano spesso a confrontarsi e litigare buffamente.

In una città immaginaria si trova un antico teatro da un po’ di tempo in grave crisi finanziaria. Il proprietario, il koala Buster Moon, sta riflettendo su un possibile piano che serva a risollevare la sua attività e, ad un certo punto, è certo di aver avuto un’idea geniale: indire un concorso canoro con un premio del valore di mille dollari. La città viene tappezzata da cartelloni pubblicitari che attirano migliaia di persone desiderose di sfondare nel mondo della musical. Buster Moon è sorpreso del successo dell’iniziativa, e non ne capisce la ragione almeno finché non scopre che la sua segretaria, un’iguana ormai anziana e sorda, ha fatto scrivere sui cartelloni pubblicitari del corso che il montepremi si aggira intorno ai centomila bigliettoni.

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GGG – IL GRANDE GIGANTE GENTILE di Steven Spielberg

Il rinnovamento e la creatività sono solo alcune delle capacità più evidenti del grande Spielberg, un vero genio del cinema, regista di storie indimenticabili capaci di far sognare e spaventare diverse generazioni: dal potente Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T. – l’extra-terrestre per passare poi a Lo squalo e Jurassic Park.

Ispirato al romanzo di Roald Dahl, GGG – Il grande gigante gentile di Spielberg é un film incantevole, capace di far commuovere e divertire insieme. É ancora una volta un autore sorprendente. In GGG riesce a mescolare humour inglese, uno dei punti costanti del film, a un’ironia assai più ruspante e infantile, soprattutto nella seconda parte, riuscendo a far divertire in modo spontaneo e giocoso.

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OCEANIA di Ron Clements & John Musker

 

Chi scrive ha avuto la grande fortuna di poter vivere nell’infanzia la cosiddetta “epoca rinascimentale” dei film d’animazione Disney, vale a dire il periodo che parte dal 1989 fino al 1999 – da La sirenetta a Tarzan – dopo lunghi anni bui per la compagnia. In questo periodo di dieci anni, i registi Ron Clements e John Musker sono stati fra i pionieri assoluti, ed è grazie a loro che il pubblico ha potuto ammirare meraviglie come La sirenetta e Aladdin. Era un periodo in cui i registi e gli animatori sperimentavano sempre nuove tecniche all’avanguardia, affacciandosi verso l’animazione computerizzata. In Basil l’investigatopo vi erano gli ingranaggi del Big Ben realizzati al computer, mentre ne La sirenetta una lunga scalinata nel palazzo del principe, fino alla creazione del salone da ballo de La bella e la bestia. Tutto si sposava perfettamente con i disegni classici. Ora avviene tutto il contrario. I film d’animazione cinematografici Disney sono tutti realizzati al computer, i disegni tradizionali sono cosa ormai rara, con solo piccoli spazi concessi ogni tanto per non farli morire del tutto. I bambini di oggi non hanno praticamente mai visto una pellicola d’animazione disegnata a mano sul grande schermo. Dopo i clamorosi flop di Atlantis – L’impero perduto e Il pianeta del tesoro, la compagnia ha puntato ad un rinnovo drastico, seguendo l’esempio di altre produzioni come Shrek o L’era glaciale La sentenza emessa è stata spietata: niente più animazione tradizionale. Gli artisti del disegno hanno dovuto offrire i loro servigi attraverso una tastiera [attenzione, la Pixar non va considerata, è un altro settore]. E così, a sette anni dall’ultimo film tradizionale, La principessa e il ranocchio, i nostri due registi si sono dovuti inchinare alla modernità dei tempi e alle esigenze della compagnia.

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LE STAGIONI DI LOUISE di Jean – Francois Laguionie

Di uscite cinematografiche natalizie ve ne sono tante, nel campo dell’animazione, e tutte di qualità. C’è un film di animazione, però, che eccelle tra tutti in quanto a ricercatezza e profondità, ed è Le stagioni di Louise, un film francese destinato agli adulti ma adatto anche ai bambini. Si tratta di un film poetico, di quelli che non si dimenticano, vestito di profonde riflessioni scaturite da una semplice corsa del treno saltata.

Per quasi tutta la durata del film la protagonista è Louise, una donna vicina ai settant’anni, che, come ogni estate, trascorre le vacanze in una località balneare in Normandia, in una piccola casa a due passi dal mare. L’estate è finita, e tutti i villeggianti sono in procinto di partire. Louise perde la corriera, e non potendo fare altro che rassegnarsi, torna indietro e rincasa.

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OCEANIA: La conferenza stampa

In attesa della recensione di Oceania, il nuovo film d’animazione Disney, ecco il report della conferenza stampa con i registi Ron Clements & John Musker e la produttrice Osnat Shurer, a cura del nostro redattore Luca Pernisco.

[InGenere Cinema]: Perché sono state scelte le Isole del Pacifico come ambientazione del film? E perché la loro mitologia? Avete condotto un intenso e approfondito lavoro di ricerca in loco, recandovi laggiù e studiando le tradizioni locali, giusto?

[John Musker]: Cinque anni fa ho avuto l’idea di ambientare un film nelle Isole del Pacifico. Non ero mai stato da quelle parti, ma avevo letto molti libri ambientati in quelle zone e ho visto dipinti che sono stati realizzati proprio in quei posti. Tutto ciò mi ha interessato a tal punto da studiare la mitologia polinesiana, scoprendo così la storia di Maui, un semidio in grado di mutarsi in qualsiasi cosa, munito di un amo da pesca magico e completamente ricoperto di tatuaggi che narrano le sue imprese. Sembrava che l’animazione fosse il mezzo giusto per portarlo in vita e così ho proposto questa semplice storia a Ron e insieme l’abbiamo mostrata a John Lasseter. Questo è avvenuto cinque anni fa.

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LA MIA VITA DA ZUCCHINA di Claude Barras

la-mia-vita-da-zucchinaTratto dal romanzo di Gilles Paris, Autobiographie d’une courgette, La mia vita da zucchina è un film di animazione francese che arriverà nelle nostre sale sale il 01 dicembre 2016. Si tratta di un film estremamente delicato e drammatico, che tratta il tema dell’abbandono attraverso gli occhi di un bambino, prima, e di alcuni suoi coetanei, poi. Realizzato con la tecnica della stop motion, curata da Kim Keukeleire, impegnato in passato in progetti molto importanti, come Frankenweenie o il più recente Galline in fuga, La mia vita da zucchina è un film più per adulti che per piccoli, in cui è il dolore, quello più intimo, nato dal senso di abbandono, ad unire Zucchina, questo il nome del protagonista, con gli altri bambini conosciuti nella casa famiglia con cui condivide ogni istante della sua vita.
Zucchina sa di esser responsabile della morte di sua madre, una donna che non sapeva occuparsi del figlio e neanche di sé stessa, perché incapace di uscire dal tunnel dell’alcolismo.

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